Giorno: 20 dicembre 2009

20 dicembre 2009 0

Ben 45 tori a protezione della droga, 16 chili di “coca” sequestrati sull’A1

Di redazione
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Sedici chili di cocaina per un valore di un milione di euro erano in viaggio dalla Spagana alla Puglia nascosti tra 45 tori. La provincia di Frosinone e il Cassinate, in particolare, è punto di snodo impotante per i traffici delle sostanze stupefacenti. A conferm,arlo l’ennesimo maxi sequestro di cocaina effettuato la scorsa notte sul tratto autostradale Roma Napoli, nel territorio di Castrocielo (Fr). Proprio nella stazione di servizio Casilina Ovest, in direzione sud, i carabinieri hanno deciso di far scattare il blitz. L’autoarticolato adibito a trasporto animali è stato quindi circondato e perquisito da cima a fondo. I militari hanno dovuto cercare anche tra i tori che sembravano infastiditi dalla loro presenza. Infastiditi ed impauriti erano invece i due autotrasportatori che sono stati arrestati non appena, i carabinieri hanno rinvenuto, all’interno di una valigia abilmente occultata 16 chili circa di cocaina suddivisa in 14 panetti. Le manette, quindi, sono scattate per Ciro Mascolo 44 anni residente a Sant’Antonio Abate e Francesco Lamberti 44 anni residente a Pagani (SA); per loro l’accusa è importazione e traffico di ingenti quantitativi di stupefacente e dopo le formalità di rito sono stati tradotti nella casa circondariale di Cassino. L’operazione rientra in una più vasta indagine condotta dai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna (Na). Ermanno Amedei

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Calcio, il Cassino vince su rigore contro il Manfredonia

Di redazionecassino

II DIVISIONE GIRONE C Cassino-Manfredonia 1-0 CASSINO (4-3-3): Indiveri 6; Camorani 6,5, Merli Sala 6, Bianciardi 6, Martinelli 6; Conti 6 ( dal 1’ s.t. Romeo 6), Kone 6,5, Giannone 7; Mezgour 5, Croce 6 (dal 31’ s.t. Agius s.v.),   Romanelli 6 (dal 1’ s.t. Sfanò 6). A disposizione Amadio, Poli, Frisenda,  Bardeggia. All. Pellegrino 6,5. MANFREDONIA (4-3-3): Marruocco 6; Di Pasquale 5, Nossa 6 (dal 32’ s.t. Marchano s.v.), Parisi 6, Sabatino 6; Vitello 6, Pirrone 6, Arcuri 6,5; Luppi 6(dal 20’ s.t. Mignogna 6), Giglio 5 (dal 26’ s.t. Napoli 5), Arigò 5. A disposizione Fortunato, Carrieri, Di Toro, Napoletano,  . All. Bucaro 6. ARBITRO Ronchi di Caltanissetta 5. MARCATORE: Giannone (rigore) al 13’ s.t. NOTE Angoli 7-6. Espulsi al 18’ s.t. Mezgour e Di Pasquale per scorrettezze, al 21’ s.t. Martinelli per proteste.  Ammoniti Indiveri, Pirrone, Nossa, Vitiello. Spettatori 500.

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Lanciano Volley, La Di Monte supera l’Atessa per tre set a uno

Di redazione

DI MONTE B&B LANCIANO-ANGEL’S VOLLEY ATESSA 3-1 Altro weekend da incorniciare per la pallavolo lancianese: 3 vittorie su 3, la DF va in testa vincendo ed approfittando della sconfitta del Castelfrentano, l’under 16 UCCI ANTONIO è abbonata al 3 a 0 (trasferta vittriosa a Vasto) e i ragazzi DI MONTE B&B regolano Atessa 3 a 1. E parliamo di questi ultimi, coach Dalerci deve fare a meno di Sciorilli e fa partire titolare Colacioppo opposto,tutto va per il meglio,la ricezione tiene bene, sono buone difese e muri, anche il secondo set prosegue nell’ottica del primo pur essendosi alternati in regia Grossi e Staniscia. Nel terzo Dalerci fa esordire Cappellaro e Cericola e si rivede dopo una lunga assenza Stante, che si produce in più di una difesa non facile; Di Monte al centro per ruolo dimostra una grande duttilità attaccando indifferentemente da posto 2 e 4,e sarà senz’altro il più continuo a fine gara; intanto l’Atessa riduce le distanze portandosi sul 2 a 1, prendendosi il set ai vantaggi. Nel quarto parziale la DI MONTE B&B evita distrazioni, la ricezione affidata a Maranzano Grossi e Milano torna a funzionare dopo una breve vacanza nel finale di set precedente, sia Valerio che Staniscia smistano bene al centro per Martelli, Di Monte e Stante, Grossi chiude più di una combinazione, anche dalla 2^ linea, la vittoria da 3 punti arriva senza problemi; con il 2009 si chiude anche il girone di andata che dà (se i risultati saranno quelli che ci si aspetta) i frentani al terzo posto a metà campionato, dopo la pausa natalizia si tornerà al Palavolley di via Masciangelo per ospitare il San Salvo.

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Volley Lanciano / Le ragazze della D’Autilio superano la Sican Scafa e chiudono al secondo posto

Di redazione

D/F gir.A BLS D’AUTILIO LANCIANO-SICAN V.SCAFA 3-0 Tutto facile per la BLS D’AUTILIO, che chiude alla grande col SICAN SCAFA con autorevolezza e giocando sul velluto. E’ l’ultimo impegno dell’anno per la serie D, che riprenderà le ostilità il 10 gennaio, le frentane chiudono il 2009 al secondo posto e ritroveranno subito un impegno serio a Collecorvino, l’unica formazione finora vittoriosa a Lanciano. Corzo e compagne non hanno mai avuto difficoltà soprattutto nel primo set dove i servizi lancianesi l’hanno fatta da padrone, poi soprattutto nel terzo set non sempre la concentrazione ha accompagnato le fasi di gioco del Lanciano, anche se il risultato non è mai stato in pericolo. Litterio ruota tutte le sue atlete, anche se deve fare a meno di Di Paolo per infortunio ad un dito. Parte Milano in palleggio, poi entra Di Mattia (la palleggiatrice 15enne è ritratta nella foto)stessa alternanza tra Rossi e D’Orsogna e Trivilino con Colacioppo, mentre rimangono fisse Dalerci Corzo e Muffa. Insomma panettone dolce per la BLS D’AUTILIO LANCIANO che ora avrà 20 giorni di sosta, ma non di riposo, e preparerà in palestra l’apertura del 2010 col Collecorvino. BLS D’AUTILIO LANCIANO-SICAN V.SCAFA 3-0 25-5 (15′) 25-16 (20′) 25-19 (24′) BLS D’AUTILIO LANCIANO: Colacioppo, Milano, D’Orsogna, Corzo, Dalerci, Trivilino, Di Paolo, Rossi, Muffa, Di Mattia, Sorrentini (L) All.: Litterio SICAN V.SCAFA: Ascenzo, Bongrazio, Di Fiore, Di Gregorio, Di Michele, Di Tommaso, Franceschelli, Mastrodicasa C, Mastrodicasa S, Acato (L) All.: Panierino Arbitri: Laganà e D’Urbano di Chieti

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Meteo, ancora neve al nord e venti forti al centro-sud

Di redazione

Il freddo di questi giorni non accenna a diminuire. Ieri sera, per circa due ore, i fiocchi di neve sono caduti anche sulla città di Lanciano (Ch) lasciando una natalizia spolverata di bianco su tetti, alberi e auto. Persisterà anche nelle prossime ore l’ondata di gelo che da giorni sta interessando la penisola. Da domani, infatti, un nuovo sistema perturbato interesserà il nostro Paese. Il contrasto termico tra i flussi di correnti provenienti dall’atlantico e le basse temperature attualmente presenti nella pianura padana determineranno ancora una fase di maltempo con nevicate a quote basse al nord e intensificazione dei venti al centro-sud. Sulla base dei modelli disponibili il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un ulteriore avviso di avverse condizioni meteorologiche che prevede dalla mattina di domani, lunedì 21 dicembre, nevicate fino a quote di pianura sulle regioni settentrionali ed a quote collinari su quelle del centro. Nelle regioni settentrionali del Paese, inoltre, le temperature si manterranno molto basse, favorendo così estese gelate. I venti forti meridionali, che arriveranno ad assumere anche carattere di burrasca, interesseranno, dalla mattina di domani, le regioni centro-meridionali e le isole maggiori. Ai venti saranno associate mareggiate sulle coste esposte. Il Dipartimento della Protezione Civile continuerà a seguire l’evolversi della situazione in contatto con le Prefetture, le Regioni e le locali strutture di protezione civile.

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La Casa della Carità, un mezzo per ridare speranza a chi non ne ha

Di redazione

Da Don Giovanni Coppola, responsabile della Casa della Carità di Cassino (Fr) riceviamo e pubblichiamo. “Un momento particolarmente significativo della ormai storica visita del Santo Padre Benedetto XVI a Cassino, fu la Benedizione (e non l’Inaugurazione, come spesso mi vien ripetuto!) della Casa della Carità “Gemma De Posis”, sita in un’ala del vecchio ospedale civile. Era nata, come già si disse, per una generosa intuizione del P. Abate dom Pietro Vittorelli, in accordo con la Regione Lazio, finalizzata all’accoglienza di chi vive per strada o di chi vive in situazioni estremamente precarie il difficile momento economico dell’Italia e del mondo. Dalla Benedizione della struttura si son dovuti realizzare una miriade di lavori per far sì che non fosse un dormitorio anonimo, un ostello come tanti, dove sarebbero passati esseri umani senza volto, senza nome, senza storia, ma una Casa, come dice il nome stesso, per chi non ha una casa, fosse un luogo di recupero umano e sociale per ridare speranza e voglia di vivere a chi più non ne ha. Modellata sullo stile della Casa di Carità di Milano, visitata per conoscere motivazioni e metodi di realizzazione da coloro che ne stanno curando la messa a punto, la nostra Casa della Carità vuole essere una struttura particolarmente concreta in una città che ha già una rete di servizi anche sociali che aiutano e danno una mano: si voleva e si vuol fare qualcosa che avesse un impatto incisivo, soprattutto nel tempo, per coloro che ne usufruiranno. Chi verrà, dopo aver soggiornato nel nostro centro, rimesso nella vita normale dovrebbe avere riacquistato quelle modalità di vita per cui non dovrebbe avere più bisogno di tornare ad esserne ospite. Il tempo lunghissimo, per tanti versi, delle vacanze, la ben nota strascinante burocrazia dal passo di tartaruga, le enormi difficoltà incontrate per riattare, ristrutturare e adattare alle esigenze già ricordate (ognuno sa che è più facile costruire “ex novo” che rimodellare e consolidare vecchi stabili) hanno impedito che si rispettassero i tempi prefissati. Ora la struttura è quasi pronta per aprire i battenti, arredata e riscaldata: occorrono alcune messe a punto anche ed ancora dal punto di vista della perfetta funzionalità. Il lavoro giornaliero comunque va avanti, l’impegno di chi quotidianamente spende il suo tempo per concludere è costante e totale, chiunque la visita, per i motivi più vari, non può non vedere che le cose si stanno facendo con serietà e dedizione. Dall’idea iniziale del P. Abate a oggi le cose fatte sono tante: manca ancora qualcosa per far sì che si possa partire con il piede giusto. Tutto questo perché una volta aperta la porta, che più non si richiuda come, mi si permetta di sottolinearlo, spesso succede a cose nuove e meravigliose nella progettazione ma poi poco concrete e surreali nell’attività del quotidiano. Tanto andava detto per amore della verità e perché non si incorra in fraintendimenti, a dir poco, …maliziosi!” Il coordinatore responsabile Don Giovanni Coppola

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Taviano: “La criminalità non si combatte con le “auto blu'”

Di redazione

“Si vuole veramente fare la lotta alla criminalità spendendo milioni di euro per le auto blu che vengono utilizzate, ovviamente a spese dei contribuenti, anche per fini che potremmo definire con un eufemismo “ludici” (vedi il caso Marrazzo), mentre magari mancano i buoni per pagare la benzina delle macchine di Polizia e Carabinieri necessarie per fare pedinamenti che durano mesi per catturare mafiosi latitanti, o non c’è la carta per fotocopiare gli atti dei processi nei tribunali?” A porsi la domanda è Paolo Andrea Taviano Magistrato del tribunale di Cassino (Fr) che interviene sull’argomento sicurezza. Leggi il suo intervento integrale nella rubrica “Il Punto di Vista”

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Taviano: “La criminalità non si combatte con le ‘auto blu'”

Di redazione

di Paolo Andrea Taviano – Magistrato del tribunale di Cassino (Fr) I recenti colpi inferti dalle Forze dell’Ordine alla criminalità organizzata con arresti eccellenti di boss latitanti da tempo, dimostra come lo Stato, quando vuole, sa agire per contrastare validamente la delinquenza sia essa comune che di tipo mafioso. Ma uno degli interrogativi più inquietanti che ci dobbiamo porre in questo campo è quello se veramente esiste una volontà concreta di sconfiggere una volta per tutte la criminalità organizzata. L’intervento di Marco Galli di alcuni giorni addietro punta l’indice su più aspetti di particolare interesse che ci riportano tutti all’interrogativo di cui sopra e che meritano una riflessione. Si vuole veramente e seriamente fare la lotta alla mafia ed alla criminalità in genere chiedendo agli appartenenti alle Forze dell’Ordine, che a mio parere sono da esaltare quale esempio encomiabile di senso delle istituzioni e del dovere, di rischiare la propria vita concedendo loro, come fosse una elemosina, una manciata di euro di aumenti stipendiali o lesinando il pagamento di centinaia di ore di straordinario svolte a scapito delle proprie famiglie, come fosse una colpa credere nella legalità e nella giustizia? Si vuole veramente fare la lotta alla criminalità spendendo milioni di euro per le auto blu che vengono utilizzate, ovviamente a spese dei contribuenti, anche per fini che potremmo definire con un eufemismo “ludici” (vedi il caso Marrazzo), mentre magari mancano i buoni per pagare la benzina delle macchine di Polizia e Carabinieri necessarie per fare pedinamenti che durano mesi per catturare mafiosi latitanti, o non c’è la carta per fotocopiare gli atti dei processi nei tribunali? Veramente pensiamo di fare la lotta alla criminalità organizzata consentendo il rientro di capitali dall’estero pagando allo Stato un minimo di tasse, senza chiederci questi soldi, oltre che dal reato di evasione fiscale, quale provenienza effettiva abbiano? Perché si osteggia il varo di normative che consentano l’utilizzo a fini sociali e istituzionali (uffici pubblici, scuole, caserme di polizia, ospedali) in breve tempo e prima che si rovinino in modo definitivo, dei beni confiscati fino ad oggi a tutte le mafie per miliardi e miliardi di euro, che consentirebbero alla collettività di riprendersi solo una piccola parte di ciò che la criminalità le ha tolto? Credo che la migliore risposta a queste domande venga dalla storia del Prefetto Mori il c.d. “prefetto di ferro” che fu costretto a lasciare la Sicilia negli anni ’20 in quanto, dopo aver messo a ferro e fuoco l’isola ed aver quasi sconfitto mafia e banditismo, pur di metterlo in condizione di non nuocere più agli interessi dei poteri occulti che, anche all’epoca, non tolleravano che lo Stato imponesse legittimamente a tutti il rispetto delle sue leggi, venne “promosso” senatore del Regno e spedito a Roma. E’ per questo che sono 150 anni che il Paese è obbligato a farsi erodere dal cancro della criminalità organizzata e continuando a non rispondere alle domande che ci siamo posti condanneremo l’Italia a questa agonia ancora chissà per quanto tempo.

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Da Montella a Barletta, la solidarietà viaggia sull’Ofanto

Di redazione

La solidarietà viaggia sul fiume Ofanto che nasce a Montella, in provincia di Avellino e arriva al mare attraversando Barletta. E qui, in Puglia, che l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (ANMI), presieduta dal cavaliere Sebastiano Lavecchia, da anni, è impegnata a donare sorrisi a coloro a cui, la vita, non ha concesso altro che durezze. Un calendario, quello dell’associazione, è stato il mezzo attraverso il quale, l’Anmi e il suo vulcanico presidente, hanno raccolto fondi, grazie a sponsorizzazioni di aziende di Barletta e di Montella, da destinare alla beneficenza. Giovedì, in una sobria conferenza stampa svolta all’interno del centro polivalente AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici) di Barletta, è stata presentata l’iniziativa di solidarietà che unisce due comunità che possono vantare molte medaglie d’oro al valor militare; due nomi su tutti: il carabiniere Filippo Bonavitacola di Montella e il sergente Giuseppe Carli di Barletta. Un carabiniere e un bersagliere che dimostrano come l’eroismo non porta divise e gli eroi morti sotto il tricolore sono patrimonio della Nazione e ispiratori per iniziative volte al benessere altrui. Alla manifestazione moderata da Giuseppe Dimiccoli, giornalista de “La gazzetta del Mezzogiorno” erano presenti il prefetto di Barletta Carlo Sessa, il capo del compartimento marittimo di Molfetta Enrico Cincotti, il comandante provinciale dei carabinieri il colonnello Antonio Bacile, il sindaco di Montella Ferruccio Capone, il sindaco di Barletta Nicola Maffei e il presidente dell’A.I.A.S. Vito Piazzolla. All’iniziativa hanno aderito la Marina Militare- Guardia Costiere, Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, i vigili del fuoco, la polizia municipale, l’associazione nazionale Magistrati – sottosezione di Trani, l’autorità portuale del Levante – Porto di Barletta, l’impresa portuale Impreposrt, La Gazzetta del Mezzogiorno e Teleregione. I fondi raccolti saranno destinati a tre borse di studio da 250 euro, ciascuna assegnati ad alunni delle classi elementari segnalati anonimamente dai loro insegnanti; un video proiettore richiesto dal reaparto radioterapia dell’ospedale di Barletta; un banco da 550 euro donato alla chiesa Sant’Andrea un contributo da 250 euro ciascuno per la missione brasiliana Sancta Helena, per gli atleti disabili dell’Asad di Barletta, per i ragazzi del centro polivalente Aias, per i ragazzi dell’Unitalsi di Barletta, al gruppo Anmi di Barletta; un contributo di 100 euro per Telethon. Inoltre offerto il pranzo di Natale per due famiglie indigenti, inoltre distribuzioni di panettoni e pasta fresca per le persone indigenti. Ma nel corso della presentazione sono emerse nuove emergenze sociali, come quella segnalata dal giornalista Dimiccoli e che racconta di una bambina di tre anni rimasta orfana del padre a causa di un incidente sul lavoro; è stato chiesto per la piiccola un contributo per comprarle un regalo di Natale. Un contributo è stato chiesto anche da Don Rino Caporusso per un monaco birmano di fede buddista convertito al cristianesimo. L’uomo, dopo sei anni di permanenza a Barletta, è tornato nel suo paese scoprendo che nel periodo della sua assenza lo tzunami gli aveva portato via la madre e distrutto tutte le sue proprietà. Domande di aiuto che, nel corso della manifestazione, hanno trovato risposte concrete. Inoltre, l’appuntamento di giovedì è stato anche l’occasione per presentare anche l’iniziativa dedicata ai più piccoli “Babbo Natale & Befana d’aMARE” prevista per mercoledì sei gennaio alle ore 10.30 sulla banchina numero 5 del porto di Barletta dove, con imbarcazioni delle forze dell’ordine, Babbo Natale e la Befana, distribuiranno regali ai più piccoli. Ermanno Amedei