Maxi sequestro di giocattoli cinesi illegali

5 marzo 2010 0 Di redazione

I militari della Stazione Carabinieri di Isernia hanno proceduto alla denuncia in stato di libertà di una cittadina extracomunitaria di origine cinese per i reati di “Contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali” e “Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi”. La donna, regolarmente residente in Italia e provvista di licenza di venditore ambulante rilasciata dal Comune di Isernia, deteneva nel proprio appartamento un ingente quantitativo di prodotti, di varia tipologia e natura, non conformi ai requisiti essenziali per la commercializzazione e l’utilizzo nell’Unione Europea, privi della marcatura “ CE “. Il logo “ CE “ presente su alcuni dei prodotti rinvenuti genera invece un volontario equivoco con l’abbreviazione delle parole “China Export”, che non rappresentano pertanto l’indicazione delle garanzie di conformità e qualità richieste. Insieme alla marcatura, tra le altre indicazioni che dovrebbero essere apposte direttamente sulla confezione (e non mediante “adesivo” come invece riscontrato su alcuni dei prodotti in argomento): nome e indirizzo del fabbricante o suo mandatario stabilito nella Comunità, descrizione del materiale, riferimento alle specifiche per le quali è dichiarata la conformità, anno in cui è stata apposta la marcatura CE.
Il materiale, sottoposto a sequestro, ha un valore commerciale di circa 20.000 euro e comprende ad esempio telecomandi, torce elettriche, luci di Natale, bilance elettroniche, sfigmomanometri (misuratori per la pressione sanguigna), orologi, asciugacapelli, pistole giocattolo, radio, materiale di ferramenta, saldatori a stagno, peluche, ventilatori, lampadine elettriche, automobili radiocomandate e altri giocattoli. Tutti i prodotti elencati, non rispondendo ai requisiti richiesti dalle norme comunitarie, sono potenzialmente pericolosi per la salute.
I reati contestati prevedono, ciascuno, pene fino a tre anni di reclusione e multe di alcune migliaia di euro. L’intera operazione ha preso le mosse da una informazione assunta da uno dei “Carabinieri di Quartiere” dipendenti dalla Compagnia di Isernia.