Gatti uccisi a bastonate, taglia da 5mila euro sugli assassini

4 settembre 2010 0 Di redazione

Due gatti barbaramente uccisi a bastonate (uno aveva gli occhi schizzati fuori dalle orbite) sono stati ritrovati questa mattina su una strada in località Cascina Figina nel comune di Bareggio in provincia di Milano. I gatti, due giovani femmine, una tutta rossa di cirica due anni di proprietà e l’altra bianca con striature di grigio di 3 anni appartenente alla colonia felina della cascina Figina regolarmente registrata presso il comune di Bareggio, sono state uccise presumibilmente a bastonate a poi lasciate sul posto quasi fosse un monito per gli amanti dei gatti. Il ritrovamento dei corpi dei due felini martoriati solamente sulla testa fa escludere che gli stessi possano essere morti in seguito ad un investimento. Il ritrovamento dei gatti morti ha fatto scattare le denuncia penale contro ignoti presentata sia da AIDAA e che da un’associazione animalista locale Gli amici dei mici di Corbetta denuncia presentata per il reato di maltrattamento di animale con aggravante della morte degli stessi (articolo 544 ter del codice penale). Ma il presidente di AIDAA Lorenzo Croce vuole andare fino in fondo per individuare il responsabile o i responsabili di questo massacro e per questo motivo ha posto sul capo dell’assassino o degli assassini dei gatti una taglia di 5.000 euro che verrà pagata a chi sarà in grado di dare notizie precise e circostanziate che portino all’individuazione certa ed alla denuncia dei responsabili della uccisione dei gatti di Cascina Figina. “I gatti cosi come sono stati ritrovati sono quasi certamente stati massacrati a colpi di bastonate in testa o sul collo- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- e con una crudeltà inaudita. Uccidere queste povere creature è un reato efferato che deve essere punito e noi vogliamo individuare e denunciare il responsabile o i responsabili e per questo abbiamo deciso di dare una ricompensa di 5.000 euro a chi sarà in grado di dirci il nome del responsabile o dei responsabili di tale massacro fornendoci ovviamente prove inconfutabili della colpevolezza”.