Tartufaio evasore fiscale, trovava tartufi e nascondeva gli incassi

29 settembre 2010 0 Di redazione

Le sue capacità di tartufaio sono indiscusse: i boschi della Ciociaria, per lui, non hanno segreti. Lo dicono le cifre: in un anno, è riuscito a guadagnare 1.820.000 euro grazie ai prelibati tuberi, difficili da scovare e tanto amati dai cultori della buona cucina.
Molto meno bravo, invece, quale amministratore e contabile della propria azienda: le fatture che attestano tali ingenti guadagni, infatti, si sono volatilizzate, tanto che neanche i cani da tartufo, con il loro fenomenale fiuto, sono riusciti a ritrovarle.
Ci sono riusciti, invece, i militari delle Fiamme Gialle della compagnia di Cassino comandata dal capitano Vincenzo Ciccarelli, che le hanno rinvenute durante una perquisizione effettuata a Broccostella presso un’altra azienda che aveva avuto rapporti commerciali con il formidabile tartufaio.
Tenuto conto che quest’ultimo, non avendo più le fatture, era impossibilitato a compilare le dichiarazioni dei redditi, i finanzieri lo verbalizzato e denunciato alla Procura della Repubblica di Cassino per evasione fiscale e per occultamento della documentazione contabile.
Questo è l’epilogo della storia di un tartufaio di Piedimonte San Germano, che ora dovrà pagare al fisco le imposte evase, le sanzioni, gli interessi e dovrà anche subire un processo penale al termine del quale rischia condanne da tre a cinque anni per aver omesso di presentare la dichiarazione dei redditi e da sei mesi a cinque anni per aver occultato o distrutto le scritture contabili di cui era tenuto alla conservazione.
Il controllo è maturato nell’ambito del piano di contrasto all’evasione fiscale del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, rivolta a garantire la giustizia sociale, l’equità per i contribuenti onesti, e la legalità dell’economia ciociara, permettendo alle imprese oneste di fare da traino ad una indispensabile ripresa economica ed occupazionale.