Coldiretti Latina, il direttore Viola Replica all’on. Di Giorgi

20 dicembre 2010 0 Di admin

“Tranquillizzo l’On. Di Giorgi: non risulta esserci nervosismo né da parte mia né, tanto meno, in seno alla nostra organizzazione che, anche se forse questo non farà piacere all’onorevole, vive un momento particolarmente positivo legato alla rappresentanza rispetto agli agricoltori.” Così Saverio Viola, direttore della Coldiretti di Latina risponde alle affermazioni del consigliere regionale e precisa, “Esiste determinazione, invece, nel difendere le imprese agricole e nel chiedere attenzione alle nostre proposte. Inviterò Di Giorgi nei nostri uffici, lo chiamerò per far comprendere i nostri progetti e anche per formulare gli auguri di Natale. Credo che questa polemica non abbia molto senso e, al contrario, ritengo utile un confronto dal quale, chissà, forse lo stesso consigliere regionale, potrebbe prendere spunti per un’azione in sinergia con la nostra organizzazione che conta 16.500 imprese. Per quanto mi riguarda non replicherò più sulla stampa all’On. Di Giorgi. Però permettetemi di rispondere ad alcune accuse che sono davvero infondate e che se Di Giorgi accetterà, come mi auguro, l’invito spiegherò di persona. Coldiretti Latina, dati Agea, Inps, Camera di Commercio è, in assoluto, l’organizzazione maggiormente rappresentativa. Per quanto riguarda il Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino, rassicuro che l’Ente, pur tra le mille difficoltà di liquidità in cui si dibatte, non è alla bancarotta, ma continua a pagare gli stipendi, a proseguire – negli ultimi mesi – nella politica di rigoroso riordino dell’organigramma interno che è stato tra i principali protagonisti di quei guasti che lamenta l’onorevole e, soprattutto, a svolgere in termini efficienti le proprie mansioni. Magari prima di esternare poteva chiederci lo stato dell’arte ma sono certo che qui sia in buonafede e magari mal consigliato. Per precisione il Consorzio, pur avendo ottenuto atti esecutivi nei confronti di Acqualatina per gli oltre quattro milioni e mezzo che vantava nei confronti di quest’ultima, alla fine insieme all’Associazione Regionale delle Bonifiche decise responsabilmente di aderire alla mediazione del Presidente della Provincia Cusani, firmando una rateizzazione che non affossasse quella società. Però Di Giorgi non può e non deve gridare allo scandalo, non può ignorare addirittura che uno dei veri artefici della crisi di liquidità del Consorzio è proprio individuabile nella Regione Lazio dove è consigliere On. Di Giorgi. La Regione deve oltre nove milioni e mezzo alla struttura per servizi che continua a fornire in regime di convenzione nonostante la Regione non riesca ad onorare i suoi impegni per difficoltà di bilancio. Magari Di Giorgi, insieme agli altri consiglieri regionali della nostra provincia, potrebbe dare una mano affinché la regione paghi queste somme. Faccia un po’ di conti: i crediti nei confronti della Regione Lazio, sommati a quelli di Acqualatina, dovrebbero quantomeno indurre a chiedere scusa per le indebite accuse nei confronti di Amministratori del Consorzio che continuano dignitosamente a fare il loro dovere nei confronti della collettività, nonostante tutto e tutti. Di Giorgi potrebbe fugare qualche perplessità circa la sua posizione: a favore delle migliaia di imprese che continuano a pagare regolarmente gli oneri sociali e i contributi agricoli, (la cui fiscalizzazione – spero che questo lo sappia – proprio in questi giorni è stata stabilizzata dal Governo Nazionale per le prossime finanziarie grazie al determinante intervento della Coldiretti),o a favore dei pochi che continuano a non pagarli da anni ed oggi sono terrorizzati dalla nuova normativa che consente all’INPS di cartolarizzare immediatamente le pendenze. Noi, chiaramente, siamo con la quasi totalità degli allevatori pontini che, con sacrifici, hanno adeguato a caro prezzo la loro quota latte e la rispettano e non con quella decina di aziende che non ha mai rispettato le regole, che ha approfittato a danno dei primi delle compensazioni a livello locale di associazione di produttori, fino a quando è stato possibile, ed oggi invoca ulteriori deroghe che in sostanza servirebbero soltanto a perpetrare danni agli allevatori onesti. Di Giorgi magari ci dirà se sta con chi, come noi, vuole l’etichettatura obbligatoria e la tracciabilità, o vuole ancora attardarsi ad evocare un falso problema quale il “corridoio verde”, ormai superato dai fatti, dal momento che da anni, ogni giorno, in virtù della globalizzazione dei mercati, centinaia di tonnellate di prodotti agroalimentari provenienti ormai da tutto il mondo, Sudamerica, Australia, Balcani e Cina compresi, ingrossano le fila del falso Made in Italy grazie alla mancanza di una sistematica politica di controlli, infliggendo gravissimi danni economici a tutto il comparto agricolo nazionale? Altro che il fantomatico stato di crisi sul quale insiste. Prima o poi qualcuno dovrà pure spiegare all’onorevole che l’attuale normativa nazionale lo rende assolutamente impraticabile in questa circostanza, e non può garantire nemmeno quell’elemosina prevista in caso di applicazione, elemosina che comunque non risolverebbe i problemi delle vere imprese agricole.Se continuiamo a chiedere elemosine, continueranno a trattarci da mendicanti. La terra pontina, gli imprenditori agricoli, i cittadini-consumatori e sia io che Di Giorgi non lo meritiamo. Meritiamo risultati diversi e magari in sinergia senza demagogia e pretesti possiamo davvero concretizzare i progetti di rilancio del settore”.