Giorno: 7 settembre 2011

7 settembre 2011 1

Polizia municipale, scade il contratto al comandante di Cassino, rinnovo solo di un mese

Di redazione
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

Settembre caldo quello dell’amministrazione comunale di Cassino che si trova a decidere su la conferma o la rimozione di pedine da posizioni fondamentali per la gestione della macchina amministrativa comunale. Sul tavolo delle trattative ci sono il rinnovo dell’incaico al comandante della polizia municipale e l’affidamento dell’incarico di segretario generale comunale. Dopo un anno non è arrivato il rinnovo al segretario uscente che resta in carica fino a fine settembre poi ci sarà da decidere sul da farsi. Complicata la situazione del comandante della polizia municipale Angelo Tomasso che va in pensione a Luglio. A lui il contratto è già scaduto ma il sindaco Petrarcone gli ha proposto un altro contratto di appena un mese. Un prolungamento, insomma, per decidere se cambiare subito o se ci sono i margini per aspettare luglio. Di Tomasso all’amministrazione non va giù la gestione della polizia municipale. Gli si chiede uno “scossone” all’ambiente per riattivare una serie di controlli e servizi al commercio e alla circolazione che, da troppo tempo, mancano a Cassino. Se non ci sarà convergenza, ci sarà un cambio. Ermanno Amedei

7 settembre 2011 3

Corse clandestine in piazza Miranda, gli appassionati di Tuners si difendono

Di redazione

Diritto di replica. “Salve…!! sono un vostro lettore e l’altro giorno ho visto e letto l’articolo riguardante le gare ” CLANDESTINE” a piazza MIRANDA…. siccome abitualmente passo la maggior parte delle sere a piazza Miranda in compagnia dei miei amici per fare due chiacchiere… sono rimasto molto sconcertato dalle parole esagerate che sono state usate su questo articolo….!!! iniziando dal titolo e da tutto il resto….!!! sono la maggior parte tutte baggianate dette dalle persone che vivono intorno alla piazza e che non vogliono essere disturbati dai SCHIAMAZZI e da QUALCHE IMBECILLE che fa un’accellerata con la propria auto….. questa e la verità…. vedendo che non vengono presi in considerazione hanno usato queste parole di gare clandestine ecc ecc solo per creare una situazione di grande pericolo in modo tale che le forze dell’ordine siano costrette a prendere provvedimenti…. ma la cosa che mi da più fastidio e che come sempre ci va di mezzo chi non c’entra niente come me che deve passare tutta la sera a discutere con le forze dell’ordine per fargli capire che non siamo noi a fare questi schiamazzi…!!! noi siamo TUNERS appassionati di auto TUNING elaborate solo “ESTETICAMENTE” e non di ( MOTORE ) che purtroppo non passano inosservate…. NON PUO PAGAR IL GIUSTO PER IL PECCATORE….. saluti”..

7 settembre 2011 0

Topi d’appartamento a Lanciano, furto da 10 mila euro in “preziosi”

Di redazione

Rubano 10mila euro in oggetti preziosi e fuggono dopo una colluttazione con un agente fuori servizio. E’ accaduto ieri sera a Lanciano in via Tinari dove due malviventi hanno fatto piazza pulita all’interno di un appartamento. Sono entrati da una porta finestra e hanno rubato l’intero contenuto di una cassetta di sicurezza. Mentre fuggivano, però, sono stati notati da un agente fuori servizio che li ha inseguiti e ha tentato invano di bloccarli.

7 settembre 2011 0

Salute: il tabacco uccide quasi sei milioni di persone ogni anno, più di 600 000 sono non fumatori esposti al fumo passivo

Di admin

Da Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riceviamo e pubblichiamo: Come tiene a precisare la World Health Organitation, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta, il fumo è la principale causa di morte, di malattia e impoverimento. L’epidemia di tabacco è una delle più grandi minacce sanitarie che il mondo abbia mai affrontato. Uccide quasi sei milioni di persone all’anno di cui più di 5 milioni sono gli utenti ed ex utenti e più di 600 000 sono non fumatori esposti al fumo passivo. Circa una persona muore ogni sei secondi a causa del tabacco e cioè uno ogni 10 tra gli adulti morti. Quasi l’80% dei fumatori più di un miliardo in tutto il mondo vivono in paesi a basso e medio reddito, dove la causa di malattie e morte legate al consumo del tabacco è più pesante. I consumatori del tabacco che muoiono prematuramente privano loro famiglie di reddito, aumentano il costo dell’assistenza sanitaria e ostacolano lo sviluppo economico. In alcuni paesi, bambini provenienti da famiglie povere sono spesso impiegati in agricoltura per fornire reddito familiare dalla coltivazione del tabacco. Questi bambini sono particolarmente vulnerabili al “mal di tabacco verde”, che è causato dalla nicotina che viene assorbita attraverso la pelle riconducibili alla manipolazione di foglie di tabacco umido. Secondo l’OMS è un killer graduale perché c’è un ritardo di diversi anni tra quando le persone iniziano ad utilizzare il tabacco e quando n e risente la loro salute, l’epidemia di malattie legate al tabacco e morte è appena iniziata. Il tabacco ha causato 100 milioni di morti nel XX secolo. Se l’attuale andamento continua, causerà fino a un miliardo di morti nel XXI secolo. Più dell’80% di quelle morti saranno in paesi a reddito basso e medio. La soluzione è la sorveglianza. Infatti il monitoraggio indica il modo migliore di adattare le politiche. Cinquantanove paesi, che rappresentano quasi la metà della popolazione mondiale, hanno rafforzato il monitoraggio per includere dati recenti e la raccolta di questi dati almeno ogni cinque anni. Ancora, mancano all’appello più di 100 paesi. Il fumo passivo uccide. Fumo passivo è il fumo che riempie i ristoranti, uffici o altri spazi chiusi quando le persone usano prodotti del tabacco, come sigarette, Beedies e le condutture dell’acqua. Non non c’è nessun livello di sicurezza di esposizione al fumo passivo deltabacco.

Ci sono più di 4000 prodotti chimici nel fumo del tabacco, di cui almeno 250 sono noti per essere nocivi e più di 50 sono noti per causare il cancro. Negli adulti, il fumo passivo provoca gravi malattie cardiovascolari e respiratorie, compresa la malattia coronarica e cancro ai polmoni. Nei neonati, provoca la morte improvvisa. Nelle donne in gravidanza, provoca il basso peso alla nascita. Gli utenti di tabacco hanno bisogno di aiuto per smettere di fumare. Gli studi dimostrano che sono poche le persone che capiscono i rischi di salute specifici dell’ uso del tabacco. Ad esempio, un sondaggio 2009 in Cina ha rivelato che solo il 37% dei fumatori sapeva che il fumo provoca malattie coronariche e solo il 17% sapeva che è causa di ictus. Tra i fumatori che sono consapevoli dei pericoli del tabacco, la maggior parte vuole smettere. Consulenza ed il farmaco può più che raddoppiare la possibilità che un fumatore che tenta di uscire ci riuscirà. Servizio nazionale ed assistenza sanitaria sono a di supporto e disponibili solo in 19 paesi, che rappresentano il 14% della popolazione mondiale. Non non c’è nessuna assistenza nel 28% dei paesi a basso reddito e 7% dei paesi a reddito medio. La pubblicità. La pubblicità anti-tabacco mediatica e avvisi grafici – in particolare quelli che includono immagini – riducono la probabilità del numero di bambini che iniziano a fumare e aumenta il numero dei fumatori che smettono. Studi effettuati dopo l’implementazione di avvisi nei pacchetti in Brasile, Canada, Singapore e Thailandia mostrano che gli avvisi con immagini significativamente sensibilizzano il popolo sui danni dell’uso del tabacco. Campagne mediatiche possono anche ridurre il consumo di tabacco, da persone che la influenzano per proteggere i non fumatori e può essere convincente sui giovani ad interrompere l’uso del tabacco. Solo 19 paesi, che rappresentano il 15% della popolazione mondiale, utilizzano la procedura consigliata per gli avvisi con immagini, che include gli avvisi nella lingua locale e coprire una media di almeno la metà del fronte e retro di pacchetti di sigarette. Non però in un paese a basso reddito avvien l’utilizzo di best practice. Quarantadue paesi, che rappresentano il 42% della popolazione mondiale, trasmettono avvertimenti con immagini sui pacchetti di sigarette. Avvisi grafici possono persuadere i fumatori a tutelare la salute dei non fumatori di fumare meno all’interno della casa e di evitare di fumare vicino a bambini. Più di 1,9 miliardi di persone, che rappresentano il 28% della popolazione mondiale, vivono in 23 paesi che hanno implementato almeno una campagna anti-tabacco con un grande uso dei mass-media negli ultimi due anni. Annunci divieti riducono il consumo. Divieti sul tabacco, pubblicità, promozione e sponsorizzazione possono ridurre il consumo di tabacco. Un divieto complessivo sul tabacco tutte le pubblicità, promozione e sponsorizzazione potrebbe diminuire il consumo di tabacco da una media di circa il 7%, con alcuni paesi vivendo un calo nel consumo fino al 16%. Solo 19 paesi, che rappresenta il 6% della popolazione mondiale, hanno completi divieti nazionali sulla pubblicità del tabacco, promozione e sponsorizzazione. Il 46% della popolazione mondiale vive in paesi che non vietano la distribuzione gratuita dei prodotti del tabacco. Le tasse scoraggiano l’uso del tabacco Le tasse sul tabacco sono il modo più efficace per ridurre l’uso di tabacco, soprattutto tra i giovani e i poveri. Un aumento delle tasse che aumenta i prezzi del tabacco del 10% diminuisce il consumo di tabacco da circa il 4% nei paesi ad alto reddito e fino al 8% nei paesi a basso e medio reddito. Solo 27 paesi, che rappresentano meno dell’8% della popolazione mondiale, hanno tassi di imposta sul tabacco superiore al 75% del prezzo al dettaglio. Nei paesi con informazioni disponibili entrate fiscali del tabacco sono 154 volte superiore a quello di spesa sul controllo del tabacco. Secondo la World Health Organitation la lotta contro l’epidemia globale di tabacco, entrato in vigore nel febbraio 2005, è diventata uno dei più coinvolgenti trattati nella storia delle Nazioni Unite con più di 170 adesioni che coprono l’87% della popolazione mondiale. La Convenzione-quadro è il più importante strumento di controllo del tabacco ed una pietra miliare nella promozione della salute pubblica. È un trattato basato sull’evidenza che ribadisce il diritto del popolo del massimo standard di salute, prevede dimensioni giuridici di cooperazione sanitaria internazionale e definisce standard elevati per la conformità.

7 settembre 2011 0

Visite al Comando Provinciale Carabinieri di Campobasso dei giovani partecipanti al progetto “Vivi le Forze Armate – Militare per tre settimane”

Di admin

Negli scorsi giorni i giovani partecipanti all’iniziativa del Ministero della Difesa denominata “Vivi le Forze Armate – Militare per tre settimane “, ospitati presso la Scuola Allievi Carabinieri di Campobasso, hanno fatto visita al Comando Provinciale di via Mazzini. Qui i 166 stagisti, divisi in due gruppi, sono stati ricevuti dal Comandante Provinciale Colonnello Ferdinando LOMBARDI e dal Comandante del Reparto Operativo Tenente Colonnello Umberto TAMBORRINO e, dopo un breve briefing sull’organigramma e le funzioni del reparto dell’Arma, hanno potuto visitare le infrastrutture del Comando con particolare riguardo alle attrezzature tecnologiche per il fotosegnalamento, la ricerca delle tracce sul luogo del crimine e la centrale operativa. L’iniziativa, cui hanno aderito un totale di 5000 frequentatori in tutta Italia, si pone l’obiettivo di avvicinare sempre più il mondo dei giovani a quello delle “stellette”; i giovani frequentatori, nelle tre settimane di permanenza alla Scuola Allievi Carabinieri di Campobasso, avranno la possibilità di sperimentare ciò che la vita militare rappresenta, non solo arricchendo le loro conoscenze di base riguardanti il dovere costituzionale della difesa della Patria, ma anche essendo protagonisti di attività atletico-militari, così come potranno, tra l’altro, visitare reparti speciali, frequentare corsi addestrativi, apprendere le nozioni fondamentali per il soccorso alle popolazioni in caso di pubbliche calamità e per la protezione dei beni culturali, paesaggistici e ambientali.

7 settembre 2011 0

Cambio al vertice delle Fiamme Gialle Ciociare

Di admin

È avvenuto oggi 07 settembre 2011 la cerimonia del passaggio di consegne al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, dove nel corso di una cerimonia ufficiale alla presenza del Comandante Interregionale dell’Italia Centrale, Gen c.a. Emilio SPAZIANTE e del Comandante Regionale Lazio, Gen. D. Filippo Ritondale, si è insediato il Colonnello ISSMI Roberto Piccinini.

Il Col. T.ISSMI Roberto Piccinini subentra al Col. Giancostabile Salato, che per tre anni è stato al vertice delle fiamme gialle ciociare, coordinando i vari Reparti e dirigendo personalmente numerose ed importanti inchieste balzate agli onori della cronaca.

Nel periodo di Comando del Col. Giancostabile Salato sono state molteplici le attività che hanno attirate le attenzione dei media nazionali, tra le più recenti vanno, sicuramente ricordate:

1. l’operazione Valencia Connection

A seguito di indagini patrimoniali svolte dalla Compagnia Guardia di Finanza di Cassino, 40 militari del Comando Provinciale di Frosinone eseguivano il sequestro preventivo dei beni riconducibili ai soggetti destinatari dell’o.c.c., per un patrimonio stimato di oltre 5 milioni di euro.

Il bilancio definitivo dell’operazione è costituito da 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite, di cui 2 relative a latitanti attivamente ricercati e successivamente tratti in arresto (uno costituitosi e l’altro rintracciato e catturato con un blitz in provincia di Chieti), 8 arresti in flagranza di reato, 7 arresti in Spagna (effettuati dalla Policia Nacional spagnola in collaborazione con personale della Compagnia Guardia di Finanza di Cassino), 6 autovetture ed oltre 70 kg di cocaina purissima sequestrati.

Nel corso delle perquisizioni contestuali all’esecuzione delle o.c.c., sono stati inoltre sequestrati complessivamente oltre 200.000 euro in contanti, circa 100.000 euro in titoli, gioielli, orologi, munizioni ed una pistola. Il denaro, sottoposto a provvedimento ablativo, è stato versato sul Fondo Unico di Giustizia. 2. l’operazione “MONEYLENDER” È il risultato di un prolungato iter investigativo, intrapreso nell’anno 2008 e terminato nel mese di novembre 2009, mediante il quale è stata individuata e scardinata un’organizzazione criminale operante nel settore dell’usura, dell’estorsione e nel riciclaggio del denaro, i cui esiti sono stati comunicati con i fogli a margine indicati. L’operazione “MONEYLENDER” ha registrato notevole interesse nell’opinione pubblica ed ha riscosso il vivo apprezzamento delle associazioni antiusura operanti nella provincia e della associazione antimafia “Caponnetto” della Regione Lazio che hanno notevolmente apprezzato l’azione di servizio ed il positivo esito della stessa. Tra queste attività, che hanno consentito di accertare ed individuare un giro usuraio di oltre 5 milioni di euro, si segnalano: A conclusione del sopra indicato ciclo operativo a seguito del quadro indiziario prospettato alla A.G., nel mese di Settembre, sono state eseguite: 5 (cinque) ordinanze di custodia cautelare

3. Operazione “MARRAKECH”

L ‘attività di contrasto, alla merce contraffatta, condotta dei finanzieri della Compagnia di Frosinone permetteva complessivamente di:

sequestrare circa 161.000 capi di abbigliamento scarpe e accessori vari oltre a n. 5 automezzi utilizzati per il trasporto delle merci per un valore complessivo di € 4.500.000,00; segnalare all’Autorità Giudiziaria competente nr. 20 persone per associazione a delinquere finalizzata a fattispecie penalmente rilevante di cui agli art. 474 c.p. (introduzione nello Stato e/o commercio di prodotti con segni falsi) e dell’art. 648 c.p. (ricettazione).

4. l’operazione Wall Street

Le operazioni di servizio nel settore finanziario si è conclusa con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di nr. 21 soggetti; il sequestro di nr. 30.556 titoli abusivamente emessi per un capitale garantito di euro 2.786.948.076,00; il sequestro, ex art. 354 cpp, dei premi sui titoli fideiussori per €. 67.716.618,83; FOI per € 1.309.363,00; la constatazione di un’evasione fiscale per una base imponibile di euro 45.432.676,50; la radiazione dall’Albo della Banca d’Italia di nr. 7 operatori finanziari e/o creditizi.

5. Operazione Sofia.

L’operazione di polizia giudiziaria e tributaria ha consentito di individuare una colossale frode all’erario da parte di imprenditori e professionisti che hanno sottratto oltre 100 milioni di euro all’erario e trasferito all’estero in noti paradisi fiscali circa 8 milioni di euro.

Nel caso di specie è stato accertato che cittadini italiani nascondendosi dietro compiacenti teste di legno poste a capo di numerose società, incassavano milioni e milioni di euro senza nulla dichiarare al fisco, svuotavano le stesse di tutti i beni, trasferendone la sede in Bulgaria nel tentativo di farne perdere le tracce e sfuggire ai controlli ed al pagamento delle imposte.

Durante il periodo di comando del Col. Salato è stato dato particolare impulso alla lotta alla criminalità organizzata con il sequestro di beni per oltre 150 mln di euro e con oltre 600 accertamenti di natura patrimoniale nei confronti di soggetti sospettati di gravi reati.

La lotta alla evasione fiscale si è concentrata sui grandi evasori e sulle frodi fiscali risalendo le piramidi delle organizzazioni criminali dai cosiddetti testa di legno ai vari organizzatori e promotori delle associazioni a delinquere concentrandosi sui grandi patrimoni e sui beni di lusso che sono sfuggiti alla imposizione fiscale.

Con riferimento aII’attività di carattere prettamente fiscale nei primi otto mesi dell’anno sono stati svolti circa 1.200 controlli, recuperando a tassazione circa 660 milioni di euro ed IVA per oltre 160 milioni di euro.

A circa 1 milioni e trecentomila euro ammontano, invece, le ritenute operate dai datori di lavoro ma non versate al Fisco.

In tate contesto sono state denunciate complessivamente alla competente Autorità Giudiziaria nr. 152 persone, per situazioni di carattere finanziario che, per Ia loro gravità, hanno rivestito carattere penale.

Particolare impulso è stato dato alla lotta contro l’economia sommersa individuando nr. 100 persone che esercitavano l’attività in maniera totalmente sconosciuta al Fisco (cosiddetti evasori totali o parziali) nei cui confronti è stata recuperata a tassazione base imponibile per circa 500 milioni di euro nonché accertato il mancato versamento di IVA per 120 milioni di euro.

Importanti operazioni sono state condotte in materia di contraffazione ed pirateria informatica ed audiovisiva con il sequestro di centinaia di migliaia di capi contraffatti e cd e dvd contraffatti colpendo tutta la catena di distribuzione dalla vendita al minuto alle fabbriche ed i laboratori dediti alla attività illecita e individuando le organizzazioni criminali operandi nel napoletano.

Il Col. Giancostabile Salato, destinato ad altro importante incarico nella capitale, nel saluto di commiato ha inteso ringraziare tutte le Istituzioni locali per la preziosa collaborazione assicurata al Corpo e soprattutto i suoi finanzieri, che con grande dedizione, attaccamento al dovere e professionalità hanno consentito al Comando Provinciale di Frosinone di raggiungere risultati di servizio, in tutti i comparti operativi, di assoluto rilievo.

Il neo comandante Piccinini, marchigiano, 45 anni è coniugato con tre figli, è entrato nelle Fiamme Gialle 25 anni fa ed ha ricoperto incarichi di Comando in Friuli – Venezia Giulia, Marche, Lombardia, Abruzzo e Lazio, tra cui il Gruppo Servizi di Polizia Giudiziaria del Nucleo di Polizia Tributaria di Milano e Comandante del Comando Provinciale di Teramo ed, infine, Comandante del Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata del Nucleo Polizia Tributaria di Roma.

Laureato in Scienze Politiche ed in Scienze della Sicurezza Economico – Finanziaria, negli anni 2006 – 2007 ha fatto parte dell’Ufficio Legislativo Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze e, successivamente, ha frequentato il Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze.

Nel discorso d’insediamento il Colonnello Piccinini ha assicurato impegno, dedizione, collaborazione costante con le altre istituzioni e cultura della legalità, ponendo in particolare evidenza l’impegno contro l’evasione fiscale e contro le infiltrazioni criminali che rendono fragile il tessuto economico del Paese costituendo, nel contempo, una costante minaccia verso le imprese sane che operano nel rispetto della Legge e delle regole del mercato. Infine, i due ufficiali generali hanno avuto parole di grande stima ed apprezzamento per il lavoro svolto dalle fiamme gialle in provincia di Frosinone e per i risultati da questi ottenuti, che hanno portato agli onori della cronaca i reparti operanti.

La presenza dei due Generali ha voluto dimostrare l’apprezzamento e la stima per l’attività svolta dal Col. Salato ed augurare buon lavoro al Col. Piccinini.

Ad entrambi i Comandanti, da parte delle fiamme gialle ciociare, un saluto ed un augurio: ad maiora. [nggallery id=333]

7 settembre 2011 0

Buffardi: “Basta con le divisioni, o si fa squadra o si affonda”

Di admin

Molti sostengono che in provincia di Frosinone manchi la progettualità, tramite la quale individuare le direttrici di sviluppo da percorrere per traghettare fuori dalla crisi la nostra economia. Non sono d’accordo. Anzi, sono convinto del contrario: ci sono troppi progetti. Ricordo il piano “Frosinone 2015” dell’amministrazione Marrazzo, quelli attuali presentati dalla giunta Polverini nel suo recente intervento ad Atina, i piani dell’amministrazione Scalia e quelli del presidente Iannarilli. Progetti ambiziosi. Alcuni validi, come quello per la realizzazione dell’aeroporto a Frosinone, capace di creare nuova economia e sviluppare la crescita dell’intero territorio. Ma la realtà ci impone di confrontarci con i tempi lunghi di realizzazione; l’economia fissa limiti insormontabili a questi progetti.

Credo che sia arrivato il momento di selezionare, tra tutti questi progetti, quelli realmente realizzabili e cantierabili. E puntare con convinzione su di loro. Senza perdere altro tempo a pensare nuovi progetti che alla fine si rivelano solo la copia aggiornata di idee che ormai sono sulla carta da talmente tanni anni che molti se ne sono dimenticati.

E credo che sia arrivato il momento, non più rinviabile, di fare squadra tra le istituzioni che governano, a vario titolo, il territorio. Asi, Cosilam, Università, Palmer, Provincia, Camera di Commercio… non possono continuare ad agire in maniera scollegata, a disperdere le loro energie in mille rivoli, proprio a causa della mancata individuazione delle priorità sulle quali tutti devono far convergere i loro sforzi. Più volte ho invitato l’attuale presidenza della Provincia ad un confronto, non ho ricevuto risposta. Confermo in questa sede la disponibilità dell’ente che presiedo a far parte di questo processo di selezione ed individuazione delle priorità su cui tutti dobbiamo concentrarci.

Non sono esclusi, da questa chiamata di responsabilità, gli imprenditori: si deve recuperare l’etica nell’impresa, perché non è possibile pensare solo ad ottenere il massimo profitto quando è possibile unire a questo anche la crescita del territorio.

Ed in questa sede, a questo proposito, faccio autocritica come presidente provinciale di Confcommercio: anche le organizzazioni degli imprenditori devono sbrigarsi. Dove la politica è assente sta a noi surrogarla. Domando a me stesso: dove sono i grandi attrattori di investimenti che la pubblica amministrazione avrebbe dovuto individuare e realizzare? Non perdiamo altro tempo ed iniziamo ad individuarli e farceli da noi.

Fare squadra è un concetto che deve smettere di restare astratto e deve diventare concreto. Noi della Camera di Commercio lo stiamo facendo: le Camere di Commercio di Frosinone e Latina si preparano a stringere un’alleanza strategica. Uniranno le forze per migliorare i risultati nei campi della formazione professionale, del commercio sui mercati esteri, dell’economia basata sul mare e sul turismo. Gli obiettivi sono il miglioramento dei servizi forniti all’utenza, ottimizzando le risorse e contenendo le spese.

Gli indicatori economici ci indicano strade precise da percorrere e non possiamo tardare ulteriormente: abbiamo bisogno di continuare l’adeguamento della nostra rete di infrastrutture, proseguendo nel solco che ha portato all’apertura del casello autostradale di Ferentino, al completamento della Sora – Frosinone – Ferentino, alla realizzazione della rotatoria tra l’asse attrezzato Fiat e la Cassino – Mare; opere che hanno contribuito ad alleggerire il traffico che strangolava le strade del capoluogo, a rendere più accessibili una parte dei nostri siti industriali. Ma dobbiamo proseguire: individuare le prossime priorità e procedere al più presto con la loro realizzazione.

Segnali incoraggianti arrivano dal comparto del turismo ma siamo lontani dal riuscire a creare una vera industria dell’accoglienza sul nostro territorio: passi in avanti sono stati fatti, puntando sulla tipicità dei nostri prodotti, sul turismo delle gite fuori porta, sul turismo religioso. Abbiamo voluto essere presenti, quest’anno, alla Bit di Milano: non con uno stand ma portando i nostri prodotti tipici, facendoli cucinare sul posto ed assaggiare, cercando così di trasmettere la tipicità e la tranquillità dei nostri luoghi, spiegando che sono a portata di mano e pertanto più accessibili e convenienti.

Il calo della domanda sul mercato interno viene compensata dalle esportazioni, ma non tutte le nostre imprese l’hanno capito e non tutte sono pronte a fronteggiare i mercati esteri: dobbiamo aggiornarci, la nostra azienda speciale Innova ha organizzato corsi di specializzazione orientati in questa direzione. Ma occorre che ci sia più sostegno alle esigenze di innovazione, ricerca e sviluppo che vengono dalle nostre iscritte.

Fare sistema. E’, questo, il primo passo da compiere per lo sviluppo del territorio. Selezionare i progetti per individuare ciò che è realizzabile, è il secondo passo. Coinvolgere tutti i protagonisti dello sviluppo è il terzo. Se fallisce anche uno solo di questi passaggi, allora non raggiungeremo alcun risultato.

7 settembre 2011 0

Plinius 2011: il capo dipartimento della Protezione Civile apre i lavori del convegno scientifico

Di admin

Il Capo Dipartimento della Protezione civile, prefetto Franco Gabrielli, ha partecipato oggi alla giornata di apertura della tredicesima edizione del Plinius Conference, il convegno scientifico internazionale che riunisce ogni anno i maggiori esperti di calamità naturali, organizzata dalla Fondazione Cima dal 7 al 9 settembre a Savona, presso la fortezza Priamar.

Questo importante appuntamento è stato l’occasione per Federico Berruti e Gianpaolo Calvi, sindaci di Savona e Spotorno, di aderire alla campagna mondiale “Making Cities Resilient: My city is getting ready” promossa dall’organizzazione delle Nazioni Unite International Strategy for Disaster Risk Reduction – Unisdr, rappresentata al Plinius Conference da John Harding.

Nel pomeriggio, il Capo Dipartimento ha aperto i lavori del tavolo su OPERA (OPerational Eco-based RAnfall-runoff forecast), il progetto pilota dell’Agenzia Spaziale Italiana sviluppato all’interno dell’Accordo Quadro tra Asi e Dipartimento della Protezione civile.

“Come ben sappiamo, la ricorrenza dei disastri naturali ha subito un consistente aumento negli ultimi decenni, così come la gravità degli effetti derivati”, ha detto il Capo Dipartimento. “Ecco perché la tematica della riduzione del rischio da disastro è sempre più spesso posta al vertice dell’agenda politica internazionale. Ed ecco perché la cultura della prevenzione dovrebbe trovare ampia diffusione tra i cittadini”.

Le conseguenze dei disastri dipendono in modo preponderante dalla vulnerabilità del territorio di fronte agli eventi naturali; la mia speranza è che i servizi satellitari, oggi già ampiamente utilizzati nel campo della risposta all’emergenza, possano raggiungere la stessa maturità nel supportare le azioni di prevenzione e mitigazione del rischio”.

7 settembre 2011 0

Nasce l’osservatorio permanente Aidaa sull’abbandono degli animali

Di admin

Finisce l’estate e si smette di fatto di parlare di abbandono di animali, in particolare degli abbandoni di cani che in questa estate 2011 ha fatto segnare una diminuzione di circa il 20% sui dati del trimestre giugno-agosto dello scorso anno. Ma anche di abbandono di gatti (che invece sono in leggero aumento) ma anche degli altri animali domestici ed esotici a partire dai pesci degli acquari riversati a centinaia di migliaia nei fiumi, nei torrenti e nei canali con grave danno alla fauna autoctona, ma ci sono anche gli abbandoni delle tartarughe d’acqua e dei conigli da compagnia ed in alcuni casi di animali assolutamente rari. Infine un fenomeno del quale si parla poco è quello del randagismo equino, fenomeno questo in lenta ma costante crescita. Secondo i dati realizzati analizzando le varie statistiche degli abbandoni fatte dalle diverse associazioni possiamo tranquillamente sostenere che ogni anno sono circa 700.000 gli animali abbandonati ed altrettanti a rischio abbandono. Cosi se da una parte il monitoraggio costante relativo all’abbandono dei cani su strade ed autostrade permette anno dopo anno di ridurre e tenere sotto controllo il fenomeno, per gli altri animali la situazione è tutt’altro che sotto controllo. Da qui la necessità di far nascere un osservatorio permanente sul fenomeno dell’abbandono degli animali a 360 gradi promosso dall’associazione italiana difesa animali ed ambiente – AIDAA insieme ad esperti di altre associazioni. Compito dell’osservatorio è quello di analizzare il fenomeno degli abbandoni e di pubblicare ogni anno un libro bianco sul fenomeno tendendo conto sia delle segnalazioni che giungono dalle associazioni di tutela delle singole specie sia delle statistiche che ogni anno vengono fornite dalle maggiori associazioni animaliste. “Quello dell’osservatorio vuole essere un lavoro di analisi del fenomeno degli abbandoni degli animali a partire da cani e gatti fino ad arrivare alle specie di cui si parla poco quali i conigli o i cavalli. L’obbiettivo è arrivare ogni anno a fotografare in maniera precisa la vastità del fenomeno ed indicare quelle che possono essere le ipotesi di soluzione. Chiaramente – ci dice Lorenzo Croce- noi siamo abituati molto a parlare di cani e gatti e praticamente mai degli altri animali, ma sapete ad esempio che ogni anno almeno 20.000 tartarughe d’acqua e 8.000 conigli vengono abbandonati? Aver un quadro completo della situazione è indispensabile per poter conoscere e prevenire il fenomeno che riguarda almeno 400 specie di animali pesci compresi”.

7 settembre 2011 0

Per la pastorizia pontina puntare sulla valorizzazione e l’origine del prodotto

Di admin

“Rintracciabilità, valorizzazione e origine certa del prodotto sono le basi per far risalire il settore della pastorizia nella nostra regione e nella nostra provincia”. Così Carlo Crocetti, presidente di Coldiretti Latina commenta i lavori del tavolo tecnico che si è riunito in Regione per esaminare le problematiche del settore ovicaprino del Lazio. Le nostre campagne – aggiunge Crocetti – grazie al lavoro dei nostri pastori, assicurano un latte di qualità che trasformato permette la realizzazione di formaggi. Discorso a parte, poi, per la carne che è di ottima qualità. Troppo spesso abbiamo registrato imitazioni e sofisticazioni a danno dell’immagine della nostra terra e delle nostre produzioni di origine. Anche per questo tra gli obiettivi del tavolo che si è costituito occorre che siano chiari i punti da stabilire per realizzare un processo virtuoso teso a scongiurare ulteriori danni di immagine alla nostra terra ed economici per i produttori”. Sono certo – ha detto Saverio Viola direttore della sede pontina della Coldiretti – che con azioni e misure che guardino all’origine e alla valorizzazione del prodotto si potrà risalire la china di un settore che anche in provincia di Latina è in crisi. Il progetto di Coldiretti per una filiera agricola tutta locale d’altronde mira proprio a questo. La filiera ovicaprina laziale merita attenzione e questi segnali che sono arrivati dalla Regione Lazio rappresentano certamente una notizia positiva. A causa dei rincari del combustibile, dell’elettricità e dei mangimi nel Lazio sono restate attive circa 9.000 aziende in questo ambito. Il numero di capi nella regione è pari a 760.903 totali, di cui 715.397 ovini, 45.506 caprini. Il 41 per cento dei capi si trova in provincia di Viterbo, segue Roma con il 31 per cento, Rieti con il 13, Frosinone con l’11 e Latina con il 5. I dati relativi agli ultimi mesi registrano che su un totale di 8.287 allevamenti aperti, nel Lazio ne risultano chiusi 3181. “Numeri che parlano da soli – conclude Crocetti – situazioni per le quali.