Tax freedom day e Befera: l’Italia del “sano timore”

9 gennaio 2012 0 Di admin

Dall’Ufficio Stampa Federcontribuenti riceviamo e pubblichiamo:
“E’ necessario incutere un sano timore” così ha affermato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, intervistato a ‘La Telefonatà di Maurizio Belpietro su Canale 5. Afferma anche che, nel 2011, la lotta all’evasione fiscale ha fruttato il recupero di circa 11 miliardi e rincara la dose: “Faremo di più nel 2012. Gli errori commessi da Equitalia non devono portare a generalizzare nè a stigmatizzare l’attività di un ente che costituisce un argine contro l’evasione. Tutto ciò che Equitalia fa lo fa sulla base di leggi che dicono come deve comportarsi, se c’è qualcosa da rivedere siamo disposti a collaborare: generalizzare sulla base di 1.000 errori a fronte di 10 mila cartelle significa applicare la legge dei piccoli numeri. Se fermiamo Equitalia fermiamo tutto e l’evasione riaumenta”.
Non è difficile per Federcontribuenti smentire i numeri urlati al vento da Befera, il calcolo è rapidissimo: in soli quattro giorni hanno firmato la bellezza di oltre 15 mila italiani per la chiusura di Equitalia. Le storie che emergono dai commenti non parlano di ” piccoli errori”, ma, raccontano tragedie umane. Errori che sono capi di imputazione gravi. Quand’anche fossero stati davvero soli 1000 errori, sono errori che si fanno sulla pelle di cittadini!
Proprio perchè Equitalia opera sulla base di leggi la Federcontribuenti ha elaborato la proposta di Legge presentata dal senatore Pedica, ecco alcuni passaggi del DDL:
” E’ gravemente errato considerare aprioristicamente il cittadino contribuente come un evasore incallito o, peggio, come un soggetto perennemente dedito al malcostume del non pagare. Nel sistema attuale insieme alle difficoltà nell’ottemperare agli oneri elevati delle imposte il cittadino-debitore deve, inoltre, sopportare l’indebito e ingiustificato peso di somme che non trovano alcuna logica e che si inquadrano nell’ambito della peggiore azione di riscossione che si possa perpetrare ai danni della stessa azione di recupero dei crediti.
È lampante come una gestione dissennata, invasiva e ingiustificata della riscossione in molti casi porti al fallimento del soggetto contribuente sia esso persona fisica che impresa, provocando all’erario un danno di fatto notevolmente superiore a quello della mancata riscossione del capitale. Il legislatore dal 1999 ad oggi ha i più occasioni potenziato e accelerato la fase della riscossione, non tenendo in debito conto l’esigenza di equilibrare il diritto alla difesa del contribuente che, sempre di più, è chiamato a contrastare le invasive attività esecutive dalla società Equitalia Spa con mezzi processuali sempre più limitati. Così come ormai sono altrettanto noti i numerosi casi di comportamento illecito di Equitalia s.p.a. sanzionati dalla magistratura.” Commenta il presidente Finocchiaro: « Chiudere Equitalia significa fermare un business, perchè i mega compensi dei dirigenti di Equitalia sono il frutto dei tassi di interesse e degli aggi e degli errori commessi a danno degli italiani. Il vero errore è stato dotare Equitalia di armi letali per l’economia nazionale. Un errore a cui si dovrà rimediare al più presto. Inoltre, questi grandi successi di recupero crediti, possibile non ve ne sia traccia in nessuna parte?»
Per quanto concerne i conti sulla determinazione del “Tax Freedom Day”, il giorno della liberazione fiscale, per soddisfare le richieste dell’Erario, un italiano è chiamato a lavorare 8 mesi per lo Stato e solo quattro per se stesso. Anche se il grafico realizzato dal Corriere della Sera è esatto, va ricordato che al sud, per esempio, il costo della benzina sta schizzando verso nuovi record, siamo quasi a 1.8 per la benzina e la Rca, altro esempio, sembra anch’esso un organo fuori da ogni controllo e verifica! Questo per dire che esistono larghe zone dove lo Stato non vigila e chiede sangue anche alle rape.