Registro Unioni Civili a Cassino, tuoni dall’abbazia contro l’approvazione. L’Abate: “Disappunto verso primo passo per riconoscere qualsiasi unione”

20 aprile 2012 0 Di redazione

L’Abate di Montecassino Dom Pietro Vittorelli, appresa la notizia dell’approvazione da parte del Consiglio Comunale di Cassino del Registro delle unioni civili,

“Esprimo profondo rammarico e perplessità per una decisione che, pur non avendo valore legislativo, ne ha e ne vuole avere uno fortemente simbolico e ideologico, in quanto mira ad equiparare qualsiasi unione affettiva al vero matrimonio tra un uomo e una donna, riconosciuto dalla Costituzione Italiana e dalla Chiesa Cattolica che ne fa addirittura un sacramento. Come pastore responsabile della Chiesa diocesana di Montecassino – continua l’Abate – non posso tacere in questo momento il dispiacere e il disappunto di fronte ad un atto che rappresenta il primo passo verso il riconoscimento di qualsiasi unione.
Mi chiedo come possa questo provvedimento rappresentare un progresso civile o un ‘riconoscimento di diritti civili’, dal momento che finora coloro che volevano convivere more uxorio erano liberi di farlo, senza alcuna discriminazione, garantiti dal codice civile. Le unioni civili, comprese quelle omosessuali, non sono famiglia ma “formazioni sociali”, relazioni private tra individui, scelte di vita privata. La famiglia (senza virgolette e senza aggettivi) è una “società naturale fondata sul matrimonio”- si legge ancora nella nota abbadiale – In base a questi principi elementari e chiarissimi nella mente della maggior parte della gente, le unioni civili e le famiglie nate dal matrimonio sono casi diversi, non possono essere giuridicamente equiparate. Non si può creare ambiguità, confusione e disorientamento nell’opinione pubblica, non si può sbiadire o peggio cancellare la specifica identità della famiglia come è nella storia e nel diritto positivo del nostro popolo. La famiglia è la prima cellula della società, formazione basilare, la Chiesa la ritiene tanto importante che la definisce “chiesa domestica”.
Ancora: Si vuole dare riconoscimento alle unioni civili degli stessi diritti delle famiglie fondate sul matrimonio: e perché mai i doveri dovrebbero restare a carico solo degli sposati?
Mi chiedo e chiedo a tutti: Davvero questa maggioranza che così ha votato in Consiglio Comunale rappresenta il sentire della maggioranza della popolazione di Cassino?
Chiedo anche: dove erano, dove sono e cosa hanno fatto per impedire tale approvazione i sedicenti rappresentanti del mondo cattolico? Quanto hanno saputo far sentire la propria voce, argomentare, convincere?
Aver approvato nella stessa seduta il “quoziente familiare” in aiuto alle famiglie, non contribuisce forse ad aumentare ancor più la confusione ingenerata? Quando tutto è uguale a tutto, quando tutto è vero, niente più è vero.
Appartenente a questa maggioranza, qualcuno tempo fa ha avuto il “coraggio”, del tutto antistorico, di scrivere che Montecassino ha sempre ostacolato il progresso civile del territorio; altri, appartenenti alla stessa maggioranza, fino all’altro ieri, ad esempio nel convegno “Succisa virescit” del 16 aprile, hanno sostenuto e sottolineato esattamente il contrario, portando ad esempio ciò che appena il giorno prima era accaduto a Montecassino, dove grazie all’abbazia che aveva ospitato una grande manifestazione nazionale dei Vigili del Fuoco alla presenza del Ministro dell’Interno Cancellieri, i rappresentanti delle Istituzioni locali avevano avuto modo di parlare al Ministro del problema del Tribunale e ne avevano ricevuto rassicurazioni. Questo, a loro dire pubblicamente, era solo l’ultimo esempio del ruolo importante della Chiesa di Montecassino “per il progresso civile” del territorio!
Forse – conclude l’abate Vittorelli – è giunto il momento di interrogarsi e riflettere prima di agire, e cercare di esprimersi, con atti e parole, in modo finalmente coerente”.