Giorno: 2 luglio 2013

2 luglio 2013 0

Interessi di mora più cari dal 1° maggio 2013. Sulle cartelle esattoriali ci sarà una calda estate

Di admin
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Ci dicono che il Fisco sarebbe diventato più “umano” e sensibile ai problemi dei cittadini anche in ragione della crisi economica, ma ci prendono letteralmente “in giro”. Perché se da una parte con il cosiddetto decreto “Fare” ci buttano un po’ di fumo negli occhi, dall’altra tolgono dalle tasche degli italiani, nel silenzio pressoché generale di una politica bipartisan complice di disparità e diseguaglianze.

Questa volta, in tal senso, lo “Sportello dei Diritti”, spiega il fondatore Giovanni D’Agata, attraverso un articolata disamina da parte degli avvocati tributaristi Maurizio Villani e Idalisa Lamorgese della normativa vigente e dei recenti provvedimenti, denuncia pubblicamente lo scandalo degli interessi moratori applicati in caso di ritardo nel pagamento di imposte, tributi e sanzioni che in un momento di gravissima e profonda crisi economica aumentano per effetto di sciagurate misure, andando così a gravare ancor di più sulle condizioni a dir poco precarie delle famiglie e delle imprese italiane e creano scompensi e diseguaglianze quando a rimborsare, al contrario dev’essere il Fisco. Di seguito, andiamo a spiegare attraverso la dettagliata analisi dei due tributaristi, cosa sta accadendo in materia nel nostro Paese per invocare un intervento immediato del governo volto a perequare tali divergenze e a ridurre gli aggravi a carico dei contribuenti.

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Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: L’art. 1, comma 150, della legge 24 dicembre 2007 n. 244 stabilisce che “Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, emanato ai sensi dell’articolo 13, comma 1, della legge 13 maggio 1999, n. 133, sono stabilite le misure, anche differenziate, degli interessi per il versamento, la riscossione e i rimborsi di ogni tributo, anche in ipotesi diverse da quelle previste dall’articolo 13 del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, nei limiti di tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse fissato ai sensi dell’articolo 1284 del codice civile, salva la determinazione degli interessi di mora ai sensi dell’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni”.

L’articolo 30 del citato D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 stabilisce che: “Decorso inutilmente il termine previsto dall’articolo 25, comma 2, sulle somme iscritte a ruolo, escluse le sanzioni pecuniarie tributarie e gli interessi, si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con decreto del Ministro delle Finanze con riguardo alla media dei tassi bancari attivi”.

Premesso ciò, per la prima volta, dopo tre anni, con provvedimento del direttore dell’Agenzia dell’Entrate del 4 marzo scorso emesso – appunto – ai sensi e per gli effetti dell’articolo 30 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 gli interessi di mora (quelli dovuti dal debitore per il ritardo nel pagamento) tornano a salire e in un momento in cui è particolarmente difficile per cittadini e imprese onorare gli impegni assunti, sia per effetto della congiuntura economica sfavorevole ma anche a causa della contrazione del canale di accesso al capitale di credito erogato da banche e istituti finanziari, tale previsione non può certamente accogliersi con favore.

Di conseguenza, a far data dal 1° maggio 2013 il nuovo tasso su base annua è salito dal 4,5504% al 5,2233% e, pertanto, pagare in ritardo una cartella esattoriale (dopo il 61° giorno dalla data di notifica della cartella di pagamento) costerà di più.

In sostanza, se il debitore non provvede al pagamento dell’importo dovuto nel termine di 60 giorni, scattano oltre agli interessi di mora maturati giornalmente dalla data di notifica sulle somme iscritte a ruolo, anche eventuali spese connesse al mancato o ritardato pagamento.

Nelle “motivazioni” del provvedimento ministeriale si legge testualmente che: “…..Considerato che, come detto, l’art. 30 prevede una determinazione annuale del tasso di interesse in questione, è stata interessata la Banca d’Italia che, con nota dell’8 febbraio 2013, ha stimato al 5,2233% la media dei tassi bancari attivi con riferimento al periodo 1.1.2012 – 31.12.2012. Il presente provvedimento fissa, dunque, con effetto dal 1° maggio 2013, al 5,2233% in ragione annuale, la misura del tasso di interesse da applicare nelle ipotesi di ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo, di cui all’articolo 30 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602.”

A tal proposito non si può trascurare di sottolineare che nel tempo vari decreti ministeriali si sono succeduti modificando, di volta in volta, l’ammontare dei tassi di interesse applicabili, ma ancora non si è risolto il problema della disparità di trattamento sull’applicazione degli interessi. Infatti, continuiamo a chiederci in base a quale criterio e a quale norma di legge vi sia una differenza tra gli interessi spettanti all’Amministrazione Finanziaria e gli interessi che si applicano ai rimborsi in favore del contribuente.

Infatti – come noto – sulle somme dovute dai cittadini contribuenti o dall’Amministrazione Finanziaria maturano ovviamente degli interessi a favore dell’una o dell’altra parte a seconda delle diverse situazioni.

Orbene, l’ammontare dei tassi di interesse sono stabiliti dalla legge o dai decreti ministeriali in misura assai differente a seconda che creditore della somma su cui tali interessi si applicano sia il contribuente o l’Amministrazione Finanziaria.

Al contrario, è giusto dire che tale disparità non esiste in materia di tributi locali in quanto vi è una disposizione di legge che espressamente fissa l’ammontare degli interessi sui ritardati versamenti e quelli sui ritardati rimborsi nella stessa misura. In particolare, l’accertamento dei tributi locali è disciplinato dalla Legge 27 dicembre 2006 n. 296, che ne ha uniformato la disciplina. Per quel che qui interessa, giova porre l’attenzione sull’articolo 1, comma 165, che regolamenta la materia degli interessi applicabili ai tributi locali, stabilendo che i relativi tassi siano uguali per le ipotesi di versamento in ritardo dell’imposta da parte del contribuente e per le ipotesi di ritardati rimborsi nei confronti dei contribuenti. Infatti, l’art. 1, comma 165, suddetto stabilisce testualmente dispone che: “La misura annua degli interessi è determinata, da ciascun ente impositore, nei limiti di tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse legale. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili. Interessi nella stessa misura spettano al contribuente per le somme ad esso dovute a decorrere dalla data dell’eseguito versamento”.

Esaminiamo adesso, riprendendo anche un nostro elaborato di poco tempo fa, come tale disparità di trattamento emerga in maniera rilevante soprattutto in materia di imposte sul reddito, di imposta sul valore aggiunto e di imposta di registro.

Imposte sul reddito.

Per i ritardati versamenti il contribuente dovrà pagare:

a) gli interessi sulle somme accertate.

L’articolo 20 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, stabilisce che: “Sulle imposte o sulle maggiori imposte dovute in base alla liquidazione ed al controllo formale della dichiarazione od all’accertamento d’ufficio si applicano, a partire dal giorno successivo a quello di scadenza del pagamento e fino alla data di consegna al concessionario dei ruoli nei quali tali imposte sono iscritte, gli interessi al tasso del 4 per cento annuo”.

b) gli interessi per dilazione del pagamento.

L’articolo 21 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, stabilisce che: “Sulle somme il cui pagamento è stato rateizzato o sospeso ai sensi dell’articolo 19, comma 1, si applicano gli interessi al tasso del 4,5 per cento annuo”.

c) gli interessi di mora per ritardo nel pagamento delle somme iscritte a ruolo.

L’articolo 30 del D.P.R 29 settembre 1973 n. 602, stabilisce che: “Decorso inutilmente il termine previsto dall’art. 25, comma 2, sulle somme iscritte a ruolo si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella di pagamento e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con decreto del Ministro delle Finanze con riguardo alla media dei tassi bancari attivi”. (Interessi che – come detto – a partire dal 1° maggio 2013 ammontano al 5,2233%).

Nei casi di ritardati rimborsi da parte dell’Amministrazione Finanziaria di somme indebitamente versate dal contribuente, l’articolo 1, comma 1, del D. M. 21 maggio 2009 stabilisce che: “ Gli interessi per ritardato rimborso di imposte pagate e per rimborsi eseguiti mediante procedura automatizzata, previsti dagli articoli 44 e 44-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, sono dovuti nella misura del 2 per cento annuo e dell’1 per cento semestrale, a decorrere dal 1° gennaio 2010”.

Iva.

In materia di Iva (Imposta sul Valore Aggiunto) si rileva una genericità delle disposizioni riguardanti gli interessi applicabili ai ritardati versamenti dell’imposta, a seguito dell’abrogazione, avvenuta ai sensi dell’articolo 37, comma 1, del D. Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46 del comma 3 dell’articolo 60 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633 il quale stabiliva che: “Sulle somme dovute a norma dei precedenti commi si applicano gli interessi calcolati al saggio indicato nell’art. 38-bis, con decorrenza dal sessantesimo giorno successivo alla scadenza del termine del 5 marzo dell’anno solare cui si riferisce l’accertamento o la rettifica.”

Pertanto, al ritardato pagamento delle somme dovute dal contribuente si applicava sino al 1999 il tasso di interesse nella stessa misura stabilita per i ritardati rimborsi Iva da parte dell’amministrazione finanziaria, disciplinati appunto dall’art. 38-bis del D.P.R. 633/1972.

Per quanto concerne gli interessi applicabili sulle somme accertate, l’art. 3-bis del D. Lgs. 18 dicembre 1997 n. 462, introdotto dalla legge n. 244 del 24 dicembre 2007, disciplina la rateazione delle somme dovute a seguito di liquidazione automatica, fissando il relativo tasso di interessi applicabile al 3,5 per cento annuo. Infatti, l’articolo sopra citato al comma 3 stabilisce che: “L’importo della prima rata deve essere versato entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Sull’importo delle rate successive sono dovuti gli interessi al tasso del 3,5 per cento annuo, calcolati dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della comunicazione. Le rate trimestrali nella quali il pagamento è dilazionato scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre”.

Venendo alla disciplina degli interessi applicabili sui rimborsi in materia di Iva, gli articoli cui fare riferimento sono gli artt. 38-bis, 38-bis1, 38-bis2 e 38-ter del D.P.R. 633/1972.

La misura dell’interesse annuo di cui all’art. 38-bis sopra citato è stata, poi, rideterminata dall’articolo 1, comma 2, del D. M. 21 maggio 2009 con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2010. Infatti, l’articolo 1, comma 2, del D. M. 21 maggio 2009 così recita: “Gli interessi per i rimborsi in materia di imposta sul valore aggiunto, previsti dagli articoli 38-bis e 38-ter del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, sono dovuti nella misura del 2 per cento annuo, a decorrere dall’1 gennaio 2010”.

Imposta di registro.

In materia di imposta di registro, rileva, ai fini della nostra analisi, il comma 4 dell’articolo 55 del D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131.

Il suddetto articolo disciplina in particolare la riscossione dell’imposta successivamente alla registrazione e stabilisce che: “Il pagamento dell’imposta complementare, dovuta in base all’accertamento del valore imponibile o alla presentazione di una delle denunce previste dall’articolo 19, deve essere eseguito entro sessanta giorni da quello in cui è avvenuta la notifica della relativa liquidazione.

Il pagamento delle imposte suppletive deve essere eseguito entro sessanta giorni da quello in cui è avvenuta la notifica della relativa liquidazione.

Il pagamento delle imposte e delle sanzioni amministrative eseguito successivamente alla registrazione deve risultare da apposita quietanza indicante gli estremi di registrazione dell’atto e le generalità del soggetto che ha eseguito il pagamento.

Per gli interessi di mora si applicano le disposizioni delle leggi 26 gennaio 1961, n. 29, 28 marzo 1962, n. 147 e 18 aprile 1978, n. 130”.

Come evidenziato, l’articolo 55 del D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131 al comma 4 richiama, per l’applicazione degli interessi di mora, la legge del 26 gennaio 1961, n. 29 che stabilisce quanto segue.

Art. 1 “Sulle somme dovute all’Erario per tasse e imposte indirette sugli affari si applicano gli interessi moratori nella misura semestrale dell’1,375 per cento da computarsi per ogni semestre compiuto”.

Art. 2 “Gli interessi si computano a decorrere dal giorno in cui il tributo è divenuto esigibile ai sensi delle vigenti disposizioni”.

Art. 3 “In caso di omissione di formalità o di omessa autotassazione, o di insufficiente o mancata denuncia, gli interessi si computano dal giorno in cui la tassa o l’imposta sarebbe stata dovuta se la formalità fosse stata eseguita o l’autotassazione effettuata o la denuncia presentata in forma completa e fedele”.

Art. 4 “Gli interessi sono dovuti indipendentemente dall’applicazione di ogni penalità o sopratassa prevista dalle singole leggi tributarie”.

Art. 5 “Sulle somme pagate per tasse e imposte indirette sugli affari e ritenute non dovute a seguito di provvedimento in sede amministrativa o giudiziaria spettano al contribuente gli interessi di mora nella misura di cui al precedente art. 1 a decorrere dalla data della domanda di rimborso”.

In realtà, come già detto, anche con riferimento a questa fattispecie, il D. M. 21 maggio 2009 ha modificato la misura del tasso di interesse sia per quanto concerne il ritardato pagamento da parte del contribuente sia per quanto concerne il ritardato rimborso da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

Infatti, con riferimento al ritardato pagamento da parte del contribuente, l’articolo 6, comma 2, lett. b, del D. M. 21 maggio 2009 stabilisce che: “A decorrere dal 1° gennaio 2010 sono stabiliti al tasso del 3,5 per cento annuo gli interessi relativi alle somme dovute a seguito di pagamento dell’imposta di registro, di donazione, ipotecaria e catastale entro i termini previsti dagli articoli 54, comma 5, e 55, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131”.

Mentre, con riferimento ai rimborsi da parte dell’Amministrazione Finanziaria, l’articolo 1, comma 4, del D. M. 21 maggio 2009 dispone che: “Gli interessi per i rimborsi delle somme non dovute per tasse e imposte indirette sugli affari, previsti dagli articoli 1 e 5 della legge 26 gennaio 1961, n. 29 sono dovuti nella misura dell’1 per cento per ogni semestre compiuto, a decorrere dal 1° gennaio 2010”.

Da quanto chiarito si evince, dunque, e si ribadisce, che ancora una volta le posizioni del Fisco e del contribuente non sono su un piano di parità.

Perché il Fisco quando rimborsa applica interessi inferiori rispetto a quanto richiede dal contribuente in caso di accertamento o iscrizione a ruolo?

Ci sono gli estremi di una illegittimità costituzionale, in violazione del principio di uguaglianza di cui all’articolo 3 della Costituzione. Il pagamento degli interessi di mora deve avvenire nella stessa misura e non può essere diverso a seconda che creditore di tali somme sia l’Amministrazione Finanziaria o il contribuente.

È quindi auspicabile un intervento del Legislatore, che sani questa illegittima disparità di trattamento tra il fisco ed il cittadino-contribuente, che riveda alcuni aspetti della riscossione dei tributi, introducendo elementi di flessibilità che consentano di contemperare la tutela degli interessi erariali con quella, altrettanto fondamentale, di preservare la sopravvivenza economica delle famiglie e delle imprese colpite dalla crisi.

2 luglio 2013 0

Rapina alla Banca Popolare del Lazio a San Felice Circeo, i carabinieri arrestano un 40enne di Ceccano

Di admin

Alle ore 13.20 circa, due individui con volto travisato ed armati di taglierino irrompevano nella Banca Popolare del Lazio nel Comune di San Felice Circeo, facendosi consegnare la somma di euro 7.800 circa, dileguandosi successivamente a bordo di un’autovettura Fiat Uno provento di furto perpetrato in data odierna a Latina Scalo. E’ scattato immediatamente il piano antirapina che ha permesso, all’Arma locale, di intercettare il predetto mezzo con a bordo i due rapinatori che, vistisi braccati, abbandonavano l’autovettura dileguandosi a piedi all’interno del parco del Circeo nella speranza di far perdere le proprie tracce. L’imponente caccia all’uomo, attivata dal Comando Provinciale di Latina, con il supporto aereo del Reparto Elicotteri CC di Pratica di Mare ed unità cinofile di Ponte Galeria, permettevano di addivenire alla cattura e all’arresto di uno degli autori della rapina che aveva trovato rifugio nel canale che costeggia Via Sabaudia nel Comune di San Felice Circeo. Il prevenuto, un pregiudicato del Frusinate, veniva trovato in possesso di una borsa contenente il provento della rapina (banconote di vario taglio), un passamontagna e fascette “stringicavo”. Le ricerche sono tuttora in corso per addivenire alla cattura del complice.

2 luglio 2013 0

Duecento migranti avvistati al largo di Lampedusa, marina militare impegnata nei soccorsi

Di redazione

Un elicottero di nave Cigala Fulgosi della Marina militare alle 17:22 ha avvistato, a circa cinquanta miglia a sud di Lampedusa, un natante con circa duecento migranti. Alle ore 18 il Cigala Fulgosi, raggiunta l’imbarcazione, che si trovava nell’area SAR (Search and Rescue), e verificato la necessità di intervento, ha iniziato i soccorsi ai migranti, cominciando a imbarcare le persone che necessitavano cure sanitarie di urgenza. In supporto all’attività di soccorso sta sopraggiungendo la motovedetta della Guardia costiera di Lampedusa CP302 Tra i migranti, di cui si stanno verificando la nazionalità, ci sono quattordici donne – una incinta di otto mesi -, quattro bambini e un uomo con stampelle che sono stati immediatamente ricoverati a bordo della nave italiana.

2 luglio 2013 0

Emergenza abitativa: il ‘Comitato di lotta per la casa’ da quattro giorni occupa un edificio vuoto

Di redazionecassino1

Prosegue la lotta delle numerose famiglie sfrattate per ottenere un alloggio popolare. Ora la protesta da piazza De Gasperi si è spostata in via Peola, in prossimità della caserma de  80° R.A.V., dove è stato occupato un edificio da anni chiuso  e i cui appartamenti mai assegnati. “Proseguiamo dopo aver protestato dinanzi al comune – ci spiega il consigliere Durante – nella lotta per dare a queste famiglie un alloggio. Nonostante i ripetuti incontri con il sindaco Petrarcone e l’assessore ai servizi sociali, Di Russo, senza ottenere risultati concreti e rassicurazioni su un soluzione positiva della situazione. Abbiamo avuto incontri  e colloqui anche con alcuni consiglieri comunali e segretari di partito, ma le loro risposte non ci hanno convinto, essendo sempre le stesse “non possiamo fare nulla…  L’Ater non costruisce alloggi ecc…“ –  prosegue Durante – è da oltre un anno che portiamo avanti questa emergenza senza risultati adesso abbiamo deciso di passare all’azione. Questo fabbricato è vuoto da diverso tempo, vi è addirittura la corrente elettrica, non si capisce il motivo, chi la stia pagando e se vi sia anche un danno per l’Erario comunale”. Alle famiglie è arrivata la solidarietà del parroco del quartiere San Bartolomeo che ha portato generi alimentari, una cucina, una bombola di gas giochi per i bambini”. La lotta di queste famiglie sicuramente proseguirà per ottenere un alloggio confortati anche dalla gioia e dalla serenità dei più piccoli. “Quello che ci rammarica – ha concluso Durante – l’assenza di amministratori e politici a dare un minimo di solidarietà a queste famiglie”. Oggi in una nota il sindaco Petrarcone ha ribadito, comprendendo le ragioni della protesta, che l’amministrazione comunale ha fatto tutto il possibile, e continuerà a farlo, per aiutare le famiglie bisognose, ma nel rispetto della legalità.

“Per quanto riguarda l’emergenza sociale che racchiude in sé non una, ma diverse situazioni di oggettiva difficoltà, l’amministrazione comunale ha fatto tutti il possibile e continuerà a farlo per aiutare le famiglie più bisognose ed i dati di bilancio dimostrano come in un periodo di tagli, il Comune di Cassino sia uno dei pochi Enti Locali ad aver moltiplicato le poste di bilancio in favore del disagio sociale. Le problematiche afferenti alla casa sono complesse e nascondono all’interno situazioni eterogenee che vanno dagli alloggi di edilizia popolare fino agli affittuari di case private. Tuttavia esprimiamo la nostra solidarietà a tutte quelle persone che purtroppo stanno vivendo una situazione di forte disagio abitativo, ribadendo che da parte nostra, come dimostrato anche nei giorni scorsi, c’è massima disponibilità per trovare una soluzione condivisa purché ciò avvenga nel rispetto della legge. Purtroppo la situazione relativa agli alloggi di edilizia popolare si protrae ormai da tantissimo tempo e negli ultimi anni, anche a causa della crisi che ha investito l’intero Paese, abbiamo assistito ad un peggioramento delle condizioni sociali di molte famiglie causato anche dalla mancanza di lavoro, dalla assenza di una politica nazionale di edilizia popolare e dai pesanti tagli inflitti al Fondo nazionale per le politiche sociali, all’interno del quale vi sono gli aiuti per il sostegno agli affitti. Proprio per questo con i servizi sociali del Comune questa amministrazione ha messo in atto una serie di interventi deputati a dare un po’ di ossigeno alle persone bisognose. Ci riferiamo ai voucher lavorativi, all’esonero dai costi relativi alla mensa ed al trasporto scolastico per le famiglie a bassissimo reddito, alla modifica dell’articolo 27 del regolamento fino a giungere ad un intervento diretto proprio all’Ater di Frosinone con il quale è stato possibile sospendere gli sfratti posti in essere. Inoltre, ed i fatti lo dimostrano, l’amministrazione è sempre stata vicina alle famiglie che hanno perso una casa, evitando che le stesse rimanessero senza un tetto, anche con soluzioni tampone. Tuttavia questo è il momento di fare richiamo al forte senso delle istituzioni, comprese Provincia – Regione – Ater – Governo Centrale, al fine di trovare soluzioni che siano in grado di affrontare in maniera concreta l’emergenza abitativa che non riguarda solo la nostra Cassino, ma l’intero Paese. Questi cittadini non devono trovarsi nelle condizioni di compiere gesti estremi per rivendicare il diritto di avere una casa in cui vivere. È il caso che chi di dovere, soprattutto gli Enti a ciò deputati per legge, rimetta mano ad una situazione per troppo tempo lasciata insoluta senza una vera politica che affermasse il fondamentale diritto alla casa. Un diritto che deve passare per tutte le forme di lotta, purché contenute nell’alveo della legalità. Fermo restando la nostra non condivisione dell’occupazione abusiva della palazzina di proprietà del Ministero, che rappresenta un’iniziativa che non porterà ad alcuna soluzione concreta, ribadiamo la nostra volontà di farci portatori delle giuste istanze dei cittadini che vivono questo dramma, mettendo in campo, nell’ambito delle leggi e dei principi della Costituzione, tutte le iniziative necessarie alla risoluzione del problema.” È quanto emerge in una nota a firma del gruppo di maggioranza.

F. Pensabene

Foto A. Ceccon

2 luglio 2013 1

Presentato il progetto “NoiSicuri”, per sviluppare la cultura della sicurezza stradale

Di redazionecassino1

È stato presentato nel corso di una conferenza stampa, nella Sala Restagno del Municipio, dall’assessore alla Polizia Locale, Emiliano Venturi e dal comandante della Polizia Locale, Magg. Acquaro, e dall’assessore alla mobilità cittadina, Riccardo Consales, il progetto “NoiSicuri” sulla sicurezza stradale con particolare riferimento all’installazione dei dissuasori di velocità denominati ‘Velo Ok’. L’iniziativa nasce con l’intento da parte dell’Amministrazione di regolamentare e controllare la velocità tenuta dagli automobilisti sul territorio comunale. Un deterrente, in altre parole, per indurre gli automobilisti e centauri a tenere comportamenti e, soprattutto, una velocità adeguata alle strade cittadine e periferiche.  Il progetto si inserisce in un più ampio programma che vedrà l’installazione di una serie di ‘dissuasori’ di colore arancione che a campione controlleranno la velocità tenuta dagli automobilisti sulle strade cittadine posizionando su strade scelte ‘a campione’ gli autovelox all’interno delle colonnine  “VeloOk”.  Il progetto presentato in sala Restagno inizialmente sarà solo di tipo informativo a cui seguirà un convegno dal titolo “La sicurezza stradale nei Centri Urbani” che si terrà il 9 luglio prossimo in cui  il “Noi Sicuri” diventerà una realtà anche per il comune di Cassino. “Le finalità del progetto, nella prima fase,  sono principalmente quelle di abbattere drasticamente – spiega l’assessore Venturi – il numero degli incidenti e la conseguente mortalità sulle strade urbane. Questa iniziativa – prosegue Venturi –  favorirà anche la crescita nei cittadini e negli utenti della strada di una cultura della sicurezza stradale”.  Al momento un dispositivo di questo tipo è posizionato sulla strada che porta a Sant’Angelo in Theodice che dovrebbe scoraggiare, vista anche la presenza di molte scuole, gli eccessi di velocità. In altri termini, l’iniziativa messa in campo dall’amministrazione comunale con il “NoiSicuri” dovrebbe rappresentare il superamento delle tradizionali logiche secondo cui “…i Comuni vogliono fare cassa sugli automobilisti…” e guardare ad un maggior rispetto delle regole del codice della strada, privilegiando la sicurezza di automobilisti, pedoni e tutti gli altri utenti della strada.

F.P

FOTO A. CECCON

   

2 luglio 2013 0

Raccolta rifiuti: il ‘porta a porta’ da mercoledì a Caira. Rimossi, da oggi, i cassonetti stradali

Di redazionecassino1

Prosegue sul territorio comunale la raccolta dei rifiuti nella periferia cittadina con il sistema ‘porta a porta’. Da mercoledì 3 luglio è la volta della frazione Caira. Si conclude di fatto il secondo dei tre step relativi all’attivazione completa del servizio sull’intero territorio comunale. Da oggi, martedì 2 luglio, i cassonetti stradali saranno rimossi. Pertanto, non sarà più possibile conferire i rifiuti con il vecchio sistema stradale.

Per ulteriori informazioni:

 

§     contattare il numero verde 800.08.65.08, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00;

§     contattare l’Ufficio Ambiente del Comune di Cassino 0776.298361/298470;

§     visitare il sito web dedicato www.cassinoaraccolta.it;

§     rivolgersi direttamente agli operatori dell’Infopoint attivo presso il Comune di Cassino.

2 luglio 2013 0

Estate Arpinate 2013, città salotto: arte, cultura, sport, musica, moda e tradizioni

Di redazionecassino1

Domenica 30 giugno in occasione di Arpino Bella&Buona è stata presentata con grande interesse l’estate arpinate, che ha visto il grande coinvolgimento di operatori commerciali, associazioni e comitati che hanno creato buone condizioni per un’estate che si preannuncia ricca di novità pur nel solco della tradizione.

Durante la giornata sono state molto apprezzate le visite guidate nel centro storico, che è stato rallegrato dai gonfiabili per bambini e da un simpatico gelataio, mentre alle ore 18 c’è stata la riapertura simbolica di palazzo Boncompagni (già sede del Municipio), che è stato protagonista della presentazione delle manifestazioni in programma, alla presenza dei rappresentanti dei 7 quartieri e contrade del Gonfalone (Arco, Civita Falconara, Colle, Ponte, Collecarino, Vallone, Vignepiane), il circolo Aquila Romana, l’associazione Giulia Carnevale, la Fondazione Mastroianni, “Elixir”, i vari comitati per i festeggiamenti e tanti altri. Hanno presenziato anche il vice sindaco Andrea Olini, il delegato al turismo Andrea Chietini e il sindaco Renato Rea che ha dato la massima disponibilità per garantire a turisti e cittadini un’estate da ricordare, nonostante le ristrettezze economiche. La Pro Loco ha annunciato la promozione di una lotteria dell’Estate Arpinate con ricchi premi per tutti i gusti.

Nel pomeriggio l’associazione “Prossimamente” ha organizzato una interessante mostra fotografica allestita in piazza Municipio.

La serata si è conclusa con la rievocazione di un’antica serenata arpinate in piazza Gioacchino Conti, proposta da Gizziello Caffè e la Cantinella in collaborazione con le attività commerciali e tanti cittadini del Ponte. Gran finale con il concerto del trio MBL (Benedetto Vecchio, Marco Iamele e Gennaro Del Prete), che ha presentato un ricco repertorio di musica popolare coinvolgendo piazza Municipio fino a mezzanotte, con una pausa a metà spettacolo per l’anteprima dello show che la scuola di ballo “New Millennium Dance” presenterà il 7 agosto.

Nell’occasione è stata promossa anche la campagna di tesseramento alla Pro Loco di Arpino “I love Arpino – Città di Cicerone”, che si pone come obiettivo quello di arrivare a mille soci, coinvolgendo praticamente l’intera città, rendendo ancora più centrale il ruolo del’’associazione nel risveglio culturale e turistico del territorio.

I prossimi appuntamenti e l’intero calendario sono consultabili su www.arpinoturismo.it

2 luglio 2013 0

Cabina di Regia per la Fiat, giovedì incontro a Piedimonte. Di Nota e il sindaco Iacovella: “Pianificare iniziative per la tutela del lavoro e della produzione”

Di redazionecassino1
Il presidente dell’Unione Cinquecittà, Antonio Di Nota e il sindaco di Piedimonte San Germano, Domenico Iacovella, hanno convocato per giovedì prossimo, 4 luglio, la riunione della Cabina di Regia dei Sindaci per la salvaguardia dello stabilimento Fiat.

La riunione, in programma alle ore 18, presso la Sala consiliare del comune di Piedimonte, è rivolta ai componenti dell’organismo: le municipalità di Aquino, Alvito, Cassino, Castrocielo, Colfelice, Esperia, Ferentino, Fumone, Pignataro Interamna, Pofi, Pontecorvo, San Giorgio a Liri, San Giovanni Incarico, Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sant’Apollinare, San Vittore del Lazio, Sora, Terelle, Villa Santa Lucia, oltre a Piedimonte e Colle San Magno. All’ordine del giorno, le azioni e iniziative urgenti da intraprendere per la salvaguardia dei posti di lavoro nello stabilimento e tutela dell’indotto collegato, anche alla luce degli ultimi avvenimenti e della richiesta di intervento della Cabina stessa da parte delle forze sindacali e produttive. “Ora è tempo di passare alla fase operativa – hanno spiegato Di Nota e Iacovella – come annunciato nei giorni scorsi siamo pronti a qualunque iniziativa pur di salvaguardare i posti di lavori e la produzione per la Fiat di Piedimonte e per l’indotto relativo. L’incontro è fissato proprio per stabilire le linee da seguire e le iniziative da intraprendere, da allargare poi, attraverso un percorso partecipato, agli altri attori interessati alla vicenda, istituzioni e rappresentanze sindacali”.

 

2 luglio 2013 0

Ruba sei quintali di rame, ma è sorpreso dai carabinieri

Di redazionecassino1

Sei quintali di rame del valore di circa 7mila euro sono stati recuperati, la scorsa notte, dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Chieti. Un uomo di 34 anni del posto è stato denunciato in stato di libertà con l’accusa di furto aggravato. Il materiale era stato trafugato dal piazzale di una ditta ubicata nella zona Tricalle di Chieti e caricato a bordo di una monovolume. Gli uomini dell’Arma hanno notato la vettura mentre transitava nei pressi della zona industriale di Chieti Scalo. L’auto era visibilmente carica poiché aveva le sospensioni posteriori ribassate. E’ stato proprio questo particolare che ha spinto i militari a fermarla per effettuare un controllo. Gli uomini dell’Arma hanno subito notato che nella parte posteriore della monovolume erano stati smontati i sedili e nello spazio ricavato erano state caricate numerose bobine di rame. Il conducente, noto alle Forze dell’Ordine, si è giustificato dicendo che il materiale era di sua proprietà e che si stava recando a lavoro. I Carabinieri hanno però voluto “vederci chiaro” e dopo aver fatto una serie di accertamenti hanno scoperto che, poco prima, il proprietario di una ditta di impianti ubicata a Chieti aveva segnalato al 112 il furto di bobine di rame. Accompagnato in caserma il 34enne è stato quindi denunciato per furto aggravato mentre il materiale rinvenuto è stato poi restituito al titolare della ditta da dove erano state trafugate.   

 

2 luglio 2013 0

Arrestato dai carabinieri un 66enne mentre ruba materiale ferroso da un capannone

Di redazionecassino1

A  Marcianise, nel corso di un servizio preventivo di controllo del territorio, i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato, in flagranza per furto aggravato il pregiudicato Affinito Nicola cl. 66, di Carinaro. L’uomo, poco prima, veniva sorpreso dai militari dell’Arma, mentre asportava, caricandolo sul proprio furgone, materiale ferroso di vario genere, dal peso complessivo di circa cinque quintali, dall’interno di un capannone abbandonato appartenente alla ditta “XFIN” sita in Marcianise – zona asi sud – Località “Tavernette”. Il veicolo ed il materiale derubato sono stati sottoposti a sequestro. L’arrestato, invece, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo su disposizione dell’A.G. competente.