pubblicato il2 aprile 2017 alle 19:02

Omicidio di Alatri, Emanuele ucciso perchè essere umano

Alatri – Non abbiamo conosciuto Emanuele in vita, ma dopo il funerale ieri, sappiamo quasi tutto. Lo abbiamo ritrovato sui volti delle oltre tremila persone che sotto un sole battente, nel giardino della chiesa Castello a Tecchiena, hanno partecipato al rito funebre.

Solitamente accade che solamente i parenti più prossimi, quelli che stanno vicino alla bara, sentono la drammaticità del momento. Non era così  ieri a Tecchiena di Alatri. La commozione era generalizzata. In qualsiasi angolo del largario verde, di fronte la chiesa, c’erano persone che piangevano, che rincuoravano chi piangeva o semplicemente in silenzio, perse nello stupore di quella atrocità che, a distanza di sette giorni, ancora non si smorza e difficilmente lo farà a breve.

Un genitore che piange sulla bara del figlio, poi, forse anche perché innaturale dato che per norma dovrebbe essere il contrario, è già di per se struggente, ma il messaggio di mamma Lucia con un filo di voce è stato quanto di più bello e coraggioso si potesse sentire. Solo amore per il figlio, avvolto in una profonda fede Cristiana. “Dio non lo ha chiamato perchè cattivo, lo ha ricevuto dalla cattiveria dell’uomo” ha detto tra l’altro facendo affiorare la commozione anche sui volti dei carabinieri che avevano predisposto un massiccio servizio d’ordine.

Significativa l’omelia del vescovo Loppa che ha ricordato come una brutta parola o un brutto gesto è un seme dell’odio che, se non estirpato, con il tempo, produce l’omicidio.

Quei palloni bianchi volati via, spinti dal vento, meglio non potevano ricordare Emanuele strappato alla sua vita in un momento di meschinità umana.

Una vicenda, quella di Emanuele, che rabbrividisce tutti perché mostra come tutti noi potevamo essere al suo posto. Ciò che è accaduto al 20enne di Alatri, poteva accadere a chiunque, a qualsiasi dei nostri figli. Emanuele non è morto per un male incurabile; non perché è rimasto coinvolto in un tragico incidente stradale o cadendo da un rupe. Emanuele è morto per le vili percosse di qualcuno che ha voluto che lui, non in quanto Emanuele Morganti ma in quanto essere umano, morisse.

Questo non ci può stare in una città come Alatri che ben conosciamo e siamo certi che la comunità, ricca di storia, tradizioni, cultura e tanto cuore, al ti la di chi la descrive diversamente perché non la conosce, saprà estirpare il cancro della violenza.

Ermanno Amedei  

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