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27 Luglio 2019 0

Emanuele Morganti, fu omicidio preterintenzionale e non volontario. Tre condanne a 16 anni e una assoluzione

Di admin
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ALATRI – Con tre condanne e una assoluzione si è chiuso ieri il primo grado in Corte d’assise a Frosinone del processo per l’omicidio di Emanuele Morganti. Alla sbarra c’erano Michel Fortuna di Frosinone, Paolo Palmisani, Mario Castagnacci ed il padre Franco Castagnacci di Alatri, tutti imputati per il reato di omicidio volontario.

La tragica vicenda risale al 24 marzo 2017, quando il 20enne Emanuele Morganti, all’esterno del “Mirò Music Club” di Piazza Regina Margherita ad Alatri, fu fatto oggetto di un violentissimo pestaggio conclusosi con un ultimo colpo che lo fece sbattere contro il montante di un’auto ivi parcheggiata. Il giovane morirà il successivo giorno 26 presso il Policlinico Umberto I° di Roma dove era stato trasportato nel disperato tentativo di salvargli la vita.

L’articolata e complessa attività investigativa, immediatamente avviata dai Carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigato del Comando Provinciale e delle Compagnie di Alatri e Frosinone, diretta dal Procuratore della Repubblica di Frosinone e dai due Sostituti Pubblici Ministeri assegnatari dell’inchiesta, portò all’arresto due giorni dopo di Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, il successivo 10 aprile a quello di Michel Fortuna ed infine il 30 ottobre 2017 all’arresto di Franco Castagnacci.

Nel tardo pomeriggio, la Sentenza emessa dalla Corte d’Assise del Tribunale di Frosinone, con la quale Fortuna Michel, Paolo Palmisani e Mario Castagnacci sono stati condannati ad anni 16 di reclusione per omicidio preterintenzionale, mentre  Franco Castagnacci è stato assolto.

 

9 Luglio 2019 0

Omicidio Emanuele Morganti. Il pm chiede ergastolo per Fortuna, e pene superiori ai 20 anni per gli altri imputati

Di redazione

Ieri udienza del processo Morganti. È stata la volta del Pubblico Ministero che ha formulato le richieste di condanna per gli imputati. Per Fortuna chiesto l’Ergastolo, per Mario Castagnacci 28 anni, per Palmisani 26 anni e per Franco Castagnacci 24 anni. Lo ricordiamo il giovane Emanuele Morganti, originario di Tecchiena fu ucciso a calci a pugni in una zona del centro di Alatri. I fatti risalgono alla primavera del 2017. L’attesa ora è per il prossimo 23 luglio quando si riunirà la camera consiglio per la sentenza.

26 Settembre 2018 0

Omicidio di Emanuele Morganti, il Comune di Alatri dimentica di costituirsi come parte civile nel processo

Di admin

ALATRI – Il processo ai quatto ritenuti responsabili della morte di Emanuele Morganti di Alatri è cominciato in tribunale a Frosinone. Alla sbarra ci sono Franco Castagnacci, 50 anni, suo figlio Mario 27 anni, Paolo Palmisani, 24 anni tutti di Alatri, e Michel Fortuna, 25anni di Frosinone. Tra le parti civili costituitesi in giudizio, oltre alla famiglia del 20enne ucciso barbaramente davanti la discoteca Mirò la sera del 25 marzo 2017, non appare nessun altro. Si è notata, quindi, l’assenza nella lista delle parti civili, del comune di Alatri. Il sindaco Giuseppe Morini nelle settimane successive al terribile fatto, era rimbalzato da una rete televisiva nazionale all’altra per salvare l’immagine di una città che appariva omertosa e violenta, assicurando che si sarebbe costituita come parte civile nel processo contro gli autori dell’assassinio di Emanuele.

“Noi siamo ben intenzionati ad intervenire, solleciterò il nostro avvocato a portare avanti questa nostra intenzione. Abbiamo tutto l’interesse di costituirci e perseguire il nostro obiettivo che è quello di tutelare l’immagine della città”. Lo ha dichiarato ieri il sindaco Morini.

Il processo, però, si è incardinato la settimana scorsa e nessuna istanza è stata presentata. L’avvocato indicatoci dal sindaco ha sostenuto di non aver ricevuto alcun mandato dall’amministrazione comunale a procedere come Morini sostiene.

Facile che si sia trattato di una dimenticanza a cui è improbabile si possa porre rimedio. Se l’accoglimento dell’istanza del comune di Alatri a costituirsi come parte civile al processo Morganti era comunque al limite, l’iniziativa avrebbe comunque avuto un significato di vicinanza alla famiglia anche se fosse stata respinta.

Il processo, adesso è iniziato e la calendarizzazione prevede tappe strette: l’1, il 17, il 25 ottobre, poi il 5 e 19 novembre, il 6 e l’8 dicembre ed un’altra anche tra le feste di natale e Capodanno.

Ermanno Amedei

21 Febbraio 2018 0

Omicidio Morganti, la sorella di Emanuele sulla Rimessione: “Sperano di trovare clemenza altrove?”

Di admin

ALATRI –  “Non sanno a cosa aggrapparsi e la richiesta di spostare il processo da Frosinone in altra sede è agghiacciante”. Melissa Morganti è la sorella maggiore di Emanuele, il 20enne di Alatri ucciso nella notte tra il 25 e 26 marzo dello scorso anno davanti la discoteca Mirò in pieno centro ad Alatri.

Venerdì scorso il Gup del tribunale di Frosinone è stato chiamato a valutare la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura per Franco Castagnacci, 50 anni, suo figlio Mario 27 anni, Paolo Palmisani, 24 anni tutti di Alatri, e Michel Fortuna, 25anni di Frosinone. Secondo la procura i quattro, insieme ad altri ancora ignoti, si sarebbero accaniti sul corpo del giovane in un pestaggio a più riprese davanti al locale e a centinaia di altri giovani rimasti a guardare. La difesa ha subito presentato una richiesta di rimessione del processo, chiedendo, cioè che venisse spostato in altra sede a causa della pressione che, a loro dire, giudici e giurati subirebbero in caso di processo, dalla forte pressione mediatica e da quella dovuta alle iniziative con cui amici e parenti di Emanuele chiedono giustizia.

“La richiesta fatta dalla difesa degli indagati era una ipotesi che non escludevamo ma credevamo comunque che non si arrivasse a tanto – dice ancora Melissa Morganti – E’ agghiacciante pensare di portare altrove il processo o semplicemente di voler guadagnare tempo in questa maniera.

Per Emanuele ci sono stati incontri di preghiera, iniziative commemorative come la consegna del suo diploma e altre iniziative sportive. Si, abbiamo sentito la gente molto vicina. La solidarietà non ci è venuta meno, addirittura mi giungono ancora lettere dal Canada e dalla Spagna, oltre che da città italiane. Ci scrivono persone che non conosciamo ma che si dicono vicine al nostro dolore. Cosa si aspettano gli avvocati difensori? Che svolgendo il processo altrove possano sperare nella clemenza per i loro assistiti? Non credo”.

Il giorno dell’udienza Gup si sono ritrovati davanti al tribunale di Frosinone amici e parenti di Emanuele che chiedevano, anche con striscioni, giustizia per il 20enne.

“La richiesta di spostare il processo altrove è assolutamente ingiustificata – continua Melissa Morganti – un eventuale processo a Frosinone non correrebbe alcun pericolo ma questo gli avvocati difensori lo sanno benissimo. Se qualcuno avesse voluto fare qualcosa o macchiarsi di qualche tipo di vendetta lo avrebbe fatto nei giorni prossimi all’omicidio non certo ad un anno di distanza. Inizialmente, come famiglia, ci siamo tutti chiusi nel nostro dolore e alcuni, che non rappresentavano il nostro pensiero, si sono esposti per noi scrivendo sui social propositi di vendetta. Oggi, anche grazie allo sviluppo delle indagini, seppure il dolore per la perdita di Emanuele è ancora palpabile, non ci sono tensioni, solo voglia di giustizia e non vendetta. Sappiamo infatti che Emanuele non ce lo ridarà nessuno ma vogliamo evitare che i suoi assassini possano far male ad altri”. Il Gup ha quindi aggiornato l’udienza a dopo la decisione della corte di Cassazione che dovrà decidere sulla Rimessione.

Ermanno Amedei

17 Gennaio 2018 0

Emanuele Bove, disposto incidente probatorio: nel suo cuore a caccia della verità

Di admin

SANT’ANDREA DEL GARIGLIANO – Sarà conferito il prossimo 26 gennaio l’incarico all’istologo, medico Legale Vincenzo Arena l’incarico per l’incidente probatorio sui frammenti di cuore di Emanuele Bove, il 50enne di Sant’Andrea  del Garigliano morto in strada la sera del 12 settembre dello scorso anno. Il suo corpo venne trovato poco distante dalla sua auto danneggiata a colpi di ascia da M. L. suo coetaneo del posto per motivi di ragione sentimentale.

L’esame non ripetibile servirà ad esaminare il cuore della vittima per trovare le cause del decesso e se esse possano essere riconducibili alle responsabilità dell’indagato assistito dagli avvocati Raffaele Panaccione e Gianrico Ranaldi. Lui, così come i congiunti della vittima, la madre e il fratello, rappresentati dall’avvocato Antonio D’Alessandro, potranno nominare propri consulenti tecnici.

Ermanno Amedei

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16 Settembre 2017 0

Emanuele morto per lo spavento, autopsia individua malore naturale come causa del decesso

Di admin

SANT’ANDREA DEL GARIGLIANO – Sarebbe morto per cause naturali. Il decesso di Emanuele Bove, il 40enne di Sant’Andrea del Garigliano, non sarebbe da attribuire a un colpo subito ma ad un malore. Sarebbe questa l’indiscrezione trapelata a fine dell’autopsia che si è svolta ieri sul suo corpo a Cassino.

Resta indagato, per omicidio volontario il 50enne di San Giorgio a Liri reo confesso di aver danneggiato, martedì sera la sua auto in Via Roma sospettando che Emanuele avesse una relazione con sua moglie. Alle 23, quando Emanuele è tornato a riprendere l’auto, l’ha trovata con parabrezza e lunotto termico sfasciati da ciò che sembravano colpi di ascia. Non è chiaro se vi fosse anche il 50enne di San Giorgio e se con lui vi sia stato un litigio ma il suo corpo è stato ritrovato esanime ad un centinaio di metri dalla sua auto ucciso, a quanto pare, dal un malore causato dallo spavento. Ermanno Amedei

Omicidio o malore? Indagini a 360 gradi sulla morte di Emanuele Bove – FOTO

Uomo morto a Sant’Andrea, è ancora mistero

 

Emanuele Bove ucciso per gelosia, 50enne indagato per omicidio

14 Settembre 2017 0

Emanuele Bove ucciso per gelosia, 50enne indagato per omicidio

Di admin

SANT’ANDREA DEL GARIGLIANO – Omicidio Volontario, questo il reato cointestato ad un 50enne di San Giorgio a Liri relativamente alla morte di Emanuele Bove, il 40enne di Sant’Andrea del Garigliano trovato cadavere in via Roma a Sant’Andrea martedì sera.

L’uomo, ascoltato ieri dagli inquirenti, avrebbe raccontato di essere stato lui a danneggiare la Peugeot 206 di Bove, rompendo il parabrezza e il lunotto sapendo o pensando che la moglie lo tradisse con il 40enne; avrebbe raccontato anche di aver litigato con lui al suo rientro, ma di non averlo colpito.

Ricostruzioni che sono state vagliate dagli inquirenti e, questa mattina, probabilmente convinti anche da altre testimonianze, hanno notificato al 50enne l’avviso di garanzia relativamente alla sua iscrizione nel registro degli indagati per omicidio volontario. Al momento, però, gli inquirenti tendono a sottolineare che quello odierno è solamente un atto dovuto.

Ermanno Amedei

 

13 Settembre 2017 0

Omicidio o malore? Indagini a 360 gradi sulla morte di Emanuele Bove – FOTO

Di admin

SANT’ANDREA DEL GARIGLIANO – E’ sul trama al volto e alle condizioni del cuore di Emanuele Bove che si concentrano le indagini dei carabinieri

del reparto operativo di Frosinone comandati dal Colonnello Andrea Gavazzi

Il 40enne di Sant’Anderea del Garigliano è stato trovato morto ieri sera in via Roma non molto distante dalla sua autovettura danneggiata.

Il parabrezza della Peugeot 208 parcheggiata era stato sfondato da quello che poteva sembrare un colpo d’ascia, così come il lunotto posteriore. Lui era uscito di casa dicendo ai familiari che sarebbe andato a prendere un caffè con gli amici, poi, alle 23 circa, qualcuno lo ha trovato agonizzante sull’asfalto e ha avvisato l’ambulanza. Gli operatori giunti sul posto non hanno potuto far altro che costatarne il decesso. Sul volto era evidente la ferita al setto nasale ferita ma non è certo che sia stata quella la causa del decesso. Ancora troppi i punti oscuri della vicenda ad iniziare dai danneggiamenti alla sua vettura.

Emanuele è descritto da tutti come un uomo per bene, senza problemi di sorta. Non aveva a che fare con droga o alcool. Il danneggiamento della sua auto, però deve avere una spiegazione.

Chi e perché gli ha danneggiato l’auto?

Le ipotesi sono due: lo scambio di persona o qualcosa legata alla vita privata della vittima, magari una relazione. Comunque pare che lui non fosse presente mentre qualcuno gli rompeva parabrezza e lunotto dell’auto e che si sia accorto dei danni solamente al suo ritorno poco prima delle 23.

Come si è ferito e perché è morto?

Le ipotesi, anche in questo caso sono due: un malore nel vedere l’auto danneggiata con conseguente caduta oppure, data la lontananza dall’auto, l’inseguimento di qualcuno che riteneva responsabile con conseguente scontro fisico. Il medico legale che ha svolto l’ispezione cadaverica non avrebbe trovato altri traumi oltre a quello facciale ma per accertare le cause del decesso si dovrà attendere l’esito dell’autopsia.

Ermanno Amedei

Foto Antonio Nardelli

 

5 Aprile 2017 0

Omicidio di Alatri, l’assassinio di Emanuele sulle pagine di Cronaca Vera

Di admin

Alatri – La terribile vicenda dell’omicidio di Emanuele Morganti, il 20enne di Alatri pestato a morte davanti al locale Mirò della cittadina ciociara, continua a mantenere alto l’interesse dei media Nazionali.

A dedicare due pagine all’efferato assassino è il settimana Cronaca Vera che titola “L’hanno ammazzato per dimostrare la loro forza” ripercorrendo quanto detto dal procuratore capo di Frosinone De Falco nell’unica conferenza stampa indetta sul caso da investigatori e inquirenti.

2 Aprile 2017 0

Omicidio di Alatri, Emanuele ucciso perchè essere umano

Di admin

Alatri – Non abbiamo conosciuto Emanuele in vita, ma dopo il funerale ieri, sappiamo quasi tutto. Lo abbiamo ritrovato sui volti delle oltre tremila persone che sotto un sole battente, nel giardino della chiesa Castello a Tecchiena, hanno partecipato al rito funebre.

Solitamente accade che solamente i parenti più prossimi, quelli che stanno vicino alla bara, sentono la drammaticità del momento. Non era così  ieri a Tecchiena di Alatri. La commozione era generalizzata. In qualsiasi angolo del largario verde, di fronte la chiesa, c’erano persone che piangevano, che rincuoravano chi piangeva o semplicemente in silenzio, perse nello stupore di quella atrocità che, a distanza di sette giorni, ancora non si smorza e difficilmente lo farà a breve.

Un genitore che piange sulla bara del figlio, poi, forse anche perché innaturale dato che per norma dovrebbe essere il contrario, è già di per se struggente, ma il messaggio di mamma Lucia con un filo di voce è stato quanto di più bello e coraggioso si potesse sentire. Solo amore per il figlio, avvolto in una profonda fede Cristiana. “Dio non lo ha chiamato perchè cattivo, lo ha ricevuto dalla cattiveria dell’uomo” ha detto tra l’altro facendo affiorare la commozione anche sui volti dei carabinieri che avevano predisposto un massiccio servizio d’ordine.

Significativa l’omelia del vescovo Loppa che ha ricordato come una brutta parola o un brutto gesto è un seme dell’odio che, se non estirpato, con il tempo, produce l’omicidio.

Quei palloni bianchi volati via, spinti dal vento, meglio non potevano ricordare Emanuele strappato alla sua vita in un momento di meschinità umana.

Una vicenda, quella di Emanuele, che rabbrividisce tutti perché mostra come tutti noi potevamo essere al suo posto. Ciò che è accaduto al 20enne di Alatri, poteva accadere a chiunque, a qualsiasi dei nostri figli. Emanuele non è morto per un male incurabile; non perché è rimasto coinvolto in un tragico incidente stradale o cadendo da un rupe. Emanuele è morto per le vili percosse di qualcuno che ha voluto che lui, non in quanto Emanuele Morganti ma in quanto essere umano, morisse.

Questo non ci può stare in una città come Alatri che ben conosciamo e siamo certi che la comunità, ricca di storia, tradizioni, cultura e tanto cuore, al ti la di chi la descrive diversamente perché non la conosce, saprà estirpare il cancro della violenza.

Ermanno Amedei