pubblicato il28 giugno 2017 alle 16:08

Ciacciarelli, emergenza siccità. La Regione Lazio adotti misure straordinarie, simili alla cassa integrazione, anche per il comparto agricolo

Una situazione davvero preoccupante e di estrema emergenza quella legata alla siccità di questi ultimi mesi. A parlarne e a chiedere misure urgenti è il coordinatore provinciale di FI Pasquale Ciacciarelli “L’emergenza siccità che sta interessando il nostro territorio, vede letteralmente in ginocchio migliaia di imprenditori agricoli che hanno investito ingente capitale nella crescita della propria azienda, cimentandosi in colture talvolta nuove, alternative, creando sviluppo ed occupazione, in un settore, quello agricolo, in crescita nel nostro territorio, contribuendo anche alla crescita dell’economia locale. Penso a colture quali il peperone Dop di Pontecorvo, al fagiolo cannellino di Atina, ma anche a colture tradizionali quali il mais, l’olio extra vergine d’oliva dei nostri uliveti. Questi stessi imprenditori agricoli- afferma Ciacciarelli- causa siccità, stanno vedendo andare in fumo, impotenti, mesi di duro lavoro di preparazione dei campi, di semina, non potendo ora raccoglierne i frutti, per cui sotto il profilo finanziario non vi sono al momento entrate che riescano a compensare le uscite nelle finanze di dette aziende. È il momento che la Regione Lazio attivi un fondo per venire incontro alle esigenze degli imprenditori agricoli in simili momenti di emergenza. È il momento che al comparto agricolo siano riconosciuti gli stessi diritti spettanti ai lavoratori di altri comparti. Non vi possono essere lavoratori di serie A e serie B. Parlo di ammortizzatori sociali, misure straordinarie simili alla cassa integrazione che consentano loro di poter sostenere le spese necessarie alla sopravvivenza dell’ azienda. Occorre, inoltre, tener presente che la sopravvivenza di dette aziende agricole, parlo di agricoltura, ma anche di allevamento, è messa a dura prova, a causa della concorrenza sui mercati operata dalla grande distribuzione, che a discapito della qualità e della sicurezza del prodotto, offre prezzi eccessivamente ridotti, appetibili al consumatore. Un successo che non giova affatto alle casse delle aziende nostrane che hanno fatto della qualità, dell’ eccellenza del servizio, il fulcro della produzione. In simili momenti è necessario quanto doveroso restituire, mediante l’attivazione delle sopra citate misure straordinarie, parte del contributo economico che il settore agricolo ha dato e continua ad offrire al motore dell’economia del territorio”.

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