pubblicato il6 agosto 2017 alle 22:07

Matteo (Renzi) l’ondivago. Prima o poi arriverà il conto

di Max Latempa

DALL’ITALIA – Vi sono persone che affermano tutto ed il contrario di tutto. A volte anche addirittura nell’ ambito della stessa discussione. Oppure, magari, a distanza di mesi.

Vi sono persone comuni che quando indossano la cravatta allo sportello o la tuta in fabbrica negherebbero l’evidenza pur di salvaguardare il posto di lavoro ed il loro tornaconto privato. Vendendo il cuore ed il cervello a chi gli paga lo stipendio.

Persone che assumono questo tipo di atteggiamento per svariati motivi e così si rendono ridicoli agli occhi di chi li ritiene incapaci di un confronto serio.

Quando però queste persone ricoprono ruoli di responsabilità, il loro atteggiamento non può essere accolto solo con un sorriso di beffarda incredulità o con un’alzata di spalle.

Se uno ricopre un ruolo di estrema responsabilità ha il dovere di mantenere una capacità di ragionamento ed una rettitudine morale di comportamento consoni al proprio livello. Non vi possono essere ragionamenti ondivaghi buoni per ogni circostanza. Né si può candidamente affermare il contrario esatto di quanto espresso in precedenza solo per una propria qualsiasi convenienza.

Tra le persone che ricadono in questa casistica vi è probabilmente Matteo Renzi.

Ci ha abituato a voli pindarici e cambiamenti di posizione degni di un trasformista.

Una tra tutte, la dichiarazione pubblica di ritirarsi dalla politica in caso di sconfitta del referendum da lui promosso. Invece è ancora lì a fare il segretario del PD ed a comportarsi da premier ombra.

L’ultimo ribaltone mentale lo ha esibito sui migranti. Per anni ci ha detto che bisognava accoglierli senza riserve, per via dei trattati del mare, perché l’ Italia è un paese civile, perché non potevamo girarci dall’altra parte, perché insomma era nostro dovere, anche nei confronti dell’ Europa. Nonostante da più parti vi fossero rimostranze e richieste per sapere fin dove avremmo dovuto fare la nostra parte, chi si azzardava a chiedere delucidazioni sull’entità dello sforzo richiesto agli Italiani è subito tacciato di razzismo e cinismo. Abbiamo subito ondate di centinaia di migliaia di immigranti non aventi diritto all’asilo, eppure la sola richiesta di maggiore tutela per le leggi e gli equilibri sociali ha scatenato i guardiani dell’ aberrante dogma del politically correct.

Matteo Renzi per mesi si è comportato più come un politico messo a tutela degli interessi dei migranti che di quelli degli italiani che lo hanno votato e gli hanno pagato lo stipendio.

Eppure sembrava molto evidente che, oltre alla voglia di solidarietà infinita, vi fosse anche qualche altro tipo di interesse, visto che queste operazioni sono costate quasi 5 miliardi all’ anno ai contribuenti.

Quando la magistratura ha iniziato ad indagare sul fiume di soldi che le ONG percepiscono per i salvataggi in mare e per l’ accudimento dei migranti e quando il malcontento popolare ha portato alla sconfitta del partito di Renzi alle elezioni amministrative, ecco il tocco da maestro dell’ incoerenza del Matteo buono per tutte le stagioni.

Nel suo libro uscito a luglio scrive che bisogna uscire “dalla logica buonista e terzomondista” per cui “abbiamo il dovere di accogliere tutti quelli che stanno peggio di noi”. “Non possiamo accoglierli tutti noi“. Dobbiamo liberarci “da una sorta di senso di colpa” perché “non abbiamo il dovere morale di accogliere in Italia tutte le persone che stanno peggio”. “Se qualcuno rischia di affogare in mare, è ovvio che noi abbiamo il dovere di salvarlo” ma “non abbiamo il dovere morale di accoglierli”. Piuttosto, “di aiutarli a casa loro”.

Non c’è che dire, un applauso al salto mortale, per una capriola che neanche al circo si vede.

Poi l’ ex ministro Emma Bonino ha rivelato che fu proprio l’ Italia a chiedere ed ottenere a Bruxelles la deroga alla Convenzione di Dublino per garantirsi che, in cambio del comando delle operazioni di recupero nel Mediterraneo, tutti i migranti salvati dovessero essere portati solo nei centri di accoglienza posti sul suolo italiano. Una manna per tutti i paesi dell’ Europa!

Ma mentre succedeva questo, Renzi diceva agli italiani che l’ Europa avrebbe dovuto fare di più e che non poteva lasciare da sola l’ Italia in prima linea.

Tutto ed il contrario di tutto nel medesimo momento.

Non si sa se gli italiani presenteranno il conto a Matteo Renzi.

Di certo dovrebbe presentarglielo prima o poi la sua coscienza, Per tutti quei disperati che in questi anni sono partiti credendo che vi fosse una speranza e che invece o giacciono in fondo al mare o bivaccano nei giardinetti di una stazione. Per tutti quegli italiani che sono sotto la soglia di povertà e che hanno visto un fiume di miliardi dirottato verso persone non aventi diritto. Per tutti quegli imprenditori che si sono suicidati o hanno chiuso l’ azienda perché il carico fiscale li ha portati alla rovina. Per tutti i malati che passano file interminabili al Pronto Soccorso e che non ricevono cure tempestive a causa dei tagli alla sanità. E per altri mille motivi ancora.

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