Tag: Fiat

24 novembre 2016 0

Renzi e Marchionne in Fca, previste proteste

Di Antonio Nardelli
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Cresce l’attesa per la visita del presidente del Consiglio Matteo Renzi accompagnato dall’amministratore delegato Sergio Marchionne allo stabilimento Fca di Piedimonte San Germano e sale la tensione dentro e fuori i cancelli. Sono infatti previsti presidi di protesta contro le scelte politiche del governo Renzi e per dire no alla riforma costituzionale a cui l’Italia è chiamata votare il 4 dicembre.

3 marzo 2013 0

Errori di calcolo sulle pensioni degli ex dipendenti FIAT di Cassino

Di admin

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: Da una indagine dell’A.S.La COBAS di Cassino,ex pensionati FIAT condotta su circa 500 pensionati, ex dipendenti FIAT di Piedimonte San Germano, collocati in pensione dal 2002 al 2012, è emerso che il 60% di questi erano vittima di errore di calcolo da parte dell’INPS nella somma accreditata a titolo di pensione.

Infatti attraverso una revisione contabile, è emerso che nei contributi figurativi dovuti per i periodi di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, effettuata dalla FIAT nell’ultimo decennio, non sono state considerate la tredicesima e il premio di risultato aziendale, nonché il valore dell’indennità sostitutiva delle ferie non godute alla fine del rapporto di lavoro.

Secondo l’interpretazione degli esperti dell’A.S.La COBAS , come previsto dall’art. 8 della legge 151 del 1981, invece, questi importi dovevano essere considerati nell’ammontare alla base di calcolo della retribuzione pensionabile.

Il Nostro convincimento trova conforto in due sentenze della corte di Cassazione: la prima è del 2004, l’ultima del 2010.

Gli arretrati spettanti agli ex dipendenti fiat vanno da una decina di euro al mese fino a più di un centinaio. Dipende dai casi. Senza considerare gli arretrati, che possono raggiungere cifre a tre zeri: 5mila, 10mila, 15mila euro. Soldi freschi potrebbero per finire nelle tasche di molti pensionati del Cassinate.

E non finisce qui, perché altri pensionati ex FIAT , che negli ultimi dieci anni di lavoro hanno trascorso un periodo in malattia o di infortuno, possono presentare domanda per la rivalutazione del proprio assegno mensile.

L’A.S.La COBAS di Cassino , con l’aiuto di consulenti e commercialisti, che collaborano con l’Associazione, è a disposizione del lunedi’ al venerdi’ dalla 10 alle 12, presso la sede di Cassino in Piazza Garibaldi per dare assistenza a tutti quei Lavoratori provenienti dalla Fiat e dall’indotto, oggi in pensione, che ne fanno richiesta.

A.S.La COBAS CASSINO

12 ottobre 2012 0

Fiat Cassino, tagli alla mensa e condizioni di lavoro al limite della tollerabilità

Di admin

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: Allo stabilimento Fiat di Cassino si continua a togliere diritti e dignità a tutti,in particolare alle Lavoratrici di linea e alle addette alla mensa.

Infatti gli ultimi accordi siglati tra Fiat e FIM-UILM- UGL hanno di fatto cancellato la libertà di opinione e sindacale, impedendo il diritto di sciopero, discriminando le donne e riducendo lavoratrici e lavoratori a pura merce.

In fabbrica e sulle linee di produzione molte operaie denunciano condizioni di lavoro al limite della tollerabilità.

Studi scientifici dimostrano che le donne accusano più degli uomini danni da esposizione a ritmi e posizioni disagiate, a turni avvicendati a sovraccarico da stress.

Gli accordi , invece di prestare particolare attenzione alla salute delle lavoratrici, al contrario sono vergognosamente discriminatori nei confronti delle donne

La «modernità» della lotta delle donne per conquistare spazio e dignità nel lavoro e nella società è fortemente segnata dall’affermazione della libertà di scelta, ma nello fabbrica di Cassino non è più possibile scegliere liberamente il sindacato.

Quelle i che scelgono L’A.S.La COBAS o la FIOM, si vedono negare il diritto ad avere una propria rappresentante nei comitati aziendali per le pari opportunità, così come non possono essere assistite dal proprio rappresentante sindacale nella contrattazione delle clausole flessibili nel part-time o nella difesa individuale in caso di contestazioni disciplinari.

Il contratto nazionale, la libertà di scioperare, di iscriversi al sindacato, il diritto di esprimersi senza ricatti sugli accordi sindacali e anche di rigettarli sono conquiste di civiltà e dignità che nessuno ha diritto di cancellare e di toglierci.

Oggi , oltre alle operaie di linea, a subire sono sopratutto le Lavoratrici dipendenti della Compass Group Italia, società che gestisce la mensa FIAT, dove a seguito di una forte riduzione del lavoro, programmata dalla FIAT per il 2013, ha aperto una procedura di mobilità e licenziamento collettivo.

Nello stabilimento di Pidimonte SG si prevedono tagli per 39 unità e molte di queste sono donne che da gennaio prossimo si ritroveranno lontane dalla pensione e senza un posto di lavoro.

L’A.S.La COBAS invita tutti i Lavoratori e le Lavoratrici ad alzare la testa e adire basta a questi continui abusi di potere!

4 ottobre 2012 0

Fiat, l’A.S.La COBAS: “Sono stati consumati gravi strappi relativi alla democrazia in fabbrica”

Di admin

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: Negli ultimi due anni negli stabilimenti Fiat sono stati consumati gravi strappi relativi alla democrazia in fabbrica, alla rappresentanza sindacale, ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di sceglier liberamente il loro sindacato come nel caso dell’A.S.La COBAS e di altri sindacati di base.

Persino i tribunali hanno riconosciuto queste ragioni, ma nella. ” Fabbrica Italia” vige oggi un’altra regola, quasi fosse uno stato nello Stato.

Quello che è successo alla Fiat potrebbe ripetersi altrove e su questo punto non possono esserci distrazioni, amnesie, omissioni. Chi invoca, oggi e con grave ritardo, un piano chiaro per la Fiat ed una ritrovata unità sindacale, ha il dovere di chiedere la fine di ogni discriminazione, oggi verso la FIOM e i COBAS , domani verso chiunque altro.

I Nostri Governati anzichè bacchettare lo Statuto dei lavoratori, dedichino l’attenzione anche ai diritti violati o negati.

29 agosto 2012 0

A.S. La COBAS: “Fiat, le aziende dell’indotto di Cassino soffocano!”

Di admin

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: I dati di vendita delle auto prodotte nello stabilimento di Piedimonte San Germano continuano ad essere negativi e i piani per il futuro dello stabilimento sono cambiati più volte. Così, di rinvio in rinvio, l’indotto soffoca. Tutto l’automotive arranca e ormai pochissimi credono in una ripresa imminente.

Molte aziende non hanno più la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori e hanno deciso di chiudere la produzione .

Siamo in balia dei piani fumosi di Marchionne e delle sue non scelte!

Occorre trovare una soluzione che preveda ammortizzatori sociali in modo da traghettare gli operai al 2013.

A.S.La COBAS respinge eventuali licenziamenti e ha chiesto alla Regione Lazio di predisporre la cassa in deroga per tutto il 2013.

12 mesi di cassa integrazione per permettere alle imprese una riorganizzazione aziendale.

Le aziende che fanno ricorso agli ammortizzatori da metà 2008 non hanno gli strumenti per reggere tempi di crisi così lunghi.

La Lear , tra le aziende dell’indotto, è una multinazionale, ha spalle meno stretto di altre; lì un percorso è stato almeno avviato. Altre rischiano, invece, di non farcela.

Nell’automotive Cassinate il 60% delle imprese sta ricorrendo alla cassa integrazione coinvolgendo 15 mila lavoratori.

Bisogna intervenire al più presto , se no in 16 mesi rischiamo di portare l’indotto a un livello di indebolimento tale da rendergli difficile una ripresa una volta riavviata la produzione .

13 luglio 2012 0

Fiat, ondata di licenziamenti in arrivo negli stabilimenti italiani

Di admin

Dall’A.S.La COBAS Lavoratori gruppo FIAT riceviamo e pubblichiamo: Fiat prevede di chiudere due dei suoi stabilimenti auto in Italia entro 2 anni se non vi sarà una ripresa delle vendite. MIRAFIORI e CASSINO gli stabilimenti piu’ a rischio. Questa decisione riguarderà circa 15.000 lavoratori e le loro famiglie.

Mirafiori è sotto minaccia di chiusura da anni. Già nel 2011 l’amministratore delegato Sergio Marchionne aveva dichiarato che la produzione nello stabilimento torinese non era proficua.

La produzione PROCEDE a intermittenza con periodi di pausa lunghissimi,durante i quali i lavoratori sono costretti a vivere con i penosi sussidi della cassa integrazione.

In questi giorni, dopo le drammatiche dichiarazioni di Marchionne i nervi dei lavoratori sono al limite e si prevede un autunno molto caldo.

Lo stabilimento di Cassino è sito in una zona dove è in continuo aumento la povertà. La disoccupazione giovanile è due volte superiore rispetto al nord.

La eventuale chiusura degli stabilimenti dimostra il completo fallimento della politica locale e nazionale, sia di centro-destra che di centro-sinistra e del sindacato concertativo.

A.S.La COBAS annuncia uno sciopero di otto ore in tutto il gruppo Fiat e una manifestazione nazionale a Roma entro la fine di settembre.

L’obiettivo principale dello sciopero è protestare contro la chiusura delle fabbriche e l’introduzione dei contratti individuali di “FABBRICA ITALIA” . I posti di lavoro e i diritti dei lavoratori possono essere difesi solo attraverso la LOTTA.

7 luglio 2012 1

Tribunale, sanità, Fiat: per Cassino una nuova distruzione

Di admin

Le scelte e le non scelte politiche degli ultimi governi nazionali e del governo regionale hanno recato e stanno recando al nostro territorio danni enormi paragonabili a quelli causati dalla seconda guerra mondiale. Scelte politiche tutte economicistiche che poco hanno a che fare con le reali esigenze del territorio hanno visto negli ultimi anni diminuendo drasticamente lo stato sociale, riducendo la qualità della vita della popolazione, quella che vive di salario e pensioni. La perdita negli ultimi anni di oltre 5000 posti di lavoro, la precarietà generata dai contratti di lavoro applicati, un futuro sempre più incerto ha visto la classe politica locale molte volte subalterna alle scelte dei Governi nazionali accettare impotente qualsivoglia condizione demandando ad altri scelte che stanno avendo conseguenze nefaste per il nostro territorio. La decisione di ieri della chiusura del Tribunale, come era successo precedentemente per il drastico taglio alla sanità pubblica che ha visto la chiusura dell’Ospedale di Pontecorvo e la riduzione dei livelli essenziali di assistenza, non solo riduce la presenza dello Stato e indebolisce la legalità di un territorio, a grave rischio di infiltrazioni malavitose, ma è un ulteriore duro colpo alla nostra economia che si ripercuote non solo su quegli esercizi commerciali prossimi al tribunale ma anche su tutti quei cittadini che devono salvaguardare i loro diritti attraverso le vie legali. Siamo fortemente preoccupati che queste scelte che stanno cadendo come una mannaia sulla testa dei cittadini oltre a creare un forte senso di impotenza rendono sempre meno efficaci in quanto intempestive le azioni che si sarebbero dovute mettere in campo per contrastarle. La CGIL da anni a livello nazionale e territoriale, in molti casi anche isolata, ha contrastato politicamente e nell’azione quotidiana queste scelte. Dal 2008 abbiamo denunciato una situazione di crisi strutturale celata dal Governo Berlusconi e non solo, abbiamo promosso tutte le iniziative contro i tagli alla sanità e alla scuola pubblica, e sul territorio abbiamo sempre evidenziato le non scelte del Piano Marchionne che attraverso la sua politica di attacco alla FIOM CGIL copriva invece il chiaro disegno di non avere interessi a produrre in Italia con il serio rischio della chiusura degli stabilimenti. Basta ricordare la grande manifestazione dei diecimila che si è svolta a Cassino il 28 gennaio del 2011. I tagli allo stato sociale: sanità, scuola, servizi sociali, la chiusura del tribunale, la perdita di migliaia di posti di lavoro negli ultimi due anni, la paventata ed incerta riduzione dell’attività produttiva dello stabilimento FIAT di Cassino, non possono passare senza che ci sia la giusta reazione di tutte le forze politiche sociali ed istituzionali del nostro territorio. La CGIL protagonista e promotrice da sempre di iniziative che hanno messo al centro il lavoro, la garanzia dello stato sociale e la difesa dei diritti e della democrazia ritiene come si è fatto nell’organizzazione dell’ultima manifestazione a difesa del Tribunale che questo territorio necessità dell’impegno concreto di tutti al fine di evitare una nuova distruzione questa volta non causata dalle bombe ma dalla incapacità e dall’immobilismo e dal concetto di delega che negli ultimi anni ha contaminato il sistema di rappresentanza scaricando le colpe sempre su terzi. CGIL Cassino Benedetto Truppa FP Cassino Sessa Antonio

6 luglio 2012 0

Fiat Cassino, De Angelis: “No ad un nuovo piano Marchionne se fatto di tagli e chiusure”

Di admin

Dall’Ufficio Stampa dell’on. Francesco De Angelis riceviamo e pubblichiamo: “Se ricominciamo con i tagli e le chiusure, diciamo un no deciso ad un nuovo Piano Marchionne”. Non usa mezzi termini l’europarlamentare Francesco De Angelis che interviene sulla questione dello stabilimento Fiat di Piedimonte, da molti individuato come a rischio dopo le notizie trapelate sul nuovo possibile piano industriale dell’azienda torinese e soprattutto dopo le ultime dichiarazioni dell’AD Marchionne che ha parlato di “uno stabilimento di troppo in Italia”. Il deputato europeo De Angelis prosegue nella sua preoccupata disamina: “Si vocifera di duemila esuberi allo stabilimento di Cassino e l’accorpamento con quello di Pomigliano. Questa sarebbe un’ipotesi gravissima, devastante. Vorrebbe dire dare il colpo di grazie al nostro territorio. Vuol dire mettere in ginocchio la nostra già di per sè sofferente economia provinciale e regionale. La Fiat che tanto ha avuto dal nostro territorio adesso non può pensare di chiudere il sito di Cassino. Ci auguriamo davvero di cuore che il prossimo 31 luglio a Torino venga fuori una strategia precisa per il rilancio della Fiat e dello Stabilimento di Piedimonte, già provato da un alto ricorso alla cassa integrazione. Il PD sarà vigile e sarà pronto a sostenere una battaglia qualora si paventassero altre strade che non siano quelle del rilancio produttivo del sito cassinate”.