Il fiume Cosa a Frosinone “scava” resti archeologici, rinvenuto capitello tuscanico

Il fiume Cosa a Frosinone “scava” resti archeologici, rinvenuto capitello tuscanico

12 Dicembre 2020 Off Di Ermanno Amedei

Frosinone – Un archeologo inusuale a Frosinone, ha riportato alla luce frammenti architettonici antichi.

È il fiume Cosa che, ingrossato dalle forti piogge, ha scavato gli argini e, a valle della Fontana dei Bussi, ha fatto emergere dalla terra importanti reperti. Si tratta di un capitello del tipo dorico e blocchi in calcare.

La scoperta, fatta da persone del luogo, evidenzia l’importanza dell’area posta sulla riva destra del fiume. Infatti nella zona sono noti i resti dell’anfiteatro romano, una villa con terme, la via Latina e una necropoli volsca.

Immediatamente sono stati avvisati i tecnici del Museo archeologico comunale e la Soprintendenza. Nei prossimi giorni saranno valutate le modalità di recupero, se possibile, e lo studio di quanto emerso. Si tratta di materiale decorativo in calcare locale di buona fattura.

L’ipotesi più verosimile è che potesse essere parte della decorazione architettonica di un piccolo edificio di culto collegato al fiume ed al vicino anfiteatro.

La presenza di resti di malta e pavimenti in terracotta fa supporre che l’edificio, che era decorato da tale capitello, potesse essere nelle vicinanze del rinvenimento.

Ermanno Amedei

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