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29 Aprile 2019 0

Obbligato a tornare nel carcere di Frosinone dove testimoniò contro i superiori, agente della Penitenziaria teme ritorsioni

Di admin
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CASTELNUOVO PARANO – Chiamato a testimoniare nel corso di una indagine della Procura di Frosinone contro i suoi superiori della Penitenziaria, all’interno del carcere, era stato trasferito con un provvedimento a tempo indeterminato presso altre strutture carcerarie per evitare rischi di possibili ritorsioni.

L’assistente Capo della polizia Penitenziaria si ritrova oggi a dover lottare con la sua stessa amministrazione che, invece, pretende che faccia ritorno proprio in quel penitenziario. Per questo ha mandato un videomessaggio al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per chiedere un suo intervento. L’agente della Penitenziaria residente a Castelnuovo Parano è in servizio presso la casa circondariale di Regina Coeli. Nel 2005 il provvedimento emesso dall’Amministrazione carceraria dispone il distacco dalla casa circondariale di Frosinone ad altra sede a tempo indeterminato. Un provvedimento che nasce dalla maturata incompatibilità ambientale e dalla salvaguardia dei familiari. L’agente, infatti, fu chiamato a testimoniare su una indagine della procura di Frosinone nei confronti di personale della penitenziaria di grado superiore. Lo stesso magistrato suggeriva di non prestare più servizio a Frosinone Per questo l’agente è stato prima trasferito nel carcere di Cassino e poi a quello di Roma. Una situazione lavorativa non certo congeniale dato che lui abita a Castelnuovo Parano ma nonostante ciò preferisce continuare a lavorare a Roma opponendosi alla volontà della sua amministrazione di riportarlo nuovamente a Frosinone.

Lì, nel carcere ciociaro, l’agente teme di trovare ancora ad accoglierlo un ambiente poco sereno per i fatti di oltre dieci anni fa. Lavorare in un contesto che non si ritiene “familiare” svolgendo un lavoro particolare come quello dell’agente della penitenziario, è particolarmente gravoso. Per questo l’agente pur dovendo fare molta più strada per raggiungere il carcere romano, lo preferisce al ritorno al lavoro nel più vicino carcere di Frosinone. Inascoltate le sue richieste ha intrapreso, assistito dall’avvocato Annarita Capezzone, una battaglia legale con l’amministrazione penitenziaria affinché riconosca la prescrizione a tempo indeterminato adottata nel 2005 e ha chiamato in causa il ministro Bonafede. Ermanno Amedei

22 Marzo 2019 0

Giornata della Legalitá, a Velletri 200 studenti ricordano l’agente Emanuela Loi

Di admin

VELLETRI – “Ora tocca a noi” sono le parole pronunciate da Liliana Galiani vice questore e dirigente del commissariato di polizia di Velletri, che più resteranno nelle mente dei circa 200 studenti della scuola media Mariani di Velletri che ieri mattina hanno partecipato alla giornata della Legalitá ricordando la figura di Emanuela Loi, l’agente di polizia caduta in servizio nella strage di Via D’Amelio. In via Giovannelli, davanti al commissariato di polizia che porta il nome della Loi, prima martire  della polizia di Stato, si sono ritrovati, oltre agli studenti, anche unitá cinofile, pattuglie a cavallo, agenti della stradale e la pattuglia di rappresentanza della Questura di Roma. Presenti anche il Vescovo Monsignor Vincenzo Apicella e il sindaco di Velletri Orlando Pocci che hanno partecipato al corteo con cui un picchetto ha deposto una corona di fiori davanti al monumento ai caduti in servizio. “Momenti toccanti – ha detto il vice questore Galiani – e siamo orgogliosi del fatto che gli studenti, per loro espressa volontá, abbiano voluto condividere con la polizia di Stato, ricordando Emanuela Loi, la giornata della Legalitá”.

Ermanno Amedei

21 Novembre 2018 0

Auto nel torrente a Frosinone, ragazza salvata da un agente di polizia

Di admin

FROSINONE – Ieri sera alla 23.30 circa un uomo ha allertato la polizia di Frosinone, riferendo che la propria figlia è uscita fuori strada, con l’auto su cui viaggiava, ma non sapeva indicare la località. Coordinato tempestivamente un piano di intervento; le Volanti presenti sul territorio si sono divise la vasta zona da perlustrare, a confine tra Frosinone e Ferentino. Nonostante le forti precipitazioni, l’orario notturno e la zona non illuminata, l’equipaggio della Volante 1 ha intravisto delle frecce di emergenza dell’auto che stavano cercando. Senza indugio, il “capo macchina” è sceso dall’auto e ha raggiunto nel torrente in piena e con il terreno scosceso, il mezzo quasi sommerso dalle acque portando in salvo la giovane donna, affidata alle cure dei sanitari nel frattempo allertati con i Vigili del Fuoco.

Ermanno Amedei

11 Luglio 2018 0

Truffa immobiliare, l’agente sparisce dopo la caparra: denunciato 43enne di Frosinone

Di admin

FROSINONE – Un appartamento a prezzo imbattibile, pubblicizzato sul web da un’agenzia immobiliare, ha attirato l’attenzione di due giovani fidanzati.

Contattata l’utenza indicata, il mediatore, per “bloccare” la trattativa, ha chiesto una caparra, mediante bonifico.

Dopo la transazione, è stato chiesto un ulteriore acconto, con una maggiorazione del prezzo di vendita.

Dopo il secondo versamento, l’uomo però si è reso irreperibile.

La situazione ha insospettito gli acquirenti che hanno formalizzato la denuncia presso gli uffici della Questura.

Le indagini svolte dagli agenti della Squadra Volante diretta dal vice questore Genovesi hanno accertato che il  proprietario non ha mai percepito alcuna somma di denaro e che il titolare del conto corrente fornito per i versamenti è l’agente immobiliare, per il quale scatta la denuncia per truffa.

L’uomo è un 43enne di Frosinone.

21 Giugno 2018 0

Niente assicurazione né revisione, agente stradale non superstizioso ferma e sanziona carro funebre

Di admin

CASSINO – Probabilmente era certo che protetto dalla superstizione nessuno lo avrebbe mai fermato per un controllo stradale. Ma il conducente di un carro funebre in transito sulla superstrada Sora Cassino si è dovuto ricredere quando l’agente della polizia stradale della sottosezione di Cassino gli ha mostrato la paletta dell’alt.

A quel punto tutte le sue certezze sono venute meno. All’agente diretto dall’ispettore Giovanni Cerilli, carro funebre o meno, quello era un veicolo da controllare e ha avuto fiuto dato che il mezzo era sprovvisto della copertura assicurativa e non aveva effettuato la prevista revisione periodica da ben oltre 5 anni.

Sono state così elevate sanzionato ai sensi del C.d.S. per un importo di circa 1.200 euro.

Ermanno Amedei

5 Ottobre 2017 0

“Tra i papaveri rossi di Cassino”: in preparazione il nuovo film dell’ex Agente dei Servizi Mary Pace.

Di admin

FROSINONE – Insieme al suo staff, la nota scrittrice ed ex Agente dei Servizi Informativi Mary Pace  ha dato il via ai preparativi per la produzione di un proprio film, le cui riprese inizieranno il prossimo anno.

La trama della pellicola è tratta da un’opera letteraria, realizzata dalla medesima scrittrice, dal titolo “Tra i papaveri rossi di Cassino” (pubblicata in prima battuta nel 1995 e ristampata nel 2016, sotto forma di seconda edizione ampliata).

Le vicende si sviluppano in un contesto di fatti storici realmente accaduti, ossia durante i tragici eventi bellici del penultimo anno della Seconda Guerra Mondiale. La sceneggiatura si apre tra le macerie dell’Abbazia di Montecassino, intenzionalmente sottoposta ad un pesantissimo bombardamento un mese prima, da parte dell’aeronautica alleata. I protagonisti sono un pugno di valorosi uomini, arroccati tra quelle spettrali rovine. Si tratta degli audaci “Diavoli Verdi” della I Divisione Paracadutisti Wehrmacht, posti a presidio dell’intera zona, la cui tenuta è considerata altamente strategica dagli Alti Comandi germanici, al fine di evitare lo sfondamento della “Linea Gustav”.

Durante i duri scontri che si svolgono giornalmente, il Tenente Flecter, al Comando di quella superstite Squadra tedesca, è colpito ad una gamba da una raffica di mitragliatrice. Le sue condizioni cliniche si aggravano subito. Alcune schegge vicino al femore provocano una repentina infezione. L’Ufficiale necessita di un intervento chirurgico urgente e di una terapia antibiotica, per evitare l’insorgere della setticemia, sicuramente letale. Isolati dal Comando Divisione causa malfunzionamento del radiotelefono, il giovane soldato Hans Fromberg, offertosi volontario, tenta una solitaria e rischiosa operazione di salvataggio: raggiungere il più vicino ospedale da campo e ritornare con un chirurgo.

Tutta la zona circostante è disseminata di truppe alleate. Fromberg non riesce a congiungersi con il XIV Corpo del Generale von Senger, poiché raggiunto da un improvviso colpo di arma da fuoco, che gli trapassa la spalla sinistra. Privo di sensi, il paracadutista è soccorso da una fascinosa ragazza del posto, Elvira Valente, che casualmente si imbatte nel corpo del tedesco. Noncurante del rischio, la bella ciociara carica il soldato sul proprio carretto, trainato da una mucca. Giunta presso la casa della zia, nasconde il corpo nella stalla adiacente. Elvira si preoccupa quindi di lavare e fasciare la ferita di Fromberg, nonché di ristorarlo con del cibo.

Troppo debole per riprendere la marcia e con la ferita ancora aperta, il paracadutista comprende di non potersi rimettere subito in cammino, dovendo restare nascosto. Passano così i primi giorni. Tra Hans ed Elvira sboccia un’attrazione reciproca. Entrambi riescono a capirsi, poiché il soldato parla un ottimo italiano. Parzialmente ristabilitosi, il paracadutista trascorre le nottate in un pianoro, nei pressi della stalla, dove è sempre raggiunto da Elvira. Investiti da una passione travolgente, essi “consumano” il loro idillio sotto gli ulivi. Così, alienati dalla guerra che tutto intorno imperversa con la propria carica distruttrice, i due giovani vivono un mese incantato.

Con la ferita completamente cicatrizzata, Fromberg decide di lasciare quello spaccato di vita quasi surreale e di riprendere l’originaria missione. Nel frattempo, la sua indebita presenza è scoperta dalla zia di Elvira, la quale, imbracciando un fucile, costringe il paracadutista ad andarsene in fretta e furia. Consegnandole un foglio con l’indirizzo di casa a Francoforte, il tedesco promette alla sua amata che, a guerra terminata, tornerà per sposarla.

Fromberg si riunisce al proprio Comando, dove viene a sapere che il suo Tenente si è completamente ristabilito. Tuttavia, gli è vietato il ricongiungimento con la sua vecchia Squadra a Montecassino. Quest’ultima, davanti alle soverchianti forze alleate, è invece costretta ad arrendersi poco dopo. I sei Paracadutisti sono portati a Cassino. Appresa la notizia, Elvira si precipita immediatamente, ma, non vedendolo tra i prigionieri, deduce che Hans sia morto. Il sangue si gela nelle sue vene e sviene. Quando riapre gli occhi, la fanciulla si ritrovava presso un Istituto di Suore Orsoline. Lì è visitata da un medico, il quale le diagnostica uno stato di gravidanza.

Elvira è costretta a trasferirsi a Roma. Inizialmente è ospitata in un Convento, dove dà alla luce Antonio, figlio di Hans. Poi trova lavoro come domestica, presso una famiglia agiata.

Tornato a Francoforte a guerra cessata, Fromberg è costretto a ricostruirsi una nuova vita come civile, nonché a cercare un’occupazione. Nel 1947, ormai in grado di provvedere a sé, egli torna a Cassino, per adempiere la promessa formulata tre anni prima, ossia sposare Elvira. Tuttavia, le ricerche non danno i frutti sperati. Hans non riesce a ricongiungersi con la sua amata. Stroncato dalla delusione, egli torna in Germania.

Venti anni dopo. Antonio, oramai cresciuto, lavora come geometra in uno studio professionale a Roma. Mai sopito in lui l’ardente desidero di riunirsi al padre, decide di partire per Francoforte ed iniziare così le ricerche. Lo accompagna l’amico Angelo, già intenzionato a recarsi in Germania, in cerca di impiego come muratore.

Fromberg, invece, consegue ottimi risultati in àmbito professionale, tanto da meritarsi varie promozioni, fino al livello di primo dirigente dell’azienda in cui lavora. Una sera egli si reca nell’abitazione della sua segretaria personale, Magda, dove quest’ultima ha organizzato una festa per il proprio compleanno. E lì, segno del destino, incontra il suo vecchio Tenente Flecter. Seguono vibranti manifestazioni di giubilo per entrambi. All’amico ritrovato, Fromberg confida quindi dubbi e remore che lo affliggono: egli non potrebbe sopportare di vedere la sua amata, Elvira, tra le braccia di un altro uomo.

Nel frattempo, a Francoforte, Antonio continua le ricerche del padre. In procinto di esaurire i soldi, necessari per restare in Germania, ma non avendo intenzione di desistere dai suoi propositi, Antonio è costretto a svolgere la mansione di manovale, presso la medesima impresa di Angelo.

Una sera, per il semplice fatto di essere italiano, Angelo è aggredito da un gruppo di tedeschi. Costretto al ricovero ospedaliero per un paio di giorni, causa traumi patiti, Angelo decide, dopo quel fatto, di portare sempre con sé un coltello, nella tasca dei pantaloni.

Intanto, Antonio conosce una ragazza, di nome Sylvia. Entrambi iniziano a frequentarsi. Fra i due giovani sboccia l’amore.

Un giorno, il Presidente della società edile, per cui lavora, incarica Angelo di recarsi l’indomani presso un fornitore, al fine di vigilare sulla corretta esecuzione della consegna di alcuni materiali. Avventurandosi tra i corridoi dell’azienda, davanti alla macchina automatica del caffè, Angelo incontra un uomo, il quale, segno del destino, ha le medesime fattezze del suo amico Antonio, tuttavia con venti anni di più. La somiglianza è oltremodo evidente. Angelo ipotizza che quella persona possa davvero essere Hans Fromberg. Ciononostante, per evitare di illudere il suo amico, Angelo decide di condurre delle indagini per proprio conto.

Grazie al numero di targa della vettura guidata, Angelo risale a nome (Magda) ed indirizzo di una impiegata, vista nell’azienda nella precedente occasione. Una settimana dopo, egli si presenta a casa di tale donna. Sebbene le intenzioni del ragazzo siano del tutto lodevoli, non è affatto facile superare le comprensibili diffidenze di Magda, verso un perfetto sconosciuto. A quel punto, Angelo estrae dalla tasca il coltello, che punta alla gola della donna. Sotto tale minaccia, Magda rivela il nome dell’uomo, incontrato qualche giorno prima in azienda, ossia “Hans Fromberg”. Quando poi Angelo lo informa, Antonio rimane sveglio tutta notte, a causa della naturale immensa commozione.

Da parte sua, Magda racconta a Fromberg quanto accaduto. Questi, con il pretesto di assolvere alcune incombenze lavorative, fa convocare Angelo nel proprio ufficio. Dopo un inevitabile alterco iniziale, il ragazzo dichiara la vera finalità del proprio gesto. Entrambi si dirigono al cantiere, dove sta lavorando Antonio. Tra copiose lacrime ed intense emozioni, padre e figlio possono finalmente abbracciarsi.

Antonio scrive una lettera alla madre, informandola di Hans e pregandola di raggiungere Francoforte. Quando Elvira ed Hans si riabbracciano, la gioia è incommensurabile.

Pochi giorni dopo, essi si sposano, coronando così l’agognato sogno di una vita intera. La medesima sera, al fine di festeggiare, tutti quanti si recano a cena in un ristorante. Tuttavia, contro un gruppo di tedeschi seduti al tavolo accanto scoppia una rissa, durante la quale Fromberg è ferito in modo grave, colpito da un fendente con un collo di bottiglia rotta. Trasportato d’urgenza all’ospedale, muore a causa della forte emorragia. Il dolore straziante per tale perdita è immane.

Un tedesco, uscito indenne dai letali pericoli della guerra, perde ora la vita in una rissa, per mano di un altro tedesco e solo per difendere un italiano. Un uomo, ritenuto deceduto per venti lunghi anni, riappare con tutta la propria forza dirompente nella vita di Elvira, per morire poi tragicamente qualche giorno dopo. Un destino spietato e beffardo.

L’anno seguente, Elvira torna a Cassino. In lei riaffiorano i ricordi del suo travolgente amore con Hans. Ma ormai, a farle compagnia, sono rimasti soltanto i papaveri rossi.

Domenico Tortolano

30 Agosto 2017 0

Va in questura per denunciare un furto e aggredisce l’agente. Arrestato 52enne

Di admin

FROSINONE – Un 52enne si è recato presso gli uffici della Questura per sporgere querela relativa al furto del proprio telefonino. I tempi di attesa, però, non sono graditi all’uomo che inizia a proferire frasi offensive nei confronti del poliziotto che gli sta dando informazioni.

Non vuole sentire ragioni e, con fare minaccioso, cerca lo scontro fisico, aggredendo un secondo agente appartenente alla Squadra Volante, sopraggiunto nel frattempo per placare l’ira dell’uomo.

Il 52enne, prontamente bloccato, viene arrestato: dovrà rispondere del reato di resistenza, minacce, violenza e lesioni a P.U.. L’agente ferito è stato refertato presso il locale Pronto Soccorso.

22 Marzo 2017 0

Traffico di telefoni e droga in carcere a Frosinone gestito da agente penitenziaria

Di admin

Frosinone – Dai 150 ai 500 euro per avere un telefono cellulare all’interno del carcere di Frosinone. La tariffa non sembrava assolutamente cara ai detenuti che si erano avvalsi, a quel prezzo, dei servizi di R. N. 46 anni di Piglio, assistente capo della polizia penitenziaria in servizio presso l’istituto del capoluogo Ciociaro.

Nel corso delle indagini svolte dai carabinieri del reparto operativo di Frosinone comandati dal colonnello Andrea Gavazzi e coordinati dal Capitano Antonio Lombardi sono state accertate tre cessioni di telefonini, di ultima generazione, muniti di sim card e caricabatteria, l’introduzione di 50 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish e la corresponsione complessivamente di circa 2000 euro che era stata fatta recapitare all’assistente della polizia penitenziaria in parte attraverso dazione diretta per il tramite di familiari ed una parte attraverso l’accreditamento su una Postepay intestata alla stessa guardia.

L’uso dei telefoni da parte dei detenuti per le più svariate esigenze: dalla necessità affettiva di mantenersi in contatto con fidanzate, genitori e congiunti in genere alla gestione di altre illecite attività, come nel caso di  L. G., originario dell’Albania, attualmente detenuto presso Casa Circondariale di Spoleto che curava, in ogni fase, la prostituzione della propria sorella e compagna attraverso l’inserzione in specifici siti di annunci e foto, l’indicazione alle donne di un vero e proprio codice comportamentale da tenere con i clienti in ordine a tempi e modalità dei rapporti, rimanendo talvolta in linea sia nella fase di “contrattazione” che di consumazione della prestazione sessuale.

Ovviamente gli introiti, al netto delle spese di gestione, venivano dalle donne versate su una postepay che il detenuto gestiva direttamente dal suo efficiente smartphone comodamente dalla sua cella. Undici misure cautelari notificate, questa mattina in diverse province d’Italia.

In carcere sono finiti L. G. albanese, cl. 82 (attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Spoleto per droga, rapina e sfruttamento della prostituzione); S. D. M. rumeno cl. 91 (attualmente sottoposto agli arresti domiciliari presso propria abitazione in Frosinone per reati di droga); C.D. napoletano cl. 91 (attualmente detenuto presso Casa Circondariale di Ariano Irpino – AV per droga e rapina); A. A. albanese cl. 80 (attualmente detenuto presso Casa Circondariale di Isernia per droga). Per l’agente della penitenziaria sono scattati invece gli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico. Obbligo di dimora nei confronti degli altri 6 indagati.

Ermanno Amedei

 

22 Marzo 2017 0

Droga in carcere a Frosinone, agente penitenziaria tra i 13 arrestati

Di admin

Frosinone – Tredici persone sono state arrestate questa mattina dai carabinieri del nucleo investigativo di Frosinone per concorso in corruzione di pubblico ufficiale. Le misure cautelari sono state notificate nelle province di Latina, Napoli, Terni, Avellino, Pistoia ed Isernia; 4 in carcere, 1 agli arresti domiciliari e 8 obblighi di dimora nel Comune di attuale domicilio).

Il provvedimento scaturisce da una attività di indagine condotta dal nucleo investigativo e riferita a più episodi di corruzione, commessi da un Assistente della Polizia Penitenziaria (colpito da misura cautelare arresti domiciliari) in servizio presso la locale Casa Circondariale, finalizzati all’introduzione fraudolenta di oggetti e droga all’interno del carcere e recapitati ai detenuti.

11 Febbraio 2017 0

Tenta il furto con scasso nell’auto di una agente di polizia a Cassino, 50 arrestato

Di admin

Cassino – Ha scelto l’auto sbagliata e dopo averla forzata per cercarvi all’interno oggetti di valore, si è ritrovato addosso la proprietaria, un agente di polizia in servizio presso il commissariato di Cassino.

L’uomo, un 50enne residente nella città Martire, ha forzato la portiera dell’autovettura parcheggiata nel centro di Cassino, a rovistando.

L’uomo però, è stato notato dall’agente di polizia che lo ha prima bloccato e poi, con l’ausilio di una Volante, accompagnato in Ufficio.

Per lui è scattato l’arresto e dovrà rispondere davanti alla Magistratura di tentato furto aggravato.