Tag: agente

11 Febbraio 2017 0

Tenta il furto con scasso nell’auto di una agente di polizia a Cassino, 50 arrestato

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

Cassino – Ha scelto l’auto sbagliata e dopo averla forzata per cercarvi all’interno oggetti di valore, si è ritrovato addosso la proprietaria, un agente di polizia in servizio presso il commissariato di Cassino.

L’uomo, un 50enne residente nella città Martire, ha forzato la portiera dell’autovettura parcheggiata nel centro di Cassino, a rovistando.

L’uomo però, è stato notato dall’agente di polizia che lo ha prima bloccato e poi, con l’ausilio di una Volante, accompagnato in Ufficio.

Per lui è scattato l’arresto e dovrà rispondere davanti alla Magistratura di tentato furto aggravato.

 

3 Febbraio 2017 0

Agente muore durante inseguimento, la polizia piange Francesco Piscedda

Di admin

Bellano – Intorno alle 20.20 di ieri 2 febbraio la pattuglia intercettava un veicolo sospetto, che si dava alla fuga.  L’inseguimento si protraeva per diversi km e si concludeva con un tentativo di testa coda del veicolo in fuga che urtando  contro il new jersey finiva  al centro della carreggiata.

Gli occupanti del veicolo continuavano la loro fuga a piedi e nell’inseguimento il poliziotto riportava gravi lesioni e fratture che provocavano la morte, dopo poche ore, presso l’Ospedale di Lecco.

L’Agente Scelto  Francesco Pischedda nato a Imperia il 12.2.1988, in Polizia dal 29/12/2009; assunto in forza alla Sottosezione Polizia Stradale di Bellano (LC) dal 17.8.2011. Lascia la compagna Anna e la figlia  nata nell’aprile 2016.

29 Novembre 2016 0

Arrestato il pirata che ha causato l’incidente e il ferimento di un agente di polizia

Di admin

Ferentino – Agli arresti domiciliari il 35enne di Anagni che sabato mattina ha causato l’incidente a Ferentino ferendo un agente di polizia. L’uomo, poco prima delle 8 sulla via Casilina, ha causato il sinistro stradale che ha visto coinvolto l’ispettore Roberto Mastracco e i suoi due figli, fuggendo senza prestare soccorso ai feriti.

Dopo le indagini svolte dalle forze dell’ordine, si è arrivati ad identificare il pirata e oggi pomeriggio, nel corso dell’udienza di convalida del fermo di polizia giudiziaria, il Giudice Pierandrea Valchera, accogliendo la richiesta del Sostituto Procuratore Adolfo Coletta, ha disposto a carico dell’uomo, la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Leggi precedente 

 

14 Novembre 2016 0

Zuffa tra detenuti in carcere a Cassino, ferito agente della Penitenziaria

Di admin

Cassino – Nel corso di una lite tra due detenuti ne ha fatto le spese un agente della penitenziaria.

E’ accaduto ieri sera in carcere a Cassino. Nella lite nata per futili motivi, i due si sono azzuffati in cella e per sedare la lite, è intervenuto un agente della penitenziaria che è rimasto ferito da un colpo di gabello che nella concitazione del momento ha ricevuto ad un piede.

La lite è stata sedata, ma l’operatore è stato costretto a ricorrere alle cure ospedaliere.

Ermanno Amedei

25 Ottobre 2016 0

Rubano in un sepermercato a Frosinone e aggrediscono agente di commercio, tre donne denunciate

Di admin

Frosinone – Tre donne di etnia Rom si recano presso un’attività commerciale del capoluogo per acquistare capi e prodotti per la prima infanzia.

Le tre clienti si aggirano tra gli scaffali molto interessate alla merce esposta, ma con un comportamento tale da indurre qualche sospetto nella commessa .

Si insospettisce anche un rappresentante di 48 anni  che sta  ultimando un ordine nello stesso negozio e che decide di  prestare attenzione ai movimenti delle tre.

Pensando di eludere  ogni tipo di controllo, ecco che scatta la manovra furtiva: mentre una  donna sta acquistando  omogeneizzati, un’altra prende un bavaglino e lo nasconde nella borsa.

L’uomo, accortosi dell’atto illecito, invita le tre Rom a riconsegnare la merce o a provvedere  al pagamento della stessa.

Vistesi scoperte,  le tre donne iniziano a proferire  insulti di ogni genere, colpendo il 48enne anche con il sacchetto contenente i prodotti acquistati.

L’agente di commercio riesce a divincolarsi e, una volta fuori dal locale, contatta il 113, il cui operatore invia prontamente una Volante.

Nel frangente, le donne hanno capito che l’uomo è  intento a  richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine, lo aggrediscono nuovamente.

In questo trambusto giungono i poliziotti che riportano la calma ed  identificano le persone presenti.

Nel ricostruire l’accaduto, emerge che le tre Rom avevano tentato di rubare anche altri prodotti.

Tutte e tre, una residente a Cassino di 35 anni e due residenti a Frosinone di 45 e di 19 anni,  vengono denunciate per rapina impropria in concorso.

Inoltre scatta il Foglio di Via Obbligatorio  dal comune di Frosinone per la Rom35enne  in trasferta  dalla Città Martire, mentre per la 45ennedel capoluogo si applica la misura di prevenzione dell’Avviso Orale, in quanto a carico di entrambe ci sono pregiudizi di polizia.

6 Ottobre 2010 0

Agente della Forestale scomparso nel nulla, lo cercano con l’elicottero

Di redazione

Lo stanno cercando sulle montagne della valle di comino e si teme per la sua sorte. Si tratta di un agente della guardia Forestale di Frosinone residente a Sant’Apollinare. L’uomo, sposato e padre, è uscito di casa questa mattina armato della pistola di ordinanza facendo perdere le sue tracce. Sul posto di lavoro, però, non è mai arrivato e per questo sono iniziate subito le ricerche a cui ha partecipato anche un elicottero della guardia forestale. Proprio dall’alto, nel territorio del comune di Alvito, è stata individuata la macchina. Di lui, però, ancora nulla anche se le ricerche si sono concentrate nell’area. Er. Amedei

14 Maggio 2010 0

Agente di polizia si toglie la vita a 28 anni sparandosi con la pistola d’ordinanza

Di redazione2

Un agente di polizia si è tolto la vita nella serata di ieri a Campoli Appennino.

Tiziano Raponi, 28 anni, era in servizio al nucleo traduzioni di Milano San Vittore.

L’uomo si è suicidato nell’abitacolo della propria automobile sparandosi presumibilmente con l’arma d’ordinanza.

A darne notizia Eugenio Sarno segretario generale Uil penitenziari. “ E’ davvero difficile trovare le parole non solo per commentare l’ennesima tragica notizia, quant’anche per esprimere la nostra solidarietà alla famiglia ed a tutti i colleghi. Oggi è un altro giorno di dolore e di lutto che investe la polizia penitenziaria. In sole due settimane due suicidi (Frosinone e Brescia) e un omicidio-suicido (Avola). Troppo. Davvero troppo per non chiedere con forza che si attivi, finalmente, quel tavolo di confronto sul disagio del personale che, si qui, l’Amministrazione Penitenziaria ci ha sempre negato. Non intendiamo strumentalizzare queste tragedie, ma è pur vero che l’incidenza di suicidi nel Corpo è davvero anomala e pertanto ne vanno investigate le cause. Ricordiamo che in due anni sono 16 gli appartenenti al Corpo che si sono suicidati”

“ Ho sentito in prima mattinata i colleghi di San Vittore che lavoravano a stretto contatto con il collega suicida. Sono increduli, addolorati e scioccati. Tiziano Ramponi mi è stato descritto come una persona perennemente sorridente, allegro, gioviale. Era in congedo ordinario dal 3 maggio e avrebbe dovuto riprendere servizio martedì 18. Si stentano a capire le ragioni di questo gesto. Chi lo conosceva molto bene esclude problemi economici e/o affettivi. “

Tamara Graziani

1 Marzo 2010 0

Prostituzione: agente immobiliare in manette, troppo vicino ad una casa a luci rosse

Di redazione

Questa mattina all’alba, è stato tratto in arresto in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere Pacifici Ottavio 59enne residente a Silvi (Te), con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione il quale, a differenza degli altri colleghi tratti in arresto in precedenza, è già noto alle cronache giudiziarie poiché tratto in arresto con analogo provvedimento nel 2002 e condannato per tali reati. L’attività investigativa condotta sul conto del Pacifici è stata molto articolata e lunga, con un dato di tutta evidenza, come si legge nella richiesta di misura del P.M. Dott.Giovagnoni, che ha diretto le indagini: “l’impressionante dato numerico … oltre 49 donne risultate esercitare la prostituzione, movimentate in poco più di sei mesi”. Questo numero fa riflettere sulla dimensione dell’indagine condotta sul conto del Pacifici, il quale il quale era divenuto importante punto di riferimento di prostitute che si rivolgevano a lui non solo per chiedere in affitto un appartamento, ma anche per qualsiasi altra esigenza quotidiana, ad esempio quella di accompagnare una donna a fare la spesa, o prestare piccole somme di denaro, che la donna restituiva grazie ai proventi della turpe attività esercitata. L’attività investigativa svolta e diretta dello scrivente, nel corso del tempo ha prodotto risultati sul territorio di Silvi di importanza assoluta: a tal proposito si vuole ricordare in questa sede che nel mese di settembre 2008 sul territorio di Silvi vennero censite circa 68 donne che esercitavano la prostituzione in altrettanti appartamenti, nel mese di febbraio 2010 gli investigatori ne hanno censite 7 e da domani questo numero è destinato ad avvicinarsi allo zero. Dopo le formalità di rito, PACIFICI Ottavio è stato associato alla Casa Circondariale di Teramo a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. “L’Operazione ‘Non Solo Affitti’ ormai nota alle cronache locali, ha assunto ora la sua massima maturità ed è quindi tempo di tracciare un preciso bilancio sui risultati conseguiti dall’agosto 2008 ed oggi e di come il territorio di Silvi (Te) si sia “ripulito” man mano da una ultra ventennale piaga: la prostituzione”. Lo si legge in una nota stampa dei carabinieri del comando di compagnia di Giulianova (Te). “Non sfugge a chi scrive la consapevolezza che la problematica in esame investe, in prima battuta, aspetti di natura socio-economica, essendo strettamente legata al fenomeno dell’immigrazione in Italia di persone che vi giungono senza altra prospettiva che non sia quella di guadagnare denaro per sopravvivere attraverso la vendita del proprio corpo, in strada o all’interno di abitazioni. L’estrema difficoltà che tali persone incontrano ad inserirsi nel tessuto sociale mediante un’ordinaria attività lavorativa- regolarmente retribuita- costituisce, da un lato, motivo di riflessione circa l’incapacità da parte degli organi istituzionalmente preposti a garantire quel minimo di accoglienza e di strutture in grado di facilitarne l’integrazione, dall’altro, diviene strumento utilizzato da soggetti privi di ogni scrupolo, votati alla logica del guadagno facile, per costringere, e dunque sfruttare a fini economici, la disponibilità da parte degli immigrati a fare qualsiasi cosa pur di sopravvivere. In tale contesto si inserisce il fenomeno del favoreggiamento e dello sfruttamento della prostituzione, in molti casi monopolizzato da organizzazioni transnazionali in grado di garantire il reclutamento di donne all’estero, il loro ingresso in territorio italiano, la messa a disposizione di appartamenti per svolgere il meretricio il cui provento costituisce linfa vitale per la stessa organizzazione, accrescendone dimensioni e potere. Appare evidente allora che la realtà appena descritta per poter funzionare necessita anche della connivenza da parte di chi, in una determinata località urbana, sia in grado di garantire in tempo reale gli “strumenti” idonei per lo svolgimento dell’attività di prostituzione, in particolare, il locale, l’immobile, l’appartamento dove la prostituta accoglie il cliente di turno. Non si intende di certo affermare, sic et simpliciter, che colui il quale cede in locazione un immobile ad una prostituta sia necessariamente parte integrante di un’organizzazione votata allo sfruttamento della prostituzione; non può, – continua la nota – tuttavia, negarsi che tale disponibilità, soprattutto se ripetuta nel tempo, costituisce un apporto significativo al fenomeno di cui si discute. Studi approfonditi in materia rilevano, infatti, che la prostituzione è florida laddove è più facile reperire appartamenti in cui esercitarla. Ebbene, dalla lunga e meritevole attività di indagine posta in essere dai militari della Stazione dei Carabinieri di Silvi e del dipendente N.O.R., emerge una realtà urbana in cui durante la stagione estiva si vive di turismo balneare, mentre in inverno l’attività più florida appare quella della prostituzione che produce lucrosi guadagni non solo e non tanto per chi la esercita, ma soprattutto per coloro che la favoriscono, mettendo a disposizione gli appartamenti attraverso contratti di affitto a tempo determinato, ottenendo in corrispettivo somme di denaro considerevoli. Si tratta di singoli proprietari che stipulano direttamente con la prostituta il contratto di locazione, ma il più delle volte, almeno a Silvi, di gestori di alcune agenzie immobiliari. Costoro sono pienamente consapevoli che, al di fuori della stagione estiva, il mercato delle locazioni immobiliari, in una piccola realtà cittadina, si basa esclusivamente sul fenomeno della prostituzione in abitazione; si assiste pertanto ad un completo stravolgimento del volto della città che, in poco tempo, da località frequentata da turisti e famiglie attratti dalle bellezze naturali del posto, si trasforma in un centro di ritrovo di persone, per lo più di origine extracomunitaria, che esercitano la prostituzione, dapprima pubblicizzando le prestazioni su giornali del settore e non, e poi accogliendo i clienti all’interno di abitazioni appositamente prese in locazione in virtù di contratti stipulati con agenzie immobiliari il cui corrispettivo proviene esclusivamente dal provento dell’attività espletata, essendo il meretricio l’unica loro fonte di sostentamento. La consapevolezza del tipo di attività svolto all’interno delle abitazioni e della provenienza del denaro utilizzato per pagare il corrispettivo della locazione integra, senza alcun dubbio, il reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione da parte di chi fornisce l’alloggio e ne riceve i proventi, così come evidenziato dalla magistratura inquirente. Si è allora accertato durante l’attività investigativa che a Silvi alcune agenzie immobiliari locavano gli appartamenti solo a persone che esercitavano la prostituzione attraverso contratti di breve durata e per somme di denaro considerevoli, la cui entità risulta maggiore rispetto ai normali canoni di mercato proprio perché si ha la consapevolezza che il locatario è in grado di farvi fronte in virtù di un’attività lavorativa particolarmente lucrosa. Si tratta di realtà che sono già note alle cronache poiché poste all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria nell’ambito di altri procedimenti: In particolare, si ricorda, le indagini di polizia giudiziaria nell’ambito del procedimento penale contro l’agenzia immobiliare Maremonti di Giansante C. risultata particolarmente attiva sul mercato degli affitti a favore di prostitute; nel marzo del 2009 venivano indagati GIANSANTE Carmine e la sua collaboratrice DI MICHELE Gigliola per il reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione con conseguente applicazione nei loro confronti della misura cautelare custodiale in carcere e sequestro preventivo di n.3 appartamenti sistematicamente utilizzati per la perpetrazione dei reati contestati . Successivamente l’attenzione investigativa ha riguardato l’agenzia immobiliare “Kristal”sas di BODELMONTE & C. di COLUCCIA BODELMONTE Claudio con sede in Silvi (Te) via Garibaldi 65 e poi la “Living” di Dell’ELCE Angelo con sede in Silvi (Te) P.zza Garibaldi In entrambi i casi è emersa una condotta di favoreggiamento della prostituzione in cui l’intermediazione immobiliare, espletata mediante l’agenzia, costituiva rispetto all’illecita attività, senz’altro uno strumento agevolatore della turpe attività e, nel contempo, una sorta di schermatura protettiva che ha consentito agli indagati di muoversi sul mercato senza particolari preoccupazioni di illegalità, potendo gli operatori addurre a propria giustificazione la non conoscenza o conoscibilità del modo in cui venivano utilizzati gli appartamenti locati. L’Operazione non Solo Affitti”, attraverso la costanza degli investigatori, ha smascherato tutti questi aspetti che originariamente rappresentavano gli ingranaggi principali di quello che venne definito “il sistema Silvi”. L’arresto di questa mattina è sintomatico di come questi ingranaggi non ingranano più, le strategie adottate dagli “addetti ai lavori”, in taluni casi davvero singolari ed argute, ora non hanno più efficacia”.

4 Febbraio 2010 0

Condannato per stalking causa ferimento ad agente della penitenziaria

Di redazione

Era diventato l’incubo dei vicinidi casa e oggi lo è stato anche per gli agenti di polizia penitenziaria. Si tratta di Remo M. 45 anni di Casoli (Ch), che oggi ha seminato il panico in tribunale a Lanciano (Ch). L’uomo era stato arrestato con l’accusa di stalking nei confronti del vicinato. Oggi era di scena l’ultima udienza del processo durante la quale, però, il giudice è stato costretto ad allontanarlo per ché, neanche a dirlo, era molesto. Accompagnato dagli agenti della penitenziaria, l’uomo stava tornando in carcere quando, sulle scale, non è ben chiaro con quali intenzioni, si è agitato oltremodo facendo ruzzolare un agente per diversi gradini. L’uomo è stato immediatam,ente bloccato dagli altri agenti mentre il ferito è stato trasportato in ospedale con una profonda ferita al volto. Per la cronaca, il giudice si è espresso con una sentenza di condanna a 3 anni e sei mesi di reclusione e al pagamento di 20 mila euro come risarcimento per le parti civili. Inoltre ha buscato un’altra denuncia per violenza a pubblico ufficiale e lesione aggravata.

6 Ottobre 2009 0

Agente di commercio di giorno, usuraio di notte

Di redazione

Agente di commercio di giorno, usuraio di notte, questo sembra essere il profilo del 54enne arrestato dalla squadra mobile di Chieti. Prestiti con interessi che lievitavano del 20 per cento al mese, questo sembra essere il suo pezzo forto. In un caso specifico a fronte di un prestito di 17mila euro ad un mprenditore edile in difficoltà, l’agete di commercio aveva imposto il pagamento di 42 mila euro in pochi mesi. Come garanzia il 54enne aveva chiesto un assegno bancario e se non avesse riscosso la cifra pattuita, avrebbe portato all’incasso l’assegno scoperto facendo così protestare il titolo bancario. La vittima dell’usura si è quindi rivolta alla polizia che ha attivato le indagini e, oggi, ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Chieti.