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9 Marzo 2018 0

Piedimonte S.Germano: Il sindaco fa appello al prefetto. “Strade provinciali colabrodo. Dalla provincia nessun cenno”

Di redazione
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Con una nota stampa l’amministrazione comunale ed il sindaco di Piedimonte lanciano l’allarme sulle condizioni in cui versano le strade provinciali del territorio. “L’amministrazione comunale di Piedimonte San Germano- scrivono- dal suo insediamento ad oggi, si trova di nuovo, per la terza volta a comunicare al Presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, la grave situazione in cui versano le strade provinciali sul territorio pedemontano. Prima fra tutte ad essere protagonista di questa problematica è l’arteria principale che conduce allo Stabilimento FCA soprattutto i Comuni della Valle dei Santi e Pontecorvo, la SP152, ormai diventata impraticabile, poichè, oltre a diverse buche lungo tutto il percorso stradale, presenta anche, in alcuni punti, il restringimento della carreggiata”. “Oggi il Sindaco, avv. Gioacchino Ferdinandi, carico delle tante segnalazioni ricevute dai cittadini e soprattutto esausto dell’inerzia da parte del Presidente della Provincia, si rivolge anche al Prefetto, Sua Eccellenza dott.ssa Emilia Zarrilli”. Scrivono così in una nota dal comune di Piedimonte San Germano. Il Sindaco dichiara: “dal mio insediamento ho rappresentato da subito le criticità delle strade Provinciali presenti sul territorio comunale ma con rammarico sono a constatare che le precedenti richieste di intervento risultano completamente inevase, mentre ci risulta che in questo periodo sono stati effettuati interventi di manutenzione e di bitumazione riguardanti altre arterie stradali ricadenti nel territorio di altri comuni sicuramente meno trafficate rispetto all’arteria di collegamento con lo stabilimento Alfa Romeo”

26 Febbraio 2018 0

Grande freddo, appello della provincia di Frosinone: attenzione al ghiaccio delle prossime ore

Di admin

FROSINONE – “Il settore Viabilità della Provincia di Frosinone è al lavoro costante per affrontare l’emergenza creata dalle nevicate di queste ore. Tecnici, operai e mezzi sono in attività dalle prime ore della giornata sulle arterie di competenza per liberare le strade dagli accumuli di neve. In particolare nelle zone montane”.

Lo si legge in una nota dell’amministrazione provinciale di Frosinone.

“Inoltre, la Provincia sta collaborando con la Prefettura per la gestione della situazione. Al momento non si registrano eccessivi disagi, ma il problema potrebbe essere rappresentato dalle gelate delle prossime ore.

Si provvederà allo spargimento del sale, ma dalla Provincia si raccomanda massima attenzione e soprattutto di evitare di mettersi in viaggio, se non proprio in situazioni di necessità”.

12 Febbraio 2018 0

Chiude la scuola materna Suore Trinitarie di Coreno, l’appello dei genitori degli alunni

Di admin

CORENO AUSONIO – “La scuola materna delle suore Trinitarie di Coreno Ausonio a partire dal prossimo anno scolastico chiuderà. Questa è stata la triste notizia ricevuta da pochi giorni dai genitori degli alunni iscritti”.

A comunicarlo sono alcuni genitori di ragazzi che frequentano l’istituto.

“La comunicazione ufficiale è giunta solo a cose fatte, a pochi giorni dalla scadenza delle prescrizioni in altre scuole e viene inoltre definita irrevocabile dalla madre superiora dell’istituto.

Il timore di un’eventuale chiusura – spiegano i genitori nella nota – era nell’aria da tempo ma nessuno sapeva, compreso insegnanti e suore, che sin dall’aprile 2017 l’istituto ne avesse addirittura deliberato la chiusura. Senza dare la possibilità di trovare insieme una soluzione alternativa. Nessun problema ‘vero’ che possa giustificare tale decisione. ​Nell’Istituto, da oltre 100 anni, sono cresciute generazioni di bambini, un vero e proprio fiore all’occhiello per il piccolo comune di Coreno.

Con tale decisione, Coreno Ausonio vedrà togliere non solo la scuola materna ma anche la presenza delle Suore Trinitarie. Sono tante le famiglie ed i malati visitati settimanalmente dalle suore.

Le Suore – hanno ribadito i genitori degli alunni – devono proseguire la loro azione a Coreno Ausonio, perché il paese ed i bambini hanno bisogno della loro ultracentenaria esperienza”.

Disperato il tentativo di salvataggio che i genitori stanno intraprendendo.

“È chiaro che – concludono i genitori – nulla potrà essere fattibile senza un importante ruolo di supporto anche da parte delle istituzioni che, sino ad oggi, sembrerebbero completamente disinteressate”.

2 Febbraio 2018 0

Confermata in Appello la condanna del 61enne di Cassino per molestie su una bambina di 9 anni

Di redazionecassino1

Roma – L’operaio di 61 anni di Cassino che nel 2011 aveva approfittato di una bambina di nove anni è stato condannato anche dalla Corte d’Appello di Roma. La sentenza dei giudici romani, accogliendo le richieste delle parti civili rappresentate dagli avvocati Santino Fella e Alessandra Salera, ha integralmente confermato la decisione di primo grado emessa dalla Presidente della Sezione Penale di Cassino la dott.ssa Donatella Perna. I fatti, risalenti al 2011, si riferiscono a quando la madre della bambina intenta nelle pulizie di casa del 61enne presso cui lavorava come collaboratrice domestica, aveva affidato all’uomo la custodia della minore. Gli atteggiamenti anomali manifestati successivamente dalla bambina avevano messo in allarme la madre e gli accertamenti successivi avevano portato alla scoperta della orribile e morbosa vicenda. I genitori si rivolsero agli avvocati Fella e Salera che si costituirono parte civile nel processo di I° grado ottenendo una dura condanna. L’uomo ricorse in Appello contro la sentenza, ma lo scorso 31 gennaio la Corte d’Appello di Roma, accogliendo le richieste degli avvocati di parte civile, Santino Fella e Alessandra Salera, confermava la condanna a quattro anni inflitta in I° grado all’operaio.

23 Novembre 2017 0

Appello di Confartigianato Frosinone a Natale regalare prodotti tipici del territorio

Di redazionecassino1

Frosinone – Regala prodotti ciociari per aiutare le aziende locali “A Natale regala prodotti ciociari, prodotti delle nostre aziende e della nostra terra. Prodotti genuini in grado di coniugare la bontà dell’enogastronomia locale e prezi competitivi capaci di battere la crisi e soccorrere i portafogli dei cittadini. Così facendo si fornirà un valido e concreto sostegno alle imprese del territorio e nello stesso tempo si potranno fare regali graditi, basati su qualità e genuinità”. Questo il messaggio lanciato dalla Confartigianato Imprese Frosinone nell’approssimarsi delle festività natalizie e del periodo solitamente dedicato agli acquisti e ai regali da mettere sotto l’albero di Natale.

L’iniziativa, in particolare, è targata “Ciociaria The Countryside Of Rome”, vale a dire il Consorzio nato per mano di Confartigianato Imprese Frosinone grazie ad una sinergia con alcune aziende del territorio al fine proprio, come detto, di valorizzare i prodotti e la qualità del Made In Ciociaria. Un progetto che ha un nome eloquente: “ Sapori di Ciociaria a Natale” , sintesi efficace di quanto si intende fare attraverso la realizzazione di pacchi natalizi contenenti i prodotti migliori della nostra zona. I pacchi sono realizzati e venduti in diversi formati standard: si va quindi dal pacco “rustico” a quello “delicato”, da quello “buono” a quello “saporito”, da quello “gustoso” a quello “ghiotto”. Per tutte le informazioni potete contattarci ai numeri telefonici 339- 8560694 / 339-3248816 / 0775-1530208 foto repertorio
5 Ottobre 2016 0

Colleferro, il comitato residenti fa appello al sindaco Sanna ad opporsi agli inceneritori “Gemelli”

Di admin

Colleferro – Da Ina Camilli, rappresentante Comitato residenti Colleferro, riceviamo e pubblichiamo.

“Con la Conferenza di servizi del 5 ottobre 2016 inizia il riesame periodico dell’AIA (Autorizzazione integrata ambientale) per il rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio dei 2 inceneritori “gemelli” di colle Sughero, richiesto dalla società di gestione dei rifiuti, Lazio Ambiente spa.

La sua convocazione da parte della Regione è il primo risultato positivo della battaglia legale che abbiamo iniziato, insieme a diversi comitati, associazioni e Comune di Colleferro il 9 dicembre 2015, presentando ricorso al TAR del Lazio contro Regione, Lazio Ambiente spa e Ministero dell’ambiente.

Il procedimento in Conferenza inizia mentre il ricorso è ancora pendente, ma l’udienza è già fissata per il 7 novembre 2016, un lasso di tempo – solo un mese – che per ragioni di opportunità la Direzione Regionale Ciclo dei rifiuti avrebbe fatto bene ad attendere.

Il ricorso chiede l’annullamento della delibera di Giunta dell’8 ottobre 2015, con la quale la Regione ha esteso la durata dell’AIA all’8 maggio 2019, senza convocare la Conferenza di servizi (la sede istruttoria dove esaminare tale autorizzazione) e senza coinvolgere il Comune di Colleferro.

Di fatto la Regione con questa forzatura ha aggirato il procedimento facendo approvare l’AIA dalla Giunta, organismo politico, non tecnico, per accelerare il rilancio di Lazio Ambiente spa, la società di gestione dei rifiuti di proprietà regionale, procedere all’ammodernamento (revamping) degli inceneritori e incrementarne la capacità di esercizio.

Per ragioni di economia non è possibile puntualizzare tutte le questioni che in questi giorni ruotano intorno ai due “gemelli” (udienza il 12 ottobre del processo penale, dismissione della società e del suo personale, l’inchiesta Muraro, spostamento dei tralicci, ecc.). Ci limiteremo quindi ad affrontare le questioni del riesame dell’AIA, del revamping e del ricorso al TAR Lazio.

Va però puntualizzato che l’inceneritore di proprietà di Lazio Ambiente spa e quello di proprietà di EP Sistemi spa saranno pure “gemelli” ma sono due stabilimenti distinti, ai fini del riesame, e devono essere autorizzati separatamente.

Contro il revamping anche numerosi Sindaci del comprensorio della valle del Sacco hanno partecipato alla manifestazione di protesta politica RIFIUTIAMOLI! Basta inceneritori! del 9 aprile 2016, mentre non ci risulta che abbiano sottoscritto il ricorso al TAR, grave e irresponsabile segnale di ritirata.

Su queste tre questioni – autorizzazione, revamping e ricorso al TAR Lazio – la battaglia è appena iniziata. Il procedimento per il rinnovo dell’AIA in Conferenza di servizi – dove saremo presenti –finalizzato al rilascio dei nulla osta, dell’assenso di tutti gli enti, amministrazioni e organismi pubblici,compresi quelli preposti alla tutela della salute e della pubblica incolumità, alla tutela territoriale e ambientale comporta una serie di oneri a carico del proponente, Lazio Ambiente spa. Non sarà facile autorizzare i 2 inceneritori, definiti“un rottame”da Fortini, ex Presidente del Consiglio di Amministrazione AMA, resa il 3 agosto 2016 in Commissione parlamentare di inchiesta sui Rifiuti.E il dissenso motivato, a causa dell’impatto che essi hanno sulla salute e sull’ambiente, e un conflitto tra Regione ed Ente locale (il Sindaco) è un ostacolo insuperabile alla conclusione del procedimento.

Alla battaglia amministrativa si deve legare quella sul piano tecnico, affidando l’incarico di predisporre le osservazioni ad un esperto, un consulente (scelto anche attraverso una pubblica selezione) che, al pari di un bravo avvocato, sappia far valere le ragioni contrarie al rilascio dell’autorizzazione.

Il revamping inoltre richiede ingenti risorse, ma anche una dirigenza virtuosa, un piano industriale e un nuovo Piano regionale dei rifiuti, che al momento Lazio Ambiente spa e Regione non hanno adottato.

I tempi autorizzatori potrebbero essere brevi, ma l’iter è molto articolato e la normativa per il rilascio del titolo abilitativo è così stringente che per il gestore – qualunque esso sia – non sarà facile osservare tutte le prescrizioni che saranno dettate perrimettere in piedi il “rottame” con il revamping.

La normativa europea prevede accertamenti, indagini, fissa valori limite per le emissione,obblighi documentali, condizioni di operatività dell’impianto, analisi periodiche, verifiche tecniche, ecc., che devono essere rispettate, anche per non violare il decreto legislativo n. 46/2014,che ha inasprito gli aspetti sanzionatori.

Questi ed altri fattori ci sono favorevoli e ci consentono di organizzare una ragionevole opposizione sul territorio.

La partita è aperta, la palla è nel campo e a giocarla sarà soprattutto la nostra Amministrazione comunale, in particolare il Sindaco Sanna, che su questa drammatica questione deve spendere la sua autonomia politica e un potere negoziale quasi illimitato. Ciò è vero, e per ragioni opposte,sia a livello locale, sia regionale.

La sua Giunta e la Maggioranza consigliare in campagna elettorale hanno sempre anteposto gli interessi economici la salute, come diritto superiore a qualunque altro. E’ difficile immaginare su questo tema, davanti ai cittadini, una posizione diversa della minoranza in Consiglio comunale, specialmente se venisse chiamata ad un voto.

A tutela dei cittadini che rappresenta, il Sindaco lavori intensamente per far uscire Colleferro dall’autoisolamento e recuperi la solidarietà degli altri Sindaci della valle del Sacco. L’Amministrazione comunale assuma una posizione pubblica condivisa e strategica in materia di gestione dei rifiuti (discarica, inceneritori, TMB, raccolta differenziata, ecc.). Esprima contrarietà, avanzi richieste, deliberi, mail Sindaco coinvolga l’intera città, i suoi rappresentanti, le diverse anime ambientaliste; condivida, anche con i Comitati di quartiere, ma non solo, la “rotta”, l’indirizzo da seguire,nel quale tutti possiamo riconoscersi e ci renda partecipi delle azioni che intende portare avanti.E’ sicuramente questo il momento di costituire l’Osservatorio, un Tavolo tecnico, un organismo che nella sua composizione consenta alla città di partecipare agli obiettivi e di collaborare.

Battaglia legale, tecnica ma anche una battaglia in punta di diritto. Il Sindaco– qualunque primo cittadino – “è titolare di un generale potere di vigilanza sulle industrie insalubri e pericolose che può anche concretarsi nella prescrizione di accorgimenti relativi allo svolgimento dell’attività, volti a prevenire, a tutela dell’igiene e della salute pubblica, situazioni di inquinamento“.

Avvalendosi degli strumenti normativi a sua disposizione un sindaco “contrario” alle scelte regionali sul proprio territorio può mettere in atto una strategia politica in grado di frenare qualunque progetto di revamping, insostenibile per la valle del Sacco, dal punto di vista sanitario e ambientale

Per questo il Sindaco Sanna, sostenuto apertamente dall’intera Amministrazione comunale e dai suoi concittadini, assuma una posizione politica intransigente sul rispetto del diritto alla salute”.

 

12 Luglio 2010 0

Il calcio muore a Cassino, dopo l’appello di Tortolano; il sindaco: ” E’ ora di ripartire”

Di redazione

“Dopo l’epilogo della gestione Murolo, per evitare la quale l’Amministrazione Comunale ha fatto tutto quanto in suo potere, – scrive in un comunicato stampa Bruno Scittarelli sindaco di Cassino – adesso è il momento comunque di ripartire, per evitare l’assoluta scomparsa del calcio a Cassino. Condivido l’appello di Domenico Tortolano, decano dei giornalisti di Cassino e tra le più autorevoli voci sportive della città, il quale mi invita a farmi “promotore, presso imprenditori appassionati di calcio, di una iniziativa per far risorgere, in maniera seria e più organizzata, una nuova società e una squadra con la maglia azzurra per riprendere quel cammino avviato negli ultimi anni dai presidenti Morra e Corcione ..”. Ed infatti questa mattina, dopo essermi sentito per l’ennesima volta con l’ex presidente Murolo, mi sono subito attivato per riunire intorno ad un tavolo nuove forze economiche interessate ad un progetto di rilancio del calcio a Cassino. Certo si tratta comunque di un compito gravoso, anche perché i contatti con gli imprenditori ci sono già stati nei giorni scorsi, inutilmente, nel tentativo di salvare il Cassino. Faremo comunque ancora la nostra parte stimolando le forze economiche e mettendo a disposizione gli impianti sportivi necessari. Purtroppo, mai come questa volta, sembra che concretamente il calcio a Cassino non interessi a nessuno; spero però che, alla luce delle ultime novità, ora si riesca a costruire una nuova società, aperta all’azionariato popolare, che faccia risorgere la squadra e lo spirito di appartenenza dei tifosi attraverso i quali riportare ai giusti livelli l’azzurro del nostro calcio”.

10 Luglio 2010 0

Il calcio muore a Cassino, Domenico Tortolano (Mimì) fa appello al sindaco

Di redazione

“Sindaco, il calcio non può morire così. Crei le premesse per la rinascita attraverso una nuova società di gestione anche in un campionato dilettantistico”. A scriverlo in una accorata lettera aperta indirizzata al primo cittadino di Cassino è Domenico Tortolano (Mimì per gli amici), decano della stampa locale profondamente colpito dalla scomparsa nella città Martire, della squadra di Calcio. Mimì è tra i più noti giornalisti della provincia oltre che per la qualità della sua penna, anche per i tanti anni passati a scrivere per testate giornalistiche prestigiose. “Caro sindaco, – scive Mimì nella lettera – chi scrive questo appello racconta ai lettori la storia del Cassino calcio dal 1963 attraverso giornali, agenzie di stampa, radio e televisione ma ora è disoccupato per un presidente, è la prima volta che accade dal 1924, che non ha voluto iscrivere la squadra al campionato di seconda divisione. Per questo motivo sono profondamente addolorato e con me, penso, l’intera città e quindi lei stesso che si è tanto adoperato in questi anni. Qualcuno ha detto che questo è strano che sia accaduto “nella ricca Cassino soprattutto da parte di una delle cinque famiglie più ricche della città”. Una mancata iscrizione che crea un vuoto sportivo nel cassinate e un danno all’immagine della città senza un titolo sportivo rilevante. Un danno per l’economia locale e un danno anche per tante persone e tante ditte che lavorano nel settore sportivo. Uno stadio rinnovato e con una tribuna stampa da 25 posti da me fortemente voluta e realizzata con l’aiuto di altre persone e migliorata negli anni. Ora lo stadio rimarrà vuoto e chiuso la domenica, un appuntamento sportivo che ci mancherà. Ora sindaco spetta a lei farsi promotore presso imprenditori appassionati di calcio far risorgere in maniera seria e più organizzata una nuova società e una squadra con la maglia azzurra per riprendere quel cammino avviato negli ultimi anni dai presidenti Morra e Corcione e adesso interrotto dalla famiglia Murolo. Lo spero e lo sperano in tanti”. Domenico Tortolano – decano della stampa

25 Giugno 2010 0

Chiusura di oncologia, raccolta firme e appello ad Abbruzzese

Di redazione

Una raccolta di firme per ripristinare il servizio di oncologia nell’ospedale di Cassino. Malati di tumore, bisognosi di chemiterapia o altre cure, fino al mese scorso, potevano usufruire di un efficace servizio ambulatoriale e di day hospital. Scelte aziendali, poi, hanno fatto in modo di sospendere quel servizio di cui ne usufruivano oltre 1500 cassinati accorpandolo al reparto oncologico dell’ospedale di Sora lasciando a Cassino solamente gli ambulatori in cui, due giorni a settimana, i medici visitano i pazienti. Chi necessita di chemioterapia è costretto, però a recarsi a Sora o in altri centri. Una soluzione che ha creato malumore dalla base, da chi, cioè, malato, usufruiva del servizio. A parte alcune alzate di scudi iniziali, amministratori comunali e politici regionali, hanno dimenticato la vicenda e ad alimentare la potesta sono rimasti in pochi tra questi Anita Nardone una delle promotrici della raccolta firme con cui si intende ripriostinare quantomeno il servizio di day hospital. “Un problema, quello di non avere a Cassino un servizio oncologico, la cui gravità può essere capita solo da un malato di tumore”, dichiara Nardone. “Abbiamo un ospedale molto grande, e per questo costato molti soldi; a cosa è servito costruirlo? A far ballare i topi? A Cassino ci sono migliaia di persone che necessitano di cure quotidiane e, a quanto pare, questo aspetto non interessa a nessuno. Per questo facciamo appello a Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio Regionale del Lazio, perché, dall’alto della sua prestigiosa carica, possa ricordarsi di questo territorio e del problema di oncologia che sta passando inosservato. Inoltre, nei pèrossimio giorni, allestiremo un banchetto per la raccolta delle firme direttamente davanti l’ospedale”. Ermanno Amedei ermadei@libero.it

22 Giugno 2010 1

Opera d’arte ciociara all’asta a Londra, un appello per riportarla “a casa”

Di redazione

“Va in vendita il prossimo 6 luglio presso importante casa d’aste londinese un’opera del Cavalier d’Arpino di grande rarità ed importanza che noi auguriamo che possa risvegliare l’interesse di qualche amatore ciociaro e così far tornare l’opera nei luoghi originari”. E’ un garbato appello che il professor Michele Santulli rivolge agli appassionati ed estimatori di arte, in particolar modo, quelli della provincia di Frosinone, per riportare “a casa” l’importante opera d’arte. “Trattasi – descrive Santulli – di “Diana e Atteone” una tempera ed acquerello delle misure all’incirca di 50X70 cm che raffigura l’episodio mitologico di Diana ed Atteone quale raccontatoci nelle Metamorfosi di Ovidio. Di questo soggetto, molto apprezzato dai cultori, l’artista eseguì diverse repliche e una è al Louvre. Lo studioso Roettgen, autore della monografia del Cavalier d’Arpino, riporta e registra quest’opera alla pag.423 n.184 e la data al 1620 sottolineandone la grande qualità”. Michele Santulli