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31 Ottobre 2016 0

Attività dell’Arma, l’apprezzamento del Prefetto di Isernia

Di felice pensabene
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Isernia – Grande apprezzamento all’Arma dei Carabinieri per i risultati conseguiti sul territorio della provincia da parte del Prefetto di Isernia, Fernando Guida, che ha ricevuto stamani, presso l’Ufficio Territoriale del Governo, il Comandante Provinciale, Tenente Colonnello Marco Cuccuini, accompagnato dal Comandante del Nucleo Investigativo, Maggiore Salvatore Vitiello e dal Comandante della Compagnia di Venafro, Capitano Mario Giacona. L’azione dell’Arma, in particolare nella prevenzione e nel contrasto ai reati di natura predatoria, ha infatti contribuito alla diminuzione dei reati in generale (1.510 il numero complessivo dei reati denunciati nei primi nove mesi del 2016, a fronte dei 1.927 dello stesso periodo dell’anno precedente, con un calo del 22%), specialmente nell’area venafrana (nell’ultimo trimestre, 238 sono stati i reati denunciati nel territorio della Compagnia Carabinieri di Venafro, rispetto ai 308 dello stesso periodo dell’anno precedente, con un calo del 23%), com’è noto, una delle più sensibili della provincia. In particolare, sul piano della prevenzione, sono state attuate nuove strategie di controllo del territorio, attraverso l’impiego di reparti speciali, come il Nucleo Cinofili, e l’organizzazione di incontri periodici, d’intesa con la Prefettura e la Diocesi di Isernia-Venafro, rivolti agli anziani e alle categorie a rischio per la prevenzione delle truffe e dei furti, nonché alle giovani generazioni per la diffusione della cultura della legalità e la prevenzione dei reati connessi all’uso degli stupefacenti. Quanto all’azione di repressione, la stessa si è rivelata particolarmente efficace in materia di contrasto al traffico di stupefacenti, ai reati predatori – nel mese di agosto è stata arrestata, in flagranza di reato, una banda di malviventi di nazionalità bulgara, specializzata in furti – e al fenomeno del “caporalato”, con la denuncia, lo scorso settembre, di due ucraini che reclutavano e sfruttavano lavoratori a nero nella raccolta di prodotti agricoli. Quello della tutela del lavoro è proprio uno dei settori principali in cui si concentra l’azione dei militari dei reparti territoriali del Comando Provinciale e di quelli del Nucleo Ispettorato del Lavoro, con 91 persone denunciate all’Autorità Giudiziaria, dall’inizio del 2016, per violazioni alla normativa in materia di infortuni sul lavoro e per sfruttamento del lavoro nero, 100 aziende controllate, tra le quali numerosi cantieri edili, 8 provvedimenti di sequestro o di sospensione di attività imprenditoriali e circa 650mila euro di sanzioni applicate. Nella circostanza, il Prefetto ha, dunque, manifestato un sentito ringraziamento per l’attività svolta e per i risultati ottenuti, che contribuiscono a far sì che la provincia di Isernia si confermi tra le più sicure del Paese e ad accrescere la fiducia del cittadino nelle Istituzioni.

1 Settembre 2016 0

Caccia senza controlli, inizia oggi l’attività venatoria ma senza “guardiacaccia”

Di Ermanno Amedei

Frosinone – Controlli ai cacciatori, è caos in provincia di Frosinone. Oggi è scattata la pre apertura e i cacciatori hanno imbracciato le loro doppiette. Ma se anche lo avessero fatto nei giorni precedenti, quando la caccia era chiusa, difficilmente sarebbero caduti nei controlli antibracconaggio.

La forza di polizia che istituzionalmente controlla in settore della caccia è la polizia provinciale. Con la legge Del Rio, la competenza sull’agricoltura, Caccia e Pesca, quindi anche la funzione di controllare e non solo di amministrare i settori, è passata dalle Province alla Regione. Ci si è accorti dopo che le Regioni, non potendo avere polizie, non possono effettuare controlli, per questo alcune Regioni hanno demandato i controlli alle polizie Provinciali, soprattutto a quelle che non sono state smantellate. Tra queste Regioni corse ai ripari non compare il Lazio. Tra gli enti, Regioni e Province, non è stata fatta nessuna convenzione, per questo la caccia resta senza controllori ufficiali.

Certamente eventuali sanzioni possono comminarle ai cacciatori irregolari anche le altre forze di polizia, ma nessuna di queste ha come compito istituzionale il servizio antibracconaggio. Ma non solo. L’altro problema restano gli animali selvatici feriti. Anche in quel caso, i ritrovamenti di uccelli o animali terrestri ma che vivono nei boschi venivano segnalati agli agenti della Provinciale per portarli ai centri specializzati fuori provincia. Oggi non possono più intervenire in quanto commetterebbero un abuso.

Insomma, un altro papocchio è stato fatto e a farne le spese saranno, come al solito, gli animali, i piuù innocenti di tutti.

Ermanno Amedei

25 Giugno 2010 0

Paralisi nelle attività del Consiglio Regionale, proteste delle opposizioni

Di felice pensabene

Duro attacco delle opposizioni in Consiglio regionale alla paralisi delle attività della giunta Polverini. “Dodicimila euro per mezza riunione – tuonano i rappresentanti dell’opposizione – è ciò che incasseranno i consiglieri regionali del Lazio”. A tanto ammonta più o meno la loro busta paga tra indennità (4.252 euro), diaria (4.002), contributi per i rapporti con gli elettori. Il bilancio dei lavori, infatti dal 29 marzo, data delle elezioni, è di una seduta e mezzo. La prima si è svolta il 12 maggio, con la proclamazione degli eletti e per ascoltare il discorso della Polverini. La seconda, fissata al 26, rinviata per un malessere della presidente, si è tenuta il 3 giugno, ma non ancora conclusa. Motivo? “Secondo il regolamento – spiega il capogruppo radicale Rossodivita – all’ordine del giorno della seconda riunione c’è l’elezione del presidente di una delle commissioni speciali, quella sul controllo contabile, che va alle opposizioni. Qui però manca l’accordo tra i partiti”. Risultato? Finché non si chiude, è tutto fermo. “Tante proposte di legge già depositate, come quella per i precari della sanità – tuona il capogruppo Pd Montino – giacciono senza trovare soluzioni. È stato anche violato il regolamento, con la mancata convocazione dei due consigli straordinari chiesti dall’opposizione: uno sul nucleare, l’altro sulla sanità. È una maggioranza che evita il confronto”. Oggi è l’ultimo giorno utile perché l’assemblea si riunisca la prossima settimana. Ma il sito resta muto: “Nessun impegno nei prossimi 7 giorni”. “È uno scandalo, oltre 80 giorni di stallo – afferma Luigi Nieri, capogruppo Sel – . E non va meglio per la giunta”. Che, dopo due mesi, ha all’attivo quattro sedute e circa 60 provvedimenti. Di cui oltre metà rappresentati da atti dovuti, o licenziamenti e nuovi incarichi. La normale lentezza di un avvio? Nel 2005, nei primi due mesi del governo Marrazzo, le sedute erano state dieci, i provvedimenti 180. I vertici regionali erano stati nominati nella prima riunione. Invece stavolta, fino alla formalizzazione delle deleghe avvenuta lunedì scorso, anche atti chiave sono rimasti bloccati. Non senza scivoloni: come le vacanze estive per disabili, “dimenticate” e rifinanziate in corsa l’altro ieri. Denuncia Nieri: “Dare priorità allo spoil system azzerando i vertici regionali, come i direttori a Bilancio e Programmazione sanitaria, ha causato un grave ritardo nella scrittura dei decreti sugli ospedali, essenziali per scongiurare l’aumento delle tasse”. E segnala “tra le urgenze non proprio minime: l’assestamento di bilancio, la finanziaria, la corsa del disavanzo sanitario. Tra gli esempi d’immobilismo: la centrale acquisti regionale non ha più indetto gare, come quelle per le pulizie e la ristorazione. E la fatturazione elettronica? Da quando siamo andati via non vi ha più avuto accesso nessun grande fornitore”. Per Montino, “tra i provvedimenti urgenti che mancano all’appello c’è una soluzione per evitare il ticket sui disabili, o dal primo luglio pagheranno fino a mille euro al mese per la riabilitazione. Altro tema sono i contratti a termine: i dipendenti man mano che scadono stanno andando a casa. Parliamo, solo nella sanità, di 4mila persone senza le quali interi ospedali rischiano il blackout. E ancora: il nuovo ospedale di Frosinone è pronto da febbraio. Cosa manca per aprirlo? Un provvedimento per garantire il personale necessario al trasloco dei reparti”.

25 Maggio 2010 0

Truffa da 134 milioni di euro, sequestrato il San Raffaele. L’attività però continua

Di Comunicato Stampa

Una truffa alla Regione Lazio che la Corte dei Conti calcola in 134 milioni di euro sarebbe stata messa in atto dal gruppo San Raffaele Spa di cui è proprietaria la famiglia Angelucci e, per questo, la stessa Corte dei Conti, ha ordinato il sequestro delle sei cliniche private di cui è proprietaria la famiglia. Tra queste anche il centro riabilitazione San Raffaele di Cassino. Oltre alla struttura della città martire sono state sequestrate anche le strutture ospedaliere di Velletri, Pisana e Portuense. Secondo la Corte dei Conti, in alcune strutture si eseguivano prestazioni irregolari o inesistenti in regime di convenzione con la Asl. L’accusa è di aver fatturato in maniera irregolare prestazioni, a volte fantasma in regime di convenzione con le Asl. Carlo Trivelli, presidente della San Raffaele spa ha dichiarato: “È tutto regolare, nessuna falsa fatturazione nelle nostre cliniche, lo dimostreremo in udienza. Ma intanto vogliamo precisare che l’attività sanitaria prosegue senza interruzioni e disagi per i nostri pazienti”.

30 Aprile 2010 0

Niente sicurezza, chiuso un cantiere e sospese le attività di una ditta edile

Di Comunicato Stampa

Nel contesto dei servizi d’istituto nel settore di competenza, I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno adottato ancora un provvedimento di sospensione dell’attività nei confronti di una impresa edile operante in un paese dell’area del basso Volturno. Infatti nel corso dell’ispezione di competenza i militari hanno riscontrato la presenza di maestranze nel cantiere non in regola con la normativa previdenziale e quindi anche di tutela assicurativa contro gli infortuni sul lavoro. In poche parole in siffata condizione i dipendenti lavorano sprovvisti di qualsivoglia garanzia di tutela previdenziale e contro i rischi derivanti da possibili infausti incidenti. Ed al titolare dell’impresa sono state notificate le mexisanzioni previste dalla normativa per un ammontare di circa undicimila Euro ed anche una denuncia all’Autorità Giudiziaria per omessa predisposizione di idonei sistemi di protezione collettivi per prevenire cadute in quota degli addetti ai lavori. Si sottolinea come l’attività ispettiva sia finalizzata oltre che a verificare in primis, chiaramente, il rispetto della legge speciale da parte degli imprenditori di ogni settore produttivo e dei servizi, sia di indirizzo anche alla crescita di una “cultura della sicurezza” da parte delle stesse aziende ed anche dei dipendenti per la parte di competenza, per tutelare la salute sempre più correlata alla qualità della sicurezza nei luoghi di lavoro, per gli elevati costi che gli incidenti sul lavoro arrecano alla stessa collettività sia sotto il profilo umano che socio-economico.

13 Marzo 2010 0

Una mostra fotografica sulle attività culturali della Cassino dell’800

Di Comunicato Stampa

Il CDSC Onlus (Centro Documentazione e Studi Cassinati), nell’ambito delle sue numerose attività istituzionali, ha organizzato una mostra fotografica e documentaria sugli spettacoli e sulle attività culturali svoltisi a Cassino dalla metà dell’Ottocento agli anni Ottanta del secolo scorso, dapprima nel Teatro Manzoni e poi nel Cinema Teatro Arcobaleno. L’esposizione descrive uno spaccato della vita italiana ricordando le manifestazioni, gli spettacoli e la cinematografia a cassino, in un percorso storico tra la città ottocentesca e prebellica, la ricostruzione e la rinascita civile e culturale negli anni del boom economico. La mostra, ricca di documenti originali ed inediti, quali inviti a manifestazioni, foto storiche, locandine e manifesti cinematografici, manifestini pubblicitari e tante altre testimonianze, vuole far rivivere l’atmosfera passata del Teatro Manzoni, gli anni difficili della ricostruzione e le speranze di un nuovo futuro attraverso il ricordo documentale degli eventi, delle manifestazioni e delle proiezioni cinematografiche programmate al Cinema Teatro Arcobaleno, progettato nel dopoguerra dall’arch. Mario Messina. Il ricco catalogo, invece – certamente da conservare –, raccoglie i più significativi documenti esposti alla mostra, delineando con illustrazioni e commenti il percorso proposto nell’esposizione, evidenziando come nel tempo si sono modificate le esigenze ed il gusto, in tema di spettacolo, degli Italiani ed in particolare dei Cassinati, dalle manifestazioni di inizio secolo scorso agli eventi politici del dopoguerra o a quelli goliardici dei 100 giorni o “Mac Π 100” che festeggiavano il centesimo giorno prima dell’inizio dell’esame dì maturità. O ancora, la trasformazione delle preferenze cinematografiche, dalle pellicole d’autore del Neorealismo ai film di cassetta, ed infine, con la crisi del cinema, alle pellicole vietate ai minori. Il tutto raccontato da preziosi documenti, per la maggior parte inediti, raccolti e conservati dal socio del CDSC Alberto Mangiante. La mostra, realizzata con il patrocinio dell’Assessorato alla cultura del comune di Cassino, sarà inaugurata il 19 marzo prossimo, alle ore 11.00, presso la sala della biblioteca comunale “Pietro Malatesta” in via del Carmine a Cassino e resterà aperta fino al 28 marzo. All’inaugurazione accoglieranno i visitatori il Presidente del CDSC onlus, Prof. Giovanni Petrucci, il Sindaco di Cassino, Dott. Vincenzo Bruno Scittarelli, e l’Assessore alla cultura Avv. Beniamino Papa.

9 Marzo 2010 0

Regionali 2010 / Mario Abbruzzese a sostegno delle attività del Co.Di.Re. Lazio

Di Comunicato Stampa

“La situazione è diventata insostenibile e la gestione del Consorzio, suo malgrado, andrà a ricadere sulle economia e dei propri soci”. A parlare è il candidato del Pdl alle elezioni regionali del Lazio, Mario Abbruzzese, che si è fatto portavoce di un grosso disagio che sta interessando il Co.Di.Re. Lazio (ex Co.Di.Fro.) Consorzio Regionale Produttori Agricoli per la Difesa delle Produzioni Intensive dalla Avversità Atmosferiche, che si trova in difficoltà nei pagamenti per la gestione delle polizze per le epizoozie e la distruzione e smaltimento delle carcasse degli animali. Si tratta, in buona sostanza, di quelle agevolazioni che il Consorzio anticipava tramite premi assicurativi, non solo per conto dei propri soci, ma anche a Stato e Regione. La restituzione delle somme anticipate avviene nel modo seguente: il socio rimborsa la quota per lui anticipata all’atto della stipula della polizza, lo Stato rimborsa entro i termini stabiliti con decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, mentre la Regione Lazio, quando tutto va bene, effettua rimborsi entro quattro-cinque anni dalla polizza, o non decide di non rimborsare affatto. “Durante la gestione della Giunta Storace – ha spiegato Mario Abbruzzese – il costo dello smaltimento delle carcasse era a totale carico del bilancio dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione, per un costo di circa 3 milioni di euro annui. Ma a dicembre 2006, una “brillante” iniziativa dell’assessore all’Agricoltura della Giunta Marrazzo, costrinse in tempi strettissimi i Consorzi di difesa e le Associazioni di Allevatori (Apa) a trovare un accordo per attivare un sistema assicurativo “parallelo” a quello già praticato per i prodotti vegetali, per poter passare, già a gennaio 2007, da un sistema a pioggia, costosissimo per la Regione, ad uno assicurativo individuale, con costi bassissimi. Il consorzio di difesa Co.Di.Re. Lazio e il Co.Di.Vt. hanno svolto il servizio di anticipazione di premi per gli anni 2007-2008-2009, anticipando per conto della Regione circa 100 mila euro, con un risparmio per la stessa, rispetto ai precedenti bilanci, di ben 10 milioni di euro. Ma dopo tre anni di questa procedura – ha tuonato Mario Abbruzzese – la Regione non ha ancora rimborsato nulla, giustificando tale comportamento con una mancata o ritardata notifica alla Comunità Europea da parte dei funzionari predisposti a questo incarico”. Il Co.Di.Re. Lazio ha più volte sollecitato l’assessore all’Agricoltura della Regione per la liquidazione del contributo dovuto. “Tali sollecitazioni – ha continuato il candidato alle regionali del Popolo della Libertà – non hanno mai avuto alcun riscontro. A tre anni dall’inizio del servizio, i Consorzi di difesa, loro malgrado, sono stati costretti, dal 1 gennaio scorso, ad applicare una formula istituzionale utilizzata da circa 40 anni: la rivalsa sui soci per gli anticipi non rimborsati dalla Regione, sospendendo l’erogazione degli anticipi per le polizze future. Oltre ad essere inadempiente – ha affermato Abbruzzese – la Giunta “Marrazzo & compagni” ha pensato bene di burocratizzare al massimo il sistema dei Consorzi di difesa e ancor più le aziende agricole che ricorrono all’assicurazione agevolata dello Stato, richiedendo una doppia documentazione cartacea: una in fase di richiesta di anticipo ed una successiva in fase di saldo. Questa inutile duplicazione di documentazione sta riportando il settore agricolo indietro di almeno 10 anni, rendendolo sempre meno competitivo e favorendo lo strangolamento e l’agonia delle aziende. Considerando che siamo al termine di una gestione regionale che in materia di agricoltura ha portato a questi risultati insoddisfacenti – ha concluso Mario Abbruzzese -, tengo a ribadire che il centrodestra sta lavorando per una svolta nell’amministrazione della nostra Regione, che sicuramente porterà ad una ripresa dell’intero settore agricolo e dell’attività consortile”.

23 Febbraio 2010 0

Attività estrattive, i dettagli della proroga delle autorizzazioni in un incontro a Confindustria

Di Comunicato Stampa

Proroga dell’autorizzazione delle attività estrattive. Se ne parlerà mercoledì 24 febbraio, a partire dalle 16.00 presso gli uffici di Confindustria Frosinone a Cassino in via Cimarosa. La Legge Regionale 17/2004 disciplina la materia delle cave e delle torbiere e, all’art. 34, ha disposto la proroga delle autorizzazioni in scadenza per l’attività estrattive, per un periodo non superiore ai 5 anni. A tal proposito la norma vigente non consente ulteriori proroghe e, in assenza di modifiche, ciò comporterebbe la chiusura di numerose attività estrattive, con ripercussioni negative per l’attività imprenditoriale del nostro territorio e la conseguente perdita di occupazione. Un problema, questo, che rischia di esplodere a cominciare dalla fine del 2010, quando una nuova situazione di crisi potrebbe andare ad aggiungersi alle problematiche già esistenti sul territorio. E’ per questo motivo che Confindustria sta cercando di prevenire il problema promuovendo una serie di incontri sia a livello locale che nazionale. La Consulta Cave di Confindustria Lazio, oltre ad aver già avviato un serio dialogo con gli uffici regionali competenti, infatti, è intenzionata a presentare un parere legale che raccolga, inoltre, tutte le osservazioni degli imprenditori interessati. “L’argomento ovviamente tocca da vicino la provincia di Frosinone e soprattutto la zona del Cassinate dove l’economia è fortemente legata all’attività estrattiva. – dichiara Pietro Zola, Presidente della Sezione Prodotti da Costruzione – E’ per questo motivo che Confindustria Frosinone ha promosso questo incontro al fine di esaminare la situazione e le eventuali azioni da intraprendere. Confindustria Frosinone e la Sezione Prodotti da Costruzione si sta attivando per risolvere le problematiche del distretto del marmo e per il raggiungimento di un risultato soddisfacente per gli imprenditori del settore affinché possano uscire rafforzati da questo periodo di crisi” Interverranno all’incontro l’ingegner Nicola Martino e l’avvocato Giovanni Pallottino, esperti in materia, che illustreranno ai presenti tutti i dettagli della normativa.

12 Febbraio 2010 0

Le attività di Confartigianato: il progetto Ar.Co. al via lunedì 15 febbraio

Di Comunicato Stampa

Programma di Sviluppo del Territorio per la Crescita dell’Occupazione intrapreso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con l’assistenza tecnica di Italia Lavoro: l’ha presentato giovedì pomeriggio presso la propria sede, la Confartigianato Imprese di Frosinone. L’obiettivo è quello di favorire l’occupazione nell’artigianato per le piccole e piccolissime imprese con sede operativa nei comuni di Anagni, Aquino, Cassino, Ferentino, Fiuggi, Frosinone, Isola Del Liri. Per la Regione Lazio sono a disposizione più di 2 milioni di euro che potranno essere erogati per l’inserimento occupazionale, per la trasformazione di contratti a termine in rapporti di lavoro a tempo indeterminato pieno o per contributi relativi a servizi di consulenza specialistica e assistenza tecnica alle imprese per l’accrescimento del livello di competitività delle stesse, da realizzarsi successivamente alla data di presentazione della domanda di ammissione e della durata massima di tre mesi. Il progetto, illustrato giovedì alla presenza di consulenti del lavoro e commercialisti, prenderà avvio ufficialmente lunedì prossimo 15 febbraio, data dalla quale potranno essere inviate le domande di partecipazione. Confartigianato Frosinone, presso le proprie sedi, presterà assistenza alle imprese al fine di facilitarne le procedure per le pratiche necessarie per accedere alle agevolazioni tenendo conto che i contributi saranno erogati attraverso un sistema “a sportello”, per cui le richieste delle imprese concorreranno a formare elenchi in base all’ordine cronologico di presentazione.

2 Febbraio 2010 0

Cessa l’attività ma continua a lavorare e a non pagare le tasse

Di Comunicato Stampa

Aveva dichiarato chiusa l’azuienda edile, ma continuava a esercitare, guadagnare ma senza pagare le tasse. Lo hanno scoperto gli uomini della guardia di finanza di Frosinone al comando del colonnello Giancostabile Salato che hanno individuato 5.6 milioni di euro di ricavi sottratti alle casse dell’erario e 1.700 di Iva evasa. La verifica fiscale è stata condotta nei confronti di una impresa edile di Boville Ernica (Fr). L’ingente evasione fiscale è stata scoperta grazie alle indagini finanziarie che hanno consentito di ricostruire, attraverso l’esame dei conti correnti, i flussi monetari che l’imprenditore ciociaro aveva dimenticato di dichiarare al fisco. In particolare nel corso delle attività ispettive si è accertato che l’impresa oggetto di controllo attraverso consistenti operazioni commerciali ha realizzato comportamenti omissivi non dichiarando ricavi e componenti positivi di reddito. Inoltre l’iter fraudolento ricostruito dai finanzieri ha evidenziato come l’impresa commerciale operava in assoluto dispregio della vigente normativa fiscale infatti dopo aver chiuso formalmente l’attività edile attraverso la cessazione della partiva iva continuava la propria attività in modo normale logicamente evitando di pagare le tasse. Complessivamente sono statI contestati: • 5.685.000 euro di ricavi sottratti; • 1.700.000 euro di Iva evasa; • 242.000 euro di IRAP. L’azione di servizio condotta a tutela dell’Entrata si è ispirata, come di consueto, agli indirizzi strategici trattati in materia dall’Autorità di Governo anche attraverso un rafforzamento della presenza ispettiva sul territorio ed una selezione mirata dei contribuenti da sottoporre a verifica.