Tag: famiglia

30 Aprile 2019 0

Sgominata a Cassino la famiglia Rom che aveva base dello spaccio in alloggi Ater

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

CASSINO – Con l’operazione convenzionalmente denominata “San Bartolomeo” i Carabinieri della Compagnia di Cassino, nella mattinata odierna, sotto il coordinamento della D.D.A. di Roma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ed ai domiciliari – emessa dal GIP del Tribunale di Roma nei confronti di undici soggetti, parte dei quali appartenenti ad un’unica famiglia di etnia rom stabilmente residente nel quartiere popolare San Bartolomeo di Cassino, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, intestazione fittizia di beni, tentata estorsione, usura e truffa aggravata.

L’indagine, nata inizialmente con la Procura della Repubblica di Cassino, traeva origine dall’esplosione, nella notte del 28 ottobre 2015, di un ordigno che danneggiava l’interno del circolo ricreativo “San Bartolomeo” sito nell’omonimo quartiere di Cassino, appartenente alla famiglia rom destinataria della misura cautelare. Il grave episodio, di natura chiaramente intimidatoria, si incardinava nell’ambito di una guerra fra clan rivali nata dal mancato rispetto dell’accordo con il quale gli attuali indagati si erano impegnati ad effettuare l’attività di spaccio nel solo quartiere San Bartolomeo di Cassino.

Con separata e parallela attività di indagine, la Compagnia Carabinieri di Cassino, coordinata e diretta dalla DDA di Roma, disarticolava prima il clan rivale rispetto a quello oggetto della presente operazione, legato alla criminalità organizzata di ascendenza campana, con l’operazione denominata  “La Storia Infinita” che nel mese di gennaio 2017 consentiva di trarre in arresto tutti i membri del citato clan.

L’attività odierna, posta in essere nei confronti del clan dei rom, invece, consentiva di accertare che tutti i componenti della famiglia gestivano in prima persona, nonché con l’ausilio di due pusher di fiducia, una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Le investigazioni avviate mediante una serie di operazioni di captazione, integrate da servizi di O.C.P. che consentivano di eseguire numerosi sequestri penali e amministrativi di droga, hanno evidenziato che l’attività di spaccio  gestita dalla famiglia rom veniva svolta prevalentemente nelle due abitazioni in uso ai componenti,  costituite da due appartamenti posti al terzo e quarto piano dello stesso stabile di edilizia popolare situato nel quartiere S.Bartolomeo, nonché nel vicino  omonimo circolo ricreativo che appariva una comoda copertura per la vera attività cui era dedito l’intero clan; altresì il nucleo familiare si serviva di due pusher, due giovani fidanzati di Cassino, per lo spaccio al dettaglio che veniva effettuato nei pressi di luoghi di ritrovo dei giovani cassinati o direttamente preso le abitazioni di quest’ultimi con consegne a domicilio. Durante le indagini sono stati sequestrati 14 grammi di cocaina, 803 grammi di hashish, 170 grammi di marijuana, nonché di una serra artigianale ricavata nella camera da letto dei due spacciatori arrestati in flagranza di reato.

L’indagine consentiva altresì di accertare che una delle donne appartenente al clan dei rom, dopo aver spacciato a credito ad una tossicodipendente del luogo cospicui quantitativi di cocaina, applicava un tasso usurario al debito contratto dalla sua cliente, arrivando a chiedere, a fronte di un debito di droga pari a 3.000 euro, fino a 1.000 euro di interessi mensili, nonché a farsi consegnare, a titolo di garanzia, due orologi di pregio (un “Rolex” e un “Bulgari”) del valore complessivo di euro 37.000.

Veniva altresì accertato che la famiglia rom, simulando di essere residente nell’alloggio popolare ove avveniva l’attività di spaccio, fatto non corrispondente al vero perché la reale assegnataria si era trasferita altrove, ottenevano l’ingiusto profitto dell’assegnazione del predetto alloggio pur non avendone il diritto.

Nel corso dell’indagine veniva anche accertato un tentativo di estorsione nei confronti di un pescivendolo del luogo posto in essere da una donna rom parente del clan oggetto delle investigazioni, che brandendo un coltello pretendeva il pagamento di interessi usurari sui prestiti effettuati in favore del commerciante.

Parallelamente all’attività d’indagine sullo spaccio venivano altresì svolti accertamenti patrimoniali che consentivano di accertare che i componenti della famiglia rom, pur dichiarando redditi che lambivano la soglia della povertà, conducevano un tenore di vita agiato ed erano intestatari, anche per interposte persone, di terreni e abitazioni di valore sproporzionato alle loro condizioni di vita economiche. Per tali motivi il GIP di Roma disponeva il sequestro preventivo di tre alloggi popolari, tre terreni, due ville e un circolo ricreativo, tutti ubicati nel territorio del cassinate per un valore stimabile in circa 800.000 euro.

Articolo Precedente

Avevano seminato terrore per Cassino con botte, coltellate arrivando anche sparare colpi di arma da fuoco per contendersi la principale piazza dello spaccio: Piazza Labriola. L’affare della droga a Cassino sembrava saldamente nelle mani di un gruppetto di spacciatori ma a contenderglielo un altro gruppo e si arrivò allo scontro.

Cassino sembrava essere diventata un FarWest

Poi cominciò la pulizia con i primi 13 arresti nel corso della operazione denominata “storia Infinita”. Quella odierna è il continuo di quel lavoro investigativo arricchito di altri dettagli sulla modalità con cui gli spacciatori “rivali” univano all’attività principale, quello della vendita della droga, anche l’usura e lo spaccio.

Stamattina

Undici persone sono state arrestate questa mattina a Cassino nel corso di una operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone. Gli indagati sono stati colpiti da una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia; parte delle persone arrestate risultano appartenere ad una unica famiglia di etnia Rom Morelli /Spada, stabilmente residente nel quartiere popolare San Bartolomeo del comune di Cassino e sono ritenute responsabili a vario titolo dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, usura ed estorsione. È in corso anche, da parte degli uomini del colonnello Fabio Cagnazzo e del capitano Ivan Mastromanno l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo, emesso sempre dal gip del tribunale di Roma a carico degli indagati. I sequestri riguardano 3 alloggi di proprietà dell’Ater, 1 locale adibito a circolo ricreativo, 3 terreni e 2 ville per un valore complessivo stimabile intorno al milione di euro.

19 Febbraio 2019 0

Violenza in famiglia a Roccasecca, picchia la compagna e la figliastra: arrestato 47enne

Di admin

ROCCASECCA – I carabinieri di Roccasecca hanno arrestato un 47 enne del luogo (già gravato da vicende penali  per ingiuria e minaccia) poiché colto nella flagranza dei reati di “maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violenza o minaccia a P.U.” nei confronti della convivente e della figlia di quest’ultima.

I  militari operanti, a seguito di specifica richiesta giunta alla centrale operativa, intervenivano presso l’abitazione dell’arrestato, in quanto era stato segnalato un litigio con contestuale forte frastuono. Giunti sul posto i militari constatavano che l’arrestato stava malmenando sia la convivente 41enne, casalinga, che la figlia 16enne della donna, studentessa, verosimilmente per futili motivi. L’uomo alla vista dei militari andava in escandescenza tanto che quest’ultimi, visto il suo stato di forte agitazione, allontanavano immediatamente la moglie e i 4 figli riuscendo poi a calmarlo ed ad accompagnarlo negli uffici del Comando Arma .

Le due donne sono state poi trasportate presso il pronto soccorso dell’ospedale di Cassino ove, a seguito dei previsti accertamenti venivano dimesse, la convivente 41enne (che presentava vistosi lividi ed escoriazioni ed una contusione all’emitorace), con una prognosi di 10 giorni mentre la figlia 16enne ( che presentava solo alcuni lividi e uno stato ansioso), con una prognosi di 5 giorni.

Espletate le formalità di rito l’arrestato è stato accompagnato presso un’altra abitazione poiché sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

L’intervento dei Carabinieri permetteva di interrompere dei maltrattamenti che, purtroppo,  andavano avanti da molto tempo e che non erano mai stati denunciati.

22 Gennaio 2019 0

Arrestato, dalla polizia, 47enne formiano per maltrattamenti in famiglia e lesioni

Di redazionecassino1

FORMIA – Al termine di una complicata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Cassino, personale della Polizia di Stato del Commissariato di P.S. di Formia ha eseguito l’arresto di un 47enne di Formia per maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e violazioni delle prescrizioni imposte con le precedenti misure cautelari.

L’uomo, a causa del comportamento violento che aveva nei riguardi della sua famiglia, era stato già sottoposto al divieto di avvicinamento alla moglie e ai figli e al divieto di dimora nel comune di Formia ma, nonostante tutte le misure cautelari imposte, ha continuato a tenere un atteggiamento violento e persecutorio nei riguardi della sua famiglia cercando, in ogni modo, di contattare e minacciare la moglie costringendo lei e i figli minori ad una vita di continue ansie e paure e a dover frequentemente nascondersi presso amici e parenti per non farsi rintracciare.

foto repertorio

 

17 Dicembre 2018 0

Cade dal balcone a Cassino, bambina operata: famiglia tira un sospiro di sollievo

Di admin

CASSINO – E’ stata operata questa mattina al Bambino Gesù di Roma, dove era stata trasportata sabato pomeriggio, la piccola di sei anni e mezzo precipitata dal balcone del terzo piano in corso della Repubblica a Cassino.

I medici dell’ospedale Capitolino l’hanno operata per ricomporre la frattura rimediata al femore che, insieme ad alcune costole incrinate, costituiscono i traumi più gravi riportati. Un vero miracolo se si considera che il volo è stato di circa 10 metri.

A salvarla, come detto, è stato un albero i cui rami hanno attutito l’impatto con il marciapiede. Al momento resta in prognosi riservata ma non è in pericolo di vita. Cassino, in apprensione fin dai primi minuti di quello che appare come un incidente domestico, tira un sospiro di sollievo così come i genitori della piccola: una coppia di origini nigeriane, pare e madre di quattro figli.

La coppia è perfettamente integrata. Al momento dell’incidente il papà stava lavorando in officina come meccanico e la madre si era allontanata alcuni minuti per andare a prendere uno dei quattro figli a scuola portando con se il bambino più piccolo. In casa era rimasta la bambina e un fratellino.

Al momento dell’incidente la donna stava rincasando e solamente per poche decine di metri non ha assistito alla caduta della figlia. Del caso se ne stanno occupando gli uomini del commissariato di cassino diretto dal vice questore Raffaele Mascia, che ha redatto una informativa inviata alla procura di Cassino a cui spetterà la decisione di intraprendere eventuali provvedimenti.

Ermanno Amedei

4 Ottobre 2018 0

Obbligo di dimora a Pontecorvo, 43enne sorpreso a Frosinone con famiglia per comprare droga: arrestato

Di admin

FROSINONE – Aveva l’obbligo di dimora a Pontecorvo ma i carabinieri lo sorprendono a Frosinone con la famiglia per fare spesa di droga.

E’ accaduto ieri pomeriggio a Frosinone dove i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia hanno arrestato un 43enne originario di Arpino, già censito per reati inerenti gli stupefacenti, per inosservanza delle prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel comune di Pontecorvo. I militari hanno sorpreso l’uomo all’interno di una autovettura in sosta nella zona Scalo in violazione del regime della Sorveglianza Speciale cui era sottoposto.

A bordo dell’auto erano presenti il figlio di 7 anni e la sua convivente che, alla vista dei Carabinieri, si disfaceva di due involucri contenenti circa un grammo di cocaina.

Come disposto dall’A.G., dopo le formalità di rito l’uomo è stato arrestato e trattenuto presso le camere di sicurezza Stazione Carabinieri di Frosinone in attesa del rito direttissimo che, nella tarda mattinata odierna, ha sancito la convalida dell’arresto e disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico presso l’abitazione dell’uomo in Pontecorvo. La donna è stata segnalata alla Prefettura di Frosinone per il possesso di droga.

Obbligo di dimora a Pontecorvo, 43enne sorpreso a Frosinone con famiglia per comprare droga: arrestato

28 Settembre 2018 0

Incendio appartamento a Piedimonte San Germano, evacuata famiglia

Di admin

PIEDIMONTE SAN GERMANO – Appartamento in fiamme, questa notte, a Piedimonte San germano. Il rogo si è sviluppato in una palazzina su due piani in via San Pilippo, nella parte alta della cittadina.

L’appartamento era disabitato e l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Cassino è servito per domare le fiamme e per evacuare la famiglia che abitava al piano di sopra. I danni causati dalle fiamme riguardano anche la struttura e, per questo, l’intera palazzina è stata dichiarata inagibile. Al momento non si conoscono le cause dell’incendio.

Ermanno Amedei

25 Settembre 2018 0

Famiglia di cigni “atterra” a Fogliano e lo sceglie per svernare

Di admin

LATINA – La fauna dell’oasi di Fogliano nel comune di Latina si arricchisce di una famigliola di cigni.

Sono in cinque, e a quanto pare avrebbero preferito la sponda del lago di Fogliano dove trova la sede il centro di biodiversità dei carabinieri forestali, alla precedente dimora, o meglio nido, sulle sponde del vicino lago Caprolace.

I cigni sono “atterrati” a Fogliano alcuni giorni fa e probabilmente passeranno l’inverno sotto la diretta vigilanza dei Forestali che, in particolare in quella sede, sono specializzati nella cura e nel reinserimento della fauna selvatica. La zona inoltre è spesso meta di turisti.

Ermanno Amedei

15 Settembre 2018 1

Pedofilo in manette. Amico di famiglia filmava la vittima durante gli abusi. Assurda vicenda ad Alatri

Di redazione

Alatri – Nella giornata di ieri, i militari della Compagnia, a conclusione di una complessa attività info-investigativa, hanno arrestato un soggetto dell’hinterland ciociaro per “violenza sessuale aggravata in danno di un minorenne, prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico”. Acquisita la notizia di reato, i militari dell’Arma hanno immediatamente avviato oculate e complesse indagini, di concerto con l’Autorità Giudiziaria, finalizzate ad accertare la veridicità di quanto rivelato dal minore alla famiglia. Un chiaro e sconcertante quadro del disegno criminoso sarebbe emerso. L’uomo, amico di famiglia, in tempi diversi dall’inizio del 2017 fino alla primavera dell’anno in corso, aveva approfittato della giovanissima età della vittima, costringendola a subire rapporti sessuali dallo stesso, filmando l’adolescente e producendo materiale pedopornografico senza divulgarlo. Le indagini tecniche permettevano di rinvenire, all’interno del computer di proprietà dell’arrestato, ulteriori immagini ritraenti altri minori in atteggiamenti sessuali espliciti. L’inequivocabile responsabilità penale del pedofilo, appurata nel corso dell’intensa attività investigativa svolta dai Carabinieri, consistente in una minuziosa ricostruzione con l’esplicita, permetteva di avanzare la richiesta di una misura cautelare tesa ad evitare la reiterazione del reato, accolta pienamente dal competente Tribunale Ordinario di Roma, che emetteva la misura della custodia cautelare in carcere. Il predetto veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Frosinone. Foto d’archivio

11 Settembre 2018 0

Cassino, una piccola ma fiorente azienda di famiglia dello spaccio: investigatori a caccia del magazzino

Di admin

CASSINO – Casa tinteggiata di fresco, ben arredata, bottiglie di prosecco in mostra; certamente non nababbi ma campavano bene i tre della famigliola arrestata oggi dai carabinieri di Cassino nel quartiere San Bartolomeo perché sospettati di essere spacciatori di marijuana e cocaina.

La loro piccola azienda di famiglia, composta dalla madre Antonietta di 54 anni, i figlio Alessio Alfredo di 19 anni e la figlia Francesca di 21 anni, tutti e tre Di Silvio, ricavata in un alloggio Ater, non permetteva sfarzi ma permetteva loro una vita dignitosa. La ricostruzione fatta dai militari comandati dal capitano Ivan Mastromanno è stata possibile grazie a mesi di appostamenti all’ingresso di un cancello della palazzina popolare dove consumatori clienti fissi, alcuni anche da un anno, si recavano per comprare poche dosi per volta di stupefacente.

Arrivavano dal pontecorvese, altri dalla valle dei Santi, molti da centro di Cassino ed era gente in larga parte conosciuta come assuntori. Al blitz di stamattina oltre ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cassino, hanno partecipato anche i loro colleghi della Compagnia di Pontecorvo, oltre ad una unità cinofila di Roma Ponte Galeria. Da eseguire c’erano le tre ordinanze di Custodia cautelare, di cui due in carcere ed una, Francesca, con sottoposizione agli arresti domiciliari poiché madre di una bambina in tenera età. Provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Cassino, Dott. Gabriele Montefusco, a richiesta del Pubblico Ministero, Dott. Roberto Bulgarini Nomi.

L’alloggio nel quartiere San Bartolomeo era considerato un vero e proprio minimarket della droga, dove i clienti si recavano a qualsiasi ora del giorno e senza alcun preventivo accordo, sicuri di ricevere lo stupefacente per il proprio fabbisogno personale.

Nessuna telefonata o comunicazione telefonica per preavvisare l’arrivo dei clienti. Gli spacciatori ormai sanno che il telefono è la loro principale fonte di guai con le forze dell’ordine. La gente arrivava e comprava quello che trovava. Uno dei tre li aspettava sotto e, presa l’ordinazione, si allontanava per prendere la merce dal nascondiglio.

I consumatori, seppur di vecchia data, non li conoscevano direttamente se non per i pochi attimi necessario al passaggio di mani di droga e soldi, solitamente non più di 50 euro per volta. Ad incastrarli, però, sono state le foto segnaletiche che hanno permesso il loro riconoscimento.

E poi l’efficacia del nascondiglio del magazzino. Gli investigatori si dicono certi che esiste un posto in zona, non molto lontano, occultato tra la palazzina e i garage, in cui i tre nascondevano il grosso dello stupefacente che spacciavano ma che nonostante l’intervento dei cinofili, non è stato ancora trovato. Ma le ricerche continuano.

Ermanno Amedei

10 Agosto 2018 1

Indagini e preghiere a Velletri per la bambina investita davanti al nido famiglia

Di admin

VELLETRI – Una intera comunità, quella velliterna in ansia per le sorti della piccola di 18 mesi investita martedì scorso da un’auto nel parcheggio della casa famiglia in via Marco Finlandese.

Dal Bambin Gesù di Roma dove è stata ricoverata ed operata per lo schiacciamento della scatola cranica dovuto all’impatto con l’auto arrivano notizie di un quadro clinico molto compromesso ma stabile. La bimba è in coma farmacologico e si attende qualche segnale di ripresa. Significa che è stato fatto tutto ciò che poteva essere fatto; adesso bisogna aspettare e, chi vuole, pregare.

Intanto le indagini degli uomini del commissariato di Velletri continuano per stabilire responsabilità e dinamiche. Al momento la polizia ha denunciato per lesioni stradali la 27enne alla guida della Bmw che ha investito la piccola nel parcheggio, ha sequestrato l’auto, il parcheggio e l’intera struttura. C’è ancora da stabilire cosa sia successo. Di certo c’è che a trasportare in ospedale a Velletri la piccola è stata la stessa donna a bordo della Bmw.

La dinamica resta ancora al vaglio degli inquirenti e non si esclude nessuna delle ipotesi tra le quali quella secondo cui la piccola sia stata investita mentre gattonava nel parcheggio, con la parte posteriore dell’auto in retromarcia. Ma la domanda che tutti si pongono è cosa ci facesse una bambina così piccola incustodita in un’area in cui circolavano auto.

Detto questo, la speranza è che la bimba si svegli dal suo sonno e che possa tornare a crescere e vivere la sua vita.

Ermanno Amedei   

Foto tratta da web