Tag: Marocchinate

7 Aprile 2019 0

Marocchinate, la storia che non va riscritta ma raccontata per intero

Di admin
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ROCCAGORGA – L’argomento Marocchinate è stato affrontato ieri pomeriggio nella bella sala teatro del comune di Roccagorga. Ospite della locale Pro Loco, Emiliano Ciotti presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate che ha presentato il suo libro denuncia, “Le Marocchinate, Cronaca di uno stupro di massa”.

L’argomento è quello della vile aggressione alle popolazioni inermi in vasti territori del Lazio, ma anche Campania, Sicilia e Toscana, durante la seconda guerra mondiale, divenute “bottino di guerra” per una frangia di “liberatori” conosciuti come Goumier e che operavano sotto il comando francese e che garantì loro l’impunità per stupri, rapine e omicidi come ricompensa per aver superato le linee tedesche.

Ancora ieri si è caduti nell’equivoco di pensare che l’azione di Ciotti fosse qualcosa di diverso dal ricordare ad alcuni, o far conoscere a molti altri, la macchia dei liberatori.

Anche ieri c’era chi sosteneva che l’operato dei Goumier e di chi sciolse loro le briglie contro coloro che li accoglievano come liberatori, fosse giustificato dai crimini commessi dagli Italiani arrivati come forze di occupazione in altri Paesi. Ancora ieri qualcuno ha ricordato, giustamente, le violenze subite dalle popolazioni francesi, dopo la dichiarazione di guerra alla Francia e l’attacco delle forze italiane ai transalpini.

Vero, una vergogna che gli italiani si portano dietro nel proprio bagaglio, per i quali sono condannati dalla gente e dalla storia. Vittime che nel loro paese, ed anche nel nostro, sono riconosciute tali. Certamente in quelle terre non ci sono monumenti a ricordo in positivo delle gesta degli Italiani (semmai a ricordarne le malefatte) e certamente neanche l’Italia ha mai chiesto di edificarne. Ben diversa, invece, è la questione delle vittime delle Marocchinate. Donne, bambini, uomini, chi uccisi nel tentativo di salvare una figlia dallo stupro, chi uccisa durante gli stupri, chi, nella migliore delle circostanze, solamente rapinato. I loro carnefici passano come eroi, come liberatori, che dovrebbe offendere la memoria di quelle migliaia di giovani arrivati dalla California, dal New Jersey o da altri Stati degli Usa, dei giovani inglesi, degli australiani, per non parlare dei polacchi.

I polacchi, poi; i Goumier trattati da eroi, i polacchi, un intero popolo votato alla lotta contro il nazifascismo, ingannato e poi abbandonato dietro la cortina di ferro sovietica. I nordafricani spinti contro il nemico dalla bramosia di avventarsi sul bottino di guerra costituito da donne e bambini; i giovani polacchi invece pronti ad immolarsi contro le mitragliatrici tedesche dal Medioriente fin nel cuore dell’Europa con la promessa poi non mantenuta di una Polonia libera.

Le promesse fatte ai Goumier, invece, vennero mantenute e lo sanno bene quelle popolazioni di fronte alle quali c’è ancora chi, italiano, vedendo questa vicenda con il filtro della politica (fascista o comunista come se oggi avesse ancora senso), fa spallucce dicendo “Embé? Lo abbiamo fatto anche noi (ben ci sta)”. Ben ci sta, ma almeno riconosciamo a questa gente il ruolo di vittime, di chi, da innocenti, ha dovuto pagato il prezzo delle colpe dell’intero Paese. Le vittime di Esperia, Campodimele, San Giorgio, Ausonia, Lenola, Fondi, Terracina…  sono vittime italiane della Guerra esattamente come lo sono i Martiri delle Fosse Ardeatine. Non si può considerare una vittima, più vittima di un’altra solamente in base alla divisa indossata dal carnefice.

In tutto questo però, non si deve cadere nel grande errore di considerare gli Alleati come Goumier. Bisogna comunque ricordare a cosa andava incontro il Mondo se milioni di giovani combattenti tra le file Alleate non avessero fatto diga con le proprie vite alla follia nazifascista. La storia non va riscritta, ma va raccontata per intero.

Ermanno Amedei    

14 Marzo 2019 0

Vittime delle Marocchinate, Maenza si impegna a dare nome a strada o parco

Di admin

MAENZA – “Un vero e proprio cantiere aperto quello che porta sin dalla nascita l’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate”.

Lo si legge in una nota dell’associazioneNazionale Vittime delle Marocchinate.

“Negli ultimi mesi come nell’ultimo periodo i rappresentanti dell’A.N.V.M. hanno avuto e hanno tutt’ora un calendario fitto di incontri con le istituzioni di ogni ordine e grado, con associazioni e con tutto il mondo civile che ha preso a cuore la vicenda delle Marocchinate, manifestando vicinanza e collaborazione al presidente Emiliano Ciotti e all’associazione da lui presieduta. Lo stesso Ciotti ha incontrato nella giornata di mercoledì 13 u.s. il sindaco di Maenza Claudio Sperduti. Il primo cittadino del comune lepino, conoscendo a fondo la vicenda delle violenze dell’esercito del C.E.F, si è impegnato e ha dato tutta la sua disponibilità con l’amministrazione da lui capeggiata per portare a breve in consiglio comunale una mozione con lo scopo nobile di intitolare un parco, una strada o una struttura del comune in ricordo delle vittime violentate e uccise dall’esercito franco-algerino. E sempre il comune di Maenza è stato il primo comune in Italia ad aver approvato una mozione in ricordo delle vittime. Il comune di Maenza, tra l’altro, è bene ricordarlo è stato tra i più colpiti della provincia di Latina da tali fatti. In concomitanza della presentazione del libro di Emiliano Ciotti del prossimo 6 aprile a Roccagorga, l’A.N.V.M. con la presenza del sindaco Claudio Sperduti daranno un riconoscimento alla famiglia di una persona, da poco deceduta, che nel 1944 a rischio della propria vita, ha tentato di difendere una donna che stava per essere violentata dalle truppe marocchine. In quell’episodio questa persona fu ferita ad una gamba in modo serio dopo essere stata raggiunta da numerosi colpi di fucile sparati dai soldati del C.E.F. Al termine dell’incontro è stato donato copia del libro al sindaco Claudio Sperduti. Il presidente Emiliano Ciotti e tutta l’associazione ringraziano il primo cittadino ed il comune di Maenza per la collaborazione messa a disposizione e per il bel gesto che ci sarà il 6 aprile”.

6 Marzo 2019 0

Marocchinate, Fdi annuncia: disegno di Legge in Senato per istituzione commissione d’inchiesta

Di admin

FROSINONE – “Questa mattina il presidente e una delegazione dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, si sono recati presso il Senato per incontrare i senatori di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini, Isabella Rauti e Luca Ciriani presidente del gruppo FdI in Senato”.

Lo si legge in una nota dell’associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate.

“Durante l’incontro si è discusso molto della triste vicenda delle Marocchinate. Il senatore di Ceccano Ruspandini ha dichiarato che: «Fratelli d’Italia sarà al fianco di Emiliano Ciotti e dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate. Faremo tutto il necessario per portare alla luce gli stupri di massa perpetrati dall’esercito franco-marocchino ai danni delle nostre popolazioni».

Il senatore ceccanese insieme ai suoi colleghi stanno rielaborando il disegno di legge da portare all’attenzione del Senato per l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta. I senatori Ciriani e Ruspandini hanno ribadito che sarà loro impegno e del gruppo FdI al senato con la collaborazione dell’A.N.V.M. presentare al più presto questa proposta. Lo studio legale dell’avvocato Luciano Randazzo, che cura gli interessi dell’associazione, lavorerà a stretto contatto con il gruppo di FdI per la stesura della bozza di legge da portare in senato. Bisogna ricordare che la stessa è stata rivista, già in precedenza presentata da Ruspandini stesso, in quanto il termine “marocchinata” non era corretto in quanto la motivazione ufficiale diceva che i fatti risalgono a troppo tempo fa e sia carnefici che vittime ormai non sono più vivi. Analoga situazione si è verificata col comune di Roma per l’intitolazione di un parco, che ricorda le donne ciociare violentate dalle truppe del C.E.F. Si sta quindi lavorando nel dettaglio per trovare la terminologia più idonea affinché possa arrivare nel più breve tempo possibile in Senato.

Al termine dell’incontro è stato donato una copia del libro “Le Marocchinate. Cronaca di uno stupro di massa” al Senatore Massimo Ruspandini”.

2 Novembre 2018 0

Roma dice no all’intitolazione di una strada a vittime delle Marocchinate, associazione: mancanza di rispetto

Di admin

ROMA – “E’ notizia di alcuni giorni fa del no del Comune di Roma Capitale, nello specifico gli uffici amministrativi, nell’intitolare una strada in ricordo delle vittime delle Marocchinate. L’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate (A.N.V.M.) con una nota del 18 Ottobre u.s. si è fatta portavoce, ancora una volta, di una richiesta o meglio “provocazione” all’amministrazione capitolina, affinché questa si adoperasse e prendesse in esame la richiesta dell’A.N.V.M. presieduta dal presidente Emiliano Ciotti.

E’ facile ipotizzare a questo punto, che negli uffici del Comune della Capitale, la materia toponomastica sia argomento tabù per questi fatti storici accaduti. Ma questi uffici, i loro dipendenti, la sindaca Raggi conoscono davvero questa tragedia accaduta in Italia? L’Associazione si è sempre dimostrata aperta a collaborazioni, a dibattiti costruttivi con l’intento di fare Verità su questi fatti. Tra le sue proposte proprio quelle di intitolare strade, parchi, luoghi di ritrovo a queste vittime. La notizia arrivata da Roma sul no ad una strada da intitolare, desta nell’associazione quanto meno una mancanza di rispetto per la memoria delle vittime e dei loro familiari. Queste tragedie devono avere il loro giusto riconoscimento e rispetto che ancora oggi dalle istituzioni manca.

La giustificazione arrivata dagli uffici della Capitale, appresa da diversi quotidiani e agenzie stampa, in risposta a Fabrizio Santori, dirigente regionale della Lega; che riportiamo per dovere di cronaca, risulta davvero originale: “In risposta alla sua richiesta circa l’intitolazione in oggetto, devo informarla che purtroppo, ad oggi non si è ancora configurata un’area verde idonea in un comprensorio adeguato; tuttavia, come già anticipatole, il toponimo da lei proposto è presente nel corposo elenco delle denominazioni viarie di riserva e non appena si identificherà una soluzione sarà nostra cura informarla tempestivamente”.

Come Associazione, leggendo la nota, la rispediamo al mittente perché non si può credere che nella Capitale d’Italia “non si è ancora configurata un’area verde idonea…”. Il ricordo, la Memoria di migliaia di vittime innocenti esigono più rispetto”.

16 Ottobre 2018 0

Intimidazioni all’Associazione Vittime delle Marocchinate, volgari messaggi in inglese agli italiani

Di admin

LATINA – “Nelle ultime ore su facebook, il presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, Emiliano Ciotti, l’avvocato Luciano Randazzo e il responsabile comunicazione stampa Dottor Davide Caluppi, si sono visti in privato su messenger dei messaggi denigratori scritti in inglese”.

Lo si legge ion una nota dell’associazione Vittime delle Marocchinate.

“Nessuna minaccia nello specifico. Anche perché l’autore o gli autori, anzi i “leoni da tastiera” non hanno lasciato nome e cognome. Sono messaggi infamanti che non colpiscono solo l’AN.V.M, ma sono rivolti verso gli italiani, e soprattutto verso le vittime delle Marocchinate colpite da queste violenze e ai loro parenti. La nostra battaglia sta dando fastidio nell’ultimo periodo. In queste ore abbiamo ricevuto numerosi messaggi di vicinanza, di solidarietà nell’andare avanti. E ringraziamo ognuno di voi dell’affetto dimostrato. E questo ci fortifica ancora di più sul cammino da portare avanti. Si riportano in forma integrale i due messaggi arrivati al presidente Emiliano Ciotti con traduzione che lasciano ben capire quale intelligenza si celi dietro questi finti profili web: “Go fuck yourself filthy son of bitch, italians are the biggest rapist of EU so they just got what they deserve”, traduzione: “Vai a farti fottere figlio di pxxxxxa, gli italiani sono i più grandi stupratori dell’EU, quindi avete ottenuto quello che meritavate”. Il secondo messaggio recita: “Go fuck yourelf italian rapist”. Più o meno lo stesso significato del precedente.

L’Associazione si riserva di prendere tutte le varie iniziative del caso. Ma ciò non toglie che non sono dei “semplici” messaggi a fermare la nostra battaglia”.

15 Ottobre 2018 0

“Le Marocchinate. Cronaca di uno stupro di massa”, se ne è discusso allo Scientifico di Ceccano

Di admin

CECCANO – “L’evento di sabato 13 ottobre a Ceccano sulle Marocchinate, presso il Liceo Scientifico e Linguistico è stato il primo passo dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, presieduta dal presidente Emiliano Ciotti, occasione la presentazione del suo libro “Le Marocchinate. Cronaca di uno stupro di massa”, che ha voluto incontrare ed avere un contatto diretto con i ragazzi per far prendere loro coscienza di quello che è stata questa tragica pagina di storia che ha riguardato la nostra Italia e, visto il luogo, la provincia di Frosinone e tanti altri luoghi italiani. Un convegno riuscito e partecipato dai tanti che erano presenti”.

Lo si legge in una nota dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate.

“Al tavolo dei relatori oltre Emiliano Ciotti, l’avvocato Luciano Randazzo, il ricercatore Massimo Lucioli e l’avvocato Mauro Sabetta. Moderatore dei lavori il Dottor Davide Caluppi, responsabile comunicazione dell’associazione. Quello che ha colpito subito è stata la commozione sui volti dei ragazzi, dei professori e dei relatori al tavolo quando è stato proiettato il video che parlava delle violenze dalle parole di coloro che le hanno subite. Video andato in onda qualche anno sulla Rai per il programma di “Rai Storia”. Marocchinate, termine che nell’ultimo periodo ha riaperto tante porte, la prima quella della Verità storica, scopo dichiarato e ribadito anche nell’occasione dall’associazione. Un “olocausto” annegato nel dimenticatoio di questo Paese, dei libri di Storia, nell’indifferenza collettiva. Perché doveva essere taciuto. Uomini, donne, bambini, stuprati, violentati, sodomizzati della loro dignità e ammazzati dalle truppe francesi del C.E.F. (Corps Expéditionnaire Francais) che dalla Sicilia risalivano la Penisola ad Italia liberata nella seconda Guerra mondiale.

Dopo i ringraziamenti iniziali al Liceo per l’ospitalità e ai presenti, ha preso la parola il presidente Emiliano Ciotti. Commozione quando ha ricordato lo zio Anastasio Gigli, violentato e ammazzato dai marocchini, a cui ha dedicato il libro. Ha ripercorso in breve le ricerche che lo hanno visto protagonista, i documenti reperiti e gli incontri avuti con le vittime. Materiale che dopo anni ha visto nel libro la soddisfazione dei sacrifici fatti. “E’ bello vedere tanti ragazzi oggi qui presenti. E questo ci onora dei sacrifici che l’associazione fa da anni con i suoi studi, e che mi onoro di rappresentare – alcuni passaggi dell’intervento di Ciotti – voi siete il testimone da portare avanti nella conoscenza di questa barbarie avvenuta a pochi passi da noi. Questo libro è in un certo modo la giustizia che ho cercato di rendere alle tante vittime. Ma la verità è quella che tutti noi quanto prima auspichiamo. Con l’avvocato Luciano Randazzo abbiamo presentato a giugno scorso una denuncia per crimini di guerra, un fatto storico sino ad ora, nei confronti della Francia. Responsabile diretta di tutto quello che è avvenuto. Dalla Sicilia sino alla Toscana”.

Intenso l’intervento dell’avvocato Luciano Randazzo che assiste l’associazione. Il Legale ha ricordato le origini ciociare essendo nato a Fiuggi. “Mi onoro di far parte di questa associazione e un plauso ad Emiliano per il libro che ha scritto in ricordo delle vittime. Questa tragedia mi tocca nell’animo avendo origini ciociare. Vedere tanti ragazzi oggi mi commuove. Voi siete le nuove generazione e avete il diritto di sapere cosa sono state queste violenze immani che hanno toccato queste terre splendidi e che le hanno fatte diventare un teatro di morte. Per la prima volta noi abbiamo denunciato una nazione, la Francia, per crimini di guerra. Ringraziamo il lavoro che la Procura Militare di Roma sta portando avanti. A breve ci saranno sviluppi sulla vicenda. Verranno ascoltate le vittime, purtroppo poche vista l’età anagrafica. Vogliamo dare verità all’accaduto. Perché ne hanno diritto le vittime e i loro parenti. Andremo avanti in questa battaglia, che deve protagonisti al nostro fianco le tante persone che hanno a cuore questa tragedia”.

Il ricercatore Massimo Lucioli, autore insieme all’amico Davide Sabatini de “La Ciociara e le altre” ha ricordato le sue ricerche. “Posso dire che sono un pioniere di queste ricerche insieme all’amico Davide Sabatini. Sin dal 1994 le Marocchinate hanno occupato la mia attenzione scrivendo più di un libro sul tema. Ne “La Ciociara e le altre” mi preme ricordare il prof. Bruno D’Epiro, scomparso anni fa, che ci ha incoraggiato nella ricerca e fornito molte informazioni utili avendoci concesso di consultare il suo archivio. Le Marocchinate hanno avuto l’apice più alto in Ciociaria, ma queste violenze sono iniziate dalla Sicilia. Molte le zone siciliane martoriate da parte del Corpo di spedizione francese. Altri teatri di violenze la Campania, il Molise sino alla Toscana. Anche presso i vari archivi siamo venuti a conoscenza delle violenze marocchine. Molte di queste sono riconducibili anche a francesi bianchi come risulta da molte fonti ufficiali”.

L’avvocato Mauro Sabetta nel suo intervento ha ricordato il suo lavoro di assistenza legale a moltissime persone vittime di violenza. Ha ricordato le tante domande di risarcimento fatte ed inoltrate al ministero del Tesoro, ma solamente una domanda di pensione è stata accettata. Le altre sono rimaste nel dimenticatoio. Il legale ha ricordato che la Francia ha elargito più che altro risarcimenti morali per la vicenda intorno agli anni ‘50, durati circa due anni e poi nulla più. Come dire: abbiamo già dato. Ancora oggi, per la gran parte dei francesi le violenze dei marocchini del C.E.F. non ebbero luogo o furono pochissime. Per transalpini sarebbero frutto di una fantasia.

Dopo gli interventi molte le domande degli studenti sulla vicenda. Un bel confronto che ha portato i suoi frutti e che l’Associazione a breve riproporrà in altri istituti scolastici. Perché una generazione che ignora il passato non ha futuro”.

 

 

 

9 Ottobre 2018 0

Le Marocchinate e la vergogna. Se ne parla sabato al Liceo Scientifico di Ceccano

Di admin

CECCANO –  “Sabato 13 Ottobre alle ore 11.00 presso l’aula magna del Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano le Associazioni Nazionali Vittime delle Marocchinate (A.N.V.M.) e l’Associazione Pensiero e Tradizione di Mantova, presieduta dalla signora Barbara Spadini, organizzano la presentazione del libro di Emiliano Ciotti “Le Marocchinate. Cronaca di uno stupro di massa”. Occasione di dibattito per discutere di questa attuale tematica che sta facendo parlare di sè sulle cronache nazionali, sui social”.

Lo si legge in una nota della Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate.

“Parteciperanno all’evento: Emiliano Ciotti, autore del libro e presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, l’Avvocato Luciano Randazzo, legale dell’associazione e presidente associazione “Il Cenacolo delle idee” che parlerà della denuncia presentata alla Procura Militare di Roma dando le ultime novità. Massimo Lucioli, ricercatore e autore del libro “La Ciociara e le altre”, il Dottor Davide Caluppi, responsabile comunicazione stampa A.N.V.M. studioso-ricercatore che modererà i lavori.

Interverranno inoltre l’Avvocato Mauro Sabetta socio dell’Associazione che per anni si è interessato dei risarcimenti per le vittime, e l’Avvocato Antonella Cassandro Professoressa di Diritto del Lavoro presso l’Università E-Campus che parlerà della parte giuridica relativa ai risarcimenti e delle responsabilità dirette.

L’Associazione invita tutti quanti a partecipare affinché si possa apprendere e conoscere meglio questa vicenda orrenda che ha avuto il suo picco maggiore nella nostra provincia e in molti altri territori dell’Italia toccati da stupri, violenze e morte”.

1 Ottobre 2018 0

L’impegno di Matteo Salvini nella vicenda delle Marocchinate

Di admin

LATINA – “Sabato scorso a Latina davanti a migliaia di persone si è tenuta la festa della Lega, ribattezzata la “Pontida del Sud””.

Lo si legge in una nota dell’associazione vittime delle marocchinate.

“Sul palco il segretario del carroccio nonché vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Nell’occasione il presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate (A.N.V.M.) Emiliano Ciotti e la segretaria Anna Mula hanno donato a Salvini una copia del libro “Le Marocchinate. Cronaca di uno stupro di massa”, che lo stesso Ciotti sta presentando per l’Italia. I due rappresentanti dell’associazione hanno portato alla conoscenza del ministro la vicenda storica e della richiesta di una commissione parlamentare d’inchiesta. Matteo Salvini ha dato sin da subito la sua disponibilità rispondendo che era venuto a conoscenza della vicenda grazie ai parlamentari del carroccio Francesco Zicchieri, Gianfranco Rufa e Francesca Gerardi, anche loro rassicurando nel portare in parlamento e in tutte le sedi opportune questa pagina orrenda che ha interessato le province di Frosinone, di Latina e di molte altre zone italiane. Copia del libro è stato donato sabato sera anche ad altri esponenti politici tra cui l’Onorevole leghista Barbara Saltamartini, presidente della Commissione Attività Produttive, anche lei dando massima disponibilità e invitando a Roma i rappresentanti dell’Associazione”.

4 Settembre 2018 0

“Le Marocchinate, cronache di uno stupro di massa”, il libro che fa parlare le carte

Di admin

LAZIO – I numeri sono freddi e sterili, brutti e crudeli, ma danno il senso vero delle cose e, parlando di tragedie, danno il senso del dolore. Ecco perchè é importante il lavoro fatto da Emiliano Ciotti “Le Marocchinate, cronache di uno stupro di massa” pubblicato in autopruduzione con YouCanPrint.

Non é il primo libro che tratta l’argomento ma è certamente quello che meglio spiega il prezzo pagato da grosse fette di popolazioni del centro sud Italia liberate, ma stuprate, derubate, rapinate e assassinate dalle truppe di liberazione francese. Pochi giri di parole, forse neanche uno, la vicenda è ricostruita dalle informative dell’epoca dei comandi stazione dei carabinieri e delle questure alle loro scale gerarchiche. “Giugno 1944, Legione Territoriale dei Carabinieri Reali del Lazio – Gruppo Littoria. Il primo corrente tale ‘Cristina Rossi’ residente a Priverno di anni 20 alle ore 9 veniva aggredita da due uomini militari marocchini ed in seguito a minacce di morte con pistole spianate riuscivano a violentarla”. Oppure…”Il giorno 29 maggio u.s. ‘Cosima’ di anni 22 da Lenola subiva violenza carnale da parte di cinque soldati di colore (senegalesi) e veniva rapinata della somma di L. 21000, due anelli d’oro, due paia di orecchinie di una catenina, dopo essere stata fortemente percossa”. Ma non solo donne, anche giovani e talvolta anziani venivano brutalizzati oltre a don Alberto Terilli parroco di Esperia violentato per una notte intera come punizione per aver tentato invano di nascondere delle donne in canonica, morendo dopo alcuni giorni. Una lunga sequenza di denunce, rapporti medici, sollecitazioni da parte di inermi forze di polizia al Governo italiano ad intervenire presso i comandi Alleati. Chi si ribellava veniva ucciso. Le popolazioni che avevano aspettato gli Alleati per liberarsi dal giogo dei tedeschi che rastrellavano animali per sfamare i soldati, si sono ritrovati vittime di bestie che stupravano e uccidevano chi si ribellava, forti della loro autorità che avevano acquisito come forze di occupazione. Barbarie commesse non solo nelle famose 50 ore di libertà concesse loro dai vertici francesi come premio sulle popolazioni dopo lo sfondamento della linea Gustav ad Esperia, ma anche durante le continue scorribande che compivano durante il lungo periodo di permanenza nel territorio occupato. Con la scusa di cercare tedeschi o armi, soldati marocchini, algerini, senegalesi, entravano nella case in gruppo per rapinare, derubare e dopo aver legato gli uomini si accanivano in gruppo contro le donne, spesso uccidendo chi si ribellava. Tra una pagina e l’altra ti chiedi perché la gente non si organizzava per difendersi a vicenda. Poi arriva la spiegazione con un’altra informativa. “Legione territoriale dei Carabinieri reali del Lazio – tenenza di Terracina. Ore 0,30 circa del 17 giugno, località Valdolente, di Priverno (Littoria) due francesi penetravano a viva forza in varie case campestri in cerca di donne. Gli stessi cercarono di forzare anche la porta dell’abitazione di tale Adalgiso da Roccasecca di anni 41 allo scopo di violentare la moglie e la figlia nubile; prima che l’uscio cedesse, Adalgiso faceva partire un colpo di fucile che dopo aver perforato il legno colpiva in pieno i due soldati dei quali uno decedeva e l’altro rimaneva ferito. Nella mattina dello stesso giorno verso le ore 9, proveniente dalla località Buccino, di Prossedi, giunsero in luogo numerosi soldati per fare azioni di rappresaglia: infatti tra il panico degli abitanti locali i soldati hanno scorrazzato fino alle 23 del medesimo giorno, saccheggiando varie abitazioni ed asportato alcuni capi di bestiame, provocando reazione armata da parte della popolazione. Sono stati scambiati numerosi colpi di arma da fuoco, veniva ferito all’emitorace destro è fianco sinistro con lesioni dei reni il padre dell’Adalgiso a nome Mario di anni 74 ricoverato all’ospedale di Priverno con prognosi riservata. A tarda sera del 18 corrente sono arrivati in loco circa 50 soldati francesi che hanno proceduto alla sistematica distruzione delle abitazioni esistenti in contrada: circa 20 capanne sono rimaste distrutte e con esso tutto il contenuto, nonchè due mucchi di covoni di grano per un peso complessivo di 16 quintali. Si fa riserva di comunicare ulteriori notizie”. Anche questo sono stati i liberatori spesso celebrati in patria, la loro, come eroi mentre le nostre vittime non sono ricordate neanche nella toponomastica a differenza delle vittime dei tedeschi che giustamente, sacrosantamente, vengono ricordati con piazze e strade; come se morire uccisi mentre tenti di difendere tua figlia dallo stupro, o uccisa dalla violenza di decine di bestie, sia meno doloroso che morire altrettanto barbaramente fucilati. Da persone adulte, cresciute ascoltando i racconti dei nonni su sofferenze, fame, freddo, pidocchi e paura per l’arrivo dei marocchini, ricordiamo ancora il disgusto provato quando da giovani ascoltavamo la barzelletta raccontata più volte da un ex parlamentare di Cassino: “C’era una donna che veniva a chiedermi sempre dei Marocchini, io le assicuravo che non sarebbero più tornati e lei mi rispondeva: peccato” con grasse risate facendo alludere che alla donna le era piaciuto incontrarli. Leggetelo questo libro (lo si compra anche su Amazon) senza partigianeria politica ma per avere la certezza di sapere cosa è accaduto, non solo in provincia di Frosinone e Latina, ma anche in Sicilia, Puglia, Campania e Toscana durante la marcia di liberazione. Serve anche a capire che in guerra nessuno é bravo, neanche i vincitori. Ermanno Amedei 

25 Luglio 2018 0

Parlamentari della Lega si impegnano per istituire una Commissione sulle Marocchinate

Di admin

ROMA – Questa mattina Emiliano Ciotti, presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, è stato ricevuto a Roma presso la Camera dei Deputati dagli onorevoli della Lega senatori Francesco Zicchieri e Gianfranco Rufa e dall’Onorevole Francesca Gerardi”.

Lo si legge in una nota di Davide Caluppi Responsabile comunicazione stampa e relazione Assoc. Nazionale Vittime delle Marocchinate

Per impegni non ha potuto partecipare all’incontro il senatore Massimo Ruspandini di Fratelli d’Italia, ma ha dato quanto prima disponibilità ad incontrare il presidente dell’associazione. L’incontro è stato molto concreto.

I tre rappresentati politici hanno preso l’impegno formale davanti a Ciotti di portare quanto prima in Aula una proposta per la costituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta affinché questa faccia luce sui fatti delle Marocchinate e riconosca i crimini commessi dalla Francia. Emiliano Ciotti ha donato ai politici una copia del suo nuovo libro. Inoltre è stato contattato l’avvocato Luciano Randazzo, il primo a proporre una commissione parlamentare d’inchiesta circa l’accertamento delle responsabilità politiche e penali della Francia. Commissione parlamentare che per la prima volta verrà istituita. L’avvocato Luciano Randazzo verrà convocato quanto prima presso la Camera dei Deputati.

Inoltre i tre parlamentari si sono fatti promotori di organizzare a breve presso la Camera dei Deputati una presentazione del libro di Emiliano Ciotti che racconta quelle tragiche vicende”.