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31 Luglio 2017 0

Satira, Musica e Solidarietà. Il messaggio che parte dal Teatro Romano

Di felice pensabene
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Cassino – E’ una delle arti più antiche attraverso la quale, anche in periodi di oligarchia, al popolo era consentito dire la sua. La satira   critica  la politica e  la società, mostrandone le contraddizioni e promuovendo venti di   cambiamento. Ed in un momento in cui un nuovo approccio potrebbe essere la via d’uscita da una serie di empasse in cui il nostro Bel Paese sembra imbrigliato, è la satira l’arma per aizzare nuove correnti.  Per questo sarà l’attenta ironia di Maurizio Battista ad aprire a Cassino la 4 giorni di comicità,  musica e solidarietà, al Teatro Romano   che da giovedì 3 a domenica 6 agosto ospiterà 4 eventi di cartello.   Lui è un attento osservatore della realtà che porta sui palcoscenici d’Italia, condita da pungente umorismo misto a dosi di leggerezza. Sarà il cabarettista, attore e comico romano Maurizio Battista ad aprire la 4 giorni

Il primo appuntamento dunque è dedicato alla versatilità tutta capitolina di Battista. La seconda serata, venerdì 4 agosto invece, è riservata alla storia della musica italiana con la poesia di Roberto Vecchioni. Il “professore” milanese che racconta scampoli di storie di vita: la sua, quella  più intima e personale, quella di ciascuno di noi, tenuta in piedi  dall’unico  filo conduttore della nostra esistenza: l’Amore.

Dalla ricerca di un Amore autentico che potrà salvare il mondo, si torna all’ironia   sabato 5 agosto quando   al Teatro Romano arriverà la carica travolgente di Giobbe Covatta. Il dissacrante comico pugliese ma napoletano d’azione che, con i suoi racconti (molti dei quali tratti da storia vere) porta sui palcoscenici d’Italia la voglia di riscatto di un mondo che arranca. Passaggi comici inframmezzati dalla volontà di far conoscere i diritti dei bambini  riconosciuti dalla Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, promuovendo una cultura di rispetto, di pace e di eguaglianza. Ci sarà di che ridere, e di che riflettere, quindi, nella serata col comico meridionale, testimonial di AMREF e Save the Children.

Il quarto artista che concluderà la rassegna, nel 1999 è stato invece convocato dall’Unicef: al napoletano Enzo Avitabile fu chiesto un brano il cui ricavato sarebbe servito alla scolarizzazione delle bambine del Benin. Nasce così “Mane e mane” che è a tutt’oggi una delle tracce che incarnano alla perfezione il dialogo spirituale, sociale e politico fra le culture del Mediterraneo.  La musica del mondo di  Enzo Avitabile e l’Orchestra dei Bottari concluderà la rassegna nata per coniugare le aspettative e le esigenze di un vasto pubblico. Una rassegna che vuole divertire ed incantare ma anche aprire lo sguardo sul mondo.

Il Teatro Romano di Cassino diventa così dal 3 al 6 agosto luogo di incontro tra generi e culture con lo sguardo volto anche al sociale. Dal costo di ogni biglietto verrà devoluto un euro all’associazione cittadina “Sosteniamo” che, attraverso borse di studio, aiuterà decine di famiglie meno abbienti della città  a provvedere all’istruzione dei propri ragazzi.

 

6 Luglio 2010 0

Dalle Filippine, messaggio di amicizia per Aquino

Di Comunicato Stampa

“Gentile sindaco di Aquino, ho il piacere di informarla che la sua lettera dove si congratulava con S.E. Benigno Simeon C. Aquino III per l’elezione a XV presidente della repubblica delle Filippine è stata trasmessa all’Ufficio del presidente Aquino a Manila”. Così l’incaricato d’affari dell’ambasciata filippina a Roma risponde al sindaco di Aquino Antonio Grincia. Il primo cittadino aveva inviato un messaggio di congratulazioni, tramite l’ambasciata di Roma, al nuovo presidente filippino Ninoy Aquino ricordando l’origine del suo nome, Aquino, che nel seicento fu dato dagli evangelizzatori domenicani spagnoli, in onore di San Tommaso, a tanti filippini battezzati. “Sono sicuro – si legge ancora nella lettera firmata dal diplomatico – che l’eletto Presidente, sarà gratificato nel leggere la sua lettera, e in particolare di sapere della popolarità della famiglia Aquino in Italia e dell’origine del cognome della sua famiglia. A nome dell’ambasciata delle Filippine a Roma, ricambio l’augurio che i legami di amicizia tra le Filippine e l’Italia si rafforzino e spero che il progresso e la prosperità del comune di Aquino e la felicità della sua gente, continui all’insegna della sua capace e illuminata guida”. Cordialmente Danilo Ibayan – incaricato d’affari.

27 Marzo 2009 0

Sparatoria in centro, un “messaggio” inquietante

Di Comunicato Stampa

E’ caccia agli autori dell’agguato in via Gramsci a Cassino. Il 22enne ferito, Alessandro T., ha raccontato di essere stato avvicinato sotto casa da tre persone con il volto coperto. Poco dopo uno dei tre ha iniziato a sparargli contro con una pistola. Attimi di terrore ma lui ha preso a correre verso un  bar. Prima di arrivarci però, è stato raggiunto da due proiettili che gli hanno lasciato il segno su un avambraccio. “Wagliò”, gli avrebbero detto con tono minaccioso prima di iniziare a far fuoco. Un avvertimento che poteva costargli caro. Infatti i sette colpi esplosi sembravano sparati più per spaventarlo e fargli arrivare un messaggio che, forse, solo lui ha saputo interpretare. Diverse le ipotesi al vaglio della polizia che indaga sul caso.

21 Marzo 2009 0

All’Europa, il messaggio di pace di San Benedetto

Di Comunicato Stampa

Le celebrazioni de “I giorni di San Benedetto”, ieri, sono entrati nel vivo e nel palagio Badiale di Cassino è stato letto il Messaggio di Pace all’Europa alla presenza degli ambasciatori del vecchio continente accreditati presso la Santa Sede e la Repubblica Italiana. Il Messaggio è stato letto da Maria Cristina Tubaro, per rilanciare e attualizzare l’insegnamento di San Benedetto, costruttore di pace. Di seguito riportiamo il contenuto. Messaggio di Pace all’Europa 2009 Signori Ambasciatori d’Europa, ancora una volta ci ritroviamo in questa “Terra Sancti Benedicti” per celebrare il Santo Patrono d’Europa e per riflettere sul messaggio e l’impegno di cui ci ha fatti eredi: la pace. Ma questo annuale appuntamento non può essere sopraffatto dalla consuetudine o dalla retorica dell’occasione; deve renderci consapevoli e dinamici interpreti ed attuatori di quel messaggio. La Vostra presenza qui attesta una molteplicità di etnie, di storie, tradizioni, sensibilità e culture popolari, ma al tempo stesso una prodigiosa unità culturale e ideale, un sentire che ci accomuna tutti, dalle terre polari al Mediterraneo, dall’Atlantico agli Urali. Le “anime” dell’Europa, oggi arricchite e variegate ancor più dalla presenza un po’ ovunque di nuove etnie e culture sopravvenute, possono e debbono tuttavia mirare a formare una sola “anima”, a creare uno spirito solidale, perché davvero si stabiliscano la comprensione e la cooperazione reciproca, si rafforzi l’unità europea, fiorisca la pace vera. Come fare? Sarebbe un errore pensare di raggiungere tali obiettivi amalgamando in modo informe, asettico e neutrale le varie culture, tagliando tutte le radici e annullando la storia. Ogni uomo, ogni popolo ha diritto ad una propria identità, ad una appartenenza che lo faccia sentire membro di una solida famiglia che gli sia punto di riferimento. Ad ogni uomo si deve rispetto della sua persona e personalità, a tutte le pluralità antropologiche e sociali si deve il medesimo rispetto. “Unita nella diversità”: non è forse questo il motto dell’Ue? È un po’ come ai tempi di S. Benedetto, nel VI secolo d.C., quando diversi popoli, ognuno con le proprie specificità, si incontravano e si scontravano in questa nostra terra d’Europa. S. Benedetto seppe seminare e coltivare la pace, nel rispetto di tutti, insegnando saggiamente ai suoi monaci, e attraverso di essi a popolazioni intere, a vivere ritmando la giornata tra lavoro e preghiera, per bonificare, soccorrere, costruire, innalzare. Una vita semplice, laboriosa, con l’attenzione, sì, alle cose terrene che esigevano l’impegno fattivo e concreto, ma col cuore in alto, colmo di un amore di donazione a Dio e ai fratelli, tutti i fratelli. Una regola di vita adatta ad organizzare al meglio la comunità monastica come quella civile, capace, allora come ora, di costruire e far vivere la pace e la concordia. Anche oggi noi tutti, quando saliamo a Montecassino, non solo “leggiamo” sul portone che solenne ci accoglie, la parola “PAX”, Pace, ma “vediamo” la pace nello sguardo limpido dei monaci, e soprattutto la sperimentiamo e la gustiamo nell’atmosfera rasserenante del monastero, abbiamo l’impressione di “ritrovare” qualcosa di smarrito, desideriamo assaporare questa pace, fatta di essenzialità, di calma, di assenza di frenesia e di chiasso, una pace che è “luogo dell’anima”, che fa bene, rigenera il corpo, la mente, lo spirito. Questo avviene da tanti secoli, perché l’insegnamento sempre valido di San Benedetto, costruttore di pace, è disceso attraverso le generazioni dei suoi seguaci fino a noi. Ebbene, in questo mondo di oggi, che nonostante i progressi compiuti, è attanagliato da problemi gravi e complessi, egoismi, incomprensioni, conflitti, violenze, sperequazioni, il tutto aggravato da una minacciosa crisi economico-finanziaria, c’è bisogno di ritrovare saggezza, equilibrio, speranza, c’è l’urgenza di ridare valori etici e culturali al nostro vivere disorientato. Signori Ambasciatori d’Europa, l’Europa, sì, l’Unione Europea in questo preciso momento storico può e deve ritrovare se stessa e le sue ragioni d’essere. In questi giorni è chiamata a fare una scelta di regole e strategie per far fronte alla preoccupante recessione e alla fragilità delle economie: è in gioco il senso stesso dell’Unione europea. Forse proprio questa crisi potrebbe trasformarsi in opportunità di vera crescita. È adesso che l’Ue deve attingere alla sua cultura e alle sue radici cristiane – innegabili comuni radici cristiane – i suoi grandi valori spirituali e improntare le sue decisioni al senso di giustizia e solidarietà, sicuramente più lungimirante di una miope difesa di interessi particolari immediati. Solo così potrà partire dall’Europa un nuovo slancio ideale che rafforzi l’unità dei popoli, ridia prospettive, motivazioni e sostegno alle nuove generazioni, sia segno di Speranza e vero annuncio di Pace.