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13 Febbraio 2020 0

Al casinò per riciclare milioni di euro, 13 indagati

Di Ermanno Amedei
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Frosinone – Una rete di riciclaggio per oltre 19 milioni di euro e un’evasione fiscale internazionale per oltre 14 milioni di euro, sono illegalitá finanziarie scoperte nel corso di una indagine, dai finanzieri del comando provinciale di Frosinone. I militari hanno denunciato 13 persone responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, bancarotta, riciclaggio ed omessa presentazione della dichiarazione dei redditi.

Le indagini sono partite da due soggetti  pluripregiudicati per reati contro il patrimonio, – un ciociaro ed un romano, attivi nella provincia ciociara e frequentatori di casinò. I due avevano effettuato numerose operazioni di cambio assegni e di versamento in contanti per un ammontare di oltre mezzo milione di euro, frutto di riciclaggio proveniente dal fallimento di alcune società, presso le casse di un casinò.

Successivamente, lo sviluppo delle indagini ha permesso di individuare ulteriori 10 soggetti, originari della Campania e della Puglia, tutti pregiudicati e nullatenenti, risultati presenti all’interno del casinò negli stessi giorni ed orari in cui erano presenti i primi due indagati.

Da accertamenti è emerso che il gruppo aveva effettuato operazioni di cambio assegni e di versamento in contanti per oltre 18 milioni di euro, con importi frazionati sempre al di sotto della soglia consentita dalla normativa antiriciclaggio.

Sotto la lente degli investigatori è presto finita anche un’agenzia di “porteur”, con sede nel Regno Unito ma, in realtà, operante in Italia e riconducibile ad un italiano che si occupava di reperire clienti da portare presso i vari casinò italiani, ed in particolare in quello oggetto degli accertamenti, curandonel’accesso, l’assistenza, l’organizzazione e la gestione dell’ospitalità, sia prima che dopo l’ingresso alla casa di gioco.

Tale agenzia, che aveva introdotto, tra altri, tutti i soggetti investigati presso la casa di gioco, era legata da un rapporto di affari con il casinò, il quale le riconosceva un correspettivo in percentuale alke giocate dei clienti portati.

L’analisi della documentazione acquisita e delle movimentazioni bancarie riconducibili agli indagati consentiva di risalire alla reale provenienza degli assegni utilizzati presso il casinò, di individuare somme di denaro depositate all’estero per circa 20 milioni di euro equantificare le giocate effettuate attraverso l’agenzia di “porteur” investigata presso il casinò in complessivi 81 milioni di euro negli anni dal 2012 al 2017. Inoltre, è stato possibile rilevare che l’agenzia di “porteur”, a fronte delle prestazioni rese a favore del casinò, aveva percepito nei 5 anni un correspettivo complessivo di oltre 5 milioni di euro che, in maniera illecita, attraverso la falsa residenza all’estero dichiarata della società, non era stato sottoposto a tassazione in Italia.

Al termine delle indagini sono state denunciate 13 persone responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, riciclaggio ed omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali.Inoltre, nei confronti della società di “porteur” e del proprio socio unico e legale rappresentante, sono state eseguite due distinte verifiche fiscali per il recupero a tassazione ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap dei redditi prodotti in Italia, per un ammontarecomplessivo di oltre 14 milioni di euro.

11 Gennaio 2020 0

Cinque milioni a Frosinone per sei siti da riqualificare e mettere in sicurezza. Ecco quali

Di Ermanno Amedei

Frosinone – Dal centro storico alla periferia urbana, stanno per diventare realtà sei nuovi interventi di messa in sicurezza e di riqualificazione urbana del territorio, che produrranno anche un notevole impulso all’economia locale attraverso l’apertura di altrettanti cantieri di opere pubbliche. Nella giornata di lunedì è prevista una prima riunione tra il sindaco, Nicola Ottaviani, l’assessore Fabio Tagliaferri, i tecnici comunali e i responsabili della Sovrintendenza regionale, per la elaborazione delle linee guida, che saranno seguite nella realizzazione di opere pubbliche che cambieranno il volto e l’assetto della città di alcune aree urbane ed extraurbane, che attendevano da anni interventi di risanamento idrogeologico e di rigenerazione architettonica.

Nell’ottica di valorizzare il territorio del capoluogo, infatti, la giunta ha, nei mesi scorsi, presentato una serie di progetti di fattibilità tecnica ed economica per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio per l’anno 2020, per la quale l’Ente ha richiesto contributi. Le operazioni, previste nella programmazione dell’amministrazione Ottaviani nell’ambito della implementazione della sicurezza e della contestuale riqualificazione del territorio comunale, sono state ammesse a finanziamento, ottenendo una cifra di poco inferiore a 5 milioni di euro, come da decreto interministeriale. A beneficiare degli interventi, saranno il complesso dei Piloni di via Alcide de Gasperi e le aree di largo Turriziani, di via Coroni, di via Grande, località Forcella (interessata, in passato, da fenomeni di dissesto idrogeologico) e della variante Casilina. Gli interventi saranno finalizzati alla bonifica e al recupero delle aree coinvolte, con operazioni, inoltre, di messa in sicurezza per garantirne la piena fruibilità. Alla bonifica dei Piloni saranno destinati 990.629,10 euro; 915.991,60 euro per largo Turriziani;  959.810,40 euro per la Variante Casilina; 946.510,68 euro per la località Forcella, 472.843,95 euro per via Coroni e 429.876,55 euro per via Gabriele Grande. Il Ministero dell’interno provvederà ad erogare i contributi ai comuni beneficiari per una quota pari al 20 per cento entro il 28 febbraio 2020, per una quota pari al 60 per cento entro il 31 luglio 2020, previa verifica dell’avvenuto affidamento dei lavori  e per il restante 20 per cento previa trasmissione, al Ministero dell’interno, del certificato di collaudo, ovvero del certificato di regolare esecuzione rilasciato dal direttore dei lavori.

24 Novembre 2019 0

Da San Vittore e Roccasecca ingiunzioni di pagamento a Roma per 5 milioni. Bucci: con quei soldi faremo piano di monitoraggio

Di Ermanno Amedei

San Vittore del Lazio – “Le ingiunzioni di pagamento sono state notificate al comune di Roma quale obbligato in solido di Ama Spa, attendiamo la scadenza dei termini di legge per procedere esecutivamente”. A parlare è Nadia Bucci, sindaco di San Vittore del Lazio nel cui territorio , all’interno dell’impianto di termocombuistione in località San Cesareo, vengono inceneriti buona parte dei rifiuti della Capitale. Un’altra buona parte viene interrato, invece, nella discarica di Roccasecca. Un prezzo pagato caro, quello della provincia di Frosinone, per essere provincia corregionale della Capitale. Da tempo, però i sindaci delle due cittadine non ci stanno a subire le pressioni politiche capitoline che, oltre a sversare i rifiuti in ciociaria, ritardano anche i pagamenti dei benefit previsti. Tre milioni di euro sarebbe la somma da saldare a Roccasecca, due milioni a San Vittore. Pagamenti che ritardano ad arrivare e partono le carte bollate. “Visto che la Regione non adotta nessun tipo di misura a salvaguardia del nostro territorio e dei nostri cittadini – dichiara il sindaco Bucci – utilizzeremo una parte di quelle somme per realizzare quello che abbiamo sempre voluto: un piano di monitoraggio ambientale completo e straordinario che possa dare risposte concrete alla nostra comunità. La stessa procedura di ingiunzione è stata messa in atto dal comune di Roccasecca in quanto sede di discarica per circa tre milioni di euro”.

“Sono anni ormai che si assiste alla politica dello scarica barile: una volta è colpa di Ama, una volta della Regione una volta del Comune di Roma. Mentre si consuma questa scenografia noi siamo qui a dover necessariamente sostenere con i nostri impianti e con i nostri territori le inadempienze altrui. Da quanto tempo si parla di emergenza rifiuti? Tanto.. ancora dovevo affrontare il mio primo mandato da sindaco! E da allora di tempo ce ne è stato per realizzare impianti Sui territori di Roma per risolvere l’annosa questione ma si è preferito temporeggiare, anzi fare orecchie da mercante e mandare tutto in provincia. Certo capisco che per il sindaco Raggi è difficile dire ai propri cittadini domani verrà realizzata una discarica qui ed un termovalorizzatore qua. Quale amministratore non sarebbe in difficoltà? Ed è proprio per questo motivo che deve capire la nostra difficoltà: sono anni che si dice ai nostri cittadini dovete sopportare ed aiutare e forse è arrivato il momento di dare loro un chiaro segnale di rispetto e di riconoscimento. Se poi a questa negligenza si aggiunge l’inadempienza è chiaro che tutto precipita e che il rispetto tra istituzioni, il rapporto di “colleganza” tra sindaci lascia il tempo che trovo! Porti i rifiuti? salda almeno il pregresso dovuto quale benefit ambientale: è troppo comodo avere la botte piena e la moglie ubriaca. Non faccio impianti, non inquino, non aumento tari ai cittadini e non pago neanche chi fa tutto questo al posto mio. Adesso siamo al capolinea: noi abbiamo dato ed è giusto che diano gli altri”.

20 Novembre 2019 0

Furto di farmaci da 1,8 milioni di euro, due arresti sull’A1 a Ceprano

Di Ermanno Amedei

Ceprano – Viaggiavano con farmaci salvavita per un valore di circa un milione 800mila euro, sottratti alla farmacia interna dell’ospedale di Osimo (An). Si tratta di due uomini, un 44enne e un 49enne entrambi di Napoli, fermati e arresti dal agenti della polizia stradale di Frosinone sul tratto dell’autostrada Roma Napoli che attraversa la provincia di Frosinone.

Nel territorio di Ceccano, gli agenti hanno intimavano l’alt per un normale controllo ad una Jeep Renegade con due persone a bordo i quali, invece fermarsi, acceleravano dandosi alla fuga. Dopo un repentino inseguimento, con l’ausilio di un’altra pattuglia, i poliziotti sono riusciti a fermare l’auto alla chilometrica 638 nel comune di Ceprano.

Il passeggero si dava immediatamente alla fuga, verso l’esterno della carreggiata autostradale, ma prontamente inseguito è stato bloccato, così come il conducente. All’interno della Jeep venivano rinvenuti farmaci ‘salva vita’ per un valore commerciale di 1.796.423,15 euro risultati rubati poco prima presso la farmacia interna dell’Ospedale di Osimo (AN), forzando l’inferriata della stessa con arnesi atti allo scasso, rinvenuti nella Jeep, unitamente al biglietto di ingresso autostradale del casello Osimo-Ancona sud. I due sono stati arrestati per furto aggravato.

L’ingente e prezioso bottino è stato restituito ai responsabili dell’ospedale da cui era stato rubato.

20 Novembre 2019 0

Patrimonio da 10 milioni sequestrato a Latina ad un 45 enne calabrese

Di Ermanno Amedei
Latina – Cinquantatre immobili tra appartamenti, terreni, capannoni industriali, ma anche 5 auto e una imbarcazione, conti correnti, quote societarie ed anche 10 aziende, tutto per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro, sono state sequestrate questa mattina dagli uomini della Guardia di Finanza di Latina in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata – sotto il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

I militari hanno eseguito un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma con il quale è stata disposta l’applicazione della misura di prevenzione del sequestro in relazione all’ingente patrimonio costituito da imprese commerciali, beni immobili e disponibilità finanziarie, tutto riconducibile a S.G., 45 anni Reggio Calabria, operante principalmente nel settore dell’edilizia, immobiliare e del commercio di prodotti elettronici. I beni sottoposti a vincolo nelle province di Roma, Milano, Reggio Calabria e Latina, sono risultati, a vario titolo, nella disponibilità del 45enne, da anni residente in provincia di Latina e gravato, a partire dagli anni ‘90, da plurimi precedenti penali e numerose sentenze definitive di condanna per reati contro il patrimonio, di bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale.

Le attività investigative condotte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Latina hanno consentito di accertare il rilevante spessore criminale dell’indagato, identificandolo quale appartenente ad una famiglia vicina a note cosche malavitose facenti parte dell’organizzazione criminale calabrese della ‘ndrangheta, nonché la sua raffinata e pervicace capacità delinquenziale, testimoniata dalle attività di riciclaggio dei capitali illeciti dallo stesso poste in essere mediante la creazione di numerose società, anche all’estero, intestate a prestanomi.

Da ultimo, S.G. nel 2018 è stato tratto in arresto, unitamente ad altri tre soggetti, in quanto ritenuto responsabile di tentato omicidio (commesso ai danni di due imprenditori romani con l’utilizzo di bombe a mano e fucili automatici tipo kalashnikov), estorsione e usura, reati commessi con l’aggravante del metodo mafioso.

23 Ottobre 2019 1

Accoglienza migranti, 25 indagati a Cassino e sequestri per 3 milioni di euro

Di Ermanno Amedei

CASSINO – “Welcome to Italy” il saluto agli stranieri che arrivano in Italia, ha dato il nome all’indagine che ha portato la Procura di Cassino ad iscrivere nel registro degli indagati 25 persone facendo scattare le misure cautelari per 18 di essi con sequestri per 3 milioni di euro.

Sin dalle prime luci dell’alba, gli uomini della Questura e del Comando Provinciale GdF di Frosinone stanno eseguendo, su disposizione del G.I.P. presso il Tribunale di Cassino, Dott. Domenico di Croce, ordinanze di applicazione di misure cautelari personali e reali in tre diverse Regioni (Lazio, Campania e Molise) e cinque Province (Frosinone, Latina, Rieti, Caserta ed Isernia), nei confronti di appartenenti a due sodalizi criminali attivi nel settore dell’accoglienza ai migranti. Le indagini, coordinate Procuratore Capo Dott. Luciano d’Emmanuele e del Sostituto Procuratore Dott. Alfredo Mattei, hanno acceso i riflettori su un articolato sistema di frode che, anche grazie alla corruzione di pubblici ufficiali preposti ai controlli e Sindaci, ha consentito ai sodali di appropriarsi indebitamente di ingenti somme di denaro.

31 Gennaio 2019 0

Evasione fiscale da 32 milioni a Cassino, due aziende sotto la lente della Finanza

Di Ermanno Amedei

CASSINO – I Finanziari del Comando Provinciale di Frosinone, nell’ambito dell’operazione “Black Toner”, hanno scoperto l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di una complessa frode nel settore della commercializzazione di materiale per ufficio, perpetrata mediante la commissione di plurime condotte delittuose. Il servizio, eseguito dai militari dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Cassino, è scaturito da due verifiche fiscali svolte nei confronti di altrettante imprese con sede nel cassinate. Gli accertamenti esperiti, hanno permesso di evidenziare la reale natura delle imprese verificate e il ruolo di prestanome dei rispettivi rappresentanti legali. In particolare, le società verificate avevano occultato tutti i redditi prodotti, nonché omesso di esibire le scritture contabili, rendendo più complessa l’attività degli investigatori finalizzata alla ricostruzione della reale capacità economica. L’insidiosità dell’organizzazione si manifestava anche attraverso l’impiego di società rumene al fine di simulare acquisti e transazioni commerciali mai avvenute, mediante l’utilizzo di dichiarazioni d’intento e lettere di vettura false per attestare finte esportazioni di merce. La dichiarazione d’intento è un documento con il quale l’esportatore abituale attesta, sotto la propria responsabilità, di avere determinati requisiti manifestando al fornitore la propria volontà di acquistare beni e servizi senza il pagamento dell’IVA. Ciò nonostante, con l’ausilio delle banche dati fiscali e attraverso l’esecuzione di numerosi controlli incrociati eseguiti presso i vari clienti e fornitori, i militari sono riusciti a quantificare, relativamente al periodo dal 2012 al 2016, l’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 32 milioni di euro, con una base imponibile sottratta a tassazione ai fini delle imposte sui redditi di oltre 3,5 milioni di euro e violazioni all’IVA per oltre 6 milioni di euro. I finanzieri della Città Martire, inoltre, nel corso dell’attività di servizio esperita, hanno individuato 17 società coinvolte, denunciando 15 amministratori alla competente Autorità Giudiziaria per i reati di associazione per delinquere, occultamento delle scritture contabili, omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali ed emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

14 Gennaio 2019 0

Evasione fiscale da 7 milioni di euro a Sora, denunciate due persone

Di Ermanno Amedei

SORA – I Finanziari del Comando Provinciale di Frosinone, indagando sulle attività di una società che opera nel settore delle pulizie a Sora, hanno scoperto una evasione fiscale per circa 7 milioni di euro. Le operazioni ispettive, tra le prime del nuovo anno, eseguite dai militari dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Sora, sono scaturite da indagini di polizia giudiziaria svolte nei confronti di alcune società campane, successivamente trasferitesi nella città di Sora, che avevano omesso di presentare le dichiarazioni dei redditi o che le avevano presentate con ricavi più bassi. In particolare, la società verificata dalla Guardia di Finanza di Sora aveva occultato gran parte dei redditi prodotti, nonché omesso di esibire le scritture contabili, rendendo più complessa l’attività degli investigatori finalizzata alla ricostruzione del volume d’affari e dei redditi prodotti. Ciò nonostante, attraverso l’esecuzione di numerosi controlli incrociati eseguiti presso i vari clienti e fornitori, nonché con l’ausilio delle banche dati fiscali, i finanzieri sorani sono riusciti a quantificare, relativamente agli anni dal 2013 al 2017, una base imponibile sottratta a tassazione ai fini delle imposte sui redditi per circa 5,7 milioni di euro e violazioni all’IVA per circa 1,3 milioni di euro. I due amministratori pro-tempore della società – un trentenne e un cinquantenne, originari della provincia di Caserta, uno dei quali risultato essere un mero “prestanome” – sono stati segnalati alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di “occultamento delle scritture contabili” e “presentazione di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi”. Il contrasto all’evasione fiscale, sotto ogni forma, è uno dei compiti prioritari della Guardia di Finanza: contrastare l’evasione fiscale vuol dire garantire un fisco più equo e proporzionale all’effettiva capacità di ognuno.

14 Dicembre 2018 0

Evasione di fiscale da 58 milioni tra Fiuggi e Napoli: denunciate due persone

Di Ermanno Amedei

FIUGGI – I finanzieri di Frosinone hanno concluso una verifica fiscale nei confronti di una società esercente l’attività commercio all’ingrosso di prodotti alimentari operante nel fiuggino e nel napoletano, che ha consentito di scoprire un’evasione fiscale per oltre 58 milioni di euro e di denunciare due persone per reati tributari.

E’ questo l’esito di un’operazione di servizio conclusa dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Fiuggi nei confronti di una società, gestita da due persone di origine campana, che sebbene operativa e con una consistente forza lavoro alle dipendenze, aveva omesso non solo la presentazione delle dichiarazioni fiscali annuali per gli anni 2012, 2013, 2016 e 2017, risultando quindi un “evasore totale”, ma anche di versare le imposte e le ritenute Irpef relative alle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti.

Per gli anni 2014 e 2015, invece, la società, pur presentando le dichiarazioni fiscali, non aveva indicato né i redditi prodotti, né l’I.V.A. a debito.

In questo modo, grazie al risparmio creato dalla mancata tassazione dei redditi e dal mancato versamento delle imposte, la società verificata era stata in grado, nei vari anni, di commercializzare i prodotti alimentari a prezzi altamente concorrenziali, con conseguente alterazione delle dinamiche di mercato.

Nel corso delle operazioni di verifica i responsabili della società, al fine di impedire la ricostruzione dei redditi non dichiarati nei vari anni, hanno omesso di esibire le scritture e i documenti contabili.

Ciononostante, i militari del Cap. Vincenzo Giove, attraverso le risultanze delle banche dati fiscali, dei controlli eseguiti nei confronti di aziende fornitrici e clienti della società verificata e degli accertamenti effettuati sui conti correnti bancari e postali intestati alla stessa e ai relativi amministratori, hanno quantificato un ammontare di ricavi non dichiarati per oltre 43 milioni di euro e un’I.V.A. evasa per oltre 15 milioni di euro, nonché omessi versamenti di ritenute Irpef su retribuzioni corrisposte a lavoratori dipendenti per circa 8 mila euro.

A conclusione della verifica fiscale, i due responsabili della società sono stati denunciati alla competente A.G. per i reati di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali e di occultamento e distruzione di documentazione contabile.

L’operazione di servizio costituisce un’ulteriore conferma dell’impegno della Guardia di Finanza a contrasto dell’evasione fiscale, la quale produce effetti negativi per l’economia, ostacola la normale concorrenza fra imprese, danneggia le risorse economiche dello Stato ed accresce il carico fiscale per i cittadini onesti.

Al riguardo, da inizio anno sono 155 le persone denunciate dalle Fiamme Gialle di Frosinone per reati fiscali, individuate nel corso di 570 attività ispettive che hanno portato alla quantificazione di una base imponibile sottratta a tassazione di oltre 518 milioni di euro e una maggiore IVA di oltre 91 milioni di euro.

7 Novembre 2018 0

Maltempo, danni all’agricoltura laziale per 30 milioni secondo Coldiretti

Di Ermanno Amedei

LAZIO – “L’ondata di maltempo delle ultime settimane ha causato in tutto il Lazio danni all’agricoltura stimati intorno ai 30 milioni di euro”. Lo si legge in una nota di Coldiretti Lazio. “E’ quanto emerge dal primo bilancio della Coldiretti presentato oggi a Roma, nel corso dell’assemblea elettiva. Colpite in particolare le provincia di Roma e Latina, con serre divelte, capannoni abbattuti, ortaggi e colture ortifrutticole sommerse dall’acqua. Dal monitoraggio risultano danneggiate 118 aziende (danni per 8 milioni di euro). Nella zona di Viterbo in difficoltà in particolare il settore zootecnico (danni superiori al milione di euro), mentre a Frosinone sono stati numerosi i crolli di alberi. Il maltempo ha creato enormi criticità anche a Roma, il comune agricolo più grande d’Europa (58mila ettari di superficie agricola), e in tutta l’area metropolitana dove sono presenti circa 21.600 aziende del settore. Il forte vento, i temporali e la grandinata record del 21 ottobre hanno messo in ginocchio soprattutto il comparto olivicolo, in particolare nella zona di Rieti e nella capitale, all’inizio di una campagna olearia già molto difficile con un calo di produzione previsto che in alcune aree supererà il 50%”. “I numeri parlano chiaro, siamo in piena emergenza – spiega nella nota David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio – E’ necessario che vengano attivate al più presto le misure di sostegno per le aziende agricole, dalla moratoria sui mutui agli sgravi contributivi passando per l’attivazione della misura 5.2 del PSR che prevede il sostegno a investimenti per il ripristino dei terreni agricoli e del potenziale produttivo danneggiato”.