Tag: Montecassino

12 Dicembre 2019 0

Cassino: Cosilam e Abbazia di Montecassino. Consegnato al reparto Pediatria il macchinario Cube

Di Comunicato Stampa
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Consegnato questa mattina il nuovo macchinario donato dal Cosilam e dall’Abbazia di Montecassino al reparto di Pediatria dell’Ospedale “Santa Scolastica” di Cassino. L’acquisto del macchinario porta a conclusione il progetto biennale denominato “Music for Charity” che ha permesso di creare una comunità di donatori (formata da enti pubblici e aziende private) che hanno voluto realizzare due progetti per i bambini. Nello specifico il macchinario che è stato donato si chiama “Cube”. È un sistema compatto e completamente automatico in grado di effettuare dei primi accertamenti utilizzando il metodo della digito-puntura. Un metodo non invasivo che renderà più semplice effettuare i controlli sui bambini. “Quando un bambino sta poco bene ne risente tutta la famiglia – ha affermato il Presidente del Cosilam Marco Delle Cese – Partendo da questa considerazione credo sia importante che da parte di tutti noi ci sia un impegno costante per aiutare i più piccoli e alleviare al massimo la loro sofferenza. Con questo spirito il Consorzio ha avviato già da tempo delle specifiche progettualità incentrate proprio sul sociale. Iniziative che puntano a dare un contributo concreto a chi ogni giorno lavora in un settore importante e, altrettanto, delicato. Non si tratta di sostituirsi alle istituzioni, ma di affiancarle. Ci tengo a ringraziare il Padre Abate di Montecassino dom Donato Ogliari che ha subito aderito al nostro progetto, tutta la comunità di donatori che ha creduto in noi e alla Asl di Frosinone che ogni volta accoglie le nostre iniziative. Le energie sono importanti, ma i risultati arrivano solo con le sinergie. La giornata di oggi ne è la dimostrazione”. “Vedere un bambino sorridere riempie il cuore di gioia, per questo l’Abbazia di Montecassino non ha avuto dubbi nell’aderire a questo progetto sin dalla sua prima edizione – ha affermato il Padre Abate di Montecassino dom Donato Ogliari – Con un importante lavoro di squadra, insieme al Cosilam e a tutti coloro che si sono stretti attorno all’iniziativa, siamo riusciti a fornire due moderne apparecchiature al reparto di Pediatria dell’ospedale della nostra città: aver contribuito ad alleviare qualche sofferenza ai piccoli pazienti e alle loro famiglie ci è di sprone e ci dà forte motivazione per il futuro. Ci auspichiamo che iniziative di questo genere possano moltiplicarsi a testimonianza che il nostro tessuto sociale è sano e attento alle esigenze della comunità e può intervenire là dove le istituzioni per tanti motivi non riescono ad arrivare”. Presenti al momento della consegna, tra gli altri, il Direttore Sanitario dell’Ospedale “Santa Scolastica” di Cassino il dottor Mario Fabi e la Responsabile del Reparto di Pediatria dell’Ospedale “Santa Scolastica” di Cassino la dottoressa Marilena Raponi.

21 Agosto 2019 3

Il mistero del riccio e dell’allodola nella Cripta di Montecassino

Di Ermanno Amedei

CASSINO – Un porcospino e un’allodola scolpiti nella cripta di Montecassino, narrano una storia conosciuta a pochi e che riconducono al vero autore preziosi e ammirati manufatti custoditi nell’abbazia: a Luigi Ricci, uno scalpellino locale che lavorò nella cripta tra il 1899 e il 1913.

Forse ispirato dal nonno o per semplice casualità, Pompeo Ricci, oggi 70enne, nipote dell’artigiano, iniziò delle ricerche quando un anziano monaco dell’abbazia benedettina, gli raccontò di quel Ricci, che non potendo firmare il suo lavoro dato che tale privilegio spettava solamente ad artisti riconosciuti, lasciò comunque una sua impronta “visiva” e indelebile.

Un riccio, quindi, scolpito in maniera esemplare ai piedi di San Mauro nell’omonima cappella, appare come un’immagine estranea al contesto e a qualsiasi iconografia biblica ma che riconduce a quel Luigi Ricci il cui scalpello modellò quella pietra dandole la forma tanto ammirata in oltre un secolo e che, per fortuna, hanno resistito anche alle bombe angloamericane che distrussero l’abbazia.

“Di lui avevamo poche notizie e nessuna foto – dichiara Pompeo Ricci – Non sapevamo che faccia avesse dato che morì d’infarto nel 1929 mentre realizzava a Terracina una statua di Enrico Toti. Quando morì, suo figlio, mio padre, aveva appena 14 anni”.

Di lui si persero completamente le tracce ma non quelle nel marmo. Nel 1899, quindi, iniziarono i lavori a dirigere i quali venne chiamato Desiderius Lenz, il monaco benedettino che dirigeva la scuola d’arte dell’abbazia di Beuron (Germania). Lui scelse tra i migliori scalpellini in circolazione tra cui Luigi Ricci e due suoi fratelli minori: i più giovani sgrossavano la pietra e a Luigi toccavano le rifiniture.

“Sia il coretto che le statue di San Placido e di San Mauro nelle rispettive cappelle, furono eseguite da una mano italiana, mio nonno appunto – dichiara Pompeo Ricci – Questa notizia è stata pubblicata in un opuscoletto scritto dal monaco benedettino dom Angelo Pantoni, proprio in uno studio sulla cripta da lui effettuato con perizia di particolari. Nella biblioteca monastica esiste anche un libretto sui lavori, contenente principalmente foto dei personaggi che lavoravano nella cripta. Il libretto è scritto in francese, che riuscii a visionare grazie proprio a dom Angelo Pantoni”.

Da quel libretto anche la grande emozione di poter vedere il volto del nonno.

“Nelle foto ebbi la fortuna di ritrovare la foto di Luigi Ricci mentre, da seduto perché aveva una gamba offesa da giovane, scolpiva la statua di San Mauro. Tale foto è stata per me una grande emozione, perché è l’unica foto di mio nonno. Emozione non solo mia ma anche e soprattutto quella dei miei zii e di mio padre. Quando quest’ultimo la vide disse: ‘E’ is’ che in dialetto cassinate significa ‘E’ lui’”.

Non potendo apporre il proprio nome furbescamente Luigi, a lavori finiti, lasciò la sua firma: un riccio, corrispondente a Ricci e in alto su un angelo scolpì un’allodola, Aloisius in latino Luigi. “Furbizia certamente suggerita da qualche monaco perché mio nonno – spiega Pompeo – era uno scultore, ma purtroppo analfabeta. Sapeva ben ricopiare le scritte, ma non era un letterato”.

Un riccio e una allodola, quindi, che rendono il merito non solo allo scalpellino, ma anche ai tanti artigiani locali, veri e propri artisti rimasti anonimi.

La storia ha occupato due pagine sul settimanale Cronaca Vera (num. 2448)

Ermanno Amedei

27 Giugno 2019 0

Immondizie e profilattici usati sulla strada per Montecassino

Di Ermanno Amedei

CASSINO – La strada per il faro della cultura occidentale ridotta ad un immondezzaio. Viene da chiedersi chi, partendo in auto da Cassino, trovi comodo percorrere chilometri di tornanti e curve della provinciale per l’abbazia di Montecassino al solo scopo di gettare sul ciglio della strada alcuni sacchetti delle immondizie.

Eppure c’è chi lo fa. Molto più semplice spiegare la presenza di fazzolettini e profilattici sulle piazzole panoramiche che, come balconcini affacciano sulla città, e che di notte diventano piazzole dell’amore. Quel che è complicato capire perchè aprire un finestrino e gettare lì quel rifiuto.

Purtroppo è così e, nonostante i volenterosi che indignati nel vedere simili scempi, si adoperano per pulire, la strada per il faro della civiltà, è alla mercé degli incivili.

Ermanno Amedei

4 Giugno 2019 0

Da Ventotene a Montecassino, in marcia per l’Europa e per la Pace

Di Ermanno Amedei

CASSINO – Si è svolta la prima edizione della “Marcia per l’Europa” Ventotene-Cassino-Montecassino con gli studenti dell’IIS “Medaglia d’Oro citta di Cassino” in occasione della celebrazione della Festa dell’Europa

“Un’iniziativa di elevato senso culturale ed etico, che parte proprio da quell’isola dove Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, durante il loro confino, per la prima volta hanno parlato di una federazione europea quale garanzia di libertà e pacifica cooperazione fra i popoli”.

E’ quanto si legge in una nota di Asdoe.

“La scelta di una Marcia, intesa come emblema di pace e dialogo,   “Ventotene-Cassino – Montecassino”, nasce da un’idea del prof. Antonio Riccardi presidente associazione docenti europei ASDOE, in considerazione degli orrori della guerra, in particolare dei combattimenti avvenuti sulla Linea Gustav che hanno visto protagonisti gli eserciti di tutte le nazioni coinvolte nella seconda guerra mondiale. L’arrivo presso l’Abbazia di Montecassino, la quale per secoli ha rappresentato un autentico faro culturale, ha voluto sottolineare la continuità  tra la realtà attuale il messaggio, nonchè l’eredità spirituale di San Benedetto, fondatore dell’Abbazia stessa e Protettore d’Europa.

La fiaccola è stata accesa dal primo cittadino di Ventotene e consegnata ai giovani studenti della delegazione proveniente da Cassino composta dal dirigente scolastico IIS “Medaglia d’Oro città di Cassino” prof. Marcello Bianchi e le prof.sse Maria Luciani e Vittoria Vettese, dal sub commissario dott. Pierino Malandrucco e il dott. Giovanni Lena per il comune di Cassino, dal prof. Alessandro Silvestri per l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, dal dott. Giovanni Morsillo presidente ANPI Frosinone, dal presidente Centro Documentazione e Studi Cassinati dott. Gaetano de Angelis Curtis, dal presidente Associazione Docenti Europei prof. Antonio Riccardi, dal responsabile del Centro Exodus di Cassino dott. Luigi Maccaro, dal presidente del CUS Cassino prof. Carmine Calce e da altri rappresentanti di associazioni del territorio.    Il sindaco Gerardo Santomauro a nome della cittadinanza ha manifestato entusiastica approvazione verso l’iniziativa augurandosi possa ripetersi negli anni a venire, nello spirito di un rinnovamento delle comuni origini dei popoli europei che si esprimono attraverso l’accoglienza, il rispetto reciproco e la realizzazione del bene comune; come ci insegna anche San Benedetto con il suo Motto “Ora et Labora”, che sottolinea la centralità dell’uomo e dello spazio in cui vive. Dopo la cerimonia dell’accensione della fiaccola, la delegazione si è incamminata sul percorso dei confinati per giungere al cimitero dove è stata deposta una corona di alloro sulla tomba di Altiero Spinelli mentre la studentessa Gessica Cesarano ha letto, in un’atmosfera commossa, il paragrafo conclusivo del Manifesto di Ventotene. Il giorno della Marcia Cassino – Montecassino, davanti al monumento dei caduti, la fiaccola è stata consegnata dal sub commissario Pierino Malandrucco agli studenti della scuola media nelle mani della dirigente Simeone e successivamente dal piazzale dell’IIS “Medaglia d’Oro città di Cassino” gremito di tantissimi studenti e docenti, è  partito un lunghissimo corteo festoso alla volta del Monastero benedettino, con in testa il dirigente scolastico prof. Marcello Bianchi. La fiaccola e l’intero corteo composto da oltre 600 giovani, entrando attraverso la porta PAX, sono stati accolti nella Basilica da Don Giuseppe che ha illustrato il pensiero di San Benedetto patrono d’Europa. Il Coro ASDOE ha eseguito l’inno d’Italia e l’inno alla gioia. Letti dagli studenti alcuni passi del Manifesto in diverse lingue dell’Unione. La manifestazione si è conclusa con il saluto della prof.ssa Maria Ausilia Mancini in rappresentanza del Comune di Ventotene che ha condiviso la “poesia dolorosa” dell’Addio all’Isola di Altiero Spinelli”.

19 Maggio 2019 0

Montecassino; Mattarella: “Tutti i luoghi nei quali si è combattuto per la libertà, memoria e riferimento presente e futuro per la pace”

Di felice pensabene

CASSINO – È stato il giorno dei Presidenti, ieri pomeriggio, al Cimitero Militare Polacco a Montecassino per le celebrazioni del 75° Anniversario della Battaglia di Montecassino. Ad accogliere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella il Capo dello Stato della Polonia, Andrzej Duda e la figlia del Gen. Anders per ricordare il giorno della “liberazione” dell’Abbazia. Insieme i due presidenti hanno parteciperanno alle celebrazioni del giorno della “liberazione” di Montecassino grazie al II corpo d’armata polacco. In onore di quei caduti per la libertà si sono svolte le cerimonie commemorative dall’alto valore simbolico. Tanti i veterani, ma anche i cittadini d’Europa giunti in queste terre per tutti gli appuntamenti del settantacinquesimo anniversario dalla battaglia di Montecassino, tra le più importanti del secondo conflitto mondiale. Sul posto anche la figlia del generale Anders che portò quel glorioso esercito a riconquistare l’avamposto dell’Abbazia e a permettere agli alleati la risalita dell’Italia.

In tanti, nonostante il tempo incerto, hanno atteso il passaggio e l’arrivo del Presidente Mattarella in prossimità della strada che porta all’Abbazia. Il tempo uggioso, tuttavia, ravvivato dai colori rosso e bianco della Repubblica di Polonia hanno fatto da cornice alle celebrazioni. In centinaia hanno sfidato le condizioni meteo per assistere alla cerimonia commemorativa e partecipare al ricordo del giorno della “liberazione” di Montecassino grazie al II corpo d’armata polacco. Nel suo discorso il presidente Mattarella ha voluto ricordare il profondo legame fra Italia e Polonia. Un omaggio al sacrificio polacco e un ‘viaggio’ nel passato per comprendere l’importanza dell’uguaglianza e della libertà. “Un’Europa inclusiva e giusta apre le porte ai popoli” aveva ribadito, nei giorni precedenti le celebrazioni a Montecassino, il presidente Mattarella. Ai numerosi veterani, poi, Mattarella ha espresso il suo sentimento di gratitudine: “E’ un onore essere qui con voi, oggi, nel 75° Anniversario della Battaglia di Montecassino, in questo Sacrario, tempio della memoria per i nostri popoli. Una memoria che è resa perenne dalle parole incise sulla stele elevata a quota 593”. “Un’Europa della libertà contrapposta a quell’Europa della prevaricazione e degli orrori. Oggi rendiamo omaggio a voi veterani e ai vostri commilitoni caduti – ha proseguito Mattarella – insieme agli altri combattenti stranieri e ai soldati della nuova Italia, che qui si sacrificarono. E ricordiamo il tributo di sangue delle coraggiose popolazioni locali, in quei terribili mesi del 1944”.

“Un’Europa ancora in cammino, che non deve mai rinunciare a divenire più inclusiva e giusta, ma anche un’Europa che è e rimane – come il Presidente Duda e io, insieme ad altri 19 Capi di Stato dell’Unione, aveva dichiarato recentemente il Presidente della Repubblica, abbiamo recentemente ricordato, invitando i cittadini europei a partecipare al voto – “la migliore idea che abbiamo mai avuto”. Montecassino, e tutti i luoghi nei quali si è combattuto per la libertà, sono memoria e riferimento presente e futuro per la pace e la prosperità di domani. La commemorazione di oggi – ha concluso – ci richiama a questi valori e permette di rinnovare la gratitudine che – nel centesimo anniversario delle nostre relazioni diplomatiche – vi esprimo con affetto e convinzione a nome della Repubblica italiana”.

Le celebrazioni al Cimitero polacco erano state precedute nei giorni scorsi dalle commemorazioni al Cimitero di Guerra del Commonwealth dei veterani della Nuova Zelanda, per rendere omaggio ai caduti del 28° Battaglione Maori con la tradizionale danza Haka, tipica del popolo Maori. Gli altri eventi in programma vedranno cerimonie a San Vittore del Lazio, oggi alle 17, presso il monumento polacco; alla “Campana della Pace a Sant’Angelo in Theodice; ad Aquino per l’inaugurazione del Monumento al Reggimento canadese.

F. Pensabene

Foto di copertina fonte del Quirinale

17 Maggio 2019 1

I presidenti Mattarella e Duda a Montecassino alle Celebrazioni del 75° Anniversario della battaglia

Di felice pensabene

CASSINO – I Presidenti delle Repubbliche italiana e polacca saranno domani  al Cimitero Militare di Varsavia a Montecassino in occasione delle celebrazioni del 75° anniversario della battaglia di Montecassino. Alle ore 15.00 la strada di accesso a Montecassino verrà chiusa al traffico, salvo per i mezzi delle autorità. Non sarà possibile parcheggiare sul monte, tutti i parcheggi saranno chiusi su disposizioni dei servizi di sicurezza italiani dettate da misure di sicurezza.

Sarà possibile lasciare i veicoli in sosta nel parcheggio dell’Anfiteatro Romano, situato in basso, ma distante diversi chilometri dal Cimitero. Questo parcheggio è pertanto utile solamente agli accompagnatori che non parteciperanno alla cerimonia. Essi potranno sostare in detto parcheggio fino a quando la strada verrà riaperta e sarà possibile salire di nuovo fino al cimitero. Questo comporta la necessità di arrivare sul posto con larghissimo anticipo, possibilmente prima delle ore 13.00.

Gli organizzatori hanno provveduto a istituire un servizio di navette che partiranno dalla piazza davanti al Municipio di Cassino (piazza Alcide De Gasperi). La prima navetta partirà alle 11.00, l’ultima alle 14.15/14.30. Sarà possibile ritornare a Cassino con il servizio navetta. Gli shuttle partiranno dal Cimitero dalle ore 20.45 e alle ore 21.15.

Non sarà possibile lasciare il luogo della cerimonia finché i due presidenti non avranno a loro volta lasciato l’area del Cimitero e dell’Abbazia. Questo significa che la strada di Montecassino non sarà riaperta al traffico fino alle 20.15 circa.

5 Aprile 2019 1

Mucche al “pascolo abusivo” sulla strada per Montecassino, già c’erano nel dopoguerra

Di Ermanno Amedei

CASSINO – Senza orecchino identificativo o qualsiasi altro segnale le riconduca ad un proprietario, una piccola mandria di mucche si aggira sulle pendici di Montecassino tra le curve della strada Provinciale che collega la Cassino al monastero benedettino.

Il rischio è facilmente intuibile; quello dell’incidente stradale che causerebbe ferite agli animali ma anche ad automobilisti che, anche di notte, percorrendo la strada possono imbattersi in sagome dal peso di diversi quintali.

Di fronte a questo rischio, sembra irrisorio il danno che nella pratica del pascolo abusivo il piccolo gregge arreca alle proprietà private come ad esempio il danneggiamento dei muri a secco.

Le mucche si spingono nel loro pascolare fino al parcheggio dell’Università di ingegneria.

La presenza di mucche sulle pendici di Montecassino è stata una costante. Immagini dell’immediato dopoguerra le ritraggono vicino alla carcassa di un carro armato sulla Rocca Janula… da allora, evidentemente, a Cassino è cambiato ben poco.

Ermanno Amedei

2 Aprile 2019 0

Distruzione di Montecassino: infamia e ignominia eterne

Di felice pensabene

Sono da poco terminate le commemorazioni annuali del tragico evento della distruzione di Montecassino  avvenuta nel corso   dell’ultimo conflitto mondiale.

Illustriamo una rara pagina de IL MESSAGGERO che il giorno dopo, il 16 febbraio 1944, fornisce la cronaca dell’infausto episodio: ”Gangsters americani” titola il giornale gli autori di tale inaudita violenza.

E’ vero che ogni anno migliaia di visitatori e di pellegrini scalano le balze del monastero per assaporare e gustare quel qualcosa che la cultura e l’arte occidentali mantengono e conservano ancora vivo e attuale: quell’atmosfera che si respira tutt’intorno, la medesima da quasi quindici secoli: operosità, disciplina, pace e poi bellezza e armonia delle strutture, preghiera e raccoglimento e ordine. Stiamo parlando di Montecassino e della sua distruzione  il 15 febbraio 1944 alle ore 9,45, l’ora terza canonica, quando gli aerei alleati iniziano il bombardamento, in  tre ondate: apocalisse, pari a quanto compiuto a Dresda, a Lipsia, a Colonia, anche esse impagabili luoghi di cultura e di arte…alle 15,00 circa tutto è finito, furono, dicono i resoconti, oltre settecentocinquanta cosiddette ‘fortezze volanti’: la città di Cassino ridotta in polvere e l’Abbazia completamente annientata, secoli di storia sedimentata e accumulata, semplicemente cancellati, strappati dal libro della vita, in poche ore. Va ricordato, per quanto riguarda  in particolare l’annientamento dell’Abbazia, che essa fu voluta e imposta  e propugnata dal generale che comandava le truppe neozelandesi e da quello  delle truppe inglesi: tale opera distruttiva come ben si sa, si dimostrò inutile, immotivata, ingiustificata,  solo disastrosa e irreversibile per gli effetti e le conseguenze. Le spese gigantesche della  ricostruzione dell’Abbazia furono sostenute  come si sa solamente dal popolo italiano; giusto e anche doveroso sarebbe se però queste due Nazioni, Regno Unito e Nuova Zelanda in particolare, che erroneamente ne vollero caparbiamente e ottennero, l’annientamento, intervenissero finanziariamente quanto meno per la  decorazione delle volte e delle cappelle della basilica, oggi in massima parte ancora vuote e in bianco. In effetti  prima della distruzione la basilica era in ogni suo angolo un florilegio della pittura napoletana del 1600 e del 1700 con opere di Luca Giordano, Francesco de Mura, Paolo de Matteis, Francesco Solimena, Sebastiano Conca, Andrea Vaccaro, il Cavalier d’Arpino  e tanti altri, di parte delle quali resta documentato il significato e la importanza grazie ai bozzetti conservati ed esposti nel Museo abaziale. Ragioni diplomatiche o di convenienza o di opportunità o altre ancora  hanno ottenuto che fino ad oggi mai sia giunta almeno la eco di una giusta richiesta di riparazione alle potenze distruttrici da parte di una qualche istituzione almeno locale:  auspichiamo  che il nuovo sindaco uscente dalle  incombenti  elezioni si faccia attivo promotore di siffatta iniziativa risarcitoria e lo stesso le  autorità benedettine e vaticane nonché  le associazioni laiche.

Michele Santulli

L                                                                                                       

 

3 Gennaio 2019 0

Grande freddo, la neve imbianca Montecassino e i rilievi montuosi

Di Ermanno Amedei

CASSINO – Una spolverata di neve ha imbiancato le alture del Cassinate, la coltre bianca si è depositata a circa ad una altitudine di circa 300 metri. Immagini suggestive, quindi, arrivano dalle pendici di Monte Cassino e dall’abbazia stessa ma anche da Cervaro.

Nessun disagio alla circolazione stradale, ma le temperature si manterranno rigide e, anzi, dalle prossime ore, è previsto un ulteriore abbassamento.

Neve e tetti imbiancati anche nei comuni più alti della provincia, in particolare, quello più alto di tutti: Filettino. Ma la neve è scesa anche fino a Trevi, Collepardo e Vico nel Lazio.

Ermanno Amedei  

15 Ottobre 2018 0

Scandalo in abbazia a Montecassino, giudice morto e non sostituito: slitta processo a Vittorelli

Di Ermanno Amedei

CASSINO – Comincerà il 4 marzo (se Dio volesse) il processo a carico di Dom Pietro Vittorelli, Abate Emerito dell’abbazia di Montecassino.

Vittorelli deve rispondere di appropriazione indebita per aver sottratto soldi dal conto del Monastero Benedettino mentre il fratello di riciclaggio per averli gestiti.

Questa mattina era prevista la prima udienza presso il collegio penale del tribunale di Roma. A presiedere il collegio doveva essere il giudice Simonetta D’Alessandro, che, purtroppo, è stata trovata morta nella sua casa il 5 ottobre e che ad oggi, ancora non è stata sostituita.

Le indagini sulla morte del magistrato sembrano essere un atto dovuto dato che apparirebbero certe le cause naturali ma, considerando la D’Alessandro un pezzo importante nella lotta al clan degli Spada e Casamonica ad Ostia avendone firmato da Gip 32 misure cautelari, nulla è lasciato al caso.

Questa mattina, accompagnato dal suo legale Sandro Salera, Vittorelli era in tribunale vestito con giacca camicia nera e crocifisso.

La linea di difesa è quel di aver prelevato soldi dal conto della comunità monastica di cui fa parte e di averlo fatto per curarsi. Il fratello, sempre secondo la linea difensiva, sarebbe rimasto coinvolto perchè gestiva quei soldi per le cure dell’allora abate.

Lo scandalo delle sue attività, però, resterebbero, quindi, una faccenda personale.

Ermanno Amedei