Tag: polacchi

24 Ottobre 2018 0

Con un coltello e targhe sospette sull’A1 a Cassino, denunciati due polacchi

Di Ermanno Amedei
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CASSINO – Gli agenti della sottosezione di polizia stradale di Cassino hanno denunciato due uomini che avevano nell’auto un coltello e targhe di mezzi dismessi . Il controllo è scattato al chilometro 686 della carreggiata sud nel territorio del comune di Mignano Monte Lungo ad un autocarro Ford Transit con targa polacca, con due persone a bordo di nazionalità polacca, rispettivamente di 27 e 30 anni.

Ad un primo accertamento non sono emerse pendenze a carico degli occupanti e del veicolo, ma ad un più approfondito esame emergeva che non erano presenti bagagli personali nell’abitacolo nonostante gli stessi avessero dichiarato di essere turisti diretti a Napoli ed entrati in A/1 da Cassino, come da biglietto di ingresso autostradale.

Gli occupanti iniziavano a mostrare nervosismo che insospettiva ulteriormente gli operatori, procedevano quindi immediatamente a perquisizione, che dava esito positivo, rinvenendo nelle tasche dei pantaloni del primo un coltello a serramanico aperto lungo 21 cm.

Sotto il sedile anteriore dell’autocarro  venivano rinvenute due targhe italiane di ottima fattura probabilmente false intestate a veicolo appartenuto all’AVIS Autonoleggio con sede a Roma con cessata circolazione per esportazione nel 2001.

Il materiale citato veniva sequestrato e il veicolo sottoposto a fermo amministrativo perché non in regola con le norme per la revisione dei veicoli, i due occupanti venivano deferiti all’Autorità Giudiziaria rispettivamente :

il 27enne per possesso di arma bianca e possesso di targhe false;

il 30enne per possesso di targhe false.

 

25 Aprile 2018 0

25 Aprile, Alla Festa della Liberazione anche i “fratelli d’armi” polacchi

Di Ermanno Amedei

DALL’ITALIA – “Nel giorno in cui l’Italia celebra la festa della Liberazione, la Polonia si unisce al ricordo di quanti hanno combattuto per riconquistare la libertà e la democrazia, come i soldati polacchi del II Corpo d’armata del generale Wladyslaw Anders, gli eroi di Montecassino”.

Lo si legge in una nota dell’ambasciata Polacca in Italia.

“Proprio nelle fila polacche militavano i “fratelli d’armi” della Brigata Maiella, una formazione di volontari abruzzesi che avevano costituito un’unità di fanteria da montagna, militarmente inquadrata. Il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella celebra in Abruzzo la ricorrenza del 25 aprile con una visita al sacrario di Taranta Peligna, dove sono ricordati i 55 caduti della Brigata Maiella, e con un discorso ufficiale al teatro di Casoli (Chieti), nello stesso luogo in cui il 5 dicembre 1943 quindici volontari guidati dall’avvocato socialista Ettore Troilo riuscirono ad abbattere il muro di diffidenza degli inglesi e a essere inclusi nella VIII Armata britannica, di cui il II Corpo polacco faceva parte.

Dopo la liberazione dell’Abruzzo, nel giugno del 1944, i patrioti erano oltre 500 e transitarono proprio nell’esercito di Anders, con cui divisero l’intera campagna d’Italia, entrando per primi a Bologna il 21 aprile 1945. All’epoca l’invitto Gruppo patrioti della Maiella, guidato sul campo di battaglia dal maggiore Domenico Troilo, contava quasi 1.500 volontari che rinverdivano le gesta del Risorgimento e della fratellanza d’armi tra italiani e polacchi.

La Repubblica di Polonia partecipa ufficialmente alle celebrazioni del 25 aprile e all’omaggio ai maiellini con la chargée d’affaires Marta Zielińska-Śliwka. Si ricorda che il patriota Attilio Brunetti venne insignito dell’alta decorazione polacca “Virtuti militari” per essersi caricato sulle spalle il suo sergente ferito Zygmunt Piątkowski e riportandolo nelle proprie linee dopo aver sostenuto anche alcuni scontri a fuoco. Brunetti è anche Medaglia d’oro al valor militare. Sempre i polacchi hanno assegnato la croce al merito con spade d’argento al sottotenente Guido Du Bois, 14 croci al merito con spade di bronzo, tra cui il vicecomandante Domenico Troilo, 3 croci dei valorosi, tra cui il comandante e fondatore Ettore Troilo, a dimostrazione dei comuni sacrifici per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Ulteriore segno di legame tra Polonia e Italia è stata anche la partecipazione alla cerimonia ufficiale di Marco Patricelli, storico, docente, scrittore e giornalista italiano che nel teatro comunale di Casoli ha tenuto una relazione storica. Le competenze di Patricelli in materia di storia europea del ‘900 e della Seconda guerra mondiale sono riconosciute a livello internazionale. E’ un autorevole e appassionato studioso della storia contemporanea della Polonia e uno dei suoi più dediti divulgatori in Italia e autore di numerose pubblicazioni sulla Polonia nel periodo del secondo conflitto mondiale. Grazie alla sua autorevole competenza e, soprattutto, al suo grande entusiasmo, molti giovani storici italiani si sono appassionati alla storia del nostro paese. Per i suoi meriti Marco Patricelli è stato insignito dalle autorità polacche con il bene merito e con l’onorificenza dell’Ufficiale nell’Ordine al Merito della Repubblica di Polonia”.

28 Settembre 2017 0

Commemorazione della Fondazione Cassino Stiftung con giovani polacchi, tedeschi, inglesi e italiani

Di felice pensabene

Cassino – Questa mattina si è tenuta l’annuale commemorazione, presso il monumento dei caduti, organizzata dalla Fondazione Monte Cassino Stiftung che si occupa di far conoscere ai giovani polacchi, tedeschi, inglesi e studenti italiani le vicende legate alla sanguinosa battaglia di Montecassino.

Ad accogliere i ragazzi e gli insegnanti di Wittemburg (GERMANIA), Farrington (INCHILTERRA), Wagrowice (POLONIA) e dell’ITIS di Cassino è stato l’assessore alle Politiche Sociali, Benedetto Leone, delegato dal Sindaco, Carlo Maria D’Alessandro. Presenti anche i rappresentanti militari della Repubblica Federale Tedesca, del Regno Unito e della Polonia.

“Porto i saluti del primo cittadino, dell’amministrazione comunale, della città tutta. – ha detto l’assessore Leone – Si conclude il vostro viaggio qui a Cassino, dinanzi al monumento che ricorda il dolore della guerra. 73 anni questa città rappresenta la gioia della pace.

La vostra presenza qui, da diverse Nazioni, ci ricorda come questi luoghi nella distruzione prima e nella ricostruzione dopo hanno unito i popoli. Hanno unito le Nazioni. Sarà il segno di San Benedetto, Patrono di Europa.

La vostra presenza qui, testimonia come quel passato tanto tragico non è stato dimenticato. È da quel passato che ci tramandiamo di generazione in generazione quel sentimento di pace, di solidarietà e di fratellanza. Seppur nelle nostre quotidianità, ci sentiamo spesso come tanti Io, isolati, è invece a quel Noi, a quel senso di Comunità che dobbiamo aggrapparci. Quel Noi che va costruito ogni giorno, superando divisioni, contrasti, litigi. È semplicemente in quel Noi, che possiamo raccogliere l’eredita di valori che 73 anni fa, le nostre nazioni hanno sacrificato con il proprio sangue, con la vita dei propri uomini e donne, in questo territorio. Facciamo bene a ricordarlo in ogni sua forma, in ogni circostanza, ad ogni ricorrenza. Gettando ogni volta un nuovo seme di speranza. Ed è bello vedere che i protagonisti di questa nuova semina siano le nuove generazioni. A voi l’augurio di raccontare nei vostri Paesi, nelle vostre case, nelle vostre scuole, quelle emozioni, quei sentimenti, quelle sensazioni che avete raccolto e provato conoscendo questa terra. Così come da 73 anni a questa parte, Cassino città della Pace ci ricorda che “The Sun shines again”.

Martedì scorso i ragazzi sono stati ricevuti dal Sindaco del comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro in Sala Restagno il quale ancora una volta ha posto l’accento “sull’importanza di mantenere vivi i ricordi dell’atroce guerra che ha devastato non solo questo territorio ma tantissime nazioni e fatto perdere la vita a milioni di persone, per permettere ai giovani di capire e crescere nella consapevolezza che gli errori e gli orrori del passato non debbano ripetersi. Un ringraziamento sentito alla Fondazione ‘Monte Cassino Stiftung’ ed al suo responsabile per l’Italia, Michele Di Lonardo che permette a tanti giovani di toccare con mano la nostra storia.”.

 

21 Giugno 2017 0

Orso Wojtek, la fondazione polacchi plaude: “Ma si pensi anche all’accesso agli altri monumenti”

Di Ermanno Amedei

Cassino – “Abbiamo appreso che il Sindaco D’Alessandro ha annunciato che sarà realizzato a Cassino un monumento all’orso Wojtek“. Lo scrive in una nota l’architetto Pietro Rogacien Presidente della Fondazione  Museo Memoriale di Montecassino.

“Questa iniziativa – continua la nota – non può che rallegrarci e siamo grati al Signor Sindaco per averla promossa. L’idea di ricordare con un Monumento la storia dell’orso soldato del 2° Corpo d’armata polacco è senz’altro una bella idea, a patto che sia contestualizzata nella tragica vicenda del 2° Corpo polacco, ai più sconosciuta. Se non inquadrato nella giusta prospettiva storica, infatti, l’episodio dell’orso Wojtek rischia di restare solo una simpatica curiosità. Siamo dunque compiaciuti della promessa di realizzare questo nuovo Monumento. Nello stesso tempo, però, ci piacerebbe che l’Amministrazione comunale di Cassino dedicasse più attenzione ai Monumenti polacchi che già esistono a Cassino da più di settant’anni e che sono tanto cari all’intera nazione polacca. Nella zona dell’Albaneta di Montecassino vi sono i tre Monumenti realizzati nel 1946 dal 2° Corpo polacco, che sono stati dichiarati “beni culturali” ai sensi della legge italiana e che peraltro hanno urgente bisogno di interventi di manutenzione.

A questo proposito il 27 marzo scorso abbiamo scritto una lettera al Sindaco di Cassino per chiedere il ripristino della strada pubblica Albaneta, in modo da creare le condizioni per una piena, pubblica fruibilità dei Monumenti polacchi, attualmente quasi inesistente. A tutt’oggi non abbiamo purtroppo avuto alcuna risposta”.

4 Maggio 2017 0

Albaneta, “Petrarcone amico dei polacchi”: alta onoreficenza all’ex sindaco di Cassino

Di Ermanno Amedei

Roma – La gratitutine dei polacchi all’ex sindaco Petrarcone è stata espressa solennemente ieri presso l’ambasciata polacca, nel corso della festa per commemorare il 226esimo anniversario della Costituzione Polacca risalente al 3 maggio 1791, la prima in Europa e la Seconda nel Mondo dopo quella degli Stati Uniti.

L’ambasciatore di Polonia Tomasz Orłowski ha consegnato le onorificenze dello Stato a due grandi amici della Polonia: l’avvocato Giuseppe Golini Petrarcone e il professore Marco Patricelli. Entrambi sono stati insigniti con l’onorificenza dell’Ufficiale nell’Ordine al Merito della Repubblica di Polonia conferita loro dal Presidente polacco Andrzej Dudacome riconoscimento e ringraziamento per l’amicizia e l`impegno in favore della Polonia e dei polacchi. Questa la motivazione e i meriti dell’ex sindaco.

“Giuseppe Golini-Petrarcone, politico, due volte sindaco di Cassino, si è distinto per il suo impegno in favore della memoria dei soldati polacchi che durante la Seconda guerra mondiale lottarono per la liberazione a fianco degli alleati. Oltre mille di questi valorosi soldati hanno perso la vita nella sanguinosa battaglia di Montecassino in cui,sotto la guida del generale WładysławAnders, riportarono una vittoria che cambiò il corso della Seconda guerra mondiale. Grazie all’avvocato Golini Petrarcone una delle piazze di Cassino, antistante il Museo Historiale, fu dedicata algenerale Anders, comandante del 2. Corpo d`Armato Polacco.  L’ex sindaco di Cassino ha sempre compreso e sostenuto gli sforzi della nostra missione diplomatica volti a tutelare e commemorare l’eroismo del 2 Corpo d’Armata Polacca. Ha partecipato attivamente a tutti gli eventi legati alla promulgazione della storia dei soldati polacchi. Il suo appoggio non è mancato anche nelle situazioni in cui avere rispetto per la memoria di coloro che lottarono per la libertà di tutti noi e avere a cuore la ragione e i sentimenti del popolo polacco poteva suscitare dissensi ed esporlo, per la carica da lui ricoperta, a contestazioni. Un esempio per tutti: il suo impegno per garantire il libero accesso e il libero utilizzo delle strade che portano ai monumenti polacchi. L’avvocato Golini Petrarcone ha ben capito che queste strade, pur passando per aree di proprietà privata destinata a attività di carattere economico, non possono rimanere chiuse ostacolando il libero transito verso luoghi così importanti per il nostro popolo”.

I riferimenti palesi sono alla vicenda dell’Albaneta di Montecassino quando, due anni fa, l’affittuario dei terreni dei Benedettini, vi realizzò una iniziativa per accedere alla quale, era obbligatorio pagare un biglietto. Per questo chiuse un cancello realizzato su suolo comunale impedendo anche ai reduci e cittadini polacchi di accedere ai monumenti eretti a ricordo dei loro caduti. La stessa Console polacca, per accedervi, pagò un biglietto di cinque euro. Petrarcone, allora sindaco, la sua giunta e l’allora comandante dei vigili urbani Alessandro Buttarelli, intrapresero iniziative spesso coraggiose, per difendere i luoghi della memoria in cui persero la vita centinaia di giovani polacchi e migliaia di combattenti di ogni nazionalità.

Ermanno Amedei

 

 

15 Gennaio 2017 0

Vittima della ronda a Cassino, la vicenda sui media polacchi

Di Ermanno Amedei

Cassino – La vicenda del 39enne polacco maltrattato e picchiato (leggi) da tre giovani mercoledì scorso a Cassino, ha varcato i confini nazionali arrivando in Polonia dove i media nazionali hanno dato grande risalto alla vicenda.

www.gazetakrakowska.pl , tvn24.pl, polacywewloszech.com, se.pl, rmf24.pl, www.polskatimes.pl e molti altri ancora raccontano della disavventura patita dal loro connazionale vittima di un equivoco, ma anche e soprattutto, del rischio che si corre quando improvvisati pensano di poter sostituirsi alle forze dell’ordine.

L’uomo, vittima dell’aggressione e che vive da anni a Sant’Ambrogio, ha sporto denuncia di aggressione e le forze dell’ordine, carabinieri e polizia entrambi interessati alla vicenda, hanno elementi per risalire ai protagonisti della vicenda per valutarne la posizione.

Ermanno Amedei

21 Novembre 2016 0

Albaneta, l’uso libero delle vie ai monumenti polacchi stabilito da Anders e dall’Abate Rea

Di Ermanno Amedei

Cassino – Ripristinare lo stato dei luoghi di 70 anni fa, quelli stabiliti nell’atto notarile firmato nella Basilica di San Paolo a Roma tra il generale Anders e l’Abate Ildefonso Rea. Questa è la richiesta formulata in una lettera all’attuale abate Dom Ogliari, da Pietro Rogaciem nella sua qualità di Presidente della Fondazione del Museo Memoriale del secondo Corpo d’armata polacco presso il cimitero polacco di Montecassino.

L’architetto si riferisce ai tracciati stradali predisposti dal 2° Corpo polacco in occasione della realizzazione del Cimitero e dei tre monumenti posti a dimora sul pianoro dell’Albaneta.  “A questo scopo – si legge nella lettera – come Fondazione, rivolgiamo a Sua Eccellenza la richiesta di formalizzare il diritto di accesso ai tre monumenti polacchi posti nell’area dell’ Albaneta nelle modalità e caratteristiche già concesse dall’Abbazia oltre 70 anni fa e quindi da mantenersi attraverso i tracciati stradali realizzati dal 2° Corpo polacco negli anni 1944/45. Le spese per tale formalizzazione, che consisterebbe in un atto pubblico e conseguente annotazione catastale, sarebbero interamente a carico della nostra Fondazione, che, come Persona Giuridica riconosciuta, é perfettamente legittimata ad operare in Italia. Nel caso vi fossero problematiche di natura legale connesse al recente contratto di locazione, la nostra Fondazione valuterebbe di farsi carico degli oneri necessari alla risoluzione di tali problematiche. La Fondazione, una volta formalizzato il diritto di accesso, metterebbe a disposizione dei visitatori in modo gratuito e perpetuo l’accesso ai monumenti”.

Una iniziativa, quella di Rogaciem che avrebbe il pieno avvallo dell‘Ambasciatore della Repubblica di Polonia in Italia, S.E. Tomasz Ortowski, della Signora Anna Maria Anders, figlia del generale Anders e senatrice del Senato polacco e alti funzionari ministeriali, come il Signor Jacek Miler, Direttore del Dipartimento del Ministero della Cultura polacco da cui dipendono i luoghi della memoria polacchi all’estero. Ma da dove nasce l’interesse per quei tre monumenti di cui tanto si sta parlando. Per capire è necessario leggere attentamente lo scritto di Rogaciem che ricostruisce l’epoca storica in cui vennero messi a dimora e che cosa hanno significato, e significano tutt’ora, per il popolo polacco.

Il perché dei Monumenti polacchi

“I monumenti furono realizzati negli anni 1944/45 contestualmente alla costruzione del cimitero, con cui costituiscono un unico insieme storico-monumentale. Furono ovviamente realizzati per onorare l’eroismo dei soldati caduti, ma avevano anche un altro scopo. Tanti ci chiedono come mai il cimitero e i monumenti polacchi, a differenza di quelli inglese e tedesco, furono realizzati subito dopo la battaglia, a guerra ancora in corso, per giunta dagli stessi commilitoni dei caduti. La risposta a questa domanda va cercata nel particolare contesto storico di quel periodo. Il generale Anders sapeva che la sua Armata, nata nei gulag staliniani dopo la rottura dell’alleanza tra Hitler e Stalin e arrivata in Italia attraverso una lunga odissea, non avrebbe potuto far ritorno in patria dopo la guerra perché gli alleati anglo-americani, nella Conferenza di Teheran, avevano ceduto alle richieste di Stalin circa il nuovo assetto della Polonia dopo la fine della guerra: le regioni orientali della Polonia (da cui proveniva la maggioranza degli uomini del 2° Corpo polacco) sarebbero state annesse all’Unione Sovietica e la nuova Polonia del dopoguerra avrebbe fatto parte della zona di influenza sovietica. Con la nuova situazione geo-politica che si stava prefigurando, per gli uomini del 2° Corpo polacco tornare a casa significava tornare nel gulag. Non restava che la via dell’esilio e il gen. Anders ben descrisse il loro dramma in suo famoso libro del 1950 intitolato appunto “Un’ Armata in esilio”. In questo clima era importante perciò lasciare dei simboli che testimoniassero dell’esistenza di una Polonia diversa rispetto a quella atea e totalitaria che si stava delineando in base agli accordi di Teheran, poi confermati a Jalta. Simboli che servissero a testimoniare, ma anche a rivendicare una Polonia libera e democratica, quella per la quale i caduti di Montecassino avevano dato la vita (….per la nostra e la vostra libertà….). Ecco perché i polacchi di Anders realizzarono subito i loro cimiteri già a partire dal 1944 a guerra ancora in corso. Per loro non ci sarebbe stato un dopoguerra nella loro Polonia. Non ci sarebbe stata una Patria che avrebbe provveduto a seppellire e onorare i caduti, come per gli inglesi o i tedeschi. Ma il generale Anders aveva visto giusto. I monumenti di Montecassino divennero, nel periodo del regime comunista in Polonia, un punto di riferimento per tutti i polacchi. Un simbolo di libertà che ispirava la resistenza ai dettami di un regime ateo e totalitario”.

A fronte del ricordo di quanto avvenne, l’architetto Rogacien, sostiene che: “Nell’attuale situazione, che vede i luoghi in cui insistono i monumenti polacchi dati in locazione ad un imprenditore privato, che intende mettere a profitto tutta la zona, diventa preminente da parte polacca salvaguardare la libera accessibilità ai monumenti polacchi, partendo dal presupposto che questo può avvenire solo se la gestione degli accessi ai monumenti sarà indipendente dalle attività economiche del locatario dei terreni dell’Albaneta”.

“Reverendissimo Padre – si legge anche nella lettera – ci auguriamo vivamente che Lei possa accogliere positivamente la nostra richiesta e vorremmo poter spiegare più in dettaglio le ragioni della nostra iniziativa durante un incontro da tenersi presso l’Abbazia, se S.E. vorrà concedercelo. All’incontro parteciperebbero, oltre al sottoscritto, anche i membri di diritto del Consiglio direttivo della Fondazione”.

La lettera è stata inviata il 2 settembre e il suo contenuto è stato discusso a Roma in un incontro tra l’Abate Ogliari, l’architetto Rogacien e l’ambasciatore polacco. Al momento si è in attesa di una risposta dal Sacro Monte.

Ermanno Amedei

21 Aprile 2009 0

Fanno la spesa e non pagano, arrestati quattro polacchi

Di Comunicato Stampa

Hanno fatto spesa all’interno del centro commerciale “Gli Archi” di Cassino ma hanno “dimenticato” di pagare. Si tratta di un gruppo di polacchi fermati davanti al parcheggio antistante la struttura commerciale in via Casilina sud. I carabinieri hanno così scorperto che gli stranieri: Marcin Bialk 26enne, Piotr Kulawczyk 44enne, Eugeniosz Maj 36enne e Elzbieta Michta 44 enne, avevano rubato dagli scaffali prodotti alimentari, di abbigliamento e di igiene personale. La refurtiva, del valore di euro 300 euro circa, è stata interamente recuperata e restituita all’avente diritto.