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7 Aprile 2019 0

Marocchinate, la storia che non va riscritta ma raccontata per intero

Di admin
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ROCCAGORGA – L’argomento Marocchinate è stato affrontato ieri pomeriggio nella bella sala teatro del comune di Roccagorga. Ospite della locale Pro Loco, Emiliano Ciotti presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate che ha presentato il suo libro denuncia, “Le Marocchinate, Cronaca di uno stupro di massa”.

L’argomento è quello della vile aggressione alle popolazioni inermi in vasti territori del Lazio, ma anche Campania, Sicilia e Toscana, durante la seconda guerra mondiale, divenute “bottino di guerra” per una frangia di “liberatori” conosciuti come Goumier e che operavano sotto il comando francese e che garantì loro l’impunità per stupri, rapine e omicidi come ricompensa per aver superato le linee tedesche.

Ancora ieri si è caduti nell’equivoco di pensare che l’azione di Ciotti fosse qualcosa di diverso dal ricordare ad alcuni, o far conoscere a molti altri, la macchia dei liberatori.

Anche ieri c’era chi sosteneva che l’operato dei Goumier e di chi sciolse loro le briglie contro coloro che li accoglievano come liberatori, fosse giustificato dai crimini commessi dagli Italiani arrivati come forze di occupazione in altri Paesi. Ancora ieri qualcuno ha ricordato, giustamente, le violenze subite dalle popolazioni francesi, dopo la dichiarazione di guerra alla Francia e l’attacco delle forze italiane ai transalpini.

Vero, una vergogna che gli italiani si portano dietro nel proprio bagaglio, per i quali sono condannati dalla gente e dalla storia. Vittime che nel loro paese, ed anche nel nostro, sono riconosciute tali. Certamente in quelle terre non ci sono monumenti a ricordo in positivo delle gesta degli Italiani (semmai a ricordarne le malefatte) e certamente neanche l’Italia ha mai chiesto di edificarne. Ben diversa, invece, è la questione delle vittime delle Marocchinate. Donne, bambini, uomini, chi uccisi nel tentativo di salvare una figlia dallo stupro, chi uccisa durante gli stupri, chi, nella migliore delle circostanze, solamente rapinato. I loro carnefici passano come eroi, come liberatori, che dovrebbe offendere la memoria di quelle migliaia di giovani arrivati dalla California, dal New Jersey o da altri Stati degli Usa, dei giovani inglesi, degli australiani, per non parlare dei polacchi.

I polacchi, poi; i Goumier trattati da eroi, i polacchi, un intero popolo votato alla lotta contro il nazifascismo, ingannato e poi abbandonato dietro la cortina di ferro sovietica. I nordafricani spinti contro il nemico dalla bramosia di avventarsi sul bottino di guerra costituito da donne e bambini; i giovani polacchi invece pronti ad immolarsi contro le mitragliatrici tedesche dal Medioriente fin nel cuore dell’Europa con la promessa poi non mantenuta di una Polonia libera.

Le promesse fatte ai Goumier, invece, vennero mantenute e lo sanno bene quelle popolazioni di fronte alle quali c’è ancora chi, italiano, vedendo questa vicenda con il filtro della politica (fascista o comunista come se oggi avesse ancora senso), fa spallucce dicendo “Embé? Lo abbiamo fatto anche noi (ben ci sta)”. Ben ci sta, ma almeno riconosciamo a questa gente il ruolo di vittime, di chi, da innocenti, ha dovuto pagato il prezzo delle colpe dell’intero Paese. Le vittime di Esperia, Campodimele, San Giorgio, Ausonia, Lenola, Fondi, Terracina…  sono vittime italiane della Guerra esattamente come lo sono i Martiri delle Fosse Ardeatine. Non si può considerare una vittima, più vittima di un’altra solamente in base alla divisa indossata dal carnefice.

In tutto questo però, non si deve cadere nel grande errore di considerare gli Alleati come Goumier. Bisogna comunque ricordare a cosa andava incontro il Mondo se milioni di giovani combattenti tra le file Alleate non avessero fatto diga con le proprie vite alla follia nazifascista. La storia non va riscritta, ma va raccontata per intero.

Ermanno Amedei    

3 Agosto 2017 0

La fortezza tedesca della Gustav a Cassino raccontata da National Geographich

Di admin

CASSINO – “La nota serie documentaristica britannica ‘Le megastrutture di Hitler’, edita da National Geographich e per il cui episodio “Italia: la fortezza nascosta” abbiamo avuto il piacere di collaborare in qualità di referenti storico-logistici sulla Linea Gustav nel Cassinate, arriva finalmente sul piccolo schermo italiano”.

Lo scrive sul profilo facebook dell’associazione Linea Gustav il presidente della stessa, Damiano Parravano.

“In questa nuova serie, che è alla sua quarta stagione, verranno rivelati i segreti e le tecniche ingegneristiche di sei strutture naziste, realizzate durante il Terzo Reich. La puntata “Italia: la fortezza nascosta”, le cui riprese hanno avuto luogo nel gennaio di quest’anno tra Campania e Lazio, toccando San Pietro Infine, San Vittore del Lazio, Terelle, Sant’Elia Fiumerapido, Cassino, Montecassino e Pontecorvo – a cavallo di quelle che furono le tre linee difensive Bernhard, Gustav e Hitler -, sarà trasmessa questa sera, giovedì 3 agosto alle ore 20:50 sui canali National Geographic di Sky. Ringraziamo i sindaci delle cittadine sopracitate con una particolare menzione ad Anselmo Rotondo, Sindaco di Pontecorvo che in prima persona si è prodigato per il rilascio, dai privati, delle autorizzazioni necessarie per effettuare le riprese, l’Abbazia di Montecassino nella persona di Mariavittoria Oliva scrupolosa e disponibile come sempre, l’Associazione Ad Flexum di San Pietro Infine, nella persona di Maurizio Zambardi che ci ha riservato una accoglienza a dir poco eccezionale e Progetto Summa Ocre, nella persona di Dante Sacco, con cui da tempo abbiamo intrapreso un comune percorso di valorizzazione del territorio. Non può certamente mancare un ringraziamento a tutto lo staff di National Geographic con il quale abbiamo lavorato per mesi – prima, durante e dopo le riprese – sviscerando gli aspetti storici dei luoghi e degli eventi che alla fine hanno convinto la produzione e la rete a considerare Linea Gustav una megastruttura degna di essere raccontata al grande pubblico internazionale. E infine un particolare ringraziamento va ai i soci di ‘Associazione Linea Gustav’, Alberto Fontana, Alessandro Barbieri e Sandro del Signore il cui apporto logistico è stato inestimabile, ma anche ai collaboratori esterni, come Valentino Mattei per le foto, che hanno dato il loro personale contributo al progetto. Il Presidente, Damiano Parravano. Riportiamo la nota diramata dalla stessa emittente per l’Italia: ‘Torna con nuovi episodi la serie cult di National Geographic, Le Megastrutture di Hitler, con sorprendenti scoperte dedicate all’arte bellica nazista. I nazisti costruirono alcuni dei più grandi e mortali strumenti di ingegneria militare: impressionanti macchine del terrore, cannoni dalla tecnologia avanzata e agghiaccianti armi di distruzione di massa, come il sottomarino Type 21. Tutto per controllare la nazione, conquistare l’Europa e vincere la guerra mondiale. Lungo il corso di memorabili sei episodi, vengono svelati i segreti di alcune delle più ambiziose megastrutture naziste, raccontando le storie degli ingegneri che le progettarono. Si scoprirà come queste strutture abbiano portato ad una rivoluzione tecnologica che ha cambiato per sempre l’arte della guerra’ ”

29 Marzo 2017 0

I TITOLI – la giornata di oggi raccontata da Il Punto a Mezzogiorno

Di admin

I titoli di oggi – La giornata di oggi è stata caratterizzata da una tragedia, quella che ha macchiato di sangue la superstrada Cassino Formia a Pignataro

http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2017/03/incidente-stradale-mortale-sulla-superstrada-cassino-formia/

http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2017/03/incidente-stradale-mortale-la-vittima-e-di-pignataro-e-non-aveva-ancora-30-anni/

La tragedia è stata preceduta da un altro incidente che ha San Vittore ha ridotto in fin di vita un maresciallo dei carabinieri

http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2017/03/incidente-stradale-a-san-vittore-maresciallo-dei-carabinieri-in-gravi-condizioni/

Sempre a Cassino, si scopre che dal Carcere due detenuti affiliati alla Camorra avevano iphone

http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2017/03/cassino-collegati-con-la-camorra-dal-carcere/

Alatri, invece, non si rasserena la difficile situazione che si è cdreata con la morte di Emanuele e si scopre che

http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2017/03/omicidio-di-alatri-castagnacci-era-stato-arrestato-a-roma-il-giorno-prima-liberato-il-venerdi-mattina/

ed anche che gli avvocati difensori sono minacciati

http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2017/03/omicidio-alatri-i-buttafuoiri-tra-gli-indagati-per-rissa-minacciati-gli-avvocati-difensori/

Ad Anagni in tre sono denunciati per inquinamento ambientale

http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2017/03/anagni-inquinamento-ambientale-tre-persone-denunciate/

Bella l’esperienza di 600 cassinati che incontrano Papa Francesco

http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2017/03/papa-benedetto-xvi-benedice-leffige-di-santantonio-scortata-da-600-cassinati/

e la generosità dei carabinieri che donano alla Caritas…

http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2017/03/cassino-450-capi-di-biancheria-donati-alla-casa-della-carita-dai-carabinieri/

A domani