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13 Dicembre 2016 0

Pozzilli – Scoperta casa di appuntamenti, denunciati un uomo ed una donna

Di Antonio Nardelli
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I Carabinieri della Stazione di Filignano hanno scoperto a Pozzilli, un appartamento dove venivano fatte prostituire giovani ragazze di origine sudamericana, con tariffe che oscillavano tra i cinquanta e i cento euro a prestazione.

L’attività di prostituzione avveniva a tutte le ore del giorno e della notte, con decine di clienti provenienti anche da altre province. Due persone, un 40enne isernino ed una 30enne della Repubblica Domenicana, sono stati denunciati alla competente Autorità Giudiziaria per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, avendo i Carabinieri accertato che i due con ruoli diversi gestivano l’illecita attività.

I militari della Stazione, in collaborazione con quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Venafro, hanno fatto irruzione nell’appartamento eseguendo una perquisizione, durante la quale è stato rinvenuto e sottoposto a sequestro materiale ritenuto di alto interesse investigativo. Alcune settimane orsono, furono i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, a sgominare una organizzazione composta da tre persone, che gestivano un’attività di prostituzione di giovani ragazze straniere in un appartamento nel centro di Isernia.

3 Agosto 2010 0

“Frodi Carosello”, scoperta maxi evasione fiscale

Di Comunicato Stampa

I finanzieri della Compagnia di Caserta hanno concluso attività ispettive nei confronti di una società a responsabilità limitata che, attraverso l’interposizione fittizia di altre società operanti nel medesimo settore, ha sottratto all’imposizione componenti positivi di reddito per oltre 3,5 milioni di euro ed IVA dovuta per più di 700 mila euro. La società verificata, operante nel settore della commercializzazione di autoveicoli, acquistava direttamente gran parte delle autovetture da Paesi della Comunità europea, ma faceva risultare, dalla sua contabilità, operazioni avvenute con operatori nazionali (soggetti interposti). La medesima utilizzava pertanto fatture “soggettivamente” afferenti ad operazioni inesistenti, con la conseguente evasione delle imposte dirette e dell’I.V.A. Le violazioni riscontrate costituiscono indice dell’esistenza delle cosiddette “operazioni conduit” o “frodi carosello”, meccanismi fraudolenti, particolarmente diffusi nel settore merceologico del commercio di autovetture, finalizzati al raggiungimento di un risultato evasivo e all’incremento dei profitti derivante dallo sfruttamento dei vantaggi concorrenziali legati alla possibilità di praticare prezzi “al dettaglio” maggiormente competitivi. Tale meccanismo, nella forma più elementare, necessita dell’esistenza di un primo cedente estero comunitario, di un soggetto I.V.A. destinatario finale del bene e di un soggetto giuridico interposto che acquisti il bene in regime di non imponibilità (atteso il principio di tassazione nel Paese di destinazione) dal primo e, successivamente, lo rivenda al secondo con l’applicazione dell’I.V.A. secondo la disciplina nazionale. In tal modo, il soggetto interposto (definito per questo “missing trader” o “cartiera”), risulta fisiologicamente a debito dell’I.V.A. relativa alle fatture emesse che non provvede mai a versare ma che tuttavia viene detratta dal soggetto a cui il bene viene venduto. Nel contempo, l’inconsistenza patrimoniale e finanziaria dei soggetti interposti, che peraltro concentrano generalmente un gran numero di operazioni in un lasso temporale circoscritto, rende praticamente vana la pretesa erariale. Nel caso specifico, la società verificata, attraverso l’interposizione di altre società e/o ditte individuali, ha acquistato autovetture dall’estero per oltre 3,5 milioni di euro, ottenendo così un significativo credito d’imposta maturato che i militari operanti hanno azzerato. Le investigazioni condotte dai finanzieri hanno consentito, da una parte, di proporre per il recupero a tassazione l’ingente quantitativo di acquisti, il recupero dell’I.V.A. e la segnalazione all’Autorità Giudiziaria competente del rappresentante legale della società e di altri quattro soggetti risultati coinvolti. L’operazione di servizio testimonia lo sforzo profuso dalle Fiamme Gialle casertane nel contrasto all’evasione fiscale, a tutela dei pubblici bilanci e del corretto andamento dell’economia.

13 Luglio 2010 0

Vendite immobiliari, scoperta evasione da 2,5 milioni

Di Comunicato Stampa

Oltre 2 milioni e mezzo di euro non dichiarati: questa la cifra accertata dalle Fiamme Gialle di Aversa, al termine di un’articolata verifica nel settore immobiliare ed in particolare nella vendita di appartamenti e box di nuova costruzione. Durante l’attività ispettiva è stato appurato che la società sottoposta a verifica, operante nel settore immobiliare, ha costruito in Orta di Atella e successivamente alienato – negli anni dal 2005 al 2007 – 40 appartamenti e box, tutti, appunto, di nuova costruzione. Il meccanismo artatamente messo in piedi per “frodare il fisco” prevedeva l’utilizzo del sistema del “prezzo simulato”. In sostanza, nell’atto di cessione dell’immobile, stipulato davanti ad un notaio, veniva dichiarato un prezzo nettamente inferiore rispetto a quello pagato dall’acquirente. La tecnica utilizzata non è sfuggita all’occhio attento dei Finanzieri del Gruppo di Aversa, i quali hanno individuato l’illecito operato della società verificata attraverso il confronto di una serie di dati; in particolare è stato accertato come l’importo del mutuo erogato dall’istituto di credito al “cliente” fosse nettamente superiore alla somma da lui stesso liquidata per l’acquisto dell’appartamento e del box. La successiva analisi della documentazione acquisita ha sostanzialmente confermato gli elementi emersi durante l’attività ispettiva, la quale si è conclusa con la contestazione a carico della società di oltre 2 milioni e mezzo di ricavi non dichiarati e iva dovuta per circa 120 mila euro. Il rappresentante legale della società, nativo di Succivo ma residente a Sant’Arpino, è stato denunciato alla locale Autorità Giudiziaria per falso in atto pubblico, dichiarazione fiscale fraudolente e falso in bilancio.

29 Maggio 2010 0

Scoperta fabbrica di scarpe “Hogan” contraffatte, arrestato il responsabile

Di Ermanno Amedei

In applicazione della recente normativa (legge n. 99 del 23 luglio 2009) che ha modificato la disciplina penale di contrasto alla contraffazione e tutela del made in Italy, i militari della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno arrestato il responsabile dell’ennesima fabbrica clandestina di scarpe contraffatte “scovata” nell’agro-aversano, così concretizzando nuovamente l’intensa azione repressiva contro le imprese della “filiera del falso”, fortemente voluta ad inizio anno dal Comando Provinciale di Caserta. Ad essere ritenuta configurata è stata la circostante aggravante di cui all’art. 474 ter del codice penale, prevista nei casi in cui i delitti di contraffazione di marchi e brevetti siano commessi in modo sistematico, ovvero attraverso l’allestimento di mezzi e attività organizzate. In particolare, i militari della Sezione Mobile, al termine di indagini scaturite a seguito di una chiamata al “117”, numero di pubblica utilità destinato dal Corpo alle segnalazioni dei cittadini, hanno individuato all’interno di un laboratorio artigianale ubicato in un’area rurale del Comune di Trentola Ducenta (CE) 8 persone intente alla produzione di calzature mediante l’utilizzo di macchinari ad alta tecnologia, adoperati per la riproduzione sia di tomaie che di scarpe completamente rifinite, tutte riportanti, palesemente contraffatte, le effigi distintive della nota griffe “HOGAN“. Nell’immediatezza dei fatti, il signor D. M. A. di anni 37, originario della provincia di Caserta, rivendicava la piena proprietà e disponibilità della fabbrica, nonché dei materiali e delle attrezzature ivi custodite ed utilizzate per la fabbricazione delle scarpe. La situazione logistica e la presenza degli operai intenti alla lavorazione delle calzature che si palesava agli occhi dei militari era l’inequivocabile espressione di una strutturata organizzazione dedita alla contraffazione e, pertanto, svolta in modo sistematico. L’attività di servizio condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria conduceva al sequestro dell’opificio, esteso per circa 250 mq., nonché dell’intero campionario dei prodotti rinvenuti e consistenti in 500 scarpe completamente finite, 100 scarpe in corso di lavorazione, 2 clichè in ottone recanti il marchio della griffe contraffatta per l’impressione in rilievo del segno distintivo e circa 6.000 pezzi di materiale di consumo distinto tra fondi in gomma, tomaie e sottopiedi. Sequestrati anche 24 macchinari utilizzati nelle varie fasi in cui si articolava l’intera filiera produttiva. Successivi approfondimenti hanno consentito di appurare che gli 8 lavoratori sorpresi nell’attività illegale, tutti di nazionalità italiana, sono risultati in “nero” e più precisamente non in regola con le posizioni contributive ed assistenziali, circostanza questa che renderà necessario approfondire le indagini anche sotto l’aspetto amministrativo, allo scopo di ricostruire la posizione fiscale del titolare della ditta che, già dai preliminari accertamenti, si sarebbe reso responsabile dell’inosservanza degli obblighi dichiarativi dei proventi connessi all’attività svolta. Non di minor rilievo sono risultate, altresì, le condizioni di precarietà e l’assenza dei minimali requisiti richiesti dalla vigente normativa di settore in tema di sicurezza dei luoghi di lavoro, che inducevano i militari operanti a richiedere l’ausilio tecnico di personale del Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’ASL territorialmente competente per l’accertamento delle connesse responsabilità. Per le gravi violazioni accertate D.M.A., ritenuto responsabile dell’organizzazione logistica e lavorativa della fabbrica dei prodotti contraffatti sequestrati, è stato associato presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione della magistratura inquirente. Continua, quindi, l’incessante azione delle Fiamme Gialle sul territorio della provincia di Caserta per tutelare il consumatore dall’acquisto di prodotti non sicuri, in quanto privi delle reali certificazioni di qualità delle materie prime utilizzate nel processo di lavorazione, nonché l’economia del settore calzaturiero da fraudolente alterazioni della libera concorrenza di mercato, quale diretta conseguenza dell’immissione nei circuiti di vendita di prodotti contraffatti a basso costo. [nggallery id=123]

30 Aprile 2010 0

Maxi evasione fiscale di società alberghiere scoperta dalla Guardia di Finanza

Di felice pensabene

Scoperta dalla Guardia di Finanza di Marcianise una grossa evasione fiscale messa in atto da due società di gestione di un complesso alberghiero della zona. I militari delle Fiamme Gialle, dall’esame della documentazione contabile della società hanno appurato un’evasione fiscale pari a milioni di euro. Le Fiamme Gialle, in particolare, hanno esaminato la documentazione contabile ed extracontabile delle società, al fine di ricostruirne il reale volume d’affari, analizzando meticolosamente le operazioni commerciali poste in essere dalle stesse, nonché il trasferimento di quote di capitale tra i vari soci succedutisi nel tempo. Nel corso dell’attività di controllo,  i Finanzieri hanno accertato, oltre alla mancata presentazione di alcune dichiarazioni previste ai fini fiscali, un complesso sistema evasivo basato su artifizi contabili, finalizzati ad azzerare o ridurre sensibilmente la base imponibile da sottoporre a tassazione, tra i quali, a titolo esemplificativo, il passaggio di quote societarie ad un soggetto nullatenente.  Dalle movimentazioni contabili e dei numerosi rapporti intrattenuti con i clienti e fornitori, si è potuto accertare e ricostruire il volume d’affari realizzato dalle società coinvolte e constatare che, negli anni di imposta sottoposti a controllo, sono stati sottratti a tassazione 8.636.261 euro di ricavi non dichiarati, 3.057.341 euro di IVA dovuta e 8.636.261 euro di base imponibile sottratta all’IRAP. E’ stato, altresì, accertato l’impiego di 7 lavoratori che prestavano la propria attività nella struttura alberghiera da diverso tempo, in totale evasione di ritenute fiscali e contributi  previdenziali. A tale riguardo, i responsabili vanno incontro ad una maxi sanzione in materia di lavoro consistente in una multa pari a 150 euro per ogni giorno lavorato in “nero” da ognuno dei dipendenti irregolari. Al termine delle predette attività di verifica, gli investigatori hanno deferito alla locale Autorità Giudiziaria gli amministratori delle due società.

28 Aprile 2010 0

Discarica di amianto scoperta e sequestrata dai carabinieri

Di Comunicato Stampa

Ben 100 lastre di amianto erano disseminate in 700 metri quadrati di terreno in località Bagnoli a Pescosolido (Fr). Si tratta di circa 10 quintali di cemento pressato in amianto sequestrato e segnalato all’Asl di Sora e all’Arpalazio di Frosinone, che provvedevano ad eseguire prelievi di campioni. S.E.V., 35enne, S.S., 31enne e S.M., 25enne, tutti del luogo, in qualità di proprietari del terreno e titolare della ditta ubicata proprio sul terreno, sono stati denunciati.

28 Aprile 2010 0

Una discarica da 126 tonnellate di rifiuti scoperta in pieno centro

Di Comunicato Stampa

Pneumatici e altro genere di rifiuti per un volume di oltre 1800 metri cubi sono stati rinvenuti dalla guardia di finanza ammassati in un’area a disposizione di un’officina meccanica in pieno centro a Sora (Fr). I militari del nucleo di Polizia Tributaria di Frosinone coordinati dal colonnello Giancostabile Salato hanno eseguito il sequestro di circa 1800 metri cubi di carcasse di pneumatici fuori uso e in stato di abbandono, insistenti su un’area di circa 3 mila mq in uso ad un officina di vendita ed assistenza gomme. L’operazione è scattata al termine di un’intensa attività di intelligence ed investigativa che ha visto impegnata la Sezione Mobile con l’impiego di 6 militari. Il sequestro eseguito dalle Fiamme Gialle si è reso indispensabile considerato l’enorme quantitativo di rifiuti del peso complessivo di circa 126 tonnellate illecitamente abbandonati nell’area in violazione alla normativa ambientale. Infatti il sito è ubicato a ridosso di un ruscello e quindi potenziale causa di inquinamento delle falde. A ciò si aggiunga che l’area è collocata a ridosso di diverse abitazioni civili ed attività commerciali. L’attività ha portato il Nucleo di Polizia Tributaria di Frosinone a denunciare alla Procura di Cassino l’imprenditore responsabile della gestione di rifiuti non autorizzata nonché per violazioni di natura amministrativa concernenti la normativa ambientale. Er. Amedei

13 Aprile 2010 0

Discarica scoperta grazie all’elicottero della Finanza

Di Comunicato Stampa

Grazie all’ausilio degli elicotteri del Corpo, la Guardia di Finanza di Fiuggi individua e sequestra una discarica di materiale pericoloso rinvenuta proprio a ridosso del Fiume Sacco. In virtù della nuova programmazione delle attività di servizio congiunte, in attuazione del Protocollo d’Intesa tra Comando Regionale Lazio della Guardia di Finanza e ARPA Lazio, un velivolo del Corpo della Sezione Aerea di Pratica di Mare, durante una missione di volo operativa, individuava una discarica di rifiuti speciali di notevoli dimensioni realizzata sul un suolo privato, immediatamente a ridosso del canale portatore del Fiume SACCO. Sarebbe stato impossibile senza l’ausilio dell’unità aerea, una facile individuazione dell’area adibita a discarica in considerazione che, la stessa, rimaneva ben occultata dalle civili abitazioni. I militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Fiuggi, in perfetta sinergia con il personale della Squadra Ambientale Sezione Operativa Navale di Formia, riuscivano ad intervenire prima che le già notevoli quantità di rifiuti speciali accumulati potessero creare ulteriori problematiche al canale interpoderale confinante, nonché alle falde acquifere sottostanti. Proprio in ragione di quanto già riscontrato durante il sorvolo, ed in relazione a quanto emergeva dalla visione dei rilievi fotografici, l’attività veniva organizzata in modo tale che all’operazione di servizio prendessero parte anche i funzionari dell’ARPALazio di Frosinone i quali, constatato il critico stato dei luoghi, procedevano a relazionare quanto riscontrato sul posto nonché coadiuvare le operazioni di confinamento della matrice inquinante. I militari intervenuti procedevano, pertanto in via preventiva, al SEQUESTRO dell’area di circa 250 mq adibita a discarica abusiva dove, erano stati stoccati circa 85 metri cubi di rifiuti speciali. Proprio l’ingente quantità di rifiuti accatastati nel tempo evidenziava la sistematicità dell’abbandono, evidenziando come, gli stessi, fossero stati abbandonati senza adottare alcun sistema di protezione dagli agenti atmosferici. Il comportamento antigiuridico posto in essere dagli indagati, faceva in modo che le acque piovane, una volta contaminate attraverso il contatto con i citati rifiuti, scorressero liberamente sul suolo e nel sottosuolo inquinandolo. Dei fatti, veniva immediatamente informata l’Autorità Giudiziaria con Informativa di Reato redatta a carico di G.S.M., 65enne di Altamura, amministratore della Società proprietaria del lotto di terreno, per l’inosservanza alle specifiche disposizioni dettate dal DLgs 152/06 in materia di rifiuti e di tutela delle acque.

9 Aprile 2010 1

In Georgia, scoperta una necropoli con oltre trecento tombe

Di felice pensabene

Scoperta, in Geogia una delle repubbliche della ex Unione Sovietica, una necropoli, con oltre 300 tombe a tumulo ancora intatte, che coprono un enorme arco temporale, identificato tra il IV millennio a.C. e il III secolo d.C.. E’ l’incredibile scoperta fatta in una valle della zona dell’antica Colchide, la mitica terra del Vello d’Oro, da un archeologo dell’Università di Ferrara, Livio Zerbini, in collaborazione con il collega georgiano Vakhtang Licheli, dell’Università di Tbilisi.  Un ritrovamento ancora da studiare, precisano i due ricercatori, che a giugno saranno sul posto per un nuovo scavo, ma che si presenta per estensione e potenzialità come “una nuova Valle dei re” e che potrebbe fare nuova luce tra l’altro sulle spedizioni romane, come quella di Pompeo che proprio in quella zona passò con il suo esercito quando mosse contro Mitridate VI. La scoperta era stata anticipata anche, nel 2008, dal clamoroso ritrovamento di una spettacolare armatura da parata in ottone, che sembra risalisse all’epoca romana e che attualmente è allo studio nell’università di Ferrara. “I primi scavi della misteriosa necropoli – spiega Zerbini che oggi, con il collega georgiano, ha presentato la scoperta a Roma nella sede della Conferenza dei rettori delle università italiane con Roberto Giacobbo (che per la Rai con Voyager ha raccontato mesi fa il ritrovamento dell’armatura) sono stati compiuti nel settembre del 2009 e hanno confermato la rilevanza del sito, che rappresenterà senza dubbio una delle più interessanti aree archeologiche degli anni a venire”.

8 Aprile 2010 0

Rivendita di auto usate, scoperta evasione per 19 milioni di euro

Di Comunicato Stampa

Una maxi frode carosello, che ha procurato danni all’erario per diversi milioni di euro, è stata scoperta dalla guardia di finanza di Frosinone al comando del colonnello Giancostabile Salato. I finanzieri del nucleo tributario, coordinati dal Comando, sono riusciti a recuperare a tassazione ingente materia imponibile per un valore di circa 16 milioni di euro e a constatare violazioni all’iva per circa 3 milioni di euro e all’Irap per circa 600 mila euro accertando, inoltre, responsabilità penali, del legale rappresentante dell’impresa, tale M.G. di anni 36. Lo stesso è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria per reati tributati previsti dal D.Lgs nr. 74/2000 (evasione fiscale, utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti e omessa presentazione della dichiarazione annuale dei redditi). Tutto ha preso il via quando le Fiamme Gialle del capoluogo hanno individuato un’impresa operante nel settore del commercio di autoveicoli, risultata aver intrattenuto rapporti commerciali di un certo spessore, esclusivamente con alcuni ‘selezionati’ soggetti ‘fornitori’, già conosciuti per condotte commerciali non propriamente ‘pulite’ , venendosi così a configurare pienamente il classico schema di ‘società cartiere’, dedite esclusivamente alle ‘frodi carosello’. La frode posta in essere si concretizzava sostanzialmente nei seguenti passaggi: 1. il cedente estero fatturava le cessioni di autovetture alla prima o unica impresa filtro sita in territorio nazionale, qualificando l’operazione come non imponibile, quale cessione intracomunitaria; 2. l’impresa filtro, invece di rivendere l’autovettura applicando al valore di acquisto un ricarico e, successivamente l’IVA, scorporava l’imposta dallo stesso valore di acquisto, determinando un abbassamento del prezzo, con contestuale trasformazione di una parte dell’imponibile in IVA; 3. quest’ultima impresa filtro, infine, emetteva la fattura alla società finale. Il beneficiario delle operazioni poste in essere in frode alla legge era l’impresa verificata che, nell’anno 2006 e 2007, ha utilizzato fatture soggettivamente inesistenti perché provenienti da soggetti diversi dai reali cedenti, e che, tra l’altro, in barba alle leggi fiscali vigenti, non ha presentato le prescritte dichiarazioni dei redditi per l’anno d’imposta 2008, con conseguente notevole danno per l’Erario. Per di più la condotta elusiva, tenuta dall’impresa verificata, finalizzata all’unico scopo di originare una grossa evasione fiscale, con procedure completamente sconosciute al fisco “IN TOTALE EVASIONE D’IMPOSTA“ come si è avuto modo di constatare, ha generato una concorrenza sleale nei confronti di altri onesti operatori commerciali ciociari, operanti nello stesso settore merceologico, che normalmente pagano le tasse. L’operazione di servizio testimonia, ancora una volta, lo sforzo profuso dalle Fiamme Gialle di Frosinone nel contrasto all’evasione fiscale, a tutela dei pubblici bilanci e del corretto andamento dell’economia.