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31 Gennaio 2019 0

Cassino, Comune e maggioranza sempre più nel caos, dopo Iannone se ne va anche Benedetto Leone

Di felice pensabene
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Un altro macigno si abbatte sull’amministrazione D’Alessandro, dopo le dimissioni dell’assessore Iannone ora sbattere la porta è stato Benedetto Leone. Lo scontro è maturato alcune sere fa sul tema dell’approvazione del bilancio ed in particolare sui progetti necessari per l’assessorato ai servizi sociali. In realtà la guerra è sull’atteggiamento dei “quattro dissidenti” che cercherebbero di ostacolare la macchina amministrativa con un costante tira e molla, senza una posizione chiara, al di là dei comunicati stampa, su come si voglia continuare ad andare avanti, ma soprattutto se vi sia una reale e cocreta voglia andare avanti davvero. «Ho avuto uno scontro col sindaco che non concordava con la mia decisione, penso che sia un atto doveroso perché adesso i consiglieri comunali dovranno assumere su di loro l’intera responsabilità dell’approvazione del bilancio comunale». Così Benedetto Leone ha annunciato di aver rimesso la delega nelle mani del primo cittadino. Leone ha presentato il bilancio dei due anni di conduzione dell’assessorato ai Servizi Sociali, ha ringraziato il personale, ma ha negato che il suo gesto sia stato determinato dalla necessità di togliere la sua presenza – ritenuta da alcuni ingombrante – sulla strada risoluzione dello stallo in cui la coalizione che sostiene D’Alessandro è ormai precipitata da settimane. Una maggioranza, quella che da due anni e mezzo amministra Cassino, sempre più in difficoltà, del resto i risultati e le condizioni in cui versa la città sono sotto gli occhi di tutti.

F. Pensabene

28 Gennaio 2019 0

Sempre e ancora barbarie!

Di felice pensabene

ARPINO – Non si possono impiegare termini diversi di fronte a certi atti e imprese cui siamo obbligati ad assistere: l’altro giorno scendendo da Arpino giù a Carnello si è notato un vivace movimento di uomini e di macchinari e di veicoli davanti  ad alcune…querce: le vorranno potare, ho pensato oppure perfino trapiantare, come avviene con quelle piante di olivo gigantesche che ammiriamo in certi giardini o nelle rotatorie. Quando mai: in provincia di FR le querce non si potano, figurarsi se si trapiantano:  gente  proterva e disturbata di  mente semplicemente  abbatte e distrugge,  un patrimonio pubblico strappato  alla comunità,  ancora inconsapevole e inerte di fronte al danno irrecuperabile che le si arreca.  Senza alcuno scrupolo:  ma quanto è a dir poco sconfortante -e questa è anche la vera forza dei malati di mente e degli scellerati-  è che la gente comune passa e non guarda,  indifferente, non si arresta a impedire i misfatti, che poi ricadono solo su se stessa   e sulla sua esistenza. E infatti stavano tagliando almeno tre querce, giorni prima ne avevano abbattute almeno altre cinque sempre sulla medesima strada. La ragione?  Pericolose,  possono cadere!! Querce secolari  anche della circonferenza di  tre-quattro metri, che si levano in quel posto da almeno cento-centocinquantanni, maestose, solenni,  generose,  uno spettacolo della natura, diventano improvvisamente assassini e omicidi perché una serie di disarticolati mentali, comodamente  seduti alle loro scrivanie, hanno deciso e sancito  che quelle piante possono ammazzare i bipedi e perciò vanno eliminate: colpisce la tempestività ed efficienza nell’assolvere tali infami decisioni: se solo una minima parte di tale efficienza  e tempestività e solerzia fossero state impiegate per curare le piante come è costume e normalità nelle società civili. E la opposizione  eletta ai vari consigli comunali, loquace  e perfino strepitante nei confronti di tante amenità,  in questo tristissimo e criminale frangente  è  completamente muta e cadavere.

E’ da ritenere che quanto si è verificato e ancora si sta verificando  in provincia sia anche questa una peculiarità della provincia di FR, a conferma del suo ruolo di ultimo della classe: l’abbattimento sistematico di un patrimonio arboreo irrecuperabile, fonte di vita per la collettività,  motivo di gratificazione e piacere per la vista, luogo di protezione di uccelli e di altre creature,  luogo di ristoro e di riposo per la stessa comunità. La Via Casilina è diventato un cimitero di alberi, la maggior parte dei meravigliosi pini che ne marcavano, pur se a sbalzi, il percorso sono stati spianati, con  sadismo e libidine: è stato coniato, da qualche pervertito  di mente, perfino un neologisma, unico di questa trista provincia: pini killers! Il piacere  del massacro, pari a vera e propria concupiscenza e lascivia, si è esteso a tutti i comuni che affacciano sulla  Casilina che ne hanno quasi cancellato la presenza  salvo alcune miracolate querce che anche esse prima o dopo andranno ad alimentare qualche forno per pizze; la libidine si è estesa anche nell’entroterra, a Pontecorvo, a Supino e chissà ancora dove. Non vogliamo ricordare l’eccidio dei tigli maestosi, dei veri patriarchi, realizzato dalle autorità comunali di Isola del Liri, dove per fortuna grazie a qualche difensore se ne è impedito il totale massacro.

Ma perché non abbattono col medesimo zelo ed unanimità non dico gli scheletri di cemento armato o le centinaia di abitazioni abusive presenti in quantità nei comuni ma i pali della illuminazione, soggetti a cadere mille volte più facilmente che non un pino o una quercia secolari? Perché non abbattono i pali della luce più facilmente schiantati da piogge e  tramontane, perciò un pericolo mille volte più imminente che non un albero?  Perché? Tutti possiamo dare la risposta: l’albero non vota, è solo, non ha protettori, è come l’acqua, come l’aria, come la luce, non se ne comprende appieno la funzione esistenziale e, maggiormente, non rappresentano soldi: sono addirittura gratuiti!  L’afflato lirico, l’abnegazione, l’amore per il prossimo, la solidarietà, si sono  concentrati, per tutti questi  suffragetti e ipocriti, solo sugli alberi e non sui pali dei lampioni o su quelli dell’ENEL o su quelli del telefono: perché dunque? La risposta? Le piante  non procurano mazzette e bustarelle e promesse elettorali, non hanno protettori: una volta abbattute è finita: hanno un altro inconveniente: hanno una lunga vita, perfino secoli, invece i lampioni della luce si cambiano ogni cinque anni, come i marciapiedi, le panchine e tutte le volte che cadono e ammazzano o fanno danni …li rimettiamo in piedi, con soddisfazione di tutti, e la moneta circola!  E infatti si è mai sentito  uno dei cosiddetti politici della zona parlare di alberi? Della cura e manutenzione degli alberi? Giammai. Quante volte invece promesse e assicurazioni di mettere nuovi pali della luce o portare la illuminazione o asfaltare o mettere panchine…? Sempre e  solo per ragioni elettorali e/o per mazzette e bustarelle.

Quanto deve destare pensiero e civile preoccupazione è che il Prefetto, che rappresenta la solennità dello Stato in provincia, quindi anche il potere, sia rimasto al balcone, ad assistere  allo spettacolo.

Michele Santulli

27 Gennaio 2019 0

Giunta D’Alessandro sempre più nel caos, si dimette l’assessore Maria Iannone

Di felice pensabene

CASSINO – Traballa in modo sempre più vigoroso la poltrona di Primo Cittadino per Carlo Maria D’Alessandro, che perde un altro pezzo della sua maggioranza. Si è dimessa, in mattinata, Maria Iannone da qualche mese alla guida dell’assessorato alla cultura del comune di Cassino.

Iannone ha rimesso la sua delega nelle mani del sindaco D’Alessandro. “Non ci sono più le condizioni per proseguire oltre”, ha spiegato l’ormai ex assessore.

Sembra ancor più in salita il cammino amministrativo di questa maggioranza. Nei giorni scorsi il sindaco D’Alessandro ha dovuto incassare la dodicesima firma sul registro del notaio dei consiglieri che avevano votato la mozione di sfiducia. Ora la nuova tegola con le dimissioni dell’assessore alla cultura.

F. P.

11 Settembre 2018 0

Credeva di aver perso per sempre la mano, invece…Storia a lieto fine di un operaio ad Isola Liri

Di Comunicato Stampa

Roma-Isola Liri- Una storia a lieto fine quella di un operaio di 54 anni. L’uomo era rimasto coinvolto in un incidente sul lavoro in un’azienda di Isola Liri alcuni giorni fa. Un incidente grave che aveva indotto i sanitari intervenuti a disporne il trasferimento immediato in un ospedale della Capitale, il San Camillo di Roma, a causa di un arto praticamente mozzato. La mano dell’uomo completamente staccata sembrava ormai persa per sempre. Eppure la storia non è finita così. E a parlarne quest’oggi anche il tg5 che ha evidenziato l’ eccezionalità dell’intervento chirurgico messo in atto. Ovvero all’operaio è stata riattaccata la mano ed il decorso post operatorio sembra procedere per il meglio con il paziente che ai microfoni del telegiornale di Canale 5, Mediaset, ha spiegato di iniziare ad avvertire i primi formicolii alla mano rimessa al suo posto e di essere fiducioso. Non è infatti scontato che un arto completamente staccato possa essere riattaccato e con successo. Ma la bella notizia ha rincuorato non solo l’operaio vittima dell’incidente, ma anche amici, familiari, colleghi e lascia accese sempre le speranze di tutti sui progressi della chirurgia e della medicina. Immagine d’archivio N.C.

27 Marzo 2018 0

Collecedro e Ducato sempre più vicine al titolo nei rispettivi gironi

Di felice pensabene

Prosegue la marcia solitaria in vetta alla classifica di Eccellenza, per Ducato di Sora a quota 53 punti. La formazione volsca vince di misura, 1 a 0, fra le mura domestiche contro San Giorgio consolidando il primato. A cinque lunghezze l’altra formazione di Sora, il Canceglie, che non va oltre il pareggio a reti inviolate nel confronto con i padroni di casa di Tibia e Peroni. si riavvicina alle posizioni di testa della classifica Caira, ora a quota 44 punti, la vittoria casalinga contro Cervaro per 2 a 0 consente alla formazione cassinate di portarsi in terza posizione allontanandosi ancora dalla Longobarda, fermata dal pareggio casalingo contro Cerreto. Torna alla vittoria Tordoni, 3 a 1, sul terreno di Viticuso. Vittoria esterna anche per Isotopi (nella foto)che si aggiudica i tre punti con un 1 a 3 rifilato ai padroni di casa di DS Dodici. Proprio la formazione di Pontecorvo nel prossimo turno sarà impegnata con la capolista Ducato di Sora. Più agevole il confronto di Canceglie che dovrà vedersela con DS Dodici. In Promozione sembra, ormai, non avere rivali il Collecedro forte dei dieci punti che lo separano da Moscuso a quota 42 punti. La capolista, infatti, vince il confronto con i padroni di casa di Colfelice per 3 a 1, mentre la formazione campana, Moscuso, conquista i tre punti battendo, 2 a 0, Real Castelnuovo. La vittoria di Moscuso consente alla formazione campana di superare in classifica Labbirra battuta in casa dal Belmonte per 1 a 3. Vittorie anche per Janula, 3 a 1, contro Terelle e Amatori Piedimonte contro Drink Team Duff. Alcuni cambiamenti in classifica potranno ancora verificarsi con il recuoero degli incontri non disputati per il maltemo, ma la corsa delle capolista, Collecedro e Ducato, sembra non lasciare dubbi sull’ipoteca di conquista dei rispettivi tornei.

F. Pensabene

 

28 Febbraio 2018 0

Ducato e Canceglie mantengono il primato, Collecedro sempre più solo in vetta

Di felice pensabene

 Dopo la 19esima giornata, la quarta del girone di ritorno, in Eccellenza proseguono la loro marcia in vetta alla classifica le due formazioni di Sora, entrambe vittoriose in trasferta. Ducato Sora, conquista i tre punti battendo 1 a 2 Amatori Cerreto, mentre Canceglie (nella foto) supera 2 a 3 i padroni di casa dei Tordoni. Mantiene la terza posizione la Longobarda fermata dal pareggio casalingo, 2 a 2, da Tibia e Peroni. Tornano alla vittoria Cervaro, 2 a 1, contro Viticuso e Caira, stesso risultato, contro Sordella. Il prossimo turno potrebbe vedere il Ducato prendere un leggero vantaggio, se riuscirà a superare lo scoglio Sangermanese, su Canceglie che osserva un turno di riposo. In Promozione sempre più saldo in vetta alla classifica Collecedro che con la vittoria ottenuta contro i padroni di casa del Real Castelnuovo per 1 a 4, mette una rilevante distanza con la diretta inseguitrice, Labbirra che deve recuperare il match contro Niemoslive. Torna alla vittoria Moscuso che supera 5 a 1 Sant’Ambrogio City e si riprende la terza piazza in classifica. Incontro “di cartello” nel prossimo turno quello fra Janula e Colfelice che potrebbe portare a qualche cambiamento in classifica, per tutte le altre formazioni di testa incontri relativamente tranquilli. Collecedro sarà impegnato contro Drink Team Duff, mentre Labbirra sarà impegnato in trasferta contro l’ostica formazione di Pignataro.

F. Pensabene

27 Febbraio 2018 0

Antonio Colantonio: “Sempre al servizio dei cittadini”

Di felice pensabene

ROCCASECCA – “Chi mi conosce sa che io sono sempre a disposizione di tutti”, si presenta così Antonio Colantonio e questo è stato lo slogan della campagna elettorale che sta portando avanti per le elezioni regionali.

Dal ’93 impegnato in politica a Roccasecca e non solo, è stato dal ’97 assessore nel suo Comune e poi consigliere comunale in diverse amministrazioni, consigliere provinciale dal 2009 al 2014 ed oggi è nuovamente assessore comunale, alla viabilità e manutenzione.

Un settore “operativo” di “pronto intervento” come lui ritiene di essere per indole nella vita e nei confronti di chi ha bisogno di aiuto.

“Sono quello che interviene quando c’è bisogno, sono sempre disponibile per tutti i miei concittadini, e così resterò anche se dovessi entrare in Consiglio regionale.

Perché la politica ha un senso soltanto se ti consente di risolvere i problemi dei cittadini, che non sono soltanto “elettori”, non sono quelli a cui telefonare soltanto durante la campagna elettorale. Chi siede sulle poltrone di amministratore, a qualsiasi livello, deve farlo per la collettività e non per se stesso”.

Altro punto di forza che rivendica con orgoglio, quello di essere stato sempre coerente e di non essere passato di partito in partito al cambiar del vento. “Sono un uomo di destra, lo sono sempre stato. Sempre con la destra mi sono proposto agli elettori e come uomo di destra ho svolto i miei compiti”.

Per mercoledì 28 ha organizzato in paese un incontro con i simpatizzanti di Fratelli d’Italia, un incontro aperto anche a chi seppure non ancora vicino al partito, volesse ascoltare dai protagonisti di questa campagna elettorale le battaglie che il partito sta portando avanti.

“Vi aspetto alle ore 18:30 in via Veneto. Interverranno – precisa Colantonio – il candidato al proporzionale alla Camera Roberto Toti, il candidato al Senato Massimo Ruspandini e la collega donna candidata al Consiglio Regionale Angela Abbatecola. Subito dopo ci sarà un aperitivo per tutti i presenti, che avranno modo di fare due chiacchiere con i candidati e conoscerli meglio”.

4 Giugno 2017 0

Piedimonte al voto – Ferdinandi: “Tutela della salute e dell’ambiente, sempre stato in prima linea”

Di felice pensabene

Piedimonte San Germano – Il cosiddetto “vento di cambiamento” ha soffiato decisamente forte venerdì sera in località Ruscito. Alla presenza di decine e decine di cittadini il candidato sindaco Gioacchino Ferdinandi ha tenuto il suo quinto comizio elettorale proprio nella frazione dove è nato e dove vive con la sua famiglia. Grande è stata l’emozione in apertura con l’inno nazionale, tantissimi sono stati gli applausi al suo discorso, durato circa trenta minuti. Il piazzale antistante il bar della popolosa frazione di Piedimonte San Germano era strapieno di cittadini, simpatizzanti e amici che hanno accolto fra gli applausi il giovane trentacinquenne avvocato e i candidati della lista Piedimonte#ORA. Comizio molto atteso e che ha particolarmente scaldato gli animi quando l’aspirante Sindaco ha annunciato che la sua azione di governo sarà incentrata contro chi continua a pensare di poter portare sul territorio realtà industriali inquinanti. L’aspirante primo cittadino ha fatto riferimento proprio all’apertura dell’Ares a Ruscito, ad Eureka che vorrebbe aumentare il tonnellaggio di lavorazione a Volla e, infine, alla Fiotech che è in procinto di aprire uno stabilimento, a poche centinaia di metri dal territorio di Piedimonte, per smaltire 60mila tonnellate di rifiuti ospedalieri pericolosi e non. Il messaggio è arrivato forte e chiaro. “Vorrei mettere in evidenza subito un punto, uno fondamentale e sul quale non ho assolutamente intenzione di transigere – ha sottolineato Ferdinandi – lotteremo dal primo all’ultimo giorno del mandato elettorale per la tutela ambientale di Piedimonte e in particolare di questa zona, ricca di agricoltura e di produzioni d’eccellenza, di allevamento e di persone che conoscono il senso della fatica e del lavoro. Se qualcuno spera di deviare il pensiero degli elettori associando me e la mia squadra con la questione Eureka, vi dico che cade male, anzi si deve vergognare”. E poi una stoccata agli avversari e alle tante polemiche che in queste ultime settimane hanno ruotato intorno alle aperture di Ares e Fiotech. “A differenza di chi oggi si riempie la bocca di tutela ambientale e della salute – ha continuato – posso affermare di aver sempre lottato e continuerò a farlo. Ribadisco che il sottoscritto è sempre stato in prima linea per evitare l’insediamento dell’Ares e lo continuerà ad essere anche sulla nascita di altri impianti che qualcuno vorrebbe realizzare a due passi da qui. Vi garantisco – ha poi aggiunto – che continuerò a farlo con forza, ponendo massima attenzione alle procedure e ai vincoli urbanistici, continuando a fare le pulci a tutti, nessuno escluso”. Ma Gioacchino Ferdinandi non si è fermato qui, è sceso nel particolare, ed ha risposto frontalmente a chi nei giorni scorsi è salito sui palchi elettorali cercando di scaricare le responsabilità di certe scelte. “Vorrei ricordare per correttezza al candidato Gentile, l’uomo dei numeri di Urbano, che mio padre non ha autorizzato proprio nulla – ha detto Ferdinandi riferendosi alla questione Eureka -. L’autorizzazione per la lavorazione di 3000 tonnellate di rifiuti è stata rilasciata il 13 febbraio 2017 dalla Provincia e ha seguito un iter autorizzativo regionale. E oggi hanno richiesto un ampliamento per trattare rifiuti per 25mila tonnellate l’anno in zona Volla”. Poi la stoccata finale ad altri due candidati di Urbano, Alessandro Caporusso e Ermelinda Costa. “Può spiegarci Caporusso, candidato nella vostra lista e proprietario di un altro stabilimento autorizzato dalla Regione Lazio al trattamento di rifiuti in via Cerro Antico, la famosa Fiotech, cosa andrà a smaltire, cosa andrà a trattare? Può spiegarci quali potenziali pericoli ci saranno per l’ambiente e per i cittadini? Lo stesso vorrei chiederlo alla candidata Ermelinda Costa, che mi sembra sia a capo del comitato no-rifiuti e che fino a ieri si è più volte definita paladina dell’ambiente e attenta al territorio. Ma di Caporusso e del suo insediamento industriale non si può parlare, vero Ermelinda? Perché l’uomo “solo al comando” ha dato indicazioni precise, perché rispetto a quel potenziale impianto – e solo rispetto a quello – non bisogna strumentalizzare e creare allarmismi. Del resto siamo in campagna elettorale”. Un passaggio Gioacchino Ferdinandi lo ha fatto anche sul Bilancio, altro argomento che in queste ultime settimane ha destato più di qualche polemica e scontro politico. “L’uomo dei numeri – ha detto Ferdinandi riferendosi a Gentile – non vuole capire – o fa finta – che tutte quelle imprecisioni che afferma e soprattutto tutte quelle cose che omette volutamente di dire rispetto al bilancio, hanno a che vedere con il riconoscimento del debito della RSA. Il taglio al capitolo del sociale di 100mila euro – ha sottolineato Ferdinandi – ha a che vedere con i 90mila euro che sono serviti per coprire un debito nei confronti della RSA stessa, debito che ammonta a 336mila euro. Gentile, ora ci spieghi, data la sua somma esperienza con i numeri, con quali altri capitoli bisognava coprire quel debito?”. Fra gli applausi Gioacchino Ferdinandi ha chiuso il suo comizio ricordando che: “insieme a questi amici, fianco a fianco con i nostri concittadini, riusciremo a vincere, perché i mal di pancia di qualcuno sono sinonimo del fatto che la vittoria è nell’aria, è alle porte. Qualcuno a breve lascerà il posto ad un nuovo gruppo che porterà Piedimonte San Germano a rivestire il ruolo che merita nel panorama provinciale e regionale”.

21 Maggio 2017 0

Sempre meno italiani all’altare: tasche vuote o superstizione per l’anno 20’17’?

Di Ermanno Amedei

Dall’Italia – I dati Istat evidenziano come il 2015 sia stato l’ultimo anno in cui in Italia i matrimoni siano cresciuti rispetto al precedente, con più di 4000 nozze di differenza. Ma il prospetto per il 2017 si rivela piuttosto curioso: sembra infatti che il calo di coppie all’altare sia dovuto più alla superstizione legata al numero 17 che alle difficoltà economiche in cui versano la maggior parte degli italiani.

Tra curiosità e storia

La nostra cultura popolare ha diffuso sin dai primi secoli la eptacaidecafobia, ossia la paura del numero 17, derivante per lo più dai Testi Sacri.

Nella Bibbia, di fatto, si legge che il diluvio universale iniziò proprio il giorno 17.

Nel medioevo questa credenza rivalutò anche alcuni tratti del mondo antico, ad esempio nell’antica Roma la scritta “VIXI” (“ho vissuto” e quindi “sono morto”) presente sulle tombe dei defunti, fu considerata come l’anagramma di “XVII”, il numero 17 romano. Anche nella smorfia napoletana il 17 è sinonimo di “disgrazia”.

Sposarsi nel 2017 porta sfortuna? Si sa, la superstizione legata al numero 17 è dura a morire, e in questo particolare anno è enfatizzata dalla presenza di diversi “venerdì 17”, come quelli di marzo e novembre, ma ovviamente non vi è alcuna tesi scientifica o statistica che dimostri la veridicità della presunta sfortuna legata a questo numero. Di questo parere sarà stata Pippa Middleton, sorella della duchessa Kate di Cambridge, convolata a nozze principesche il 20 maggio di quest’anno.

Sta dunque alle coppie italiane, soprattutto le più giovani, riflettere sul fatto che un matrimonio possa essere felice non in base a una presunta data fortunata bensì grazie all’impegno costante da parte di entrambi nel mantenere saldo un rapporto.

Giulia Guerra

3 Aprile 2017 0

Basket C Gold: N.B. Sora 2000 corsara a Civitavecchia play off sempre più vicini

Di felice pensabene

N.B. Sora 2000, davanti al sold out del PalaRicucci di Civitavecchia, da spettacolo nel match più atteso di questo 24° turno di campionato. E Roljic fa spettacolo nello spettacolo. Davvero meraviglioso. Il Serbo  coadiuvato dal connazionale Dulovic sono vere e proprie  mine  vaganti nella difesa civitavecchiese. Dura poco più di  nove minuti la presenza in campo di capitan  Rossetti, uscito dal rettangolo di gioco per una problema al polpaccio, sostituito da Mannarelli. La prima frazione di gioco si chiude sul 7 a 17 per i gli ospiti volsci. In avvio di secondo quarto arrivano altri punti per il Sora con Dulovic e Galuppi prima della tripla dei locali con Bencini per il 10-21. I padroni di casa provano una sterile rimonta ( grazie anche ai molti errorima il solito Roljic e De Laurentiis tengo lì i padroni di casa, copiando il parziale del primo quarto 7-17 e squadre al riposo sul 14 a 34. Alla ripresa del gioco arriva subito il +28 (14-42, massimo vantaggio) con i canestri di Mannarelli Dulovic, De Laurentiis e la tripla nuovamente di Mannarelli. Coach Cecchini richiama i suoi in panchina per un minuto di sospensione e cercare di rimettere i cocci a posto ridisegnando le strategie per arginare l’emorragia della sua squadra. Sora però non ci sta e nel giro di due minuti dopo il canestro del rossonero Dembele, torna a penetrare il cesto dei tirrenici con una bomba di Dulovic e le straordinarie giocate di Roljic, vero trascinatore dei volsci. Per Civitavecchia è un monologo di Dembele che da ogni tanto una fiammata ai padroni di casa che non trovano la continuità nel gioco entrando così negli ultimi dieci minuti sul 24-50.

I Volsci chiudono definitivamente la contesa nei primi secondi dell’ultima frazione di gioco con i canestri di Dulovic e Mannarelli. I padroni di casa reagiscono con i tiri dalla distanza di Bezzi e Bencini (35-58) I biancocelesti di coach Polidori si distraggono e cedono fisicamente, dopo 35 minuti di grande intensità, Un minuto alla fine e punteggio di 40-63. Nel finale ci prova ancora una volta il Sora con il canestro di Dulovic. I Volsci amministrano gli ultimi possessi e portano a casa la vittoria con il risultato finale di 40 a 65. Coach Polidori a fine gara  “ Credo che prima di tutto si debba dire un grandissimo grazie a tutti i ragazzi che durante la settimana sudano e lavorano per provare a raggiungere gli obiettivi che si possono e debbono raggiungere.  Oggi a Civitavecchia forse abbiamo giocato la nostra migliore partita difensiva e sotto il profilo caratteriale. Perdere dopo pochi minuti  il capitano Rossetti per infortunio, che spero non sia molto grave, ci ha unito ancora di più, tutti hanno capito che non sarebbe bastato il 100%  ma dovevamo dare fondo a tutte le nostre qualità tecniche e fisiche. Bravi tutti veramente bravi. Oggi abbiamo presentato il conto a chi ci dava spacciati qualche mese fa e ci insultava. Mentre dobbiamo ringraziare chi ci ha sempre sostenuto credendo nelle nostre qualità morali e  tecniche. A Sora non è facile fare basket si è persa la passione e la tradizione pochi seguono, pochi sono disponibili a sostenere la squadra,  spero che questo gruppo possa ridare energia e voglia di seguire con attenzione questo meraviglioso sport. Comunque finisca questa stagione questo gruppo ha scritto pagine importanti sia in serie C Gold che nel campionato Under 20 e non mi riferisco solo ai risultati sul campo ma a quanto sono stati disponibile ad allenarsi e migliorarsi giorno dopo giorno.”

Una vittoria importantissima per i biancocelesti che grazie alla sconfitta della Virtus Aprilia con il Formia si portano al settimo posto appaiati ai pontini con 24 punti.  La prossima settimana i volsci riceveranno il fanalino di coda Lazio cercando di prendersi la settima piazza che vorrebbe dire affrontare al primo turno playoff proprio Civitavecchia.

 

Cest. Civitavecchia 40 – N.B. Sora 2000 65

Parziali: 7-17 / 7-17 / 10-16 / 16-15

Cest. Civitavecchia: Campogiani 0, Rossi 0, Bezzi 8, Rogani 7, Bencini 6, Bottone 5, Gianvincenzi 1, Carucci 0, Dembele 10, Fontana 3, Quondam 0, Simeone 0; Coach: Cecchini

N.B. Sora 2000: Roljic 23, Tanzilli n.e., Mannarelli 9, Galuppi 8, Alonzi 0, De Laurentiis 3, Castellucci n.e., Dulovic 21, Taskov 0, Rossetti 1; Coach: Polidori. Ass Spaziani