Tre milioni per finanziare e rilanciare i consultori familiari

25 agosto 2009 0 Di redazione

Dare continuità all’attività dei consultori del Lazio e migliorarne l’attività e l’offerta di servizi: questi gli obbiettivi del provvedimento approvato, su proposta dell’assessore alle Politiche Sociali Anna Salome Coppotelli, dalla Giunta Regionale durante la sua ultima riunione. La delibera ha stanziato 3 milioni di euro per la riqualificazione e l’implementazione dei servizi forniti da queste strutture.
La cifra verrà così ripartita:
200.000 euro sono destinati a finanziare un intervento di formazione del personale che lavora nei consultori, da realizzarsi con l’Asap (Agenzia per lo Sviluppo delle Amministrazioni Pubbliche);
1.500.000 euro sono per l’attuazione, da parte delle Asl, di progetti distrettuali di coordinamento e messa in rete dei servizi in favore di donne e minori vittime di maltrattamento e violenza;
1.300.000 euro vanno infine all’attuazione, sempre da parte delle Asl, di progetti di implementazione dei servizi consultoriali, che permettano il miglioramento e l’aumento dell’offerta, anche tramite un allungamento degli orari di apertura o il ricorso a personale a tempo determinato.
I fondi tra le Asl saranno ripartiti in funzione del numero di distretti e del numero di consultori presenti sul loro territorio. I finanziamenti verranno erogati a seguito della presentazione di progetti specifici da parte delle Asl e dovranno essere approvati dalla Direzione Servizi Sociali della Regione. i progetti dovranno pervenire all’Assessorato regionale alle Politiche Sociali entro 60 giorni dall’avvenuta pubblicazione della delibera sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
“I fondi sono stanziati per dare continuità agli interventi a sostegno dei consultori familiari avviati negli anni precedenti – ha dichiarato l’assessore alle Politiche Sociali Anna Salome Coppotelli – e finalizzati a potenziare e riqualificare profondamente i servizi offerti da queste strutture sul territorio, in particolar modo promuovendo il coordinamento tra le strutture che forniscono aiuto alle donne e ai minori che sono oggetto di maltrattamenti e violenze, al fine di permettere un migliore accesso all’aiuto e all’assistenza”.