Tag: arresti

17 settembre 2018 0

Rissa in casa tra stranieri a Cassino, tre arresti

Di admin
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CASSINO – Carabinieri e poliziotti sono dovuti intervenire nella notte tra sabato e domenica in via Marconi dove, in un appartamento abitato da stranieri, si era scatenata una furibonda lite.

Dopo aver ridotto i giovani alla ragione, i militari hanno arrestato tre cittadini di nazionalità ghanese, un 32enne già gravato da vicende penali per reati contro il patrimonio, la persona ed in materia di stupefacenti, un 35enne ed un 27enne, tutti indagati per il reato di di rissa.

I tre, infatti, all’arrivo delle pattuglie si stavano picchiando violentemente e,  dopo non un facile intervento,  sono stati calmati e,  nel contempo,  è stato chiesto l’intervento del  personale medico per le cure  nei confronti  di uno dei tre rimasto nel frattempo ferito. Lo stesso è stato trasportato presso  il locale Ospedale e, dopo i previsti accertamenti, è stato giudicato guaribile in venti giorni.

22 agosto 2018 0

Da Roma a Veroli per spacciare soldi falsi, tre arresti e una denuncia

Di admin

VEROLI – I carabinieri di Veroli e quelli del NORM della Compagnia di Alatri hanno arrestato tre persone, un 58enne, un 57enne ed un 55enne, tutte residenti nella capitale e già censite per reati specifici, per spendita e introduzione nello stato, senza concerto, di monete falsificate.

I tre , a seguito di un controllo alla circolazione stradale e sottoposti a perquisizione personale e veicolare, sono stati trovati in possesso di 15 banconote, per un totale di 470 euro di diverso taglio e sospetta falsità, nonchè ulteriori 22 banconote di vario taglio per un totale di 505 euro, ritenute di provenienza illecita. Inoltre, è stato denunciato per il concorso nel medesimo reato un 58enne anch’egli residente a Roma (già censito per reati contro il patrimonio) il quale viaggiava con gli arrestati, ma non risultava in possesso delle medesime banconote.

Al termine delle formalità di rito i tre arrestati sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della Stazione Carabinieri di Alatri, in attesa di rito direttissimo.

Nei confronti dei suddetti veniva altresì inoltrata la proposta per l’irrogazione della misura di prevenzione del rimpatrio con foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel comune di Veroli per anni tre.

17 luglio 2018 0

Clan Casamonica, 31 arresti e sei ricercati nell’operazione “Gramigna”

Di admin

ROMA – Dalle primi luce dell’alba, circa 250 militari del Comando Provinciale Carabinieri di Roma, con l’ausilio di unità cinofile, un elicottero dell’Arma e del personale dell’8° Reggimento “Lazio”, sono impegnati fra Roma e le provincie di Reggio Calabria e Cosenza per eseguire 37 misure cautelari in carcere, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di soggetti ai quali viene contestato anche l’art. 416 bis C.P., per avere costituito e preso parte all’associazione mafiosa denominata “clan CASAMONICA”.  Il ruolo apicale di promotore è stato attribuito a CASAMONICA Giuseppe, recentemente uscito dal carcere dopo circa 10 anni di detenzione.

I soggetti sono anche ritenuti responsabili, in concorso fra loro e con ruoli diversi, di aver costituito un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, usura, concessione illecita di finanziamenti ed altro, tutti commessi con l’aggravante del metodo mafioso.

I provvedimenti eseguiti sono 31 mentre 6 indagati sono ricercati.

3 luglio 2018 0

Usura ed estorsione a Roma, 7 arresti e sequestri per 11 milioni

Di admin

ROMA – Dalle prime luci dell’alba, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale capitolino, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 9 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, usura, estorsione, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, truffa aggravata ai danni dello Stato, auto-riciclaggio e trasferimento fraudolento di beni al fine di eludere la normativa antimafia in materia di prevenzione patrimoniale. Contestualmente le Fiamme Gialle stanno dando esecuzione al decreto di sequestro preventivo, emesso dal medesimo G.I.P., relativo a beni immobili e società per un valore complessivo di circa 11 milioni di euro. L’operazione – denominata “TERZA ETÀ” in quanto uno dei settori di reinvestimento dei proventi illeciti dell’organizzazione criminale era rappresentato dalle “strutture protette per anziani” – trae origine da una pregressa attività investigativa che, nel settembre 2017, aveva portato alla cattura, tra gli altri, del pregiudicato NICOLETTI Massimo, figlio del noto Enrico, storico cassiere della “banda della Magliana”. Nel corso di quelle indagini era emerso che un faccendiere del NICOLETTI, trovandosi in difficoltà economiche e dovendo restituire a terzi rilevanti somme di denaro, si era rivolto ad un congiunto, LICENZIATO Mauro, allo scopo di ottenere un prestito. Gli approfondimenti sulla figura del LICENZIATO, delineandone la caratura delinquenziale e le importanti relazioni nel mondo criminale, hanno evidenziato l’esistenza di un autonomo e strutturato sodalizio al vertice del quale, oltre al predetto, vi era il padre LICENZIATO Mario, e che poteva contare su numerosi altri affiliati. Le attività investigative eseguite dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia economico – finanziaria della Capitale, sostanziatesi in intercettazioni, pedinamenti, appostamenti e meticolosi accertamenti economico-patrimoniali, hanno rivelato come la famiglia LICENZIATO (Mario e i figli Mauro e Gianluca), coadiuvata dagli indagati MASTROSANTI Domenico, LIGUORI Anna Maria, DEL VECCHIO Danilo e HUDOROVICH Elvis (tutti destinatari degli odierni provvedimenti di cattura), grazie alla disponibilità di ingentissimi capitali, fossero dediti a sistematiche e abusive operazioni di finanziamento nei confronti di un’ampia platea di soggetti, per lo più imprenditori in gravi difficoltà economiche, ricorrendo in alcuni casi a violenze o minacce onde ottenere la restituzione delle somme elargite o appropriandosi coattivamente di beni dei debitori a parziale storno dei crediti vantati. I tassi medi applicati oscillavano tra il 90% ed il 180% annuo – di qui la loro natura usuraria – con punte del 570%. Ad aggravare lo stato di sudditanza psicologica delle vittime contribuiva il profilo delinquenziale dei capi, LICENZIATO Mario ed il figlio Mauro: entrambi di origine campana ma trapiantati nel comune di San Cesareo (RM), oltre ad avere collegamenti – per il tramite del sodale HUDOROVICH Elvis, detto Giovanni lo zingaro – con esponenti del clan dei CASAMONICA, sono stati indicati da alcuni collaboratori di giustizia come appartenenti ovvero contigui ad ambienti della criminalità organizzata partenopea. In particolare, LICENZIATO Mario è stato citato quale soggetto organico alla Nuova Famiglia, capeggiata dal noto Michele ZAZA detto u’ pazz, storico “cartello di famiglie della camorra” nato in contrapposizione alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele CUTOLO. In proposito, le indagini del G.I.C.O. hanno confermato che LICENZIATO Mario era in contatto diretto con Pasquale ZAZA, nipote di Michele u’ pazz, con il quale ha condiviso importanti progettualità “imprenditoriali”. Nel medesimo ambito, LICENZIATO Mauro ed il fratello Gianluca (quest’ultimo destinatario della misura dell’obbligo di presentazione alla P.G.) sono stati indicati quali soggetti dediti a strutturati traffici di droga sull’asse Napoli-Roma, sotto la direzione della zia, LICENZIATO Carmela, alias “LADY COCAINA”, attualmente detenuta in relazione a plurime condanne definitive per traffico di stupefacenti e porto e detenzione di armi, oggi destinataria di un nuovo ordine di arresto. La donna, sebbene in carcere, come dimostrato dalle odierne investigazioni, è risultata tuttora attiva nel settore ed intenzionata a dare vita a un’autonoma “piazza di spaccio” nella Capitale. E’ stata accertata la disponibilità occulta, in capo alla Licenziato, di un immobile sito a Palestrina (RM), acquisito con proventi del narcotraffico e solo formalmente intestato ad una congiunta. E’ emerso che il gruppo criminale reinvestiva sistematicamente i proventi delle attività delittuose in variegati settori dell’economia legale, ricorrendo anche a frodi fiscali quale fonte di finanziamento illecito. Sul punto, ha svolto un ruolo fondamentale la professionista LIGUORI Anna Maria, organica al sodalizio e destinataria del provvedimento cautelare degli arresti domiciliari, consulente fiscale in grado di individuare i soggetti cui attribuire, di volta in volta, la formale titolarità giuridica dei compendi aziendali riconducibili all’organizzazione. I finanzieri hanno svelato il sistematico ricorso a compiacenti teste di legno, utilizzate per la gestione di imprese attive nel commercio di autovetture e nel settore delle strutture ricettive per anziani, sottoponendo a sequestro preventivo due “strutture protette”, riconducibili al pregiudicato LICENZIATO Mario e site a San Cesareo (RM), di cui una operativa e una destinata ad essere inaugurata a breve. Le indagini, inoltre, hanno dimostrato la riconducibilità al sodalizio di una lussuosa struttura alberghiera ubicata nel centro di Praga, anch’essa sottoposta a sequestro, per la cui esecuzione sono in corso attività rogatoriali. I destinatari delle misure cautelari sono i seguenti: (1) LICENZIATO Mario – detto Marittone, cl. 47 (in carcere); (2) LICENZIATO Mauro, cl. 81 (in carcere); (3) LICENZIATO Carmela, cl. 58 (in carcere – già detenuta presso la Casa Circondariale di Roma – Rebibbia); (4) HUDOROVICH Elvis, cl. 77 (in carcere) detto Giovanni lo zingaro; (5) MASTROSANTI Domenico, cl. 59 (in carcere); (6) LIGUORI Anna Maria, cl. 76 (agli arresti domiciliari); (7) DEL VECCHIO Danilo, cl. 77 (agli arresti domiciliari); (8) LICENZIATO Gianluca, cl. 79 (destinatario dell’obbligo di presentazione alla PG); (9) BIANCO Vincenzo, cl. 78 (destinatario dell’obbligo di presentazione alla PG). I beni oggetto di sequestro preventivo sono i seguenti: a) quote sociali, capitale sociale e intero patrimonio aziendale di 9 società di capitali – di cui una di diritto estero – e 2 ditte individuali, nonché una quota maggioritaria di una società consortile, attive nei settori del “commercio autoveicoli”, “intermediazioni finanziarie”, “commercio di prodotti petroliferi”, “commercio all’ingrosso di prodotti vari”, “ristorazione”, “alberghiero” e “assistenza sociale residenziale”; b) tre immobili siti in San Cesareo (RM) e Palestrina (RM); per un valore complessivo di circa 11 milioni di euro. Contestualmente all’esecuzione delle citate misure personali e reali, sono in corso di esecuzione 30 perquisizioni in provincia di Roma, Latina e Napoli, con l’impiego di oltre 150 Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma ed il supporto dei Reparti competenti per territorio.

13 giugno 2018 0

Nuovo stadio della Roma, 9 arresti tra cui vice presidente regione e presidente Acea

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ROMA – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma stanno dando esecuzione ad una misura cautelare emessa dal G.I.P. di Roma nei confronti di 9 persone (per 6 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 3 gli arresti domiciliari).

L’indagine è coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina, e ha messo a fuoco un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie indeterminata di delitti contro la Pubblica Amministrazione, nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della A.S. Roma calcio.

E’ un vero terremoto quello che ha scosso questa mattina la Capitale e il consiglio regionale del Lazio.

In manette sono finiti il vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio Adriano Palozzi (Fi), l’imprenditore Luca Parnasi e il presidente di Acea Luca Lanzalone.

Coinvolti anche l’ex assessore regionale Michele Civita del Pd,  indagato anche il capogruppo M5S al Campidoglio Paolo Ferrara tra i 27 indagati complessivi.

12 giugno 2018 0

Mafia pontina, 20 arresti a Latina per l’associazione mafiosa dei Di Silvio

Di admin

LATINA – La Polizia di Stato di Latina dalle prime ore di stamane, su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sta eseguendo una misura cautelare nei confronti di oltre 20 persone, appartenenti ad un pericoloso clan criminale rom operante nel quartiere Campo Boario della città di Latina, poiché ritenute responsabili di associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, violenza privata, favoreggiamento, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e reati elettorali, tutti aggravati dalle modalità mafiose. Oltre 250 gli agenti della Polizia di Stato impegnati.

Per la prima volta in territorio pontino viene riconosciuta l’esistenza di un’associazione mafiosa autoctona, non legata a gruppi criminali siciliani, calabresi o campani.

Gli autori delle numerose estorsioni, effettuate con metodi particolarmente violenti e vessatori, come avviene nelle mafie tradizionali, spendevano sempre il nome dei Di Silvio per amplificare il potere di intimidazione, ovvero il riferimento alla destinazione del denaro richiesto al sostentamento dei carcerati e delle loro famiglie, o ancora richiamando episodi cruenti risalenti alla guerra criminale del 2010, quando le famiglie Rom si imposero sui altri gruppi criminali.

Tra i soggetti destinatari della misura cautelare vi sono ben 7 donne, una delle quali figura tra i vertici del clan.

Nel provvedimento cautelare vengono contestati anche reati elettorali previsti dal Codice Antimafia.

I dettagli saranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso l’Ufficio Relazioni Esterne del Dipartimento della Pubblica Sicurezza in Via Agostino De Petris 95.

Sull’account facebook Polizia di Stato dalle ore 11 verrà trasmessa la diretta della conferenza.

4 giugno 2018 0

Operazione antidroga tra Frosinone e Roma, 13 arresti

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FROSINONE – E’ in corso tra Frosinone e Roma, dalle prime ore della mattinata, un’operazione che vede impegnati oltre 50 agenti della Polizia di Stato della Questura di Frosinone, coadiuvati da unità cinofile antidroga e da pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, nella cattura di 13 individui, colpiti da altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere, perché facenti parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacente.

L’indagine, condotta dal personale della Squadra Mobile di Frosinone, ha avuto inizio nel dicembre del 2015.

Ulteriori dettagli verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso la Sala Conferenze della palazzina Benessere della Questura

30 maggio 2018 0

Anziana in gabbia, sette arresti e struttura sequestrata a Roccagorga

Di admin

ROCCAGORGA – Mantenevano una anziana chiusa all’interno di una gabbia ricavata realizzando una struttura direttamente sul suo letto. E’ quanto contenuto nelle risultanze di una indagine svolta dai carabinieri del Nas di Latina che questa mattina hanno dato esecuzione a sette ordinanze di misure cautelari e al sequestro di una struttura utilizzata come centro per anziani a Roccagorga. I reati contestati dagli uomini del capitano Egidio Felice vanno dal maltrattamento al sequestro di persona.

L’indagine è scattata nell’agosto 2017 e che ha preso le mosse dalla denuncia presentata dai familiari dell’anziana, ha avuto i propri punti di forza nell’utilizzo di specifiche attività tecniche, quali intercettazioni telefoniche, ambientali ed audio/video, che hanno consentito di cristallizzare i reiterati e significativi episodi di autoritarismo e violenza perpetrati, dal titolare e dalle operatrici della Comunità Alloggio per Anziani, ai danni dell’anziana ospite non autosufficiente. Tra le tante vessazioni, hanno assunto un particolare rilievo le modalità di sistematico contenimento fisico della donna, praticamente ristretta nel solo spazio della propria branda. Grazie all’applicazione di sbarre metalliche sul letto, infatti, era stata realizzata una vera e propria Gabbia, da cui il nome dell’operazione.

Si accertava, altresì, che l’anziana ospite era stata più volte chiusa a chiave all’interno della propria stanza, peraltro priva di servizi igienici. Oltre a tali gravi limitazioni della libertà personale, la malcapitata, alla quale venivano spesso tirati i capelli, veniva anche schiaffeggiata, strattonata e pesantemente ingiuriata.

L’attività del NAS Carabinieri si è svolta sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica di Latina, nella persona del Sostituto Procuratore della Repubblica, Dott.ssa Simona Gentile.

Le ordinanze, per la cui esecuzione il NAS Carabinieri di Latina è stato coadiuvato, nella fase operativa, da personale del Comando Tutela Salute e del Comando Provinciale di Latina, sono state emesse dal G.I.P. del Tribunale di Latina, Dr. Pierpaolo Bortone, che ha altresì disposto il sequestro preventivo dell’intera struttura oggetto di indagine e il contestuale trasferimento degli anziani ospiti presenti nel corso delle operazioni.

I provvedimenti restrittivi degli arresti domiciliari hanno interessato i Comuni di Roccagorga (LT), Maenza (LT) e Sezze (LT) e sono stati eseguiti nei confronti del titolare della struttura, della moglie e di ulteriori 5 Operatrici Socio Sanitarie, di cui tre di nazionalità rumena, che a vario titolo si sono resi responsabili dei reati contestati.

22 maggio 2018 0

Arresti domiciliari troppo “lenti”, 36enne di Cassino va in carcere

Di admin

CASSINO – I carabinieri di Cassino hanno arresto un 36enne del posto, già censito per stupefacenti, associazione per delinquere, resistenza a Pubblico Ufficiale, reati in materia edilizia ed appropriazione indebita, in esecuzione dell’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, con la quale è stata sostituita la misura cautelare degli arresti domiciliari con quella della custodia in carcere.

L’uomo, durante il periodo della misura detentiva, alla quale era sottoposto in relazione al reato di spaccio di sostanze stupefacenti, ha violato più volte le prescrizioni impostegli. In particolare, in occasione dei controlli da parte delle Forze dell’Ordine, aveva atteggiamenti aggressivi, minacciosi ed irriguardosi, inoltre, nonostante il divieto di incontrare altre persone, veniva più volte trovato in compagnia di individui estranei al proprio nucleo familiare.  Al termine delle formalità di rito l’uomo veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Cassino a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

18 maggio 2018 0

Prostituzione nei “circoli culturali”, 3 arresti nel frusinate

Di admin

FROSINONE – Gestivano circoli  culturali che coprivano una fitta attività della prostituzione.

Questa mattina i carabinieri Reparto Operativo – Nucleo Investigativo di Frosinone comandati dal colonnello Adrea Gavazzi e dal capitano Antonio Lombardo, sotto la coordinazione del comandante provinciale, il colonnello Fabio Cagnazzo ha dato esecuzione ad un’Ordinanza  di Custodia Cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Frosinone, dott. Antonello Bracaglia Morante, su richiesta della locale Procura, P.M. dott.ssa Barbara Trotta, nei confronti di Arcangelo Belli, 53 anni, Claudio Faustini, 52 anni entrambi originari di Ripi, Soumia El Hasaini, 43 anni originaria di Casablanca, ma residente a Ripi (FR), Attilio Monaldini 57 anni, originario di Frosinone, i primi tre con precedenti specifici. Gli stessi sono ritenuti responsabili di concorso in agevolazione, induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

I provvedimenti traggono origine da una articolata e complessa  attività  info-investigativa avviata dal Nucleo Investigativo nell’autunno del 2015, quando era stata individuata una presunta attività di meretricio all’interno del Circolo culturale denominato “Capocabana”, a Veroli. Le investigazioni, condotte attraverso tradizionali attività investigative consistite nella raccolta di informazioni, controlli amministrativi, visioni ed analisi di immagini riprese da telecamere presenti sulla pubblica via, penetranti ma discreti servizi di osservazione sul campo e da remoto, pedinamenti, perquisizioni, analisi dei tabulati telefonici ed altre attività tecniche, hanno permesso di acquisire univoci e sostanziosi elementi probatori a carico dei destinatari del provvedimento e di ricostruire puntualmente il ruolo da ciascuno ricoperto nella gestione dell’illecita attività che si svolgeva sotto le mentite spoglie di un’Associazione Culturale senza fini di lucro. Il particolare “lucro”, in realtà, era l’unico obiettivo degli odierni indagati che garantivano ad una pluralità di clienti di intrattenersi e consumare rapporti sessuali fuori dal locale dietro pagamento di una somma di denaro commisurata al tempo dagli stessi trascorso con le “intrattenitrici”.

E’ emerso, infatti, che i destinatari del provvedimento, alcuni dei quali titolari e/o amministratori di fatto anche di altri locali dello stesso genere ubicati in altre Province, gestivano e coordinavano, realizzando notevoli profitti, tutte le attività connesse al meretricio, che si concretizzavano, sostanzialmente, nella scelta delle ragazze, straniere (che dovevano riunire determinati requisiti fisici), nella loro sistemazione alloggiativa, nei loro spostamenti, sia all’arrivo in Italia (dall’estero o da altre città) sia nei quotidiani accompagnamenti dal luogo di dimora a quello di “lavoro”, nell’organizzazione, predisposizione e coordinamento dei contatti tra le ragazze ed i clienti, nella fissazione delle regole di intrattenimento all’interno del locale e delle “tariffe” da corrispondere che, come già detto, variavano in base al tempo trascorso con la ragazza prescelta. E’ emerso, altresì, uno scambio di intrattenitrici tra locali, anche di altre Province, in relazione all’andamento e all’attivismo degli stessi e/o a esigenze di spostamento connesse ad altre problematiche.

Inoltre si verificava che alcuni clienti “prenotavano” le ragazze con cui volevano intrattenersi, desiderio che veniva, dagli sfruttatori, prontamente soddisfatto dando specifiche indicazioni nel senso. Per quanto concerne i guadagni delle ragazze gli stessi variavano in percentuale in relazione al numero delle prestazioni offerte e comunque si aggiravano su circa il 30% del totale.

Gli arrestati, al termine delle previste formalità di rito, sono stati sottoposti, i primi tre, al regime   degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni, mentre, l’ultimo, all’obbligo di dimora nel Comune di residenza.