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20 agosto 2018 1

Video rap contro il ministro Salvini ad Alatri, denunciato giovane straniero

Di admin
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ALATRI – E’ stato individuato e denunciato dai carabinieri e dalla Digos il giovane straniero richiedente asilo politico che, a margine della il Festival del Folklore, la manifestazione canora che si è svolta ad Alatri, ha composto e cantato una canzone rap dedicata al ministro dell’Interno Matteo Salvini e alla politica che sta perseguendo in fatto di immigrazione.

Un testo in italiano certamente non amichevoli ma di dura contestazione addossando al segretario della Lega le responsabilità dei morti nel Mediterraneo.

Una esibizione estranea al concorso canora che è stata ripresa e postata sui social network fino a quando non è stata rimossa perché ritenuta una “incitazione all’odio”.

Prima, però, i carabinieri comandati dal colonnello Fabio Cagnazzo e gli agenti della Digos, lo hanno individuato e denunciato per diffamazione a mezzo stampa, Ingiuria, con l’aggravante di aver fatto la diffamazione ad un rappresentante di un corpo politico.

Ermanno Amedei

20 giugno 2018 0

VIDEO – A Velletri 725 Allievi carabinieri giurano fedeltà alla Patria davanti al ministro della Difesa Trenta

Di admin

VELLETRI – In 725 hanno giurato fedeltà alla Patria, questa mattina, presso la scuola Salvo D’Acquisto di Velletri, Sono gli allievi carabinieri del 137esimo corso intitolato a Fosco Mondini. Alla cerimonia ha partecipato il Ministro della difesa, la veliterna Elisabetta Trenta e il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri. Una cerimonia sobria, spedita, ma comunque commovente che ha visto la partecipazione di una folla commossa di amici e parenti degli allievi.

Il Ministro ha portato il saluto del Governo e ha ricordato l’importanza dei carabinieri nella società e, quindi, delle scuole che li formano.

Il generale Nistri ha invece ricordato il significato del Giuramento e degli alamari, ma soprattutto, ha ricordato il grande sacrificio dei carabinieri nel correre rischi per contrastare il crimine. Dall’inizio dell’anno, sono stati 582 i militari rimanere feriti nel corso dei servizi.

Nel video entrambi gli interventi.

Ermanno Amedei

2 giugno 2018 0

C’è una parte di Roccasecca nel neo ‘Governo Conte’ la consorte del ministro Tria è originaria della città di San Tommaso

Di redazionecassino1

CASSINO – Nel pomeriggio di ieri hanno giurato nelle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il neo Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ed i ministri del nuovo governo. Proprio fra i componenti della compagine di governo spicca il nome del prof. Giovanni Tria, non solo come titolare di un ministero di rilevante importanza, quello dell’Economia.

Il professor Tria è particolarmente familiare a Roccasecca per le origini della sua consorte. I coniugi Tria, infatti, sono conosciuti nella piccola cittadina della Ciociaria la consorte del neo ministro, infatti, è originaria di Roccasecca dove ha una abitazione nel centro. Giovanni Tria è presidente della Scuola nazionale dell’amministrazione e professore ordinario di economia politica all’università di Tor Vergata e nella prossima Legislatura si appresta a ricoprire un ruolo essenziale nel governo italiano ed in Europa.

“Rivolgo i migliori auguri a tutti i Ministri del nuovo governo ed in particolare al Ministro Tria al quale auguro di contribuire alla crescita del nostro paese e del nostro territorio che conosce molto bene”. Ha fatto sapere il sindaco Giuseppe Sacco.

24 febbraio 2018 0

La puntura di Ultimo… al ministro Minniti

Di admin

LA PUNTURA DI ULTIMO – “Il ministro degli interni Minniti: “Dopo nove anni abbiamo rinnovato il contratto nazionale alle forze dell’ordine.” Nove anni di attesa per poi sbloccare la situazione nove giorni prima delle elezioni?”.

Ultimo

28 maggio 2010 0

Per Tremonti sono i disabili a «bloccare la competitività»: complimenti Ministro!

Di redazionecassino1

«Due milioni e settecentomila invalidi in Italia pongono la questione se un Paese così può essere competitivo»: sono parole pronunciate dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nel presentare la Manovra Finanziaria Correttiva, contenenti uno stigma tanto grave da caratterizzarsi come uno dei più rilevanti danni recenti per le persone con disabilità. L’invalido, infatti, sarebbe un “parassita” che blocca la competitività e tale affermazione “razzista” non può che moltiplicarsi presso l’opinione pubblica, enfatizzata da certi organi d’informazione. La realtà è che questa Manovra “mette le mani nelle tasche degli italiani” e pur trovando assai poco in quelle delle persone con disabilità, quel poco intende riprenderselo con decisione inversamente proporzionale alla prudenza usata nei confronti degli evasori fiscali. E il modo scelto per farlo è il più subdolo, passando cioè il “fiammifero acceso” alle Regioni e decretando sostanzialmente la fine delle già timide politiche regionali sulla non autosufficienza, la domiciliarità e il contenimento del disagio sociale. Vediamo il perché, anche analizzando passo dopo passo varie dichiarazioni del ministro Tremonti Su una cosa ha ragione il ministro dell’Economia Giulio Tremonti: migliaia di famiglie italiane hanno vissuto “al di sopra delle loro possibilità”. Sono quelle che si sono dovute fare carico, pressoché integralmente, di familiari con grave disabilità. Ne hanno dovuto affrontare i costi assistenziali, rinunciare alla carriera lavorativa, dedicare tutto il proprio tempo per colmare le lacune di un sistema assistenziale che è una sorta di “colabrodo”. Sono famiglie che si sono progressivamente impoverite. Questo ci si augurava si considerasse nell’elaborare le misure per contrastare una crisi che già colpirà soprattutto i più deboli. E invece, non una parola in loro favore, nella conferenza stampa di presentazione della nuova Manovra Finanziaria, da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del ministro Tremonti. Anzi, le parole di quest’ultimo sono illuminanti e pericolose, forse ancora più dannose delle stesse politiche che si vogliono adottare nella Manovra “fantasma” (nessuno ne ha ancora visto il testo). «Questo è un Paese che ha 2 milioni e 7 di invalidi – ha osservato il Ministro – e 2.7 milioni di invalidi pone la questione se un Paese così può essere ancora competitivo». Ebbene, il grave stigma che la frase esprime rappresenta uno dei più rilevanti danni alle persone con disabilità. L’invalido sarebbe un “parassita” che blocca la competitività. L'”untore” che causa i danni al Paese con le spese che comporta. Un’affermazione “razzista” che non può che moltiplicarsi, enfatizzata da certa stampa, presso l’opinione pubblica. La persona con disabilità, dunque, già esclusa dal contesto in cui vive, è anche additata come la “causa delle disgrazie della collettività”. Come l’ebreo nella Germania degli anni Trenta. Invitiamo in questo senso il ministro Tremonti a ripetere la tesi della competitività condizionata negativamente dalla disabilità al suo omologo tedesco, il ministro federale delle Finanze Wolfgang Schäuble, in carrozzina dal 1990 (nella foto). Certo, non ci aspettavamo sensibilità dal ministro di un Governo che ha sforbiciato del 40% il Fondo per le Politiche Sociali, che ha abrogato il Fondo per le Non Autosufficienze, che taglierà le gambe alle politiche sociali (oltre che educative, ambientali, sanitarie) regionali, che non ha dimostrato attenzione, al di là degli spot, per le fasce più deboli della popolazione. E tuttavia – pur non potendolo pretendere – ci aspettavamo che Tremonti conservasse la lucidità dell’economista. Dovrebbe sapere, il Ministro, quale sia l’indotto dell’invalidità civile. In termini più immediati, quanta gente sopra agli invalidi “ci campi”. Medici, operatori, aziende di ausili e non, una milionata di badanti, patronati sindacali, servizi di trasporto. Senza contare il giro d’affari attorno al contenzioso relativo al mancato riconoscimento dell’invalidità: 400.000 cause giacenti. Medici legali, consulenti di parte o di ufficio, patronati sindacali, avvocati, per un giro d’affari di oltre due miliardi di euro. Se questo non genera competitività – un valore assoluto per la schiera degli economisti di cui Tremonti fa parte – sicuramente genera qualcosa di molto simile.Questa Manovra “mette le mani nelle tasche degli italiani”. Nelle tasche delle persone con disabilità trovano ben poco, ma quel poco – questo Governo – intende riprenderselo. E tanto sono timide e prudenti le misure contro i ladri evasori fiscali, quanto sono decise e indiscutibili quelle contro gli invalidi. Nel modo più subdolo: passando il “fiammifero acceso” alle Regioni, chiudendo rubinetti la cui portata era già largamente limitata. In forza di legge e con la brutalità dei tagli, si decreta sostanzialmente la fine delle politiche regionali – quelle poche e timide – per la non autosufficienza, per la domiciliarità, per il contenimento del disagio sociale. «Una stagione – commenta amaro Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – finita prima ancora di nascere: sono queste le politiche per la famiglia che ci attendono negli anni a venire». (Ufficio Stampa FISH)

16 marzo 2010 0

Regionali 2010 / Il ministro Sandro Bondi a Patrica per sostenere la candidatura di Mario Abbruzzese

Di redazione

Giovedì 18 marzo prossimo, Sandro Bondi, Ministro per i Beni e le Attività Culturali, sarà a Patrica per sostenere la candidatura di Mario Abbruzzese al Consiglio regionale del Lazio. L’importantissimo appuntamento politico-elettorale alla presenza dell’esponente del governo Berlusconi, avrà inizio, come da programma, alle ore 18, e si terrà nella prestigiosa “Villa Ecetra”, sulla S.S. 156 Monti Lepini. Oltre al ministro e al candidato alle regionali Mario Abbruzzese, interverranno, il primo cittadino di Patrica Stefano Belli, e l’eurodeputato del Popolo della Libertà Alfredo Pallone. “La presenza di Sandro Bondi a Patrica è per me motivo di grande orgoglio – ha detto Abbruzzese -. Questo vuol dire che i big nazionali del Pdl si stanno dando molto da fare per sostenere le candidature non solo nella capitale, ma anche nelle Province del Lazio”.

17 febbraio 2009 0

Un bicchiere di troppo costa la poltrona al ministro giapponese

Di redazione

La partecipazione al G7 di Roma è costata la poltrona al ministro delle Finanze giapponese Shoichi Nakagawa. Ha gettarlo in una bufera di contestazioni è stata la conferenza stampa conclusiva alla quale lui si sarebbe presentato in uno stato da lasciar credere che fosse ubriaco. L’opposizione di governo del suo paese, infatti, ha duramente contestato il comportamento riferendo che il ministro aveva manifestato già in altre occasioni problemi di “gomito”. Nakagawa si sarebbe giustificato sostenendo che l’aria assonnata e gli errori commessi nel corso della conferenza stampa erano dovuti ad alcuni farmaci che stava assumendo per combattere una forma influenzale. Nonostante il primo ministro Taro Aso gli ha rinnovato la fiducia, Nakagawa, vinto dalla pressione mediatica e dalla minaccia dell’opposizione di presentare una mozione di censura alla Camera Alta, si è dimesso. Galeotto fu quel “bicchierino” a Roma.