Stop alle #CirconcisioniClandestine, il CAIL chiede incontro a Ministro e assessore regionale alla Salute

Stop alle #CirconcisioniClandestine, il CAIL chiede incontro a Ministro e assessore regionale alla Salute

4 Aprile 2019 Off Di Ermanno Amedei

ROMA – “Vittime recenti delle circoncisioni clandestine:un neonato morto a Genova, due bambini a Reggio Emilia, uno a Roma, numerose sono le richieste di intervento riparatori; il Coordinamento delle Associazioni Islamiche del Lazio e di Roma dice STOP alle #CirconcisioniClandestine”.

Lo si legge in una nota Coordinamento delle Associazioni Islamiche del Lazio e di Roma (C.A.I.L.).

“In Italia le circoncisioni clandestine sono più del 35%. Per motivi culturali, religiosi o igienici tra i 4.000 e i 5.000 bambini ogni anno vengono sottoposti alla escissione chirurgica, totale o parziale del prepuzio”, fonte RAI TELEVIDEO.

Il C.A.I.L., a nome dei musulmani di Roma e del Lazio, chiede un incontro urgente con il Ministro della Salute Giulia Grillo e con l’Assessore alla Sanità e integrazione Socio-Sanitaria della regione Lazio Alessio D’Amato per arrestare questo fenomeno e garantire la sicurezza dei bambini.

Aderiamo alla campagna Amsi-Fnomceo e Ordine dei medici di Roma e ci uniamo all’appello del prof. Foad Aodi Fondatore Amsi (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia) e Consigliere OMCEO di Roma chiedendo alle istituzioni di intervenire per consentire le circoncisioni nei Lea e una legge nazionale.

Il C.A.I.L., già nei mesi scorsi, ha avviato un progetto informativo il cui obiettivo è quello di evitare le circoncisioni clandestine, indirizzando i fedeli in strutture autorizzate con medici specialisti; da quando il progetto è stato avviato molte sono le richieste giunte da Roma, dal Lazio e da tutto il territorio nazionale; per un’azione ancora più incisiva abbiamo bisogno del sostegno delle istituzioni.

E’ opportuno che associazioni, comunità, moschee, istituzioni uniscano le proprie forze e facciano squadra per individuare soluzioni concrete e urgenti nell’interesse comune”.

Condividi
  • 46
    Shares