Compra immobili alle aste giudiziarie a Velletri e le rivende senza pagare le tasse, sequestro beni per 1,5 milioni

Compra immobili alle aste giudiziarie a Velletri e le rivende senza pagare le tasse, sequestro beni per 1,5 milioni

4 Dicembre 2019 0 Di Ermanno Amedei

Velletri – Comprava immobili alle aste giudiziarie, le rivendeva e nascondeva gli ingenti guadagni all’erario. Una attività imprenditoriale che fruttava bene all’imprenditore di Velletri al quale, oggi, la guardia di finanza ha sequestrato immobili per un valore di oltre un milione e mezzo di euro. I sigilli sono stati posti a 12 cespiti, tra locali, capannoni e appartamenti in esecuzione di un provvedimento emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Velletri.

I finanzieri della Compagnia di Velletri, coordinati dal Gruppo di Frascati, si sono accorti che l’indagato aveva un tenore di vita del tutto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, circostanza che ha fatto scattare gli approfondimenti da cui è emersa una lucrosa attività decennale di compravendita di immobili acquistati, per lo più, attraverso aste giudiziarie.

Per non apparire al fisco, l’imprenditore si avvaleva di “teste di legno” alle quali forniva la provvista necessaria per l’acquisto di unità immobiliari oggetto di procedure esecutive.

Dopo averne curato la ristrutturazione, l’uomo si faceva rilasciare una procura speciale per la vendita, realizzando cospicui guadagni che non dichiarava al Fisco. In altri casi, la proprietà degli immobili veniva trasferita “sulla carta” a cinque società costituite appositamente in Croazia, Romania e Regno Unito, riconducibili allo stesso imprenditore, usate come “schermo” per evitare l’imposizione dei canoni di locazione percepiti in Italia.

I proventi degli affari, pari a oltre 6 milioni euro e mai dichiarati al Fisco, sono stati reimpiegati nell’acquisto di altre unità immobiliari, permettendo all’uomo di accumulare un cospicuo patrimonio.

Sulla base di quanto ricostruito dai Finanzieri, il Tribunale di Velletri, su proposta della locale Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo dei beni riconducibili all’indagato, finalizzato alla successiva confisca.