Voglio stare accanto alle persone, non distante da loro

Voglio stare accanto alle persone, non distante da loro

24 Aprile 2026 0 Di Dante Sacco

Intervista a Isabella Fiordaliso  —  Candidata Orizzonte Comune

Isabella, come nasce la tua scelta di candidarti ad Arnesano?

Sono nata e cresciuta qui. Non è una scelta simbolica: è la continuazione naturale di un percorso. Ho imparato ad ascoltare sul campo, nei centri di accoglienza, nelle unità di strada notturna, in carcere, e quella capacità di ascolto è esattamente ciò che voglio portare dentro un’amministrazione comunale. Arnesano non ha bisogno di chi arriva con ricette già scritte. Ha bisogno di chi si ferma, guarda, e costruisce con le persone.

Hai fondato una sartoria di riciclo creativo in un centro di accoglienza. Cosa ti ha insegnato quell’esperienza?

Che anche il gesto del donare richiede consapevolezza. Partivamo da indumenti inutilizzabili, troppo formali, logori, inadatti, e li trasformavamo in qualcosa di nuovo e significativo. Ma la sartoria non era solo un laboratorio: era un luogo di relazione, di apprendimento, di dignità. Ho capito che ogni intervento sociale richiede ascolto, rispetto e capacità di adattamento. Non puoi calare soluzioni dall’alto: devi partire da ciò che c’è.

«Restituire valore non solo ai materiali, ma soprattutto alle persone.

Questo è il senso del lavoro sociale.»

Sei una Millennial che si candida. Come leggi la tua generazione nel contesto politico attuale?

La mia generazione ha conosciuto la precarietà, una confusa stabilità economica e sociale, il cambiamento continuo. Non la sicurezza, ma la capacità di reinventarsi, di trovare risposte anche in assenza di certezze. Per questo credo che i Millennials possano essere un ponte tra chi ha avuto stabilità e chi cresce nell’incertezza. Non voglio pormi su un piedistallo. Non voglio dire ai ragazzi cosa dovrebbero essere. Voglio esser con loro. Voglio evitare, per sempre, la frase: “alla tua età io ero…”

Transizione ecologica, biodiversità, energie rinnovabili: quali sono le tue priorità per Arnesano?

Ho fatto parte di un’associazione locale per l’agricoltura sostenibile e di comunità. Lì ho capito quanto contino la biodiversità e la cura del territorio. La transizione ecologica non è un peso: è un’opportunità che Arnesano non può permettersi di perdere. Energie rinnovabili, riduzione degli sprechi, educazione ambientale nelle scuole, non sono slogan, sono scelte concrete che una comunità può fare, se ha la volontà politica di farle.

Inclusione, terzo settore, mediazione interculturale: come si traduce tutto questo in politica locale?

Ho lavorato con Garanzia Giovani, con le politiche attive del lavoro, con persone ai margini del mercato e della vita sociale. Ho acquisito competenze tecniche nella gestione di fondi e bandi nazionali ed europei. Ma la cosa più importante che ho imparato è questa: nessuna comunità cresce se lascia indietro qualcuno. La politica locale è il luogo dove questo principio può diventare pratica quotidiana, nei servizi, nelle scuole, negli spazi pubblici. Voglio un’Arnesano che ascolta, che include, che coopera.

«Non una comunità perfetta. Una comunità capace di valorizzare le differenze,

senza lasciare indietro nessuno.»

Sei anche madre. Come entra questa dimensione nel tuo impegno politico?

Entra in modo diretto e quotidiano. I miei figli mi ricordano ogni giorno che il futuro non è astratto: è concreto, è vicino, dipende dalle scelte che facciamo adesso. La formazione continua è una chiave necessaria per abitare la complessità del nostro tempo, lo dico ai ragazzi, lo dico a me stessa. Continuo a studiare, ad aggiornarmi. Il Master in Diversity e Disability Management non è stato solo un titolo: è stato un allargamento dello sguardo. E uno sguardo più ampio è esattamente ciò di cui Arnesano ha bisogno.