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28 Gennaio 2019 0

Sempre e ancora barbarie!

Di redazionecassino1
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ARPINO – Non si possono impiegare termini diversi di fronte a certi atti e imprese cui siamo obbligati ad assistere: l’altro giorno scendendo da Arpino giù a Carnello si è notato un vivace movimento di uomini e di macchinari e di veicoli davanti  ad alcune…querce: le vorranno potare, ho pensato oppure perfino trapiantare, come avviene con quelle piante di olivo gigantesche che ammiriamo in certi giardini o nelle rotatorie. Quando mai: in provincia di FR le querce non si potano, figurarsi se si trapiantano:  gente  proterva e disturbata di  mente semplicemente  abbatte e distrugge,  un patrimonio pubblico strappato  alla comunità,  ancora inconsapevole e inerte di fronte al danno irrecuperabile che le si arreca.  Senza alcuno scrupolo:  ma quanto è a dir poco sconfortante -e questa è anche la vera forza dei malati di mente e degli scellerati-  è che la gente comune passa e non guarda,  indifferente, non si arresta a impedire i misfatti, che poi ricadono solo su se stessa   e sulla sua esistenza. E infatti stavano tagliando almeno tre querce, giorni prima ne avevano abbattute almeno altre cinque sempre sulla medesima strada. La ragione?  Pericolose,  possono cadere!! Querce secolari  anche della circonferenza di  tre-quattro metri, che si levano in quel posto da almeno cento-centocinquantanni, maestose, solenni,  generose,  uno spettacolo della natura, diventano improvvisamente assassini e omicidi perché una serie di disarticolati mentali, comodamente  seduti alle loro scrivanie, hanno deciso e sancito  che quelle piante possono ammazzare i bipedi e perciò vanno eliminate: colpisce la tempestività ed efficienza nell’assolvere tali infami decisioni: se solo una minima parte di tale efficienza  e tempestività e solerzia fossero state impiegate per curare le piante come è costume e normalità nelle società civili. E la opposizione  eletta ai vari consigli comunali, loquace  e perfino strepitante nei confronti di tante amenità,  in questo tristissimo e criminale frangente  è  completamente muta e cadavere.

E’ da ritenere che quanto si è verificato e ancora si sta verificando  in provincia sia anche questa una peculiarità della provincia di FR, a conferma del suo ruolo di ultimo della classe: l’abbattimento sistematico di un patrimonio arboreo irrecuperabile, fonte di vita per la collettività,  motivo di gratificazione e piacere per la vista, luogo di protezione di uccelli e di altre creature,  luogo di ristoro e di riposo per la stessa comunità. La Via Casilina è diventato un cimitero di alberi, la maggior parte dei meravigliosi pini che ne marcavano, pur se a sbalzi, il percorso sono stati spianati, con  sadismo e libidine: è stato coniato, da qualche pervertito  di mente, perfino un neologisma, unico di questa trista provincia: pini killers! Il piacere  del massacro, pari a vera e propria concupiscenza e lascivia, si è esteso a tutti i comuni che affacciano sulla  Casilina che ne hanno quasi cancellato la presenza  salvo alcune miracolate querce che anche esse prima o dopo andranno ad alimentare qualche forno per pizze; la libidine si è estesa anche nell’entroterra, a Pontecorvo, a Supino e chissà ancora dove. Non vogliamo ricordare l’eccidio dei tigli maestosi, dei veri patriarchi, realizzato dalle autorità comunali di Isola del Liri, dove per fortuna grazie a qualche difensore se ne è impedito il totale massacro.

Ma perché non abbattono col medesimo zelo ed unanimità non dico gli scheletri di cemento armato o le centinaia di abitazioni abusive presenti in quantità nei comuni ma i pali della illuminazione, soggetti a cadere mille volte più facilmente che non un pino o una quercia secolari? Perché non abbattono i pali della luce più facilmente schiantati da piogge e  tramontane, perciò un pericolo mille volte più imminente che non un albero?  Perché? Tutti possiamo dare la risposta: l’albero non vota, è solo, non ha protettori, è come l’acqua, come l’aria, come la luce, non se ne comprende appieno la funzione esistenziale e, maggiormente, non rappresentano soldi: sono addirittura gratuiti!  L’afflato lirico, l’abnegazione, l’amore per il prossimo, la solidarietà, si sono  concentrati, per tutti questi  suffragetti e ipocriti, solo sugli alberi e non sui pali dei lampioni o su quelli dell’ENEL o su quelli del telefono: perché dunque? La risposta? Le piante  non procurano mazzette e bustarelle e promesse elettorali, non hanno protettori: una volta abbattute è finita: hanno un altro inconveniente: hanno una lunga vita, perfino secoli, invece i lampioni della luce si cambiano ogni cinque anni, come i marciapiedi, le panchine e tutte le volte che cadono e ammazzano o fanno danni …li rimettiamo in piedi, con soddisfazione di tutti, e la moneta circola!  E infatti si è mai sentito  uno dei cosiddetti politici della zona parlare di alberi? Della cura e manutenzione degli alberi? Giammai. Quante volte invece promesse e assicurazioni di mettere nuovi pali della luce o portare la illuminazione o asfaltare o mettere panchine…? Sempre e  solo per ragioni elettorali e/o per mazzette e bustarelle.

Quanto deve destare pensiero e civile preoccupazione è che il Prefetto, che rappresenta la solennità dello Stato in provincia, quindi anche il potere, sia rimasto al balcone, ad assistere  allo spettacolo.

Michele Santulli

21 Gennaio 2019 0

La vittoria esterna ancora non arriva. La Virtus cede sul campo di Casale con il risultato di 89-62

Di redazionecassino1

È una brutta Virtus, quella che scende in campo al PalaFerraris di Casale Monferrato, e che cede il passo alla squadra di coach Mattia Ferrari nella 17^ giornata del campionato nazionale di Serie A2 Girone Ovest 2018/19.

Una formazione mai con la giusta cattiveria, mai in partita, mai con il piglio giusto per rientrare in gara quando il vantaggio si faceva più che pesante.

Una sconfitta che brucia, una sconfitta che quasi cancella tutti i passi avanti che erano stati fatti nelle partite casalinghe contro Scafati e Roma.

Eppure, la Virtus che scende in campo in questa domenica di metà gennaio, aveva illuso tutti. Partono subito bene, infatti, i viaggianti, che con la tripla di Hall segnano lo 0-3 con cui si apre la gara. Sono Pinkins e Martinoni, però, a rispondere all’americano rossoblù, e scavare il primo solco importante tra Casale e Cassino. Al 7’ il risultato è di 11-3 per i padroni di casa, e Vettese è costretto a chiamare time-out. Al rientro, è Castelluccia a guidare i compagni di squadra e a suonare la carica, ma l’ingresso sul parquet di Musso mette in crisi la difesa dei lupi cassinati, che subiscono, e non poco, l’italo-argentino ex Ferentino e Treviso. Denegri e sempre il solito Musso, firmano il 20-10, mentre i cassinati continuano a concludere a canestro con pessime percentuali. Sono i canestri di Cesana e Tinsley, che concludono il primo periodo sul risultato di 27-10 per la Novipiù.

I liberi di Hall riaprono le danze al PalaFerraris, ma al numero 7 rispondono in rapida sequenza Musso, Martinoni e Battistini. È notte fonda per la BPC, ed il coach cassinate è nuovamente costretto a chiamare time-out sul risultato di 35-14. Dopo la sospensione, è sempre il solito Mike Hall a trovare punti dalla lunetta, che con il numero 6 Casteluccia, non sbagliano i tiri a cronometro fermo. Sono per la squadra di casa Tinsley, Cattapan e Valentini, questa volta a farsi trovare pronti e a siglare i canestri che ricacciano indietro la Virtus; a chiudere il periodo le conclusioni di Musso, Hall e Paolin, che mandano le squadre all’intervallo lungo sul risultato di 46-26 per Pinkins e compagni.

Al rientro dagli spogliatoi, la musica non cambia e a Casale non resta che amministrare il vantaggio, al cospetto di una Virtus che non ha abbastanza forze fisiche e mentali per impensierire i piemontesi nel conquistare la leadership del match. Sono Pinkins, Castelluccia, Pepper e Tinsley, i protagonisti del periodo di gara e sono loro i punti con il quale la contesa va avanti. È ancora Hall a trovare per Cassino punti che danno ossigeno ai lupi virtussini, ma Denegri, Martinoni e Cesana spengono le speranze di risalita delle ‘V’ benedettine. È Battistini che con due punti manda le squadre all’ultimo mini-riposo sul parziale di 68-46.

Nell’ultimo quarto, la Virtus, date le pessime percentuali da oltre l’arco dei tre punti, prova a recuperare il match con conclusioni ravvicinate, con più di qualcuna che trova il fondo della retina con il libero aggiuntivo per il fallo avversario, con in particolar modo Pepper e Raucci a provarci; Casale, tuttavia, è in grande serata, e al cospetto della forma straordinaria degli uomini di Ferrari, ogni sforzo appare inutile. Sono nuovamente Valentini, Battistini e Giovara a punire la Virtus, facendo arrivare la formazione di casa anche sul +25. Non c’è più nulla da fare per la BPC, che negli ultimi due minuti cerca di rendere meno pesante il passivo senza riuscirci. La partita si conclude sul risultato di 89-62 per la Novipiù Junior Casale.

Queste le parole in conferenza stampa del coach della BPC Virtus Cassino, Luca Vettese, al termine dell’incontro: “Per questa sera, c’è davvero poco da dire da un punto di vista tecnico-tattico. Abbiamo messo in campo una prestazione scadente sotto tutti gli aspetti in maniera inspiegabile ed inaspettata. Avevamo preparato la partita in settimana in un certo modo, ma se manca l’energia durante il match puoi fare davvero poco e non puoi sperare di portare a casa la partita in un campo difficile e contro una delle squadre più forti del campionato. Venivamo da una partita che ci doveva dare entusiasmo e forza per andare avanti, ma evidentemente non è stato così. In settimana dovremo rivedere senza dubbio la partita per analizzare le nostre carenze e capire come mai abbiamo approcciato in maniera così superficiale alla gara. Il primo quarto è come se non fossimo scesi in campo ed è una cosa, dal mio punto vista, inaccettabile. I miei complimenti, però, vanno anche a Casale che è stata capace di mettere sul parquet tanta energia, tanta intensità e tanta qualità, mettendoci in difficoltà sin dall’inizio con il tiro dalla distanza, con la presenza a rimbalzo, con la fisicità e i punti sotto canestro. Mi prendo la responsabilità, insieme allo staff tecnico, di questa sconfitta, perché vedere sul campo una squadra che non riesce a mettere energia in una partita come questa, trova anche delle nostre colpe, in quanto evidentemente non siamo riusciti a ‘caricare’ nel giusto modo la partita. Nonostante tutto, non abbiamo tempo di piangerci addosso. L’unica ricetta per rimediare alla prestazione di quest’oggi, è solo ed esclusivamente il lavoro in palestra in vista della prossima partita di Capo D’Orlando. Abbiamo l’obbligo di provare anche lì a portare a casa i due punti, anche se non sarà semplice, e tentare su un campo difficile di dire la nostra e di fare la nostra partita”.

Prossimo appuntamento, dunque, per le ‘V’ cassinati, domenica 27 gennaio ore 18.00, al PalaFantozzi di Capo D’Orlando, contro la Benfapp Orlandina Basket di coach Sodini.

 

Novipiù Casale Monferrato – BPC Virtus Cassino 89-62 (27-10, 19-16, 22-20, 21-16)

Novipiù Casale Monferrato: Kruize Pinkins 15 (4/8, 1/2), Niccolò Martinoni 15 (2/2, 3/6), Davide Denegri 14 (1/2, 4/7), Bernardo Musso 13 (2/3, 3/9), Bradley glen Tinsley 10 (3/5, 1/3), Fabio Valentini 8 (1/3, 2/3), Leonardo Battistini 5 (2/8, 0/0), Luca Cesana 5 (1/2, 1/3), Edoardo Giovara 4 (2/2, 0/0), Nazzareno Italiano 0 (0/1, 0/4), Riccardo Cattapan 0 (0/0, 0/0)

Tiri liberi: 8 / 9 – Rimbalzi: 45 13 + 32 (Kruize Pinkins 12) – Assist: 24 (Bradley glen Tinsley 8)

All. Ferrari

BPC Virtus Cassino: Michael Hall 15 (2/3, 2/5), Dalton Pepper 15 (4/8, 2/8), Francesco Paolin 12 (4/6, 0/1), Davide Raucci 9 (2/6, 0/3), Luca Castelluccia 9 (1/2, 1/4), Gennaro Sorrentino 2 (1/2, 0/2), Fabrizio De ninno 0 (0/2, 0/2), Tommaso Ingrosso 0 (0/4, 0/1), Emanuele Primerano 0 (0/0, 0/0), Dario Masciarelli 0 (0/0, 0/0)

Tiri liberi: 19 / 22 – Rimbalzi: 28 5 + 23 (Michael Hall 8) – Assist: 15 (Dalton Pepper, Davide Raucci 4)

All. Vettese

6 Dicembre 2018 0

Cassino, i ladri di ruote delle auto colpiscono ancora

Di redazionecassino1

CASSINO – Tornano in azione i ladri di ruote delle auto in sosta. Già più volte, in passato, questi ‘specialisti mariuoli’ si sono accaniti sulle auto parcheggiate lungo le vie cittadine dai rispettivi proprietari. Approfittando delle ore notturne i ladri smontavano le ruote lasciando le autovetture con mozzi e dischi dei freni a terra.

La notte scorsa a farne le spese un’utilitaria parcheggiata in via Tommaso Campanella, in pieno centro a Cassino. Il proprietario dell’autovettura ha fatto la scoperta di non trovare più le quattro ruote della sua auto, una Fiat 500. il crescente fenomeno dei furti di autovetture o di parti delle stesse (come ruote o altri componenti), che ha interessato di recente il centro di Cassino e non solo, non è nuovo alle cronache ed ha, probabilmente, un mercato fiorente.

Del resto i malviventi approfittano delle ore notturne per mettere a segno indisturbati i loro colpi nonostante i serrati controlli delle forze dell”ordine.

Felice Pensabene

25 Novembre 2018 0

Voragine sulla pontina, recuperata l’auto: ancora in cerca del disperso – VIDEO

Di admin

TERRACINA – Ancora si cerca la persona dispersa questa mattina nella voragine che si è aperta sulla via Pontina a San Felice Circeo e che ha inghiottito un’auto in transito.

I rottami della vettura sono stati recuperati con l’ausilio di una autogru dei vigili del fuoco. Vigili del fuoco che hanno cercato lo scomparso fin dai primi momenti del loro intervento in zona.

La voragine è profonda circa 5 metri e interrompe la Pontina per un tratto di circa 20 metri. Un torrente che l’acqua, nella sua corsa verso il mare, si è scavata nell’asfalto.

Ermanno Amedei

15 Ottobre 2018 0

Caccia e il bollettino di finesettimana, Aidaa: “Ancora sangue, un morto e tre feriti”

Di admin

DALL’ITALIA – “Ennesimo fine settimana di caccia segnato dal sangue di morti e feriti quello appena trascorso dove un cacciatore veneto è morto cadendo in un dirupo, 3 invece i feriti da arma da fuoco”.

Lo si legge in una nota di Aidaa.

“il più grave è un trentottenne raggiunto al volto ed al collo da fucilate sparata dallo zio durante una battuta di caccia nei boschi di Castiglione Olona nel Varesotto che si trova ancora in rianimazione all’ospedale di Como dove è stato trasportato ieri mattina in elisoccorso. Sempre in Lombardia questa volta nel boschi della provincia di Bergamo un ventiquattrenne è stato colpito con una fucilata da un cacciatore ad una gamba mentre stava partecipando a un gioco di gruppo nei boschi della zona compresa tra le provincie di Bergamo e Lecco denominata “i comuni dell’Isola”.

Terzo ferito in Veneto a Mareno del Piave, qui un uomo è stato raggiunto da alcuni pallini all’occhio e dovrà essere operato, anche in questo caso il cacciatore se l’è data a gambe. Tragedia sfiorata invece a Gerre nel cremonese dove alcuni escursionisti venerdi pomeriggio sono stati sfiorati dai pallini sparati anche in questo caso a casaccio da un cacciatore. Insomma continua il massacro, i morti sono tra uccisi per colpi di arma da fuoco e per motivi vari legati alla caccia sono da inizio stagione (un mese) 7 mentre sale a 17 il numero dei feriti”.

“Sono dati spaventosi – dice nella nota Lorenzo Croce presidente di AIDAA – e in quasi tutti i casi, decessi e ferimenti avvengono nel fine settimana. Non vorrei passare da beccamorto, ma andando avanti cosi ora della fine della stagione i numeri saranno maggiori di quelli dello scorso anno e tutto questo avviene nell’indifferenza delle istituzioni locali e nazionali che fanno finta di niente, forse si smuoveranno davanti alla morte di un bambino o di una donna incinta, forse solo allora prenderanno l’unica decisione che doveva gia essere presa da tempo e vale a dire la sospensione della caccia”.

21 Agosto 2018 0

Uccide i suoi figli e poi si suicida, ancora sangue ad Esperia

Di admin

ESPERIA – Ha ucciso i suoi due figli di 18 e 25 anni e poi si sarebbe tolto la vita. Sarebbe questa la sommaria ricostruzione del terribile fatto di sangue avvenuto questa notte ad Esperia nella centrale piazza.

L’uomo, per cause ancora da stabilire, così come da accertare ancora é la dinamica dei fatti, ha sparato contro i figli uccidendolinprima di rivolgere l’arma contro se stesso togliendosi la vita. Una vicenda che avviene a meno di un mese dal terribile fatto, sempre ad esperia, che ha visto la morte di un uomo per mano del figlio.

Ermanno Amedei

9 Agosto 2018 0

Incidente stradale, ancora un morto ed un ferito grave sulla Cassino-Sora

Di admin

ATINA – Un morto ed un ferito grave nell’incidente stradale che si è verificato questa sera poco prima delle 21 sulla superstrada Cassino Sora nel territorio di Atina. Ecco, quindi, che la già lunga lista delle vittime della strada nel cassinate si allunga e, comprende oggi anche il nome di Massimo M. 47 anni di Sora.

L’uomo viaggiava su una Opel Meriva quando per cause ancora al vaglio dei carabinieri della compagnia di Cassino comandati dal capitano Ivan Mastromanno, si è schiantato contro una Audi A3 guidata da L.S 34 anni di Cassino.

I soccorritori giunti sul posto non hanno potuto far altro che constatare la morte del 47enne e dare speranze di sopravvivenza al 34enne trasportandolo d’urgenza all’Umberto I a bordo di una eliambulanza. Lo stesso tratto di strada, o poco distante, appena l’11 luglio si era gia macchiata del sangue di una giovane madre. nell’occasione rimase ferita la figlia di appena 2 anni morta, questa mattina al Bambino Gesù di Roma dove era ricoverata.

Ermanno Amedei

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12 Giugno 2018 0

La sintesi del giorno – Ancora vicenda Aquarius tra “cinismo” italiano e smemoratezza francese

Di admin

LA SINTESI – Con un occhio a Singapore dove si sono incontrati il presidente degli Stati Uniti e quello Nord Coreano, uno a fianco all’atro come vecchia amici (appena qualche mese fa sembravano sull’orlo di spedire il modo nel baratro di un conflitto sul larga scala), e l‘altro occhio in Italia (oltre anche alle orecchie per sentire gli insulti arrivati da Oltralpe), nella giornata italiana ha tenuto ancora banco la vicenda della nave Aquarius e dei 629 migranti a bordo, impossibilitati a sbarcare nei porti italiani per il nuovo corso della politica nostrana.

La Ong che li ha salvati al largo della Libia ha sostenuto che il porto spagnolo di Valencia era troppo lontano, quindi, mentre guardia costiera e marina Militare preparava un piano per scortare e dare appoggio alla nave con proprie unità navali, dalla Spagna e dalla Francia, sulla vicenda, sono piovuti duri attacchi all’Italia. Se dalla Spagna, esponenti del Governo si sarebbero “limitati” a intravvedere nell’atteggiamento italiano il mancato rispetto di leggi, sono risultate assordanti gli insulti francesi. “Vomitevole” avrebbe definito il comportamento italiano il segretario del partito del presidente Macron. Lo stesso Macron, invece, lo ha definito “solamente” cinico. In tanti sono stati a chiedersi se fosse possibile che un Paese come la Francia potesse avere una memoria così corta da dimenticare ciò che loro stessi hanno fatto appena qualche mese fa per evitare che stranieri mettessero piede sul “loro sacro suolo patrio”. A marzo gendarmi francesi, in una situazione limite di un accordo risalente al 1990, superarono il confine arrivando a Bardonecchia per fare una perquisizione e verifiche nella sede di una Ong.

Muscoli mostrati anche a Ventimiglia quando gli stranieri chiedevano di poter raggiungere loro parenti nelle città Francesi ma il muro eretto dai francesi fu invalicabile come invalicabiel è stato il muro che hanno reso ancora più alte le Alpi per impedire agli stranieri di raggiungere le terre transalpine percorrendo sentieri innevati e ghiacciati. Anche tra loro c’erano donne incinte.

Evidentemente, per i francesi, quando qualcuno fa lo stesso, diventa cinico e irresponsabile.

La risposta di Palazzo Chigi, meditata, è arrivata solamente nel pomeriggio. “Le dichiarazioni intorno alla vicenda Aquarius che arrivano dalla Francia sono sorprendenti e denunciano una grave mancanza di informazioni su ciò che sta realmente accadendo. L’Italia non può accettare lezioni ipocrite da Paesi che in tema di immigrazione hanno sempre preferito voltare la testa dall’altra parte”. Ermanno Amedei

7 Giugno 2018 0

Tabelloni elettorali ancora esposti in città, Borrelli ironico all’amministrazione: Potete toglierli, non si vota per adesso”

Di admin

– “Il 4 Marzo è passato da un bel pezzo e ad Alatri e ci sono ancora montati i tabelloni per le affissioni della campagna elettorale”.

Lo dichiara in una nota Gianluca Borrelli, consigliere comunale di Opposizione ad Alatri.

“Non è un bello spettacolo e questo credo sia evidente. Domenica scorsa, in occasione di una manifestazione presso il campo di Chiappitto, in tanti si sono lamentati della presenza dei tabelloni che, di fatto, impedivano la vista dell’evento. I tabelloni stanno lì, a Chiappitto a Collelavena e in altre zone. Ora, io capisco che l’Amministrazione abbia impegni importanti, come ad esempio l’oramai noto a tutti “volo” della Città. Capisco pure che l’Amministrazione faccia il tifo per il Pd e che magari sperava in elezioni politiche nazionali ravvicinate. Tranquilli, li potete togliere i tabelloni”.
28 Maggio 2018 0

Il Mondo Spalle al Muro – Esiste ancora la libertà in Italia? Esiste ancora l’Italia?

Di admin

IL MONDO SPALLE AL MURO – Il presidente della Repubblica ha appena bocciato un governo retto da una maggioranza parlamentare perché il designato ministro dell’Economia, Paolo Savona, non e’ gradito ai mercati.

Il Capo dello Stato ci sta certificando che l’ Italia non è più nella posizione di poter decidere autonomamente il proprio destino ma che bisogna obbedire alla logica dell’Euro, delle agenzie di rating, delle banche speculatrici e delle nazioni europee che ci guadagnano.

Il primo colpo alla democrazia lo avemmo con la caduta del Governo Berlusconi, regolarmente eletto dagli italiani, costretto a dimettersi per la pressione dello spread sui titoli di stato venduti in stock dalle banche tedesche. Poi si sono succeduti tre governi non eletti dai cittadini ma graditi a Bruxelles, tanto da far partire, con la BCE del governatore Mario Draghi, l’acquisto massiccio di titoli di stato italiani per sostenere il prezzo degli stessi. Ora Il secondo colpo è stato addirittura preventivo, negando al professor Savona il ministero perché di posizioni scettiche verso l’attuale andamento di questa Europa.

L’Italia ha scelto un governo che vuole affrontare e risolvere i problemi del debito in maniera differente. Che non accetta le ricette dettate da altri. Quelle le abbiamo seguite per 18 anni. E il risultato è che oggi abbiamo la pressione fiscale più elevata d’Europa. Abbiamo tagliato fino ai limiti della sussistenza. Abbiamo perso aziende e produzione. Abbiamo aperto il nostro mercato a chiunque. Abbiamo perso settori strategici a vantaggio di gruppi stranieri. Abbiamo un mondo del lavoro ormai precario ed oltre cinque milioni di persone sotto il livello di povertà. Eravamo la quinta potenza mondiale. Oggi siamo il fanalino d’Europa. Dobbiamo continuare?

Donald Trump ha dimostrato che c’è un’altra strada da percorrere. Si può bloccare la devastante concorrenza della Cina. Si può bloccare la delocalizzazione. Si può arginare l’immigrazione selvaggia.

Non tutti i Presidenti sono coraggiosi, purtroppo.

Il popolo italiano sovrano ha il diritto di provare a cambiare il suo destino. Se ciò viene negato, possiamo dire addio in ogni caso a questa Europa.

di Max Latempa