Tag: morte

29 Ottobre 2018 0

Cade un albero sulla Casilina a Castrocielo, morte due persone di Arce

Di admin
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CASTROCIELO – Due ragazzi sono morti sulla via Casilina a Castrocielo schiacciati nella loro auto da un albero. È accaduto oggi pomeriggio alle 15.30 circa quando su Castrocielo si è abbattuto un violento nubifragio.

Nella Smart viaggiavano in direzione Roccasecca, due persone di 38 e 32 anni, entrambi di Arce quando dal ciglio di strada opposto al loro senso di marcia si è sradicato un grosso albero schiacciando la vettura.

I due sono morti sul colpo. I vigili del fuoco di cassino hanno dovuto estrarre i loro corpi dall’abitacolo mentre i carabinieri della compagnia di Pontecorvo comandati dal capitano Tamara Nicolai, su disposizione della procura di Cassino hanno sequestrato la macchina e l’albero.

Ermanno Amedei

14 Agosto 2018 0

Morte di Paolo Rampini. Fermata una persona

Di redazione

A Frascati, nel pomeriggio di oggi a seguito di un servizio del NORM di Pontecorvo e Stazione di Ceprano, con ausilio del NORM di Frascati, in prossimità della fermata dell’autobus di Torre Angela è stata fermata un’autovettura con a bordo un italiano e un soggetto del Mali, attenzionato a seguito della morte per overdose di Paolo Rampini, avvenuta a Ceprano il 7 agosto 2018. L’uomo originario del Mali è stato arrestato e piantonato presso ospedale Frascati per aver ingerito verosimilmente ovuli di sostanza stupefacente all’atto del controllo. Proseguono le indagini. Foto d’archivio

2 Agosto 2018 0

Il timer fa scattare l’ora della morte, folgorati e uccisi due uomini a Velletri

Di admin

VELLETRI – In un sol colpo, ieri sera a Velletri, la falce della morte ha mietuto due vittime. Sono quella di Marco Alfano, 55 anni di Velletri e Zigur Bendas 48 anni, albanese di origine ma con cittadinanza italiana.

Ad uccidere entrambi lasciando gravemente ferita da ustioni la moglie di Alfano è stata una scarica elettrica che si è propagata sul ponteggio del cantiere dell’abitazione degli Alfano in via Padella a Velletri. Questa mattina avrebbero dovuto montare degli infissi e per questo, ieri sera alle 21 circa, i due uomini sono saliti sul ponteggio per agevolare le operazioni odierne. Da una prima ricostruzione il primo a cadere folgorato è stato Bendas.

Alfano deve aver capito che si trattava di una scarica elettrica e avrebbe staccato il contatore della sua abitazione pensando che da lì provenisse. Quando si è appoggiato alla struttura per soccorrere l’amico, però, la scarica lo ha folgorato a sua volta. Ferita gravemente anche la moglie. I soccorsi sono stati tempestivi ma non hanno potuto far nulla fino a quando i tecnici non hanno messo in sicurezza la zona scollegando ogni sorgente elettrica possibile. Solo allora i corpi sono stati rimossi. Resta da capire da dove sia partita la scossa assassina.

Sotto la lente è finito il lampione della pubblica illuminazione fissato alla parete della casa a contatto con la struttura metallica del ponteggio. Durante le ore diurne nessun operaio era rimasto ferito ma la tragedia si è consumata alle 21 circa, dopo le 20.30, l’orario in cui il timer fa scattare l’interruttore per alimentare i lampioni della zona e, quindi, anche quello sospettato. Al momento, però, le indagini sono in corso e l’intero cantiere è stato sequestrato dai carabinieri della compagnia di Velletri che stanno indagando sull’accaduto.

Ermanno Amedei 

28 Luglio 2018 0

Morte del cane Neve, il sindaco di Cervaro in procura per denunciare gli insulti

Di admin

CERVARO – Il sindaco di Cervaro Angelo D’Aliesio, ieri mattina in Procura ha Cassino ha presentato una denuncia contro gli innumerevoli insulti che gli sono stati rivolti soprattutto attraverso i social network a seguito della vicenda del cane Neve e della sua morte.

Alla querela, che ha presentato assistito dall’avvocato Sandro Salera, D’Aliesio ha allegato anche la comunicazione dell’istituto zooprofilattico Sperimentale del Lazio, che a eseguito accertamenti sul corpo del cane, che attesta l’assunzione di sostanze tossiche. Il cane, quindi, non sarebbe stato avvelenato.

Neve era quello che i residenti della località Pastenelle definivano un cane di quartiere: un meticcio di grossa taglia bianco, vagamente simile ad un Maremmano, che a novembre, probabilmente abbandonato, ha iniziato a vivere nella piazza Abate Rea. Ad occuparsi di lui quasi tutto il circondario. Accalappiato a maggio, è stato ritrovato morto in una zona impervia.

 

26 Luglio 2018 0

Pestato a morte, 70enne di Gaeta muore dopo 15 giorni di agonia. Arrestato il figlio per omicidio

Di admin

GAETA – Da tentato omicidio ad omicidio aggravato. Così si aggrava la posizione giudiziaria di P.I. 40 anni di Gaeta per il quale, i Carabinieri della locale Tenenza hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Cassino. L’omicidio in questione sarebbe quello del padre che aveva picchiato.

La vicenda alla base del provvedimento ha origine nella notte del 25 maggio scorso, quando una pattuglia venne inviata dalla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Formia in un’abitazione di Via Lungomare Caboto dove era stata segnalata una lite in famiglia. Sul posto i militari trovarono il 40enne in stato confusionale ed il padre ultrasettantenne riverso sul letto in stato di incoscienza. L’anziano, che presentava diverse contusioni al volto ed al corpo – apparso da subito in gravissime condizioni e trasportato in ambulanza al vicino ospedale “Dono Svizzero” di Formia – è stato ricoverato presso il reparto di medicina d’urgenza con prognosi riservata. Il figlio, acquisiti ulteriori riscontri investigativi, è stata invece arrestato con l’accusa di tentato omicidio.

Dopo oltre quindici giorni di agonia e nonostante i disperati tentativi operati dai sanitari di un nosocomio napoletano nel quale era stato trasferito, l’anziano, purtroppo, è deceduto a metà giugno e conseguentemente si è aggravata la posizione processuale dell’arrestato. Il Pubblico Ministero titolare delle indagini, infatti, alla luce del nefasto evento e sulla scorta dell’ulteriore attività di indagine effettuata dai Carabinieri di Gaeta, con il supporto di personale del Reparto Operativo Carabinieri di Latina, specializzato in indagini scientifiche e nell’attività di sopralluogo e repertamento sulla scena del crimine, hanno richiesto per il 40enne la custodia cautelare in carcere per il più grave delitto di omicidio con l’aggravante di aver commesso il fatto nei confronti del padre.

Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri presso la casa circondariale di Roma-Rebibbia dove l’uomo – che si trova in carcere sin dal giorno dell’arresto – era stato nel frattempo trasferito

 

26 Luglio 2018 0

Cani legati e condannati alla morte per fame e sete, salvati dai carabinieri

Di admin

ANAGNI – Due cani legati e condannati a morire di stenti sono stati salvati dai carabinieri di Anagni.

Alcuni cittadini hanno segnalato ai carabinieri la presenza di animali in stato di abbandono in un casale.

Giunti sul posto, i militari hanno trovato tra sporcizia ed escrementi la presenza all’interno del casale di due cani adulti meticci, un maschio ed una femmina, entrambi in cattivo stato di salute, a seguito di malnutrimento e malattie.

I cani, uno legato con una catena di un metro e mezzo e l’altro con un guinzaglio di 1,20 metri, erano aggressivi e affamati. I militari hanno richiesto l’intervento di personale veterinario ASL del Distretto di Anagni che coadiuvato da personale accalappiacani, hanno costatato lo stato di maltrattamento degli animali, provvedendo al loro trasporto presso il canile del comune di Sgurgola. Sono in corso gli accertamenti per accertare i responsabili.

25 Luglio 2018 0

Morte di Marchionne, sindaco di Cassino: Perdiamo grande manager, Fca continui sul Cassino planet

Di admin

CASSINO – “La prematura scomparsa di Sergio Marchionne lascia orfano il nostro paese e la Fiat Chrysler Automobiles di un grandissimo manager che ha saputo trasformare e rilanciare un delle più grandi aziende a livello mondiale”.

Lo ha dichiarato in una nota Carlo Maria D’Alessandro Sindaco del Comune di Cassino.

“A lui dobbiamo anche il rilancio dello stabilimento FCA di Piedimonte San Germano, meglio noto come “Cassino Plant”, tornato di nuovo centro nella produzione del Lingotto e cuore pulsante dell’Alfa Romeo. Auspico, dunque, che i vertici dell’azienda continuino ad operare nel solco delle idee innovative di Sergio Marchionne conservando la stessa concezione sulla strategicità dello stabilimento sorto all’ombra dell’Abazia. E simbolo dello sviluppo economico del territorio cassinate. Faccio le mie più sentite condoglianze alla famiglia Marchionne nella consapevolezza che, oggi, ci ha lasciato una delle figure più autorevoli e distinte degli ultimi anni”.

14 Giugno 2018 0

Per la morte di Neve denunciati da “Animalisti Italiani Onlus” il sindaco D’Aliesio, il tecnico Pucci e l’azienda convenzionata

Di redazionecassino1

CERVARO – In molti ricorderanno la triste vicenda di Neve, il cane meticcio che viveva, coccolato ed accudito dai residenti della frazione Pastenelle. Neve, il nome che gli avevano dato per via del suo mantello chiaro, proprio come il colore della neve, era diventato il beniamino di grandi e piccoli e la sua morte aveva scosso la comunità di Cervaro all’indomani del ritrovamento della carcassa in una zona montuosa del paese. La morte del meticcio di grossa taglia simile ad un pastore maremmano, era avvenuta dopo essere stato preso in consegna da personale del Comune e poi ritrovato morto per cause ancora tutte da chiarire. Un coro di proteste, di indignazione si era levato in tutto il paese e che, a dire di molti, era apparsa subito una ‘eliminazione’ dell’animale. Proteste sfociate, da subito, in una denuncia ai carabinieri della locale stazione affinché si facesse luce sulla sua triste fine. Ieri quella denuncia è stata formalizzata nei confronti del sindaco di Cervaro, del tecnico e dell’azienda convenzionata con l’Ente comunale. È quanto si legge in un comunicato dell’associazione Animalisti Italiani Onlus, guidata da Walter Caporale.

“Sindaco di Cervaro, tecnico e azienda convenzionata con il Comune. Sono questi i destinatari di una denuncia depositata ieri, 13 giugno, da Animalisti Italiani Onlus alla Procura della Repubblica di Frosinone. L’associazione guidata da Walter Caporale li accusa – si legge nella nota – di non aver fatto nulla per evitare che qualcuno uccidesse Neve, il meticcio beige ritrovato cadavere a maggio in una località nei pressi di Cervaro. Le circostanze della morte sono ignote, ma Animalisti Italiani Onlus ha una certezza: nessuno ha fatto nulla per impedirla. Né il sindaco Angelo D’Aliesio, né il tecnico Enzo Pucci, né Percorso Sicuro a.r.l., la cooperativa convenzionata con il Comune di Cervaro per l’accalappiamento degli animali randagi. Nella denuncia, presentata dal vicepresidente Riccardo Manca con la collaborazione dell’avvocato Rosaria Loprete, vengono ripercorse le tappe della vicenda. A maggio, viene segnalata la presenza di un cane randagio che circola nel territorio di Cervaro, in provincia di Frosinone. Si tratta di Neve, un meticcio noto alla comunità. Anzi: amato. Il Comune ne richiede la cattura a Percorso Sicuro. Il cane andrebbe accalappiato e portato in una struttura convenzionata. Dove però Neve non arriverà mai: la carcassa viene ritrovata il 13 maggio da Fabrizio Cacciapuoti, un cittadino di Cassino che passeggiava in bicicletta sulla strada provinciale che da Cervaro porta a Viticuso. Da quel momento in poi, Comune e Percorso Sicuro si rimpallano le colpe. Di fronte a testimoni, la cooperativa ammette che Neve non era stato condotto nella struttura, ma consegnato a Enzo Pucci, un tecnico comunale. Una scelta anomala, che sarebbe stata convenuta – pare – per una presunta morosità del Comune nel pagamento del mantenimento dei cani presenti nella struttura. Come viene evidenziato nella denuncia, Animalisti Italiani Onlus imputa al primo cittadino di Cervaro la responsabilità per l’omessa protezione di Neve: il Sindaco, si legge, “è il garante del benessere degli animali presenti nel proprio territorio”. Dice Riccardo Manca: “Siamo esterrefatti per ciò che è accaduto a Neve. E ogni volta si rinnova il dolore per la morte di una creatura innocente. Un dolore che si confonde con la rabbia per non averla potuta salvare. In Italia, il randagismo ha assunto i contorni di una vera e propria piaga sociale, ma quello che ha subito Neve non può e non deve farci restare indifferenti. Pretendiamo che le poche leggi esistenti sulla tutela di questi sfortunati animali, vengano almeno applicate. E nel caso di Neve, ciò non è avvenuto”.

Avverte Manca: “Animalisti Italiani Onlus andrà in fondo a questa storia, fino a che non verranno individuati i responsabili della sua morte. Ricordiamo che i Comuni, e nello specifico i sindaci, sono direttamente responsabili degli animali presenti sul territorio. Neve è stato trovato morto dopo essere stato accalappiato, la follia di qualcuno ha spezzato la Vita di un radioso diamante. La vicenda di Neve riporta prepotentemente alla ribalta la necessità di inasprire pesantemente le pene attualmente previste per chi maltratta o uccide gli animali. È un cavallo di battaglia della nostra associazione, non vogliamo più assistere impotenti di fronte alla morte dei vari Angelo, Pilù, Spike, Nerina, Snoopy, e ora Neve, e tanti altri purtroppo. Ed è solo attraverso il rispetto della vita dei più deboli che contribuiremo a rendere migliore questo mondo. La pace non è soltanto l’assenza di guerra, è la presenza di giustizia. Arrivederci Neve”.

Ora bisognerà attendere le decisioni della Procura di Frosinone per comprendere le responsabilità e i contorni di tutta questa triste vicenda che ha privato una comunità di un ‘amico speciale’.

F. Pensabene

27 Aprile 2018 0

La morte diventa “social” con “l’urna digitale”, un’app trasforma il telefono in cimitero

Di admin

ATTUALITA’ – Le nuove tendenze della “morte” esposte al TanExpò di Bologna. “L’urna digitale”, cioè un’urna per le ceneri dotata di un tablet connesso ad internet, è stato il prodotto del settore funebre che più ha incuriosito alla fiera bolognese riscuotendo anche l’interesse del settimanale Cronaca Vera che ha dedicato all’innovazione tutta italiana, ben due pagine illustrate.

Tra interi padiglioni che esponevano lussuosissimi “carri funebri” la cui promozione si affidava al pur sempre efficace binomio “donne e motori”; tra centinaia di bare, di ogni dimensione, materiale e prezzo; tra tutti gli accessori che servono per mantenere “fresca” la salma; lo stand dell’urna digitale era quello tra i più visitati e non poteva essere diversamente se ad essere promosso è un oggetto che rende “social” anche la morte.

In definitiva, però, come spiega Cosetta Meschiari, una delle titolari di iRip, la società che ha lanciato l’urna, “E’ come avere un camposanto a portata di mano, o meglio, sul proprio telefono cellulare”. Il sistema è geniale e semplice. L’urna è dotata di un tablet collegato ad internet, che riceve messaggi e fiori “virtuali” grazie ad una app ideata da due giovani di Finale Emilia e di Comacchio.

Scaricando quell’app, il parente della persona deceduta, in qualsiasi parte del mondo si trovi, può decidere di inviare un messaggio o un disegno floreale che comparirà sul tablet.

Vi piaccia o meno, questa è l’idea e sul numero 2382 del settimanale Cronaca Vera, il sistema dell’urna digitale è illustrata nel dettaglio.

23 Aprile 2018 0

La morte di Lorenzo Saggese, i ricordi, lo sgomento, l’incredulità degli amici sui social

Di redazionecassino1

CASSINO – Una tragedia indescrivibile e inaccettabile quella accaduta questa notte a Cassino che ha visto la morte di Lorenzo Saggese. Giovane, brillante immobiliarista trentenne, molto conosciuto in città non solo per la sua attività professionale. In tanti hanno voluto ricordarlo sulla sua pagina facebook con messaggi e ricordi.

Lorenzo, con tanti amici, un ragazzo sempre sorridente, pronto a divertirsi con gli amici e far divertire. Un giovane solare, che ha costruito la sua carriera professionale con serietà, nel tempo, con impegno e intuito. In tanti, amici o anche semplici conoscenti hanno invaso di messaggi la sua pagina facebook. Tutti increduli su quanto successo, un destino atroce consumato la notte scorsa in una via del centro città.

“Notizie del genere gelano il sangue, quando si parla di persone che non si conoscono, – ha scritto qualcuno dei suoi amici – figurati quando si parla di un Amico di un compagno di tante partite, tu Lorenzo Saggese, il cuore si ferma per un attimo e i pensieri volano, più forti e veloci di ogni cosa”.  “Nulla potrà cancellare il tuo sorriso e la tua fame di vita…vivrai in tutti noi…ciao”.

Tanti hanno voluto ricordare la sua spensieratezza, la sua voglia di divertirsi e divertire gli amici, la voglia di vivere, i momenti trascorsi insieme. Un tam tam di ricordi, di emozioni che non si è arrestato per tutta la giornata e che non si arresterà nei prossimi giorni, settimane e mesi. Tanti ricordi dove prevale l’incredulità su quanto successo tragicamente ed inspiegabilmente durante la notte.

In tanti hanno pensato ad un brutto sogno, ma che in realtà è stato, purtroppo, una triste realtà, un brutto e triste risveglio.

Lo sgomento e la rabbia per questa giovane vita spezzata improvvisamente in una notte del weekend, una notte come tante, che avrebbe dovuto di essere di gioia, di vita e di compagnia fra amici come sempre per Lorenzo e per tutti i giovani di Cassino.

Una tragedia che non troverà mai risposta ad una domanda: “perchè proprio a lui?”.

F.P.