Tag: uccisi

16 Ottobre 2019 0

VIDEO – Poliziotti uccisi a Trieste, commozione a Velletri per il rientro della salma di Matteo

Di Ermanno Amedei
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VELLETRI – Una folla commossa ha accolto questa sera a Velletri la salma Di Matteo Demenego, l’agente della polizia assassinato il 4 ottobre, insieme al suo collega Pierluigi Rotta, all’interno della questura di Trieste.

Il corpo dell’agente è partito nel pomeriggio di Oggi da Trieste appena dopo i funerali di Stato e, con un volo di Stato, è arrivato a Ciampino. Alle 18, scortato da un corteo di motociclette e di auto della polizia, è arrivato a Velletri dove ad accoglierlo c’erano, nonostante la notizia dell’arrivo non fosse stata pubblicizzata, circa 500 persone oltre ad una folta rappresentazione di agenti, di Carabinieri, finanzieri e agenti della polizia Locale.

Il sindaco Pocci ha detto: “E’ un brutto giorno per Velletri”. Quando il carro funebre si è fermato davanti alla cattedale di San Clemente, dove domani verrà celebrata una nuova messa, un caloroso applauso ha salutato Matteo. Alle 21 è iniziata la veglia funebre.

14 Ottobre 2019 0

Poliziotti uccisi, il Gonfalone di Velletri al funerale di Stato a Trieste. Mercoledì Matteo torna in città

Di Ermanno Amedei

VELLETRI – Una delegazione dell’amministrazione comunale di Velletri partirà domani per Trieste per presenziare, insieme al gonfalone della città, ai funerale di Stato previsti per mercoledì mattina, ai due agenti di polizia uccisi il 4 ottobre all’interno della questura di Trieste.

Una delle due vittime, Matteo Demenego, era originario di Velletri dove periodicamente tornava per fare visita ai genitori e al fratello.

Il funerale di Matteo e del collega Pierluigi Rotta si svolgeranno alle 11.30 nella chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo. Oltre alla delegazione comunale, composta dal vice sindaco Giulia Ciafrei e da tre agenti della polizia municipale, da Velletri partirà anche una delegazione di agenti del commissariato di polizia cittadino. Domani pomeriggio alle 17.30 aprirà la camera ardente all’interno della questura di Trieste. Nel pomeriggio di Mercoledì le salme partiranno per le rispettive città d’origine. La sala di Matteo arriverà mercoledì sera a Ciampino con un volo di Stato e verrà trasportata nella cattedrale San Clemente di Velletri dove probabilmente si svolgerà una veglia funebre.

Giovedì alla 11.30, quando nella città dei castelli sarà dichiarato il lutto cittadino, si svolgerà un nuovo rito funebre a cui parteciperà la cittadinanza veliterna oltre alle istituzioni regionali e il Prefetto di Roma.

7 Ottobre 2019 1

Poliziotti uccisi a Trieste, fiaccolata e ipotesi funerali di Stato venerdì a Velletri

Di Ermanno Amedei

VELLETRI – Con una fiaccolata che partirà alle 19 da piazza Mazzini, la città di Velletri si stringe intorno alla famiglia Demenego per attestare vicinanza e calore umano a pochi giorni dall’efferato omicidio di Matteo e del suo collega Pierluigi Rotta avvenuto a Trieste venerdì scorso.

Ad organizzare l’iniziativa è stato il sindacato di polizia Sap che, pur evitando di dare una connotazione politica all’evento, tiene a rimarcare, per bocca del suo segretario regionale Francesco Paolo Russo, la necessità di maggiori finanziamenti per la sicurezza.

Intanto sembra prendere forma l’ipotesi che i funerali di Stato si possano tenere venerdì, e per volere delle famiglie, ciascuno nelle città d’origine delle vittime. Quindi quello di Matteo a Velletri in mattinata, e quello di Pierluigi a Pozzuoli nel pomeriggio.

Nella foto la casa dei Demenego a Velletri

4 Ottobre 2019 0

Poliziotti uccisi a Trieste, Velletri piange suo “figlio” Matteo Demenego

Di Ermanno Amedei
VELLETRI – La notizia che uno dei due agenti di polizia uccisi barbaramente a Trieste fosse un “figlio” di Velletri è piovuta in cittá alcune ore dopo che i tg hanno dato la notizia della sparatoria. Matteo Demenego, 31 anni, era ato cresciuto nella cetralissima via Orti Ginnetti. Lí, nella casa dove abitano i uoi genitori si è recat la dirigente del commissariato di Velletri Liliana Galiani per dare la terribile notizia. Matteo è morto nel pomeriggio di oggi ucciso, insieme al suo collega Giampiero Rotta, 34 anni di Napoli, da un malvivente. Scortati da volanti della questura, i familiari sono partiti per l’aeroporto per raggiungere così Matteo. Una città sconvolta. A far visita alla famiglia della vittima anche il vice sindaco Giulia Ciafrei in rappresentanza dell’intera amministrazione.
21 Agosto 2018 1

Duplice omicidio di figli ad Esperia, Isabella e Mariano uccisi con una pistola illegalmente detenuta

Di Ermanno Amedei

ESPERIA – Pare si tratti di un’arma illegalmente detenuta, quella usata da Giovanni Paliotta (nella foto) per uccidere i suoi due figli per poi usarla anche per suicidarsi ad Esperia.

La pistola è una calibro 9 corto e non era stata dichiarata dal proprietario. L’arma è stata sequestrata dai carabinieri della compagnia di Pontecorvo e dal reparto operativo di Frosinone che indagano sull’accaduto e servirà per effettuare esami balistici che serviranno per ricostruire la dinamica della mattanza avvenuta nella casa in piazza Consalvo.

Tre colpi sarebbero stati esplosi e ciascuno è stato mortale per le tre persone attinte. Mariano ed Isabella erano ancora a letto.

Ermanno Amedei 

21 Agosto 2018 0

Sterminati dalla follia ad Esperia, Isabella e Mariano uccisi dal padre mentre dormivano

Di Ermanno Amedei

ESPERIA – La tragedia si è consumata nella centrale piazza Consalvo ad Esperia dove l’uomo Gianni Paliotta, 70enne pensionato, ha freddato i suoi due figli mentre erano ancora a letto.

Per uccidere la figlia Isabella 18enne e il figlio Mariano 25enne ha usato un’arma da fuoco su cui si sta ancora indagando così come i carabinieri della compagnia di Pontecorvo comandati dal capitano Tamara Nicolai e diretti dal colonnello Fabio Cagnazzo stanno ancora indagando sulla dinamica dell’accaduto.

Pare che l’uomo avesse aspettato che la moglie uscisse di casa per un servizio. Al ritorno la donna avrebbe trovato la famiglia sterminata da un momento di follia del marito che ha ucciso anche se stesso dopo aver ucciso i figli.

Ermanno Amedei

2 Agosto 2018 0

Il timer fa scattare l’ora della morte, folgorati e uccisi due uomini a Velletri

Di Ermanno Amedei

VELLETRI – In un sol colpo, ieri sera a Velletri, la falce della morte ha mietuto due vittime. Sono quella di Marco Alfano, 55 anni di Velletri e Zigur Bendas 48 anni, albanese di origine ma con cittadinanza italiana.

Ad uccidere entrambi lasciando gravemente ferita da ustioni la moglie di Alfano è stata una scarica elettrica che si è propagata sul ponteggio del cantiere dell’abitazione degli Alfano in via Padella a Velletri. Questa mattina avrebbero dovuto montare degli infissi e per questo, ieri sera alle 21 circa, i due uomini sono saliti sul ponteggio per agevolare le operazioni odierne. Da una prima ricostruzione il primo a cadere folgorato è stato Bendas.

Alfano deve aver capito che si trattava di una scarica elettrica e avrebbe staccato il contatore della sua abitazione pensando che da lì provenisse. Quando si è appoggiato alla struttura per soccorrere l’amico, però, la scarica lo ha folgorato a sua volta. Ferita gravemente anche la moglie. I soccorsi sono stati tempestivi ma non hanno potuto far nulla fino a quando i tecnici non hanno messo in sicurezza la zona scollegando ogni sorgente elettrica possibile. Solo allora i corpi sono stati rimossi. Resta da capire da dove sia partita la scossa assassina.

Sotto la lente è finito il lampione della pubblica illuminazione fissato alla parete della casa a contatto con la struttura metallica del ponteggio. Durante le ore diurne nessun operaio era rimasto ferito ma la tragedia si è consumata alle 21 circa, dopo le 20.30, l’orario in cui il timer fa scattare l’interruttore per alimentare i lampioni della zona e, quindi, anche quello sospettato. Al momento, però, le indagini sono in corso e l’intero cantiere è stato sequestrato dai carabinieri della compagnia di Velletri che stanno indagando sull’accaduto.

Ermanno Amedei 

23 Settembre 2009 0

Randagi uccisi e gettati nelle scarpate

Di Comunicato Stampa

“Cani (spesso microchippati e accuditi da volontari ) uccisi con pallottole o avvelenati e poi gettati nelle scarpate. Questo è lo scenario che si presenta dinanzi agli occhi increduli dei cittadini e di quanti, volontari e associazioni animaliste, cercano di prendersi cura dei randagi, facendosi carico di un problema di cui l’amministrazione comunale non si fa carico”. E’ la denuncia dell’associazione CODICI-Centro per i Diritti del Cittadino relativa alla situazione del randagismo che interessa San Donato Val Di Comino, paese in provincia di Frosinone. “Ma facciamo un passo indietro – si legge in un comunicato – Diversi mesi fa il Sindaco del paese, insieme all’Amministrazione, aveva richiesto al Parco Nazionale d’Abruzzo e Lazio un piano di abbattimento della popolazione canina, “colpevole” a detta del primo cittadino, della morte di diversi caprioli e cervi. I nostri telefoni e la mail dedicata alle segnalazioni, furono intasati dalle proteste dei cittadini della provincia di Frosinone, – dichiara la Resp. Nazionale del settore Ambiente del CODICI, Valentina Coppola – proprio per fermare questo drastico oltre che illegale intervento fu inviata dal CODICI una lettera di diffida per ricordare quali fossero i doveri del Primo Cittadino: piani di sterilizzazione, contenimento e mantenimento dei randagi, cattura e idonea collocazione all’interno dei canili”. Inoltre, in quell’occasione il CODICI mise luce un ulteriore fenomeno: il bracconaggio che dilaga, senza alcun freno, su quel territorio e che sarebbe stata la reale motivazione della morte di un numero rilevante di caprioli e di cervi. Dell’intera vicenda furono informati anche gli organi di stampa che diedero ampio risalto alla problematica. “E’ con una singolare coincidenza temporale da queste dichiarazioni pubblicate sul Messaggero, che allo sportello del CODICI ed al mio stesso cellulare, sono pervenute e- mail e telefonate minatorie, continua la Dott.ssa Coppola. Questi atti intimidatori non ci fanno comunque indietreggiare nel nostro percorso di denuncia contro l’inadeguato operato di alcune Amministrazioni sul tema del randagismo, semmai ci rafforzano nel nostro intento”. In questo specifico caso, il Sindaco è il primo responsabile per non essere stato in grado di gestire il fenomeno e per aver dato ai suoi concittadini un esempio di condotta riprovevole. Il CODICI chiede quindi alla Polizia provinciale e locale di avviare al più presto delle indagini serie per individuare i responsabili di queste mattanze di cani e invia accesso agli atti al comune di San Donato Val di Comino per comprendere quali atti siano stati messi in campo dall’anno scorso ad oggi per arginare il fenomeno randagismo. l’Associazione ha anche presentato un esposto al NIRDA, il nucleo specializzato al contrasto dei fenomeni criminosi che comportano reati contro gli animali. “Siamo decisi a mettere la parola fine a questa vicenda” conclude la dott.ssa Coppola, “non ci fermeremo finchè non raggiungeremo l’obiettivo di civiltà che ci siamo prefissi”.