pubblicato il14 novembre 2016 alle 19:34

Pagava tutto il Comune di Latina. Arrestato ex sindaco ed ex amministratori

Latina – Quindici le persone arrestate di cui otto in carcere e sette ai domiciliari. L’indagine svolta dai carabinieri del comando provinciale di Latina, costituisce un vero terremoto politico amministrativo a Latina che ha svelato una gestione illegale dell’amministrazione comunale negli anni che vanno dal 2009 al 2011. In carcere sono finiti l’ex sindaco, Giovanni Di Giorgi (Fratelli d’Italia), l’ex assessore Giuseppe Di Rubbo (Forza Italia), l’ex consigliere provinciale di An Silvano Spagnoli (gestore delle piscine comunali), il dirigente Ventura Monti, Vincenzo Malvaso, ex consigliere comunale di Forza Italia.

Un lavoro investigativo diretto dal maggiore Befera che ha messo insieme tre filoni nei quali si sono ravvisati reati che vanno dall’abuso d’ufficio, la turbata libertà degli incanti, truffa ai danni dello Stato. Tutto parte da una interrogazione parlamentare relativa alla gestione della Piscina comunale. Il comune aveva pagato per anni le utenze energetiche nonostante la struttura fosse data in gestione ad una società sportiva, tutto per un danno erariale di circa 400 mila euro. Ma erano tutte le strutture sportive ad essere al centro di gestioni sospette ed in particolare nell’indagine si sarebbe ravvisata una marcata sudditanza dell’amministrazione comunale nei confronti della società calcistica del Latina realizzando per lo stadio lavori per oltre 1,2milioni di euro che non spettavano al Comune ma alla società. Allo scopo sono stati distratti fondi destinandoli ad altri progetti quale lavori di adeguamento di strutture per ospitare uffici comunali che avrebbero permesso di risparmiare sugli affitti.

L’altro filone era legato agli appalti che venivano frazionati per assegnarli direttamente alle solite quattro ditte, senza fare mai bandi di gara. In questa maniera sono stati assegnati 150 appalti per un complessivo di 2,4 milioni di euro.

Il terzo filone era legato all’urbanistica, dove i funzionari e dirigenti riuscivano a moltiplicare le volumetrie edificabili per assegnarle ad imprenditori amici. Funzionari e dirigenti chiudevano poi gli occhi di fronte a particelle di proprietà ripulite dal vincolo di espropri e dati come opere compensative al Comune dagli imprenditori per ottenere autorizzazioni a costruire. Insomma cedevano al Comune quello che già era comunale.

Tutti questi aspetti sono stati ben illustrati anche alla Corte dei Conti.

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