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3 agosto 2018 0

Riaperto il doppio senso su via Sant’Angelo. D’Alessandro: “Mantenuto l’impegno preso in campagna elettorale”

Di redazionecassino1
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CASSINO – Da questa mattina via Sant’Angelo è percorribile in entrambi i sensi di marcia. Presenti alla cerimonia per la riapertura a doppio senso dell’importante arteria della città, il sindaco Carlo Maria D’Alessandro, il rettore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Giovanni Betta, il consigliere regionale, Pasquale Ciacciarelli, il consigliere provinciale Massimiliano Mignanelli, sindaci della Valle dei Santi, nella fattispecie di Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sant’Andrea del Garigliano e Sant’Apollinare, il presidente del consiglio comunale Dino Secondino, gli assessori all’Urbanistica e Attività Produttive, Beniamino Papa e Chiara Iadecola, i consiglieri comunali, Carmine Di Mambro, Gianrico Langiano e Alessio Ranaldi, il presidente del Cosilam, Mario Abbruzzese, nonché i rappresentanti delle forze dell’ordine.

“Questa mattina abbiamo inaugurato la riapertura del doppio senso di circolazione su via Sant’Angelo. – Ha detto il Sindaco Carlo Maria D’Alessandro – L’ho percorso per primo con la mia macchina per dimostrare ai miei concittadini che è perfettamente transitabile. I mezzi pesanti e le corriere che provengono da Sant’Angelo comunque dovranno percorrere il percorso originale transitando da via Ausonia. Da oggi, finalmente, gli automobilisti provenienti dalla Valle dei Santi e i gli studenti del Campus Folcara potranno raggiungere il centro della nostra città in tutta sicurezza. Era un impegno importante preso in campagna elettorale con i cittadini ed è stato portato a compimento nel migliore dei modi. Insieme ai lavori per la realizzazione della rotatoria nei pressi della clinica San Raffaele, questo intervento porta a compimento l’azione di questa amministrazione a favore della riqualificazione e la messa in sicurezza di un’area di ingresso alla nostra città”. Ha concluso il il Sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro.

26 giugno 2018 0

D’Alessandro: “Il dissesto fermera’ solo i debiti che tra l’altro hanno nome e cognome”

Di redazionecassino1

CASSINO – “Ormai siamo entrati nell’ottica che qualcuno voglia far passare il dissesto finanziario del Comune di Cassino attraverso un’accezione prettamente negativa. Voglio dunque tranquillizzare i cittadini che l’unica cosa che si fermerà, all’interno dell’ente non sarà la macchina politico-amministrativa, ma sarà la crescita del debito. Con il voto di ieri abbiamo messo un punto con il passato per ripartire e disegnare un nuovo futuro. Anche perché i debiti hanno un nome e un cognome”. Lo ha dichiarato il sindaco del Comune di Cassino Carlo Maria D’Alessandro.

“Ad esempio il primo debito fuori bilancio riconosciuto nella nostra gestione attraverso la delibera n. 55 del 29 luglio 2016, riguarda una sentenza esecutiva per € 754.000 del tutto ascrivibile all’inerzia della passata amministrazione che non ha previsto il riconoscimento del debito nel piano di riequilibrio. La sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo era assunta, infatti, al numero 18791 del 2003.

Il secondo debito fuori bilancio è stato riconosciuto con delibera 56 sempre del 29 luglio del 2016, ad un mese dal nostro insediamento, per un importo pari a 186.481,75 € per le spese sostenute per gli uffici giudiziari con fatture emesse tutte nell’anno 2015. Chi governava la città in quell’anno, non di certo l’amministrazione D’Alessandro.

Passiamo poi 1.698.227,44 della famigerata sentenza che riguarda la Turriziani Petroli. Premesso che è stata sottoposto alla società una transazione che la stessa non ha ritenuto di firmare nonostante fosse stata concordata con questa amministrazione. Per detta sentenza la responsabilità è ascrivile al Sindaco pro-tempore nel periodo 1993-1995, avv. Giuseppe Golini Petrarcone per provvedimento sindacale n. 7666 del 07 marzo 1994 cassato e per il quale non fu mai proposto appello, e del Sindaco Pro Tempore del periodo 2011-2013, sempre Petrarcone, per inerzia dell’amministrazione dopo aver mancato di adempiere alle prescrizioni del Consiglio di Stato.

Ascrivile alla passata gestione amministrativa anche la Sentenza Siba per complessivi 350.000 € nella quale, nonostante le continue richieste dell’avvocato nominato dal comune di individuare un CTP per rispondere alla CTU del tribunale di Cassino, effettuate dal 25 novembre 2011 al 24 agosto 2012. Il comune, infatti viene condannato in base alle risultanze della CTU non contestata.

Poi abbiamo la transazione con società Percorso Sicuro per € 38.000 per fatture non pagate nel periodo 12 marzo 2013 – 03 dicembre 2014 mai indicate nel piano di riequilibrio concepito dall’amministrazione che ci ha preceduto.

29.000€ riguardano invece una transazione con società In Office per fatture non pagate nel periodo 2014-2015 ma indicate anche queste nel piano di riequilibrio Salera-Petrarcone.

Poi c’è il debito fuori bilancio per complessivi 379.500 € in favore della De Vizia Transfer Spa per lavori eseguiti extracontratto dal 1 aprile 2015 fino a firma del nuovo contratto con decorrenza dal 1 marzo 2017 per inerzia della precedente gestione in quanto è stata attivatra la raccolta differenziata in città adottando tardivamente gli atti per la redazione del nuovo bando.

Nel piano di reiquilibrio dell’amministrazione Petrarcone non sono stati mai inseriti nemmeno i debiti fuori bilancio per complessivi 147.672 € relativo a lavori ascrivibili all’area tecnica per fatture inevase dal 2012 al 2016. Come anche 249.011, 76 € relativo a lavori ascrivibili sempre all’area tecnica per fatture inevase dal 2013 al 2014.

Seguono i 71.661,35 € di debito fuori bilancio per Poste Italiane e Sapidata per l’elaborazione dei verbali di contravvenzione, spedizione e ricezione.

Ascrivibile all’amministrazione Petrarcone anche il debito fuori bilancio di 91.701,65 derivanti da sentenze pervenute tra il 2015 ed il 2017 e relative a cause intraprese contro il comune tra il 2011 ed il 2015. In ultimo i 237.919,21 € nell’ambito del procedimento di fallimento della ditta CIC con atto di citazione del 24 novembre 2011.

E’ dunque palese chi ha messo in ginocchio le casse del comune di Cassino e non avendo il coraggio di dichiarare il dissesto nel 2013. Questi signori hanno cercato di veicolare questa procedura che finalmente fermerà l’ampliamento della massa debitora dell’ente, come un nemico che sarebbe venuto a dissacrare un modo di vivere, a calpestare i nostri valori e la nostra libertà ed in questo modi di vedere non solo hanno fallito ma ci hanno fatto il dono più grande: la possibilità di rinascere. Noi ci risolleveremo, rigenerati, più forti di prima e soprattutto più forti delle loro paure e dei loro errori certificati e lo faremo restando uniti insieme alla cittadinanza”.

26 giugno 2018 0

Cassino, il Consiglio comunale dichiara il dissesto finanziario. D’Alessandro: “Decisione da prendere già da tempo”

Di redazionecassino1

CASSINO –  Consiglio comunale infuocato quello che si è svolto ieri sera a Cassino. Per la prima volta nella storia del Comune della Città Martire è stato dichiarato il dissesto finanziario. La dichiarazione di dissesto è stata preceduta da un lungo dibattito, durato fino a notte fonda e terminato introno alle due della notte.

La maggioranza guidata dal sindaco Carlo Maria D’Alessandro, ha votato compatta la dichiarazione di dissesto.

Tante le polemiche e tante le critiche, non solo dall’opposizione.

Il sindaco nel suo lungo intervento ha ribadito che la scelta presa dall’Assise cittadina doveva essere presa qualche tempo fa: “Oggi noi siamo in questo consiglio comunale – ha sottolineato il Primo Cittadino – sostanzialmente per decidere le sorti della nostra città E’ il momento dopo decenni di assumere responsabilmente e anche con convinzione una decisione che probabilmente avrebbe dovuta essere presa qualche anno fa”.

foto di repertorio

22 giugno 2018 0

Alessandro Casinelli, presidente di Federlazio Frosinone, in manette per truffa aggravata. Sequestrati beni per 12 mln di euro

Di redazionecassino1

FROSINONE/REGGIO CALABRIA – È finito in carcere a Cassino Alessandro Casinelli, presidente di Federlazio Frosinone ed impreditore di spicco del settore della sanità, con interessi sia in Ciociaria sia in altre regioni d’Italia. Le manette sono scattate dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria, in seguito ad una specifica disposizione della Procura della Repubblica reggina. L’inchiesta è scaturita da una serie di indagini su una presunta truffa ai danni di una struttura privata di Reggio Calabria. L’attività investigativa si è successivamente allargata anche ad altri settori. L’ordine di carcerazione non ha riguardato solo Casinelli, ma anche altre cinque persone, residenti tra Arpino e Sora. Casinelli e l’ex socio, l’imprenditore Giorgio Rea, sono stati rinchiusi nel carcere della Città Martire. Nell’operazione coinvolto anche Giuseppe Musto amministratore della sua società editoriale Calliope che editava il quotidiano La Provincia. La vicenda di Reggio Calabria, che ha portato agli arresti per molti versi richiama un’analoga situazione nella quale è stato coinvolto lo stesso sodalizio imprenditoriale a Varese su cui sono state aperte altre inchieste di natura penale. Le indagini hanno messo in luce la sussistenza di gravi indizi in ordine ai reati di “False comunicazioni sociali”, “Truffa” aggravata e “Appropriazione indebita” aggravata in capo ai diversi soci ed amministratori che, nel corso del tempo, si sono succeduti nella gestione e amministrazione della casa di cura di Reggio Calabria e condotto a ritenere che, alla base dell’acquisizione del pacchetto azionario della società, vi fosse l’esclusiva finalità di depauperare il patrimonio della stessa.

Le indagini avrebbero dimostrato che le somme indebitamente prelevate e distratte dalle casse di “Villa Aurora”, sfruttando il meccanismo dei finanziamenti infragruppo, sarebbero state, in parte, impiegate in altre attività economiche riconducibili ai medesimi indagati. Le somme depredate sarebbero state infatti impiegate per l’acquisto di testate giornalistiche da parte della capogruppo, la costituzione di pegni per aperture di linee di credito in favore di persone fisiche, l’acquisto di quote di ulteriori società, l’affidamento di incarichi professionali privi di giustificazioni, per rimpinguare le casse di altre società nella disponibilità dei sodali e, addirittura, per pagare il prezzo di vendita delle quote della stessa “Villa Aurora” agli ex soci. In tutta l’operazione sono finiti in carcere a Cassino oltre ad Alessandro Casinelli, Giorgio Rea, Pietro Domenico Mangiapelo; per Patrizia Ferri, Margiotta Francesco e Marco Petricca sono scattati gli arresti domiciliari. Ingente anche il sequestro di beni immobili: la quota del 95% del capitale sociale della società “Villa Aurora S.r.l.” comprensivo dell’immobile sede della casa di cura, nonché di attrezzature presenti all’interno del predetto immobile, di conti correnti e veicoli intestati alla società, somme di denaro, conti correnti bancari, libretti di risparmio, titoli, azioni, fondi e strumenti d’investimento, beni mobili registrati, beni immobili e ogni altra utilità nella disponibilità degli indagati per un totale di 1.021.413 euro, somme di denaro, conti correnti bancari, libretti di risparmio, titoli, azioni, fondi e strumenti d’investimento, beni mobili registrati, beni immobili e ogni altra utilità nella disponibilità degli indagati, per un importo complessivo pari a € 2.119.110,57. In totale circa 12 milioni di euro.

A margine della vicenda il difensore di Alessandro Casinelli, l’avvocato Nicola Ottaviani, in una nota, sottolinea la totale estraneità del suo assistito alle ipotesi di reato contestati, in quanto nel periodo dei fatti non ricopriva alcuna carica gestionale o amministrativa. Lo stesso Casinelli, prosegue l’avvocato Ottaviani, ha chiesto all’Autorità Giudiziaria di essere sottoposto al più presto all’interrogatorio di garanzia per “fornire ogni elemento utile al corretto inquadramento della vicenda”.

 

 

10 maggio 2018 0

D’Alessandro: “Tecnicamente ed economicamente impossibile ripianare debiti negli ultimi 5 anni del piano riequilibrio”

Di redazionecassino1

CASSINO – Il sindaco del comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro e l’assessore al Bilancio e alla Programmazione economica, Ulderico Schimperna fanno chiarezza sul piano di riequilibrio del l’ente dopo alcune informazioni inesatte apparse sulla stampa in questi giorni.

“Il piano di riequilibrio decennale è previsto dall’art 243 bis del Tuel 267/2000 – ha detto Schimperna – ed ai sensi del comma 6 deve contenere:

a) le eventuali misure correttive adottate dall’ente locale in considerazione dei comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria e del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno accertati dalla competente sezione regionale della Corte dei conti; b) la puntuale ricognizione, con relativa quantificazione, dei fattori di squilibrio rilevati, dell’eventuale disavanzo di amministrazione risultante dall’ultimo rendiconto approvato e di eventuali debiti fuori bilancio; c) l’individuazione, con relative quantificazione e previsione dell’anno di effettivo realizzo, di tutte le misure necessarie per ripristinare l’equilibrio strutturale del bilancio, per l’integrale ripiano del disavanzo di amministrazione accertato e per il finanziamento dei debiti fuori bilancio entro il periodo massimo di dieci anni, a partire da quello in corso alla data di accettazione del piano; d) l’indicazione, per ciascuno degli anni del piano di riequilibrio, della percentuale di ripiano del disavanzo di amministrazione da assicurare e degli importi previsti o da prevedere nei bilanci annuali e pluriennali per il finanziamento dei debiti fuori bilancio.

Il piano di riequilibrio del Comune di Cassino in merito ai contenuti presentava sin dall’inizio delle criticità rilevate a pag. 12 della Deliberazione 140 sopracitata: “nei primi anni del piano si trovano iscritte somme in percentuale piuttosto bassa, rispetto al totale quantificato. Nei primi anni del piano, infatti, la percentuale di ripiano del disavanzo risulta modesta… Nel 2017 la percentuale si eleva, salendo nel corso delle successive annualità. Ciò deriva dal fatto che nel 2017 il Comune conta di aver chiuso le partite debitorie e di poter destinare le risorse in precedenza destinate al ripiano dei debiti, all’azzeramento del disavanzo. Si evidenzia, tuttavia, che le concrete azioni volte alla riduzione delle spese o all’aumento delle entrate non appaiono sufficientemente sviluppate perché possano ritenersi concrete dette previsioni”.

In sede di predisposizione del bilancio di previsione 2017 – 2019 tale criticità è emersa in tutta la sua entità ed è apparsa evidente l’impossibilità di mantenere gli equilibri programmati dalla precedente amministrazione.

“Con la Deliberazione n. 54/2017/PRSP la Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per il Lazio – ha dichiarato il Sindaco D’Alessandro – nel consentire la rimodulazione solo e soltanto per gli effetti derivanti dall’introduzione dei commi 714 e 715 dell’art 1 della legge n. 208 /2015, ha ribadito che gli impegni assunti da ciascun ente al momento dell’approvazione del piano sono impregiudicati dai sopravvenuti interventi normativi. In buona sostanza la durata massima del piano rimane sempre decennale!!!!

I debiti certi liquidi ed esigibili e le passività potenziali derivanti dalle passate gestioni ed emersi successivamente alla chiusura dell’esercizio 2017 sono di entità tale che non appaiono al momento individuabili manovre correttive tali da ripianarle nel rimanente arco temporale 2018-2022 l’emergente disavanzo. In sostanza dovremmo spalmare il debito di oltre quaranta milioni di euro negli ultimi cinque anni del piano di riequilibrio. Cosa tecnicamente ed economicamente non sostenibile. C’è da dire che se fosse stato possibile riuscire a ripianare dette passività, i miei predecessori avrebbero sicuramente riconosciuto i svariati debiti fuori bilancio e li avrebbero inseriti nel piano di riequilibrio decennale da loro prospettato.

Per quanto riguarda le procedure per il dissesto c’è da dire che il sottoscritto non metterà le mani in tasca ai cittadini perché le tasse hanno già le aliquote al massimo, grazie agli interventi fatti dalla passata gestione amministrativa. Ci tengo a precisare infine che il sottoscritto non ha paura delle minacce di chicchessia. Perché solo chi è in palese difficoltà ha la querela facile. Io sono un sindaco trasparente al contrario di chi ha governato la città nei cinque anni prima di me”.

9 maggio 2018 0

Default al Comune, D’Alessandro scopre altri 650mila euro di debiti

Di redazionecassino1

CASSINO – “In queste ore, mentre proseguivo l’attività di studio dei documenti contabili del comune ho potuto riscontrare un ulteriore debito di oltre 650.000 €. Di cui oltre 300.000€ che riguardano la manutenzione del periodo che va dal 22 settembre 2012 al mese di giugno del 2016”. Lo ha dichiarato il Sindaco del comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro.

“Dai documenti emerge che la natura del debito siano dei lavori effettuati da una ditta specializzata in termoidraulica della città. Sui quali non esistono coperture finanziarie. Soprattutto, però, non sono stati riscontrati impegni di spesa, ma solamente indicazioni ad eseguire i lavori da parte del referente del Settore Manutenzione. Inoltre, la stessa ditta reclama oltre 350.000 euro di lavori regolarmente fatturati ed eseguiti, dettagliatamente riportati nelle fatture ascrivibili al periodo dal 2002 al 2014.

E’ per questi motivi che dobbiamo rompere con il passato, con le gestioni amministrative che hanno causato l’enorme passività a cui il comune oggi deve far fronte e che, come successo oggi, è destinata inesorabilmente anche ad aumentare. Tale stato di cose evidenzia quanto non ci sia alternativa al dissesto perché mancando le coperture finanziare, e parliamo di circa otto milioni di euro, non possiamo andare in riequilibrio.

Attiveremo questa procedura con grande senso di responsabilità, perché vogliamo essere trasparenti con i cittadini e perché, in questo modo, sarà possibile accertare le colpe di chi prima di noi ha amministrato l’ente e generato questa grandissima massa debitoria. Dobbiamo vedere il dissesto come una opportunità, uno sparti acque tra un passato non di certo roseo e un possibile futuro all’insegna della trasparenza e dello sviluppo della città. Ai cittadini dico di essere tranquilli, perché i servizi necessari saranno garantiti e non ci sarà nessun aumento delle tasse. Le aliquote sono già al massimo dopo la dichiarazione di pre-dissesto nel 2013-2015. Ripartiamo insieme per dare ai nostri figli una città forte ed economicamente stabile”. Ha concluso il Sindaco, Carlo Maria D’Alessandro.

3 maggio 2018 0

I sindaci D’Alessandro e Sacco (Roccasecca) contro l’aumento delle tariffe Saf ed i rifiuti della Capitale a Colfelice

Di redazionecassino1

CASSINO – Fronte comune tra i comuni di Cassino e Roccasecca contro l’aumento delle tariffe e il conferimento dei rifiuti da Roma presso l’impianto Saf di Colfelice

“Il 27 aprile è stata revocata la delibera di sospensione di aumento della tariffa SAF con provvedimento G05552 ancora pubblicare sul burl. Quindi a far data dal 1/1/2015 La tariffa è circa 138,68 euro/ton. Tutto come ampiamente previsto. Un salasso per i cittadini e comuni. – ha detto il sindaco Carlo Maria D’Alessandro –  Praticamente oltre a diventare la pattumiera del Lazio, grazie al lavoro egregiamente svolto, si fa per dire, dal presidente della Regione Zingaretti e dal fido assessore ai Rifiuti Bschini, nelle tasche delle famiglie del territorio saranno prelevate ulteriori cento euro l’anno per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018. Si perché gli aumenti tariffari saranno sia spropositati che retroattivi. Questa è una vera vergogna, perchè ora oltre il danno c’è anche la beffa. Qualcuno, infatti, aveva creduto che l’unico modo per evitare l’aumento delle tariffe era continuare a ricevere i rifiuti dalla capitale. Ma questa era soltanto una motivazione data dal centro sinistra per riuscire a passare indenni le elezioni. Cosa che per altro non è nemmeno servita visto i pessimi risultati delle truppe PD. Ora però oltre ai rifiuti da Roma le tariffe saranno aumentate lo stesso grazie al provvedimento di giunta sopra enunciato.

Non possiamo permettere questo simile scempio ai danni dei comuni della Provincia di Frosinone, ma soprattutto ai danni dei cittadini. Ormai visti da Zingaretti e compagni come “bancomat” per alimentare le loro politiche scellerate. Il territorio ha già dato molto in termini di accoglienza dei rifiuti e sappiamo che a livello ambientale ci sono molte criticità, ma ci sono forze politiche, quelle del centro sinistra che ancora giocano sul portafogli, ma soprattutto sulla pelle dei cittadini”.

“Si profila l’ennesimo schiaffo a questo territorio. – ha detto invece Giuseppe sacco, Sindaco di Roccasecca – Non bastava il silenzio assoluto manifestato dalle istituzioni sollecitate in tutte le sedi ad intervenire sul problema del prossimo esaurimento della discarica di Roccasecca. Sembra che la regione, anziché adoperarsi per individuare un nuovo sito di discarica in provincia di Frosinone ed un nuovo sito di discarica a servizio di Roma come stiamo chiedendo, abbia legittimato l’aumento delle tariffe di conferimento a SAF.

Avevamo avvisato tutti i sindaci di questo pericolo invitando la dirigenza a ritirare la richiesta di aumento inoltrata in regione.

Avevamo proposto un nuovo piano industriale per la riconversione dell’impianto senza alcuna necessità di aumenti tariffari invocando insieme a tanti cittadini ed ai comitati presenti in assemblea un vero cambio di rotta nelle politiche ambientali della nostra provincia.

Ci era stato detto che l’unico modo per evitare aumenti tariffari era continuare a ricevere rifiuti da fuori provincia, ed alcuni sindaci illuminati deliberando la proposta “Materiale” avevano permesso che il nostro territorio continuasse ad essere la discarica di Roma.

E come volevasi dimostrare oggi ci ritroviamo sia i rifiuti da Roma che l’aumento delle tariffe. A questo punto l’auspicio è che i responsabili di questa ennesima umiliazione facciano un passo indietro e capiscano che sul tema dell’ambiente gli interessi dei cittadini vengono sempre prima di quelli di partito.Ovviamente dopo aver spiegato ai loro cittadini ed elettori che dovranno mettere mano al portafogli per pagare gli aumenti tariffari spropositati e retroattivi della Tari dal 2015”.

28 aprile 2018 0

Nuova giunta a Cassino, D’Alessandro pensi anche alla Storia: noi proponiamo Parravano

Di admin

CASSINO – Una tempesta che non lascia scampo. Così appare la situazione ad un giorno dalle dichiarazioni del sindaco pro tempore Carlo Maria d’Alessandro.

Ebbene… il primo cittadino ha preso 7 giorni di pensatoio e di silenzio, oserei dire monastico, per scegliere la nuova giunta. Ebbene… chi scrive usa l’ironia e le piccole cattiverie da comare, ma non può non scrivere una cosa: chiunque siano i nuovi assessori e come saranno scelti ora che la politica ha fallito, le intenzioni sono scivolate nel baratro e le azioni enunciano più fallimenti che altro. Ed allora eccoci a chiedervi, cari cittadini e lettori, chi vorreste come Assessore?

Intanto noi, un’idea l’abbiamo. La nostra idea nasce dalla convinzione che un’amministrazione che commette errori “storici”, o meglio di rilevanza storica fa più danni di quanti non ne faccia un’amministrazione che non ripara buche per strada. Tutto è importante, ma incrinare i rapporti tra Cassino e i popoli che la conoscono perché qui hanno lasciato miglia di morti, non è solamente un danno ma diventa una vera e propria ferita.

Se i debiti passati, come lui stesso ha giustamente sostenuto, non possono essere “ascritti” al sindaco D’Alessandro e alla sua ex giunta, altrettanto non si può dire per episodi che hanno incrinato i rapporti con l’ambasciata polacca e, successivamente, con le associazioni partigiane. Episodi che non sarebbero mai avvenuti se in giunta, il sindaco D’alessandro avesse avuto qualcuno che, conoscendo la storia della città e i sottili equilibri che devono essere mantenuti, avesse saputo consigliarlo per il meglio.

Ecco perchè un nome ci sentiamo di consigliarlo: Damiano Parravano, una persona che incarna l’alto profilo del senso di appartenenza ad un territorio ove la memoria dovrebbe avere il valore unico del viver civile ed essere il paradigma della quasi totalità delle scelte. Studioso e ricercatore degli episodi bellici, presidente dell’associazione Linea Gustav, impegnato in ricerche di militari italiani dispersi in Russia, con Parravano assessore difficilmente si sarebbe scivolati sulla buccia di banana della stele e ancor prima, su alcune vicende legate Albaneta.

GrEg

26 aprile 2018 0

AUDIO/2 – Azzerata la giunta a Cassino, D’Alessandro: “7 giorni, o si fa come dico io o si torna a casa”

Di admin

CASSINO – (continua)  La situazione debitoria di Cassino analizzata dal sindaco D’alessandro che oggi ha azzerato la giunta “E’ – dice – una spada di Damocle sulla città, non su questa amministrazione perché il dissesto non è targato D’Alessandro. D’Alessandro ha le palle per dichiarare il dissesto, ma certo non sarà lui a doverselo imputare o ascrivere. E’ con questo devo avere a che fare perché io ho intenzione di governare questa città con coraggio, anche il coraggio di dichiarare il default se serve. Chi ha voglia di aiutare Cassino faccia un passo avanti; i gruppi consiliari facciano un passo avanti verso Cassino perché, signori, altrimenti io torno al mio lavoro. Non ho nessuna difficoltà a farlo, proprio perché sono un uomo e capace, quel lavoro io l’ho meritato. Non mi è stato regalato da nessuno. Ne mi è stato dato per successione diretta. L’ho conquistato arrivando 39esimo su 2mila candidati, selezionati con concorso pubblico”.

LE ELEZIONI  LE HO VINTE IO

“Ricordando che se siamo qua ad amministrare è perché le elezioni le ho vinte io. I voti al di sopra delle liste li ho presi io, perché al ballottaggio ci sono andato io e io ho vinto il ballottaggio”.

SETTE GIORNI PER TROVARE NUOVA GIUNTA, ALTRIMENTI “AMEN”

“Allora mi prendo con i gruppi consiliari sette giorni di tempo per definire quali possono essere i nuovi membri della giunta. Se in questi giorni gli equilibri non si trovano, decido io, e la mia decisione non va bene, amen, si torna a casa. Competenza e presenza, queste le caratteristiche che devono avere gli assessori perché questo è un lavoro serio, non è uno scherzo”.

(fine)

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26 aprile 2018 0

AUDIO/1 – Azzerata la giunta a Cassino, D’Alessandro: “Segreterie di partito fuori dal palazzo”

Di admin

CASSINO –  “Ero contrario all’azzeramento dell’esecutivo di questo comune però alla luce di un’intervista che è stata rilasciata ieri, da quello che è il mio vice sindaco stavolta sono io che vado avanti e faccio mia la richiesta di annullamento della giunta”.

Lo ha detto il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro in una conferenza stampa sfogo mostrando i decreti di revoca di quelli che sono ormai i suoi ex assessori. “La Giunta da oggi è azzerata – dice D’Alessandro e ne spiega i motivi –  Sono stato insultato per la questione relativa alla trasparenza. Però, visto che mi si accusa di non essere trasparente… questa è la famosa lista della spesa, che io ho cestinato. Io nasco uomo e morirò uomo e questa (dice sventolando quella che lui ha chiamato lista della spesa – ndr) è figlia di un tipo di cultura che non mi apparterrà mai, e chi ha quel tipo di cultura se ne deve fare una ragione”.

ASSESSORI NON DEVONO ESSERE TURISTI PER CASO

“La giunta iniziale nata da accordo politico, perché io i patti li mantengo. Ma la mia missione è quella di governare la città dandole una giunta onorevole e soprattutto composta da uomini e donne disposte anche a rinunciare; così come ho fatto io che ho rinunciato al mio lavoro per fare H 24 l’assessore in questo Comune e come h 24 faccio il sindaco. Gli assessori sono miei delegati e non mi possono portare solo problemi. E’ ovvio che io non sia contentissimo della giunta che ho; non si può venire qua a fare i turisti per caso o per sempre e non ci si può permettere di venire a dirmi che io non sono trasparente. Perché io non sono uno specchio ma una lastra di vetro; lo specchio riflette, la lastra di vetro ti fa vedere quello che c’è dietro”.

SEGRETERIE DI PARTITO FUORI DAL PALAZZO

“Sia ben chiaro che darò il giusto peso politico a tutti i gruppi consiliari ma con una raccomandazione: non accetto ne diktat ne imposizioni. Mi deve essere fornita rosa di nomi di alto profilo, ne parlerò con i gruppi consiliari e si deciderà su persone che ci mettano la faccia insieme ai consiglieri comunali che la faccia già ce la stanno mettendo in consiglio comunale. Per cui fuori da queste logiche, le segreterie di partito provinciali e territoriali”.

I PROBLEMI DELLA CITTA’

“Nel momento in cui valuto quello che mi si sta lasciando: i  problemi dei 35 ausiliari, i problemi della città che sono difficili da risolvere, nel momento in cui io tutti i giorni mi devo confrontare con questo (mostra le carte) che è l’elenco di ciò che non è stato pagato in questo comune, perché quando parlo di default non parlo di “al lupo al lupo”, parlo di una sentenza che se non viene firmata una transazione è esecutiva, la sentenza cogenium che sono 700 euro solo di capitale, la sentenza Turriziani, (che risale al) 1996, stavo disegnando la mia tesi all’epoca, di un 1,7 milioni di euro, sentenza Sibba, 400 mila euro, sentenza Matassa 300mila euro, Acea su depurazione che non l’ho non pagata io; all’epoca mia madre e mio padre pagavano le bollette. Non l’ho non pagata io. Poi le parcelle professionali di cui non c’è la copertura; facciamo una differenza tra quelle di cui è prevista una copertura perché previsto interno del budget di quel lavoro: se il lavoro vale dieci, sarà previsto lo 0,5 per parcelle professionali così come è previsto dalla legge, quella parcella sta all’interno del lavoro ed è coperto; questa è roba non coperta. Enel energia – continua ad elencare – 610 mila euro, sentenza corte dei conti sui diritti dell’uomo, la causa Acqua Campania” e fa lunga lista di transazioni.

(1 – continua)

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