Il fascicolo elettronico sanitario non decolla nel Lazio (solo l’1% lo usa). La Regione corre ai ripari con i social
21 Aprile 2026 0 Di Felice PensabeneFROSINONE – Iscriversi e aderire al fascicolo sanitario elettronico, nel Lazio sono in pochissimi meno di un cittadino su dieci: il 9% secondo Gimbe in Emilia Romagna lo usa il 92% della popolazione. La Regione prova a invertire il trend puntando sulla comunicazione.
Ma andiamo con ordine il divario è troppo fra le regioni italiane. Da una parte l’Emilia Romagnolo ha, con una percentuale di adesione al Fascicolo sanitario elettronico al 92, dall’altra, molto più sotto, il Lazio, dove lo utilizza appena il 9% della popolazione. Dunque meno di un cittadino su dieci.
Il dato arriva da un recente rapporto di Gimbe e conferma che, nella Capitale e in tutta la Regione, i cittadini che aderiscono al Fascicolo sanitario elettronico sono ancora pochissimi, nonostante si tratti di uno strumento importante e molto utile per ricostruire, in tempi brevi, la storia clinica di ogni paziente.
Per questo la Regione ha scelto di correre ai ripari: prima pubblicando, nelle scorse settimane, un video sui propri canali social che mostra il presidente della Regione, Francesco Rocca, impegnato a discutere dell’importanza del fascicolo sanitario elettronico con la primaria Solange Fugger, star di Tik Tok con l’account Minerva salute, e poi avviando una campagna di comunicazione da 6mila euro rivolta ai cittadini per incrementare l’utilizzo di questo strumento.
Il Lazio non è solo in questo primato negativo. I numeri che arrivano da Gimbe parlano chiaro: il Lazio è tra le Regioni con il più basso livello di adesione: 9%. A fare peggio sono: Basilicata (7%), Molise (6%), Campania (3%), Calabria e Abruzzo (2%). I dati sono aggiornati a settembre 2025. La media italiana è del 44%, mentre molto sopra a questa percentuale ci sono Emilia Romagna (95%), Provincia autonoma di Trento (90%), Veneto (89%). “Non è un problema tecnico, ma un fallimento culturale e organizzativo” ha spiegato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.
Il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) raccoglie la storia clinica del paziente, rendendo disponibili le informazioni e i documenti prodotti dal Sistema sanitario nazionale da medici e operatori sanitari anche di strutture diverse (Asl, Aziende ospedaliere, medici di famiglia e pediatri) e da strutture sanitarie private. All’interno si trovano referti, lettere di dimissioni, verbali di pronto soccorso, prescrizioni e tutto il materiale che descrive gli eventi clinici del paziente. Si tratta di uno strumento che semplifica e velocizza il lavoro del medico nel momento in cui visita per la prima volta un paziente, perché gli consente di avere subito a disposizione tutta la sua storia clinica.
Per consentirlo, però, è necessario che il paziente fornisca il consenso alla consultazione del proprio Fascicolo sanitario elettronico online. Cosa che, nel Lazio, fanno ancora pochissimi cittadini.
La Regione ha scelto di correre ai ripari, prima potenziando, come prima in Italia, il Fascicolo sanitario elettronico, introducendo anche le valutazioni e gli accertamenti effettuati dagli infermieri. Non solo: con un atto approvato lo scorso 30 marzo è stata affidato alla società Bsg Srl i un servizio per la realizzazione di un piano mezzi per una campagna di comunicazione dedicata al Fascicolo sanitario elettronico, per un importo complessivo di 5978 euro, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini di Roma e del Lazio. Migliorando così i pessimi dati sull’adesione al Fascicolo sanitario elettronico fotografati da Gimbe.
Aderire non è difficile, gli strumenti ci sono e alla portata di tutti. Sono sufficienti: una tessera sanitaria con chip (TS-CNS) abilitata, di una carta d’identità elettronica italiana (Cie) o di un’utenza Spid, è possibile accedere tramite il link apposito al servizio del portale www.salutelazio.it ed esprimere i consensi alla consultazione del fascicolo sanitario elettronico direttamente online. In caso contrario sarà necessario recarsi in uno dei punti territoriali di accesso (Pta) e abilitare la carta. Nel momento dell’attivazione sarà possibile anche richiedere l’attivazione del fascicolo.



