Il consiglio di Stato salva le mucche di Formello
26 Maggio 2026Il Consiglio di Stato ha congelato, almeno per ora, l’abbattimento totale del bestiame dell’allevamento di Vittoria Costantini, ribaltando in sede cautelare la decisione del TAR Lazio. La Terza Sezione, con ordinanza del 21 maggio 2026, ha ritenuto che l’esecuzione immediata delle misure richieste avrebbe prodotto “effetti irreversibili sulla continuità produttiva e organizzativa dell’impresa zootecnica”, esaurendo di fatto la materia del contendere prima ancora del giudizio di merito.
La vicenda nasce dal ricorso presentato dall’allevatrice contro la ASL Roma 4 e il Comune di Formello, dopo che il TAR aveva respinto in primo grado le sue ragioni. In appello, però, Palazzo Spada ha scelto una linea di equilibrio: da un lato ha sospeso l’efficacia della sentenza impugnata, dall’altro ha imposto all’azienda l’adozione immediata di misure di biosicurezza concordate con la ASL. Tra queste, la compartimentazione degli animali e il divieto di pascolo libero e promiscuo, ritenuti necessari per ridurre i rischi sanitari per uomini e animali.
Il cuore della decisione sta proprio nel bilanciamento tra due interessi pubblici contrapposti: la tutela della salute collettiva e la salvaguardia dell’attività economica. Il Consiglio di Stato non mette in discussione la necessità di controlli sanitari rigorosi, ma sottolinea che un abbattimento integrale disposto prima della definizione del processo avrebbe conseguenze definitive e non reversibili. Per i giudici amministrativi, quindi, il principio di precauzione non può trasformarsi automaticamente in una misura distruttiva senza una valutazione piena e definitiva nel merito.
L’ordinanza assume un valore che va oltre il singolo caso. Arriva infatti in una fase in cui le emergenze veterinarie — dalla peste suina africana ai focolai influenzali negli allevamenti — stanno spingendo le autorità sanitarie verso protocolli sempre più severi. La pronuncia del Consiglio di Stato introduce però un limite importante: anche davanti a esigenze di sanità pubblica, le misure emergenziali devono rispettare il principio di proporzionalità e considerare l’impatto economico e produttivo sulle aziende coinvolte.
La discussione definitiva è stata fissata per il 16 luglio 2026. Fino ad allora, l’allevamento potrà continuare l’attività, ma sotto stretta vigilanza sanitaria.



