Morte 13 enne a Viterbo, si indaga per istigazione al suicidio. Garante infanzia: “Capire se c’è disagio o bullismo”
9 Gennaio 2026Viterbo – Mentre la procura di Viterbo indaga per istigazione al suicidio in merito alla morte del 13enne di Viterbo, il garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, chiede che si accerti se dietro la tragedia vi sia uno stato di disagio o di bullismo.
Proprio quello che inquirenti e investigatori stanno facendo indagando sulla vita privata e scolastica dell’adolescente che, nella notte tra martedì e mercoledì, è stato trovato morto sotto la finestra della sua abitazione nel quartiere Paradiso, poche ore prima di tornare a scuola.
“La notizia della morte del ragazzo tredicenne a Viterbo è un evento drammatico che scuote profondamente le coscienze e addolora l’intera comunità regionale. Di fronte a una perdita così grave, il primo pensiero va alla famiglia, alla quale esprimo il mio più sentito cordoglio e la mia vicinanza umana e istituzionale”.
Lo dichiara Monica Sansoni, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, commentando la tragica vicenda del giovane di origini ucraine trovato senza vita nei pressi della propria abitazione.
“Attendiamo con rispetto e senso di responsabilità l’esito degli accertamenti della magistratura – prosegue la Garante – che dovranno chiarire le cause e la dinamica dei fatti. Parallelamente, come Garante regionale acquisirò tutte le informazioni disponibili sul caso, nel pieno rispetto delle indagini in corso, per comprendere se vi fossero situazioni di fragilità, disagio emotivo o eventuali episodi di bullismo che possano aver inciso sul vissuto del ragazzo”.
“Il solo sospetto che dietro una morte così prematura possa esserci una condizione di sofferenza non intercettata – sottolinea Sansoni – impone a tutti noi, istituzioni comprese, una riflessione profonda. Il bullismo, l’isolamento, la paura di non essere accettati o ascoltati rappresentano ferite silenziose che, se non riconosciute in tempo, possono avere conseguenze devastanti”.
“La coincidenza temporale con il rientro a scuola dopo le vacanze natalizie – aggiunge – richiama l’attenzione sull’importanza di accompagnare bambini e adolescenti nei momenti più delicati del loro percorso di crescita, rafforzando il dialogo tra famiglia, scuola e servizi territoriali”.
“La tutela dei diritti dei minorenni – conclude la Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio – passa dall’ascolto, dalla prevenzione e dalla costruzione di reti di supporto capaci di cogliere i segnali di disagio prima che sia troppo tardi. Nessun ragazzo deve sentirsi solo, invisibile o senza vie d’uscita. È un dovere collettivo trasformare il dolore in impegno concreto”.



