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11 Febbraio 2019 0

Olio di pessima qualità spacciato per extra vergine di oliva, arrestati due pugliesi

Di admin
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ALATRI – Questa mattina ad Alatri, i carabinieri della locale radiomobile congiuntamente a personale dell’aliquota radiomobile di Frosinone e della stazione carabinieri di Piedimonte San Germano, a conclusione di una meticolosa attività investigativa, hanno arrestato in flagranza di reato per “tentata truffa aggravata in concorso” G.P. (55 enne) e G.G. (41 enne), disoccupati, entrambi di Cerignola con precedenti di polizia.

L’attività investigativa avviata dai militari, con particolari riferimento ad analoghe truffe commesse in danno di attività commerciali della provincia di Frosinone, ha permesso di accertare che gli arrestati, con artifizi e raggiri, vendevano prodotti proposti come “extravergine di oliva” mediante la consegna di cartoni contenenti “olio” di pessima qualità.

Gli stessi sono stati individuati nel comune di Alatri mentre all’interno di una attività commerciale tentavano di farsi consegnare dalla cassiera una somma di denaro per un asserito ordine, simulando una telefonata con la proprietaria dell’attività al fine di indurla alla consegna dei soldi.

La truffa però non aveva esito per l’intervento della titolare dell’attività commerciale e di due militari dell’arma liberi dal servizio, permettendo di sottoporre a sequestro 4 cartoni contenenti 16 taniche di verosimile olio, 21 etichette adesive indicante la scadenza del 30 dicembre 2020 e 3 confezioni contenenti 36 kg di olive.

Gli arrestati su disposizione della competente autorità giudiziaria sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo. Agli stessi è stato altresì notificato l’avvio del procedimento amministrativo finalizzato all’emissione del foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel territorio dei comuni di Alatri, Frosinone e Piedimonte San Germano per tre anni.

8 Febbraio 2019 0

Frosinone, tentano una rapina al kebab di via Tiburtina, arrestati dalla polizia due giovani alatrensi

Di redazionecassino1

FROSINONE – Durante l’ordinario controllo del territorio, intorno alle ore 21,45 circa , giunge su linea 113 allarme rapina in via Tiburtina all’interno dell’attività commerciale denominata “Bella Instabul”.

A chiamare è lo stesso titolare, il quale con voce tremante segnala di aver appena subito tentativo di rapina da due giovani armati di cacciaviti fuggiti a bordo di autovettura modello fiat Panda. Immediato l’arrivo delle volanti che all’altezza di via Madonna della Neve intercettano il mezzo indicato. Ne nasce un rocambolesco inseguimento con il fermo del veicolo all’altezza del bivio Brunella.

A bordo del mezzo c’è solo il conducente, autore materiale della tentata rapina, un venticinquenne di Alatri, pregiudicato. Il complice si era già dato alla fuga appiedato.

A seguito di serrate indagini da parte dell’Ufficio trattazione atti del Reparto Volanti si identificava altresì il complice, un 35enne anch’egli di Alatri con diversi precedenti di Polizia il quale nella circostanza aveva funto da palo.

Il malvivente in seguito al tentativo di rapina, dopo aver minacciato il titolare con due cacciaviti si dava alla fuga infrangendo il vetro del portone d’ingresso del locale, procurandosi vistose ferite alla mano e alla coscia.

Sequestrati i cacciaviti rinvenuti a seguito di perquisizione all’interno del veicolo.

Il rapinatore è stato associato su disposizione dell’A.G. presso la locale casa circondariale.

17 Gennaio 2019 0

Un impero sfruttando braccianti agricoli, arrestati sindacalisti ed ispettori: “A Babbo Natale chiedo 4mila disoccupati…”

Di admin

LATINA – Un sindacalista e un ispettore del lavoro tra le sei persone coinvolte nell’operazione che, questa mattina, ha portato in manette sei persone a Latina.

La Squadra Mobile di Latina ed il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato hanno eseguito un’ordinanza restrittiva emessa dal G.I.P. del Tribunale di Latina, dr Gaetano Negro, su richiesta del Procuratore di Latina, dr Lasperanza e del Sost. Proc. d.ssa Spinelli, nei confronti di sei soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro, all’estorsione, all’autoriciclaggio, alla corruzione e ai reati tributari.

Tra i destinatari figurano il segretario provinciale della FAI CISL di Latina ed un Ispettore del lavoro, che avrebbero dovuto vigilare sulla legalità dei lavori nei campi.

Oltre ai destinatari della misura cautelare, che ha permesso di disarticolare un sistema di protezione e collusione che rendeva possibile lo sfruttamento selvaggio della manodopera straniera, vi sono ulteriori 50 indagati, tra cui imprenditori agricoli, commercialisti, funzionari ed esponenti del mondo sindacale, che avrebbero dovuto vigilare sulla legalità nel mondo del lavoro e tutelare i lavoratori.

Secondo gli inquirenti gli arrestati, tra cui due donne, sono risultati impegnati, per mezzo di una società cooperativa denominata Agri Amici, con sede a Sezze (LT), nel reclutamento e nello sfruttamento di stranieri centrafricani e rumeni, somministrando illecitamente la loro manodopera a centinaia di azienda agricole committenti, avendo monopolizzato il settore nelle provincie di Latina, Roma, Frosinone e Viterbo.

Approfittando dello stato di bisogno, gli stranieri venivano trasportati nei campi a bordo di pulmini sovraffollati, privi dei più elementari sistemi di sicurezza, ed erano costretti ad affrontare una giornata lavorativa di almeno 12 ore a fronte di una retribuzione inferiore alla metà rispetto a quella prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro del settore.

I destinatari della custodia cautelare in carcere sono: Battisti Luigi nato 50 anni di Latina,  ritenuto il fondatore ed organizzatore della cooperativa: era colui che, secondo gli inquirenti, intratteneva i rapporti istituzionali e con le aziende committenti, stabilendo i criteri contrattuali, amministrativi ed economici riguardanti i lavoratori; Cerroni Daniela 43enne di Sezze , anche lei considerata capo e promotore del gruppo criminale, nonché socio fondatore della Cooperativa: si occupava di organizzare e pianificare i gruppi di braccianti che ogni mattina venivano riuniti nel cortile della sua abitazione di Priverno e successivamente trasportati presso le aziende committenti; Vaccaro Marco 40 anni di Frosinone segretario generale provinciale della FAI CISL (federazione agricola, alimentare e industriale), indagato per avere garantito protezione alla cooperativa AGRI AMICI, grazie al suo ruolo sindacale, estorcendo l’iscrizione alla sua organizzazione  ai lavoranti assunti dalla cooperativa, dietro la minaccia del licenziamento.

I destinatari della misura cautelare degli arresti domiciliari sono: Di Pietro Luca 40 anni di Latina formalmente presidente della cooperativa AGRIAMICI, impegnato nel trasporto e nella vigilanza dei braccianti; Pognardi Nicola 58 anni di Capua (CE) Ispettore del lavoro presso  l’Ispettorato Territoriale di Latina, accusato di avere garantito copertura alla cooperativa AGRIAMICI in cambio di utilità economiche, elargendo consigli e indicazioni agli indagati utili ad eludere controlli e contestazioni da parte del suo ufficio; Battisti  Chiara, figlia di Luigi, 25 anni di Aprilia accusata di far parte dell’associazione per delinquere, svolgendo compiti di natura contabile ed amministrativa in seno alla cooperativa, nella piena consapevolezza delle violazioni di natura contrattuale e fiscale.

Le indagini hanno fatto emergere le figure di Battisti e Cerroni quali fondatori della cooperativa ed organizzatori dell’attività di sfruttamento della manodopera straniera (intercettazione del 3 dicembre 2017: …Luigi è convinto che l’impero lo ha creato lui…; …no lo abbiamo creato insieme…); i due avevano messo in piedi un sistema che, grazie alla copertura di esponenti sindacali e dell’Ispettorato del lavoro infedeli, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori stranieri, li costringeva a sottostare a regole disumane, non garantendo loro i più elementari diritti previsti dall’ordinamento giuridico e costringendoli ad iscriversi al sindacato dietro la minaccia del licenziamento, in modo che quest’ultimo percepisse non solo le quote di iscrizione ma anche ulteriori introiti economici connessi alla trattazione delle pratiche finalizzate ad ottenere le indennità di disoccupazione.

Significativa, in questo senso, l’intercettazione di un sms inviato dal VACCARO ad un altro segretario dello stesso sindacato, in prossimità delle festività natalizie: “…a babbo natale ho chiesto … 4000 disoccupazioni e un gatto…!.

L’indagine ha avuto inizio alla fine del 2017, a seguito degli interventi disposti dal Servizio Centrale Operativo nell’ambito dell’operazione ad alto impatto denominata“Freedom”, finalizzata al contrasto del preoccupante fenomeno del caporalato e dello sfruttamento del lavoro. Tali controlli hanno permesso di rilevare la presenza in alcune zone della città, nelle primissime ore della mattinata, di folti gruppi di stranieri in attesa di pulmini per essere trasportati nei campi.

I servizi di osservazione hanno permesso di accertare che i braccianti provenivano anche dai centri di accoglienza straordinaria ed erano in attesa del riconoscimento della protezione internazionale.

Le indagini di natura patrimoniale hanno consentito di evidenziare la commissione dei delitti di trasferimento fraudolento di valori e dichiarazione infedele, in base ai quali sono stati sequestrati per sproporzione rispetto ai redditi dichiarati, ed in quanto provento di autoriciclaggio, 5 abitazioni, 3 depositi, 3 appezzamenti di terreno , 9 autovetture, 36 tra furgoni e camion, 1 società cooperativa, 4 quote societarie e numerosi rapporti bancari, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.

 

29 Dicembre 2018 0

Estorcevano denaro per evitare multe sull’A1, arrestati due poliziotti a Colleferro

Di admin

COLLEFERRO – Questa mattina, gli uomini della squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Roma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Tivoli, dott. Mario Parisi, nei confronti di due agenti del Distaccamento Polizia stradale di Colleferro indagati per i reati di concussione, corruzione, truffa aggravata e falso. Le indagini, coordinate dalla Procura di Tivoli, con a capo il procuratore Francesco Menditto, sono iniziate lo scorso mese di maggio, quando un autotrasportatore ha denunciato alla squadra di polizia giudiziaria un episodio di concussione subito in località San Cesareo. Agli investigatori della stradale l’autotrasportatore ha raccontato di essere stato fermato da una pattuglia e di essere stato costretto, dai due agenti, a consegnare loro del denaro in contanti per evitare di essere sanzionato per il sovraccarico del mezzo. Gli investigatori hanno attivato immediatamente le procedure di accertamento che, grazie ai controlli incrociati effettuati dalla squadra e dal Centro Operativo Polizia Stradale, permettevano di individuare i responsabili, che risultavano essere due Agenti del Distaccamento di Colleferro. Le serrate indagini, dirette dalla Procura di Tivoli, svolte con intercettazioni, appostamenti e pedinamenti, in tre mesi, hanno consentito di accertare plurimi delitti posti in essere dai due indagati, per i quali il Gip ha emesso l’ordinanza cautelare di custodia in carcere, specificamente: a) due concussioni in cui i due indagati hanno costretto utenti della strada al pagamento di somme di denaro o utilità sotto il “ricatto” di elevare contravvenzioni stradale; b) una corruzione in cui hanno ricevuto danaro; c) tredici episodi di falso e truffe ai danni dello Stato realizzati attestando falsamente di essere in servizio. La gravità delle condotte dei due arrestati emerge dall’ordinanza cautelare in cui il Giudice per le indagini preliminari sottolinea che solo il carcere impedirà ai due indagati di “perseverare nel coltivare con disinvolta e proterva soddisfazione quella che pare una vera e propria costumanza di vita e di servizio; ricercando e cogliendo -o sinanche creando – ogni occasione utile per conseguire utilità indebite”. Per il Gip, emerge dai gravi fatti accertati: la personalità di due soggetti che non solo hanno ormai integralmente stravolto in proprio favore il servizio loro affidato, ma che praticano un costume esistenziale improntato alla continua e sprezzante indifferenza generale al precetto: la truffa e la menzogna sistematiche…(che) costituiscono sicuri indici del risalente e consapevole abbandono delle più elementari regole condivise dalla collettività”. I due agenti S.A. di 42 anni e M.E. di 48 anni sono stati arrestati e accompagnati presso il carcere di Rebibbia. Sono in atto ulteriori accertamenti per la definizione delle indagini. Va sottolineata la sensibilità del cittadino che ha segnalato la concussione patita e che ha consentito al personale del Compartimenti di Polizia Stradale di Roma, che ha profuso energia e impegno, di acquisire preziosi elementi per la ricostruzione della verità dei fatti ed evitare ulteriori condotte illecite da parte di pubblici ufficiali infedeli.

19 Dicembre 2018 0

Falsari a Cassino, romano e napoletano arrestati: compravano sigarette con banconote false

Di admin

CASSINO – Compravano sigarette pagandole con banconote da 50 euro false portando via, oltre alle sigarette, anche il resto in valuta legale. Una tattica tristemente nota tra i commercianti della città martire alcuni dei quali, ieri, sono rimasti nuovamente vittime di due spacciatori di valuta falsa.

A porre fine allo shopping truffa sono stati i carabinieri della compagnia di Cassino comandata dal Capitano Ivan Mastromanno che hanno arresto nella flagranza del reato di spendita di banconote false R.G., 48enne di Napoli e C.G., 40enne della provincia di Roma, entrambi già censiti per analoghi reati.

I militari sono stati attivati dalla segnalazione di un commerciante che indicava due persone allontanatesi a bordo di una Citroen di colore scuro. Sono iniziati i controlli sulle principali arterie che hanno permesso di intercettare i due mentre mentre uscivano da un bar – tabacchi del luogo ove avevano appena acquistato delle sigarette pagando con una banconota da euro 50 risultata falsa.

La successiva  perquisizione personale e veicolare ha permesso di rinvenire nell’abitacolo dell’autovettura, parcheggiata lungo la strada, ulteriori 5 banconote dello stesso taglio, anch’esse risultate false, mentre la perquisizione personale ha permesso di rinvenire la somma contante di 170 euro in banconote di vario taglio, genuine, poiché provento del resto ricevuto dalle banconote false spese.

Gli arrestati infatti, oltre alle sigarette acquistate poco prima, avevano anche effettuato spese presso una pasticceria ed un bar della città martire, pagando sempre con banconote da 50 euro false. Espletate le formalità di rito i due sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della Compagnia in attesa del rito per direttissimo che sarà celebrato nelle prossime 48 ore, mentre le banconote false, unitamente alla somma di euro 170 sono state sequestrate.

31 Ottobre 2018 0

Montagna di hashish sequestrata ad Ostia, arrestati due romani

Di admin

OSTIA – Gli investigatori della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Roma hanno sequestrato un ingente quantitativo di sostanza stupefacente ad Ostia e Dragona, ben 606 chili di hashish arrestando 2 persone: D. C. romano con precedenti di polizia specifici, trovato in possesso di 544 chili di droga pronta per essere spacciata, che deteneva all’interno di un magazzino tra Ostia e Dragona; O. O., incensurato, trovato in possesso di 62 chili di droga pronta per essere spacciata, che deteneva all’interno del bar Oly e Ste di Dragona, in cui è stata rinvenuta pure un’arma, una pistola Smith & Wesson munita di 5 proiettili, risultata acquistata in un’armeria chi Chieti nel 2009 da un soggetto, poi arrestato e condannato, per aver, in questa ed in altre 12 circostanze, comprato svariate armi con licenza e documento falsi. L’attività si è svolta interamente nella giornata di ieri ed ha avuto il suo momento culminante allorquando, a seguito di un servizio di appostamento ed osservazione, gli agenti della Squadra Mobile hanno visto arrivare a bordo di una autovettura D.C. il quale, con un telecomando ha aperto un cancello per poi entrare dentro uno spiazzo circondato da diversi magazzini; nel momento in cui lo si è visto avvicinarsi ad una grande scatola ed armeggiarvi al suo interno, si è deciso di intervenire anche e soprattutto perché si era riusciti ad intravedere un pacchetto apparso subito similare ad un panetto di droga. Infatti, il successivo controllo, ha permesso di rinvenire dentro una grande scatola di cartone ben 544 kg. di hashish suddivisi in panetti da 3 pezzi confezionati e sottovuoto. Contestualmente altro personale ha fatto irruzione presso il bar Oli & Ste, ubicato in località Dragona, dove durante la giornata era stato più volte visto entrare ed uscire D.C. : la ricerca è stata fruttuosa in quanto all’interno del locale il titolare, O.O., aveva nascosto 62 kg di hashish, una parte sotto la cassa ed un’altra nello scantinato del locale, dove è stata pure ritrovata la pistola. La peculiarità della droga leggera era quella di: essere suddivisa in pacchi con delle sigle come Ramses – Porsche – UK – Org – Messi – Jurdala ad indicarne il marchio di chi l’ha prodotta e/o confezionata; essere stata sicuramente, almeno parte di essa “posteggiata” in acqua per la presenza di salsedine all’interno di alcuni pacchi rivestiti con del materiale impermeabile; avere un sistema di localizzazione satellitare gps all’interno di un pacco al fine di monitorarne il tragitto. L’odierna attività continua ad inserirsi in una più ampia e costante azione di contrasto operata dalla Polizia di Stato sotto la direzione della locale D.D.A., al traffico di stupefacenti poste in essere nel contesto territoriale indicato, che segue all’Operazione “Regina” del novembre dell’anno scorso a seguito della quale era stata sgominata un’associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti con l’esecuzione di 12 misure cautelari sul territorio ostiense.

25 Ottobre 2018 0

Desirèe Mariottini, arrestati due spacciatori senegalesi per l’omicidio della 16enne

Di admin

ROMA – La polizia che indaga sulla morte di Desirèe Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina ritrovata morta venerdì sera in una palazzina occupata abusivamente a San Lorenzo, ha arrestato questa notte due senegalesi irregolari sul territorio italiano.

La Squadra Mobile di Roma e del commissariato San Lorenzo hanno eseguito il decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla locale Procura della Repubblica nei confronti di Gara Mamadou 27 anni e Minteh Brian 43 anni. I due sono ritenuti responsabili in concorso con altri soggetti in via di identificazione, di seguenti reati di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e l’omicidio volontario di Desirée.

Il fermo è stato disposto a seguito delle attività investigative incessantemente svolte dalla III e IV Sezione della locale squadra mobile e dal commissariato San Lorenzo coordinate dai Magistrati del Gruppo Violenze della Procura della Repubblica di Roma che hanno permesso di accertare che i fermati, in concorso con altri soggetti in via di identificazione, nel pomeriggio del 18 ottobre u.s. hanno somministrato sostanze stupefacenti alla minore in modo da ridurla in stato di incoscienza e ne hanno abusato sessualmente, così cagionandone la morte avvenuta nella notte del 19 ottobre.

Ermanno Amedei

19 Ottobre 2018 0

Rapinavano attività commerciali, arrestate a Latina sette persone

Di admin

LATINA – Nella primissima mattinata di stamattina, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri di Latina hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Latina dott.ssa Campoli su richiesta del Sostituto Procuratore dott. Valerio De Luca, a carico di sette persone pluripregiudicate, tra cui due donne, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di rapina aggravata, estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi.

Le indagini condotte in collaborazione dalla Squadra Mobile e dal Nucleo Operativo della Compagnia dei Carabinieri di Latina, partendo da episodi diversi, sono pervenute allo stesso gruppo criminale, consentendo di contestare ben 6 rapine commesse da commandi a composizione variabile, ai quali prendevano parte, di volta in volta, due o tre degli indagati, tra i quali si trovava spesso una donna, la quale assicurava la sorveglianza rispetto all’eventuale presenza delle Forze dell’Ordine e agevolava la fuga dei complici con l’utilizzo di un’autovettura “pulita”.

Gli obiettivi delle rapine, tutte commesse nel periodo da luglio a novembre 2017, erano Sale Slot, ristoranti e tabaccherie.

Oltre alle rapine vengono contestate ai componenti della banda molteplici attività criminali, tra cui lo spaccio di sostanze stupefacenti; l’estorsione commessa ai danni di un consumatore di cocaina, concretizzatasi con l’appropriazione della sua casa popolare, per saldare pregressi debiti di droga, costringendo la vittima all’indigenza; la detenzione ed il porto di armi in occasione degli assalti negli esercizi rapinati.

18 Ottobre 2018 0

Caporalato a Terracina, arrestati due fratelli

Di admin

TERRACINA – Due fratelli di Terracina sono stati arrestati dagli agenti della questura di Latina e da quel del locale commissariato perchè accusati del reato di caporalato. Agli arresti domiciliari su ordine del Gip del tribunale di Latina sono finiti F.F. di 43 anni e A. F. di 47 anni  L’indagine ha preso avvio intorno alla metà di maggio 2018 nell’ambito del progetto “EMPACT THB. Traffico di esseri umani finalizzato allo sfruttamento del lavoro. Action Week 14 – 19 maggio 2018” coordinato dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, finalizzato a contrastare le associazioni per delinquere dedite al traffico di esseri umani, con particolare riferimento allo sfruttamento del lavoro.

Il complesso delle informazioni acquisite nel corso del controllo ispettivo all’Azienda Agricola dei due arrestati, è stato funzionale all’avvio di specifica attività investigativa. Il 16 maggio u.s., infatti, personale del commissariato ha proceduto ad un accesso presso alcuni campi coltivati a cielo aperto ed in serra, ubicati in via II° Macchia di Piano in località Borgo Hermada, riconducibili ai due fratelli , ove erano presenti 7 braccianti agricoli, tra cui un irregolare sul territorio nazionale. Nella circostanza si accertavano le condizione di sfruttamento lavorativo sia per ciò che attiene l’aspetto della manodopera clandestina, sia per quanto riguarda i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato, stante la reiterata condotta, tipica del reato in esame, desumibile dagli indici rilevatori: la sistematica retribuzione dei lavoratori in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o comunque sproporzionata rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato; la sistematica violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie; la sussistenza di violazioni della normativa in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, tale da esporre il lavoratore a pericolo per la salute, la sicurezza o l’incolumità personale; la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza, o a situazioni alloggiative particolarmente degradanti, con l’aggravante specifica: il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre; l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro. Gli ulteriori approfondimenti nell’ambito del contesto segnalato, hanno determinato la competente Autorità giudiziaria, che ha concordato con la tesi investigativa, a richiedere l’emissione dei citati provvedimenti restrittivi.

12 Ottobre 2018 0

Pareti di sigarette, due contrabbandieri arrestati sull’A1

Di admin

CASSINO – Due contrabbandieri di sigarette sono stati arrestati dalla polizia strade della sottosezione di Cassino sull’A1 tra i caselli di Cassino e Caianello.

La pattuglia diretta dall’ispettore Giovanni Cerilli, nei pressi del Km 683, carreggiata Sud, nel territorio del comune di Mignano Montelungo, ha fermato un furgone, con  targa polacca.

Identificati gli occupanti, entrambi nati in Ucraina: alla guida un 31 enne, mentre il passeggero è un 25enne.

Nel corso del controllo dei documenti i due hanno mostrato evidenti segni di nervosismo tali da spingere i poliziotti ad effettuare accertamenti più approfonditi.

Nel corso della perquisizione veicolare, ben occultati dietro i pannelli  di compensato, apposti sulle pareti del vano carico, sono stati trovati tabacchi lavorati esteri, con scritte in caratteri cirillici, senza fascetta dei Monopoli di Stato,  introdotti illegalmente sul territorio Nazionale.

é queindi scattato il sequestro della merce, 9690 pacchetti di sigarette – circa 194 kg – e l’arresto degli ucraini, che sono stati tradotti pressi la casa circondariale di Cassino, con l’accusa di contrabbando.