Tag: arresti

20 Novembre 2019 0

Furto di farmaci da 1,8 milioni di euro, due arresti sull’A1 a Ceprano

Di Ermanno Amedei
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Ceprano – Viaggiavano con farmaci salvavita per un valore di circa un milione 800mila euro, sottratti alla farmacia interna dell’ospedale di Osimo (An). Si tratta di due uomini, un 44enne e un 49enne entrambi di Napoli, fermati e arresti dal agenti della polizia stradale di Frosinone sul tratto dell’autostrada Roma Napoli che attraversa la provincia di Frosinone.

Nel territorio di Ceccano, gli agenti hanno intimavano l’alt per un normale controllo ad una Jeep Renegade con due persone a bordo i quali, invece fermarsi, acceleravano dandosi alla fuga. Dopo un repentino inseguimento, con l’ausilio di un’altra pattuglia, i poliziotti sono riusciti a fermare l’auto alla chilometrica 638 nel comune di Ceprano.

Il passeggero si dava immediatamente alla fuga, verso l’esterno della carreggiata autostradale, ma prontamente inseguito è stato bloccato, così come il conducente. All’interno della Jeep venivano rinvenuti farmaci ‘salva vita’ per un valore commerciale di 1.796.423,15 euro risultati rubati poco prima presso la farmacia interna dell’Ospedale di Osimo (AN), forzando l’inferriata della stessa con arnesi atti allo scasso, rinvenuti nella Jeep, unitamente al biglietto di ingresso autostradale del casello Osimo-Ancona sud. I due sono stati arrestati per furto aggravato.

L’ingente e prezioso bottino è stato restituito ai responsabili dell’ospedale da cui era stato rubato.

19 Ottobre 2019 0

Sequestrano un hacker per ridurlo in schiavitù, due arresti a Cerveteri

Di Ermanno Amedei

CERVETERI – Nelle prime ore della mattina del 17 ottobre, i Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia hanno portato a termine un’operazione che ha consentito di liberare un 36enne di origini calabresi ma residente a Firenze, informatico, vittima di sequestro di persona a scopo di estorsione da parte di due italiani, un 29 enne ed un 27enne, entrambi residenti a Cerveteri, tratti in arresto.

La segnalazione è partita dal fratello del sequestrato, che ha chiamato la Centrale Operativa dell’Arma, riferendo di aver ricevuto dei messaggi whatsapp con delle richieste di aiuto, nelle quali il fratello gli indicava approssimativamente il luogo in cui si trovasse, sito in località Capo di Mare di Cerveteri.

Immediatamente i militari dell’Arma hanno predisposto un dispositivo composto da cinque equipaggi, coordinato dal Nucleo Operativo e Radiomobile del Comando di Via A. da Sangallo, che in brevissimo tempo ha consentito di rintracciare l’abitazione e di irrompere all’interno, constatando la presenza dei tre soggetti. I primi accertamenti hanno immediatamente consentito di accertare la veridicità della segnalazione, e del reato gravissimo che si stava consumando. Emblematica la circostanza evidenziata dal fatto che l’abitazione presentava due letti posti dinanzi l’ingresso, occupati dai due sequestratori, e posizionati in modo tale da impedire l’eventuale fuga di notte dell’uomo, che non avrebbe avuto altre vie di uscita. Alla vista dei militari, il 36enne sequestrato è scoppiato in lacrime, ed ha riferito quanto accaduto nel corso dei tre giorni precedenti, trascorsi in una condizione di prigionia.

Il sequestro è avvenuto nel corso della mattinata di lunedì, quando i due uomini, pluripregiudicati per reati contro la persona, il patrimonio, ed in materia di stupefacenti, hanno prima contattato telefonicamente il 36enne, persona conosciuta nel corso dei mesi precedenti, e subito dopo si sono presentati nella sua abitazione di Firenze, nella quale entravano manomettendo la serratura del portone, costringendolo a seguirli sotto la minaccia di una pistola.

Fatto salire a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata, i due sequestratori lo hanno condotto  nell’abitazione di Campo di Mare, presa all’occorrenza in affitto tramite un sito di annunci on line. All’interno dell’appartamento il 36enne sarebbe stato prima picchiato, e poi privato di qualsiasi mezzo di comunicazione, tenuto sotto controllo a vista dai due sequestratori.

Le indagini poste in essere dai militari dell’Arma hanno consentito di ricondurre i motivi del sequestro ad un debito di svariate migliaia di Euro derivante da un’attività di frode informatica che i due sequestratori ed il sequestrato avrebbero tentato di porre in essere nei mesi precedenti, mediante l’utilizzo di password finalizzate all’accesso a sistemi in grado di manomettere slot machine, avvalendosi delle competenze informatiche del 36enne, che ha a suo carico precedenti penali per attività di hackeraggio.

L’uomo, malnutrito ed in condizioni igienico-sanitarie precarie, nel corso della terza notte di sequestro è riuscito ad approfittare di un attimo di distrazione dei sequestratori, impossessandosi per pochi secondi del proprio telefono cellulare, dal quale ha inviato i messaggi di aiuto al fratello. Sono in corso ulteriori indagini finalizzate all’individuazione di eventuali complici dei sequestratori. Già denunciato per il concorso nel reato di sequestro di persona a scopo di estorsione un 37enne di origini siciliane, proprietario dell’autovettura con la quale il sequestrato è stato condotto a Campo di Mare.

I due arrestati sono stati condotti presso il carcere di Civitavecchia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Dovranno rispondere del reato gravissimo di sequestro di persona a scopo di estorsione, ai sensi dell’art. 630 del codice penale, che prevede una pena che va dai 25 ai 30 anni di reclusione.

10 Ottobre 2019 0

Raffica di rapine con tentato omicidio, tre arresti a Palestrina

Di Ermanno Amedei

PALESTRINA – Tre persone sono state arrestate dai carabinieri di Palestrina per rapine e tentato omicidio. Sono stati gli stessi Carabinieri della Compagnia di Palestrina ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Tivoli, Mario Parisi, nei confronti di C.A., P.A. e S.M. per tentata rapina, rapina, tentato omicidio, detenzione e porto di arma.

Tutta l,’indagine è stata cordinata dalla Procura di Tivoli diretta da Francesco Menditto.

I fatti risalgono allo scorso 11 settembre, quando nelle prime ore della mattinata, in stretta successione, si verificavano tre episodi di rapina a mano armata nei confronti di tre distinti esercizi commerciali, il bar “Romano” in via Casilina a Roma, il bar “Area 51” in via Proust a San Cesareo (RM) e la Sala Slot “Belvedere” in via Maremmana a San Cesareo (RM).

La ricostruzione degli eventi a seguito della minuziosa e tempestiva attività d’indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Palestrina, sotto la direzione del P.M. di turno della Procura di Tivoli, ha consentito di documentare nel dettaglio quanto accaduto.

La prima tentata rapina è stata messa a segno presso il bar “Romano” in via Casilina a Roma. Nonostante l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco a scopo intimidatorio da parte di uno dei rapinatori, a causa della resistenza opposta da un impiegato e della difficoltà di accesso alla cassa, la rapina non è riuscita.

Poco dopo i tre indagati consumavano una rapina lungo la via Casilina, presso il bar “Area 51” in via Proust a San Cesareo (RM) ove, riscontrata l’assenza di denaro all’interno della cassa, uno di loro, previa minaccia della pistola si faceva consegnare il denaro prelevato dal portafogli personale di un impiegato.

In seguito i tre si recavano presso la poco distante Sala Slot “Belvedere”, in via Maremmana a San Cesareo (RM) ove, come documentato anche dall’impianto di videosorveglianza, uno di loro, con il volto travisato da una sciarpa e con la pistola in pugno, si introduceva all’interno dell’esercizio commerciale minacciando il cassiere per farsi consegnare il denaro contenuto nella cassa. Un impiegato addetto alla sicurezza, nel tentativo di sventare la rapina in corso, colpiva con uno sgabello il rapinatore che esplodeva due colpi d’arma da fuoco al suo indirizzo attingendolo all’inguine. Il rapinatore, impossessatosi di 2500 euro, è scappato dal locale e ad attenderlo, a bordo di un’autovettura, vi erano i suoi due complici unitamente ai quali si dava alla fuga facendo perdere le proprie tracce.

Nel corso dell’operazione, durante una perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno rinvenuto presso l’abitazione di uno degli arrestati (S.M.) una pistola semiautomatica calibro 7.65 con matricola abrasa, compatibile per calibro e tipologia con l’arma utilizzata nelle azioni delittuose.

Il Gip del Tribunale di Tivoli, che ha provveduto sulla richiesta della Procura con grandissima celerità, sottolinea che “il quadro indiziario a carico degli indagati è solidissimo  …articolato sulla scorta di un bagaglio investigativo che ha rapidamente assunto tratti di indiscutibile e stringente attitudine probatoria e incriminante”.

Aggiunge il gip “la pervicace spregiudicatezza operativa… la disponibilità di armi e l’inclinazione a farne disinvolto impiego contro le persone, l’abitudine all’assunzione di alcool e di droghe… strutturano un contesto in cui campeggia e spicca l’accentuata pericolosità degli indagati. Costoro sono ben disposti all’aggressione e all’uso di armi pur di soddisfare il loro contingente bisogno economico…”

25 Settembre 2019 0

Frosinone; “Operazione Bazar” dei Carabinieri, una decina di arresti e sequestro di hashish e cocaina

Di felice pensabene

FROSINONE – Dalle prime ore dell’alba circa 60 Carabinieri delle Compagnie di Frosinone ed Alatri, con l’ausilio di due unità cinofili ed un elicottero del Raggruppamento Aeromobili Carabinieri di Pratica di Mare, hanno dato esecuzione a 13 provvedimenti di custodia cautelare, di cui: 6 in carcere, 2 ai domiciliari e 5 divieti di dimora con obbligo di presentazione alla P.G. emessi dalla Dott.ssa Ida LOGOLUSO, Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Frosinone, su richiesta del Dott. Adolfo COLETTA, Sostituto Procuratore di Frosinone.

L’Autorità Giudiziaria, condividendo in pieno il quadro accusatorio sviluppato dagli investigatori dei Carabinieri di Frosinone e di Alatri, ha ritenuto gli odierni indagati responsabili a vario titolo di acquisto, trasporto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti di tipo “cocaina” e “hashish”, in concorso continuato, anche avvalendosi di altri soggetti, per le attività di cessione a terzi, tra i quali anche elementi con handicap psichiatrici.

L’indagine dei militari dei Nuclei Operativi e Radiomobile delle due Compagnie iniziava nel mese di marzo 2018, allorquando dagli ambienti delinquenziali locali trapelavano informazioni che indicavano alcuni soggetti dediti al trasporto, tra nord Italia, Albania e Germania, di sostanze stupefacenti con autovetture appositamente attrezzate da compiacenti carrozzieri per l’occultamento delle stesse al loro interno. I responsabili del traffico venivano individuati in alcuni personaggi di nazionalità albanese e rumena, i quali, con la connivenza di elementi locali gestivano alcune piazze di spaccio in vari comuni di questa Provincia, tra i quali Ferentino, Fiuggi, Vico nel Lazio, Alatri e Frosinone.

Il primo importante riscontro si otteneva quando veniva localizzata a Ferentino presso una nota autocarrozzeria un’autovettura alimentata anche a metano, i cui serbatoi erano stati sostituiti con “siluri” identici ai serbatoi originali, ma di fatto modificati per occultare e trasportare in sicurezza quantitativi di stupefacente.

L’importante scoperta forniva un prezioso contributo allo sviluppo dell’attività investigativa, al punto che l’A.G. autorizzava una pluralità di attività tecniche intercettive e la concreta sinergia messa in campo dai reparti operanti, consentiva di individuare i partecipanti al fenomeno criminoso e di raccogliere una moltitudine di elementi probatori a carico degli indagati, nonché di individuare ben sei piazze di spaccio operanti nei comuni prima citati.

Nel complesso, le investigazioni hanno permesso di debellare un importante “giro criminoso” di elevato spessore con importanti illeciti guadagni, di individuare altro canale di approvvigionamento facente capo a un’insospettabile infermiera di Ostia, che di volta in volta, a richiesta, riforniva la piazza di spaccio di Fiuggi, con a capo il 52enne S.M. e allo stesso tempo hanno portato all’arresto di: 9 persone in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti; 4 persone denunciate all’A.G. per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti; 5 persone segnalate alla Prefettura di Frosinone ai sensi dell’art. 75 DPR 309/90; al sequestro di kg. 1,130 di hashish, gr. 370 di cocaina e di cospicue somme di denaro provento dell’attività illecita, oltre a numeroso materiale per confezionamento della droga destinata al mercato.

Le indagini che sono state concluse a dicembre 2018, con l’esecuzione delle odierne misure cautelari nei confronti dei 13 indagati, di cui due di nazionalità Albanese, i quali, nonostante tutte le precauzioni adottate mediante l’utilizzo di frasari “convenzionali” per la conduzione dell’attività criminosa (Fettuccine/abbacchio/antimuffa) e per sviare eventuali investigazioni nei loro confronti, non sono riusciti ad eludere l’efficace ed incisivo monitoraggio dei Carabinieri operanti. Al termine dell’operazione, gli arrestati sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di questo Capoluogo, ad eccezione della donna condotta presso il carcere femminile di Roma Rebibbia e degli altri due posti agli arresti domiciliari presso le rispettive residenze.

25 Settembre 2019 0

Auto preparate per trasportare droga, 13 arresti nel frusinate

Di Ermanno Amedei

FROSINONE – Dalle prime ore della mattinata i Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone comandata dal colonnello Fabio Cagnazzo stanno dando esecuzione ad una Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dall’Ufficio Gip del Tribunale di Frosinone su richiesta della locale Procura (dott Adolfo Coletta) a carico di 13 persone, tutte ritenute responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. L’attività di indagine, avviata nel mese di marzo 2018 grazie a notizie fiduciarie e al ritrovamento di autovetture modificate per occultare sostanza stupefacente ha consentito di accertare l’esistenza nella Provincia di un autonomo ‘gruppo’ criminale con a capo cittadini albanesi che nel tempo avevano allestito in particolare nei comuni di Ferentino, Fiuggi, Frosinone, Alatri ed Ostia diverse piazze di spaccio di hashish e cocaina nonché individuare i canali di approvvigionamento dello stupefacente proveniente dal Nord-Italia.

23 Luglio 2019 0

Controlli in treni e stazioni del Lazio, 3685 identificati e 5 arresti in una settimana

Di Ermanno Amedei

LAZIO – Sono 3685 gli identificati; 5 arrestati;  13 denunciati in stato di libertà; 84 pattuglie impiegate a bordo treno  per 206  treni scortati, 9 contravvenzioni amministrative di cui 6 contestate in materia ferroviaria.

Questo è il bilancio dell’attività messa in campo dal personale della Specialità della Polizia Ferroviaria del Compartimento per il Lazio nel corso della settimana scorsa con l’impiego su tutto il territorio regionale di 407 pattuglie.

In particolare, il 15 luglio u.s., un cittadino pakistano è stato arrestato a seguito di un controllo da personale del Reparto Stazione di Roma Termini, poiché risultato destinatario di un ordine di carcerazione per il reato di violenza sessuale aggravata, emesso dal Tribunale di Civitavecchia.

Il 20 luglio u.s., quattro persone sono state arrestate dalla Squadra di Polizia Giudiziaria Compartimentale, all’interno dello scalo ferroviario di Roma Termini, per il reato di furto pluriaggravato in flagranza. Le stesse simulando di fotografarsi reciprocamente, approfittavano della distrazione di una turista, per impossessarsi della borsa, passandola di mano e celandola nello zaino di uno degli stessi.

Sempre nella stessa giornata, personale del Reparto Stazione di Roma Termini, interessando anche personale delle Ferrovie dello Stato, si è prodigato affinché un farmaco salva-vita venisse recapitato a Verona, presso l’abitazione della nonna di una bambina di 13 anni, dove la stessa minore si era recata per una vacanza estiva, dimenticandosi presso la propria abitazione di Roma il farmaco difficilmente reperibile sul territorio nazionale.

Nella nottata del 21 luglio u.s., infine, una persona che si era allontanata  dalla propria abitazione minacciando intenti suicidi, è stata rintracciata da personale del Posto di Polizia Ferroviaria di Orte, all’interno dello scalo ferroviario, dopo una serie di controlli tesi al ritrovamento della persona segnalata come scomparsa.

 

4 Luglio 2019 0

Gare truccate, 8 arresti e 17 indagati

Di Ermanno Amedei

FROSINONE – Dall’alba di questa mattina i militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone stanno dando esecuzione ai seguenti provvedimenti emessi dal GIP del Tribunale di Frosinone. In esecuzione una ordinanza di custodia cautelare (in carcere) emessa a carico di Rappresentante legale di societa’ operante nel settore rifiuti, Una seconda ordinanza di custodia cautelare (in carcere) emessa a carico di Tecnico comunale e Rappresentante di fatto di Societa’ di servizi operante nel campo ambientale. La terza  riguada 6 Ordinanze di custodia cautelare (arr. dom.) a carico di: Assessore comunale; Rappr. di fatto di societa’ di servizi operante nel campo ambientale; Amministratore della medesima Societa’ di servizi; Addetto alla medesima societa’; Dipendente ASL Frosinone; Dipendente della Citta’ Metropolitana di Roma. L’ ipotesi accusatoria e’ relativa a vari episodi corruttivi, accertati negli anni 2017 e 2018, dove Dipendenti e Amministratori pubblici agevolavano le Ditte nell’ assegnazione dei lavori ricevendo come contropartita somme di denaro (dell’ ordine di qualche migliaio di euro), assunzioni di persone da loro segnalate o fornitura di beni e servizii I soggetti pubblici omettevano i dovuti controlli sulla regolarita’ delle gare e sulle esecuzioni dei lavori favorendo in modo esplicito le Ditte indagate.

13 Giugno 2019 0

Dal gioco delle tre campanelle alla rapina, 3 arresti e 5 denunce sull’A1 ad Anagni

Di Ermanno Amedei

ANAGNI – Gli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Frosinone hanno proceduto all’arresto di tre persone per rapina aggravata commessa all’interno dell’area di servizio La Macchia Ovest di Anagni.

Per gli stessi fatti sono inoltre state denunciate a piede libero altre cinque persone.

I fatti accertati hanno visto coinvolto un gruppo di persone pregiudicate che aveva allestito in corrispondenza dell’ingresso dell’autogrill un piccolo tavolo in legno utilizzato per il cosiddetto gioco delle tre campanelle.

Mentre simulavano l’esercizio del gioco, tre di loro, successivamente individuati con certezza, aggredivano un autista di T.I.R. premendogli un oggetto contro la schiena ed impossessandosi della catenina d’oro che portava al collo e della somma di 45 euro che custodiva nel portafogli.

Subito dopo l’intero gruppo, composto da otto persone, si dava alla fuga a bordo di due autovetture, che venivano intercettate dalle pattuglie della stradale grazie alla segnalazione fatta dal derubato.

La perquisizione effettuata sui veicoli e sulle persone permetteva di rinvenire gli oggetti sottratti e gli attrezzi utilizzati per esercitare il gioco d’azzardo.

Il riconoscimento effettuato dalla vittima ed il rinvenimento degli oggetti permetteva l’arresto di tre uomini dell’età compresa tra 39 e 45 anni, tutti residenti nel napoletano e con precedenti specifici.

Al vaglio la posizione degli altri cinque soggetti, tra i quali due donne, che per il momento dovranno rispondere a piede libero di concorso in rapina. Gli arrestati sono stati condotti presso il carcere di Frosinone in attesa della convalida dell’arresto.

Indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Frosinone.

12 Giugno 2019 0

Frosinone; Carabinieri Forestali eseguono arresti e perquisizioni per traffico illecito di rifiuti

Di felice pensabene

FROSINONE – Nelle prime ore di questa mattina il personale del N.I.P.A.A.F. e delle Stazioni forestali

dipendenti dal Gruppo di Frosinone hanno dato esecuzione, in provincia di Frosinone, a tre misure

personali cautelari di cui due arresti domiciliari ed un arresto in carcere emesse dal G.I.P. del

Tribunale di Roma per i reati di traffico illecito di rifiuti, gestione illecita di rifiuti, violazione sulle

prescrizioni delle autorizzazioni sulla gestione dei rifiuti ed in materia di emissione in atmosfera.

Nella stessa operazione sono stati eseguiti due sequestri e quattordici perquisizioni.

I dettagli saranno resi noti in un comunicato stampa ed in una conferenza stampa alla ore 12:30 presso il Gruppo di Frosinone.

 

4 Giugno 2019 0

La droga e le estorsioni degli Spada, 7 arresti a Frosinone

Di Ermanno Amedei

FROSINONE – Dalle prime ore di questa mattina, in provincia di Frosinone ed in quella di Latina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone stanno dando esecuzione a 8 misure personali cautelari (5 con applicazione di Custodia Cautelare in carcere, 2 con applicazione di Custodia Cautelare agli arresti domiciliari e 1 all’obbligo di presentazione alla p.g.), emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Frosinone, per i reati di concorso per “traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione” posti in essere da personaggi di spicco della criminalità locale, appartenenti alla famiglia di etnia rom “Spada”, radicata da anni nel frusinate, e legati da vincoli di parentela con la famiglia “Casamonica” stanziale in territorio capitolino. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari in premessa, saranno altresì eseguite numerose perquisizioni locali e personali nei confronti dei destinatari del provvedimento restrittivo, e di altri soggetti a vario titolo implicati nelle attività di indagine.

I provvedimenti restrittivi, sono il frutto dall’attività di indagine convenzionalmente denominata “BROKEN SWORD”, condotta dal dipendente Nucleo Investigativo, attraverso la quale, emergeva che gli indagati, approfittando oltretutto dell’ostentata prepotenza derivante dal senso di appartenenza “alla propria famiglia”, attraverso una fitta rete clientelare, gestivano una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, perlopiù del tipo cocaina, attraverso la quale, venivano loro garantiti ingenti introiti economici, talvolta pretesi dagli acquirenti anche attraverso condotte inequivocabilmente estorsive, tipiche dei gruppi criminali egemoni nei limitrofi territori di questa provincia.