Tag: migranti

31 Ottobre 2016 0

Migranti a Pontecorvo, il sindaco pronto a denunciare chi diffonde notizie false

Di Ermanno Amedei
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Pontecorvo – Devono essere state voci incontrollate, e non si sa quanto verificate, di un grosso afflusso di migranti da sistemare nel territorio comunale di Pontecorvo a spingere il sindaco Anselmo Rotondi a minacciare di denuncia chi attribuisce o attribuirà all’amministrazione comunale, ipotetici arrivi di stranieri a Pontecorvo.

Lo fa in una nota stampa che riceviamo e pubblichiamo.

“In riferimento alle false e tendenziose notizie, circa il presunto arrivo di un numero consistente di immigrati, che da più parti da questa mattina si stanno diffondendo occorre precisare che il Comune di Pontecorvo non ha mai rilasciato alcuna autorizzazione in merito, anche perchè non è di competenza del comune ma della prefettura e del ministero dell’interno. Siamo in constante contatto con la Prefettura di Frosinone, con il prefetto in prima persona, per capire la portata della notizia che sta circolando che non proviene e non appartiene a quest’amministrazione comunale. Per cui coloro i quali affermano e affermeranno il contrario saranno chiamati a rispondere dinanzi all’autorità giudiziaria”.

Ermanno Amedei

14 Settembre 2016 0

Migranti in provincia di Frosinone, da 800 a 1700 in 5 mesi. Numeri al limite dell’allarme sociale

Di Ermanno Amedei

Frosinone – Da 800 a 1700, il numero dei migranti, richiedenti asilo politico in provincia di Frosinone, si è più che raddoppiato nel giro di appena 5 mesi.

La provincia ciociara raccoglie il 17% dei migranti che arrivano nel Lazio, il che significa, in questo periodo, arrivano tra i 7 ai 15 migranti al giorno. Circa 1700, quindi, tra richiedenti Asilo Politico e coloro che hanno fatto ricorso perché esclusi. La permanenza dei migranti nella provincia di Frosinone, prima che si definisca l’iter per lo status di rifugiato, oscilla tra i 4 ai 6 mesi.

Quattro mesi servono per arrivare al parere della Commissione instituita in Prefettura, poi, in caso di bocciatura della pratica, il migrante può presentare ricorso entro 60 giorni, altrimenti è soggetto da rimpatriare. In questo periodo l’aumento degli stranieri è avvertito in qualsiasi comune della Ciociaria.

A Fiuggi, intere strutture alberghiere sono destinate all’accoglienza. A Cassino si cercano altre strutture che possano accoglierli. Alatri, Sora e anche i comuni minori non si sottraggono all’accoglienza. 

Considerando le continue ondate di sbarchi, il numero continuerà ad aumentare e ad inizio ottobre la quota duemila sarà abbondantemente superata. Inutile dire che questi cominciano ad essere numeri da emergenza. Le strutture per accogliere gli stranieri si reperiscono sempre con maggiore difficoltà e se una piccola percentuale di stranieri in una comunità non preoccupa, comincia invece a preoccupare con l’aumentare di quella percentuale iniziale. Il numero degli operatori delle forze dell’ordine e di quelli dei servizi di emergenza restano fermi nonostante aumenti velocemente e senza avere una soglia limite, il numero delle persone ospitate. Spesso le stesse forze dell’ordine del territorio non vengono informate della presenza di nuovi gruppi.

Lo ricordiamo, molte di queste persone scappano dalle guerre e vanno aiutate, ma è sicuro che sia questo il modo migliore per farlo? Siamo sicuri che portare al collasso le comunità sia utile almeno a loro?

Ermanno Amedei

25 Luglio 2016 0

L’emergenza migranti sbarca nel frusinate

Di Antonio Nardelli

Frosinone – Nel pomeriggio odierno si è svolta una riunione per fare il punto della situazione in merito agli ultimi arrivi di migranti nella provincia. Alla riunione, presieduta dal Prefetto, hanno preso parte la Protezione Civile del Comune di Frosinone, la Croce Rossa Italiana, Dirigenti dell’Azienda Sanitaria Locale e Rappresentanti delle Caritas Diocesane.

Malgrado le difficoltà contingenti connesse agli incessanti sbarchi sulle nostre coste meridionali, grazie alla disponibilità e sforzo organizzativo del comune Capoluogo, della C.R.I., della ASL e di tutte le componenti del volontariato laico e religioso, si è riusciti a reperire soluzioni alloggiative alternative all’attuale collocazione di prima emergenza. I migranti sono stati tutti sottoposti ad un ulteriore screening medico oltre quello effettuato al momento dello sbarco. Dette soluzioni alloggiative verranno poste in essere entro la giornata di mercoledì 27 luglio p.v..

7 Luglio 2016 0

Recupero del barcone dei migranti, estratti 217 corpi

Di Ermanno Amedei

Melilli (Sr) – Ad una settimana dall’arrivo del relitto nella rada di Augusta continuano le operazioni di recupero delle salme dal barcone che dal 5 luglio è stato posizionato all’interno della tensostruttura allestita presso il comprensorio Marina Militare di Melilli (SR).

Le attività, dirette dal Comando Marittimo Sicilia, coin volgono circa 150 persone al giorno tra cui personale della Marina Militare, dei Vigili del Fuoco, del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa e dei team universitari guidati dalla prof.ssa Cristina Cattaneo del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense.

Le squadre si avvicendano in un costante ed ininterrotto impegno nell’arco delle 24 ore giornaliere tra attività di lavoro e di riposo all’interno del comprensorio. L’assistenza sanitaria è costantemente assicurata dalla Marina Militare attraverso un Posto Medico Avanzato ed un consultorio psicologico.

Ad oggi sono stati estratti dalle squadre dei Vigili del Fuoco 217 corpi. Sono stati eseguiti 52 esami autoptici e sono iniziate le perizie giudiziarie da parte della Polizia Scientifica di Catania coordinata dalla Procura di Catania.

8 Aprile 2016 0

I 300 (mila) che spaventano Vienna. Brennero a rischio chiusura

Di Ermanno Amedei

Dall’Italia – Il Brennero, dove finisce l’Italia e comincia l’Austria, e forse anche un’altra parte di Europa, rischia di tornare ad essere confine presidiato, anche se nel cuore del Vecchio Continernte che si dice unito. La minaccia arriva direttamente dalla ministra dell’Interno austriaca Johanna Mikl-Leitner che teme gli effetti di un’altra ondata di profughi prevista per fine maggio inizio giugno. Sarebbero circa trecentomila gli immigrati pronti ad imbarcarsi dalle coste nord africane, con i soliti sistemi di imbarcazioni carrette. Stima che potrebbe essere sottostimata ma che già basta per far impallidire tutti, ma in particolare Vienna che minaccia di chiudere il confine o, quantomeno, istituire controlli. Minaccia o avvertimento, sarà ufficializzata questa mattina in un incontro tra lei e il ministro Alfano. Il problema immigrati, quindi, resta Italiano, e del resto, se anche la ministra austriaca attuasse la sua minaccia che tanto ha inorridito, non sarebbe certamente la prima a farlo. I francesi l’hanno già fatto lo scorso anno a Ventimiglia. Quindi, perché meravigliarsi? Perché ancora parlare di Europa Unita?

Ermanno Amedei

26 Dicembre 2012 0

I migranti ci aiutano ad affrontare la crisi

Di Ermanno Amedei

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

Come ogni anno, puntuale arriva il “Dossier statistico immigrazione 2012 Caritas/Migrantes” che fotografa i dati sull’immigrazione relativi a tutto il territorio nazionale.

In primo luogo è da rilevare che il numero complessivo degli stranieri soggiornanti stabilmente in Italia, a diverso titolo, è di circa cinque milioni, ossia l’8,2% dell’intera popolazione residente. Anche per sfatare alcuni tabù e falsi miti sul rapporto tra occupazione e immigrazione, sono interessanti i dati sull’occupazione: nel quadriennio compreso tra il 2007 e il 2011 si è registrato un aumento di ben 750mila lavoratori stranieri impiegati nei mestieri non più ambiti dagli italiani, a fronte di una perdita complessiva di un milione di posti di lavoro. Si attesta, quindi, a circa il 10% dei lavoratori totali la percentuale di quelli di origine straniera.

Uno dei settori nevralgici nei quali è più presente la forza lavoro straniera è, fatto notorio, quello delle colf/badanti, con ben l’85% degli occupati, mentre sono il 10 % dei totali gli infermieri immigrati.

Ma è il dato sui benefici per l’economia del Paese che potrebbe sorprendere sino allo sbigottimento qualche partito politico come la Lega: sono 1,7 miliardi di euro i benefici prodotti dagli stranieri a fronte del rapporto costi/benefici per le casse statali, comprese le spese di giustizia e sanitarie.

Dati che non sorprendono chi come lo “Sportello dei Diritti”, rileva il fondatore Giovanni D’Agata, attraverso l’attività costante d’integrazione e mediazione e di studio del fenomeno, sostiene l’importanza dell’immigrazione regolare per l’economia e per lo sviluppo sociale del Paese, e che condivide pienamente la sintesi del rapporto Caritas secondo cui “gli immigrati producono ricchezza e aiutano ad affrontare la crisi”.

In tal senso, giova evidenziare che gli stranieri utilizzano in proporzione meno il sistema sanitario nazionale rispetto ai nostri concittadini e il tasso di criminalità, nonostante talune percezioni diffuse e forse amplificate da qualche media compiacente, se calcolato per fasce di età omogenee mostra un incidenza dei reati sugli stessi livelli o addirittura inferiore (chiaramente senza contare alcuni reati tipici dello status di straniero) a quella degli italiani.

I maggiori problemi per lo “Sportello dei Diritti”, anche alla luce di tali dati, non derivano, dai flussi degli stranieri che tentano d’introdursi clandestinamente nel territorio nazionale (che oggi deve considerarsi parte dello spazio comune europeo), tanti dei quali richiedenti asilo e che quindi sfuggono da fame, carestie, conflitti e persecuzioni, ma soprattutto dalle carenze di normative troppo rigide come la Bossi – Fini che nonostante le ampie critiche e le incessanti richieste di modifica resta in vigore, e dalla necessità di una più ampia visione europeista dei fenomeni migratori anche attraverso una legislazione europea più compiuta.

10 Settembre 2012 0

Migranti spariti: la disperazione delle madri tunisine. L’appello dello “Sportello dei Diritti” al governo italiano perché faccia chiarezza

Di Ermanno Amedei

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

Mentre si è consumata l’ennesima tragedia del mare di migranti disperati che dalle coste del nordafrica tentano migliori fortune nel Vecchio Continente, passata quasi solo come un titolo di una cronaca nera, quasi ordinaria, in Tunisia sono migliaia le madri e le famiglie che stanno cercando di capire che fine abbiano fatto i propri figli a partire dall’esodo dei 30.000 tunisini che è conciso con l’avvio di quella che è conosciuta come “primavera tunisina”.

Dall’inizio dello scorso anno sono, infatti, centinaia i giovani che partiti verso l’Italia con mezzi di fortuna oggi mancano all’appello e le famiglie li cercano da più di un anno senza sapere se sono morti o vivi e magari in uno dei centri d’accoglienza allestiti nel nostro Paese per la cosiddetta “Emergenza Nordafrica”.

Alcune stime dicono che sono tra gli 800 e 1000 i giovani tunisini dei quali a tutt’oggi non si hanno notizie e per i quali sarebbero iniziate le ricerche attraverso lo scambio incrociato di dati tra il governo del paese nordafricano e quello italiano senza raggiungere, almeno per quel che è dato sapere, alcun esito positivo.

Secondo le fonti del governo di Tunisi sulla base dei contatti con la diplomazia italiana, i migranti potrebbero essere nei centri, ma se non hanno fornito le loro vere generalità sarebbe impossibile la loro effettiva identificazione. E pur vero che, ad oggi, risulta incomprensibile come gli stessi non abbiano tentato almeno un contatto telefonico con le famiglie d’origine giacché l’Italia non lo vieta.

Se quindi, le speranze che siano ancora vivi si affievoliscono giorno dopo giorno, e mentre si attendono le risposte in Tunisia, si moltiplicano le mobilitazioni per scoprire la verità anche se tragica, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, rivolge un appello al governo italiano affinché si faccia carico di accertare con tutti i mezzi a disposizione se i cittadini tunisini che risultano scomparsi siano presenti sul territorio nazionale informando tempestivamente gli omologhi organi tunisini.

È evidente, però che è giunta l’ora di evitare che accadano ancora tragedie del mare come quelle che accadono ormai ordinariamente, coinvolgendo l’Unione Europea per garantire un permesso di soggiorno di un anno a tutti quei giovani che altrimenti per disperazione si sposterebbero clandestinamente su carrette del mare dalle coste del nordafrica ed in particolare dalla Tunisia, dalla Libia e dall’Egitto senza sapere se riusciranno a raggiungere l’agognata meta.

8 Settembre 2012 0

Strage di immigrati al largo delle coste di Lampedusa

Di Ermanno Amedei

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

Una tragedia annunciata, l’ennesima quella accaduta a circa dodici miglia dalle coste italiane. un barcone carico di clandestini si è ribaltato. Sono stati tratti in salvo 54 occupanti.

Ancora una volta, un barcone pieno di persone è si è ribaltato forse per l’eccessivo carico, forse per le avverse condizioni del mare, e non è mai arrivato in prossimità di Lampedusa, dove era diretto, ed è stato avvistato dagli uomini delle squadre di soccorso verso le due del mattino, spezzando le speranze di stranieri che scappano via dalle loro drammatiche esistenze nei loro paesi d’origine per trovare rifugio in quelli che vengono definiti “paesi sviluppati”.

Chi era a bordo parla di 100-110 occupanti a bordo della carretta del mare, ma al momento ne sono stati recuperati solo 54: quarantasei di loro sono riusciti a raggiungere a nuoto la vicina isola di Lampione, in territorio italiano, mentre gli altri sette ritrovati sono stati tratti in salvo dai mezzi di soccorso che si sono mobilitati immediatamente per le ricerche.

All’appello, quindi, mancherebbero circa 40 persone, che al momento risultano disperse, anche se gli uomini della Capitaneria di Porto Italiana stanno ancora verificando l’effettivo carico della barca.

Una delle versioni che più convincono gli inquirenti è che il barcone sia stato quasi trainato fino a Lampione da un’altra barca su cui erano gli scafisti e la tragedia sia avvenuta durante le fasi d’avvicinamento alla piccola isola.

In un momento in cui gli sbarchi continuano nel Salento alla Sicilia e Calabria, seminando decine e decine di morti nel Mediterraneo, ed è noto che migliaia sono coloro che sulle coste della Libia sono pronti a partire, il Governo Monti ha calato un velo d’indifferenza sul gravissimo problema.

In particolare accendendo i riflettori su questi fatti, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” sottolinea che moltissimi di coloro che sono arrivati oltre un anno fa dalla Libia in guerra, attende ancora un permesso di soggiorno umanitario.

La gran parte sono cittadini non libici, che da anni vi lavoravano che erano già fuggiti via dal loro paese per gravi motivi per cui chiediamo immediate risposte a tutela dei loro diritti ed affinché non si verifichino più tragedie quotidiane come quella accaduta in data odiernaStrage di immigrati al largo delle coste di Lampedusa.

Una tragedia annunciata, l’ennesima quella accaduta a circa dodici miglia dalle coste italiane. un barcone carico di clandestini si è ribaltato. Sono stati tratti in salvo 54 occupanti.

Ancora una volta, un barcone pieno di persone è si è ribaltato forse per l’eccessivo carico, forse per le avverse condizioni del mare, e non è mai arrivato in prossimità di Lampedusa, dove era diretto, ed è stato avvistato dagli uomini delle squadre di soccorso verso le due del mattino, spezzando le speranze di stranieri che scappano via dalle loro drammatiche esistenze nei loro paesi d’origine per trovare rifugio in quelli che vengono definiti “paesi sviluppati”.

Chi era a bordo parla di 100-110 occupanti a bordo della carretta del mare, ma al momento ne sono stati recuperati solo 54: quarantasei di loro sono riusciti a raggiungere a nuoto la vicina isola di Lampione, in territorio italiano, mentre gli altri sette ritrovati sono stati tratti in salvo dai mezzi di soccorso che si sono mobilitati immediatamente per le ricerche.

All’appello, quindi, mancherebbero circa 40 persone, che al momento risultano disperse, anche se gli uomini della Capitaneria di Porto Italiana stanno ancora verificando l’effettivo carico della barca.

Una delle versioni che più convincono gli inquirenti è che il barcone sia stato quasi trainato fino a Lampione da un’altra barca su cui erano gli scafisti e la tragedia sia avvenuta durante le fasi d’avvicinamento alla piccola isola.

In un momento in cui gli sbarchi continuano nel Salento alla Sicilia e Calabria, seminando decine e decine di morti nel Mediterraneo, ed è noto che migliaia sono coloro che sulle coste della Libia sono pronti a partire, il Governo Monti ha calato un velo d’indifferenza sul gravissimo problema.

In particolare accendendo i riflettori su questi fatti, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” sottolinea che moltissimi di coloro che sono arrivati oltre un anno fa dalla Libia in guerra, attende ancora un permesso di soggiorno umanitario.

La gran parte sono cittadini non libici, che da anni vi lavoravano che erano già fuggiti via dal loro paese per gravi motivi per cui chiediamo immediate risposte a tutela dei loro diritti ed affinché non si verifichino più tragedie quotidiane come quella accaduta in data odierna

3 Settembre 2011 0

Emergenza umanitaria, dai gma supporto ai soggetti attuatori

Di Ermanno Amedei

I Gruppi di Monitoraggio e assistenza, istituiti con decreto del 27 luglio del Commissario delegato per l’emergenza immigrazione dal Nord Africa – Capo Dipartimento della Protezione civile, e che dalla scorsa settimana hanno iniziato a operare nelle diverse regioni d’Italia, sono stati pensati e voluti dallo stesso Commissario per supportare i Soggetti attuatori nell’impegnativo compito dell’accoglienza ai migranti, per verificare il rispetto degli standard minimi di assistenza e l’omogeneità del trattamento sul territorio.

Il Gma, composto dai rappresentanti del Dipartimento della Protezione civile, del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, della Conferenza delle Regioni, dell’Unione delle Province Italiane, dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, dell’Unhcr, dell’Iom (International Organization for Migrations) e da Save The Children per l’aspetto legato ai minori, ha come missione quella di analizzare l’organizzazione realizzata a livello regionale e le condizioni dell’accoglienza diffusa sul territorio, non certo quella di giudicare superficialmente il lavoro fin qui svolto.

Le informazioni raccolte dal Gma sono utilizzate per supportare i soggetti attuatori e consentire, nel caso di necessità, il miglioramento degli standard previsti. L’obiettivo dei membri di tali gruppi di monitoraggio, dunque, non è esprimere giudizi, positivi o negativi che siano, al termine delle loro visite o definire una classifica dei migliori e dei peggiori Soggetti attuatori, ma piuttosto contribuire a un’uniformità del livello di accoglienza tra tutte le strutture nel solo interesse dei migranti ospitati.

2 Settembre 2011 0

Emergenza umanitaria, dalla struttura commissariale costante attenzione per i minori

Di Ermanno Amedei

La Struttura del Commissario delegato per l’emergenza umanitaria ha piena consapevolezza della problematica legata ai minori stranieri non accompagnati giunti in Italia nell’ambito dell’eccezionale afflusso di migranti dalle coste nordafricane, fatto per il quale è costantemente in contatto con le organizzazioni umanitarie presenti nelle strutture e con le quali è stato possibile, in questi mesi, superare diversi ostacoli.

Al momento, sull’isola sono presenti quattro bambini accompagnati, facenti parte di due nuclei familiari distinti. Il trasferimento in altre strutture di uno di questi nuclei familiari non è stato a oggi possibile per il fatto che uno dei due genitori è sottoposto a cure mediche mentre l’altro è in attesa di determinazioni da parte della magistratura; il secondo nucleo familiare sarà trasferito quanto prima, non appena si renderanno disponibili posti in una struttura adeguata.

Invece, a fronte di 2.467 minori non accompagnati arrivati a Lampedusa dall’inizio dell’anno, sono 201 quelli momentaneamente accolti nelle strutture dell’isola. È noto che il tempo di permanenza dei minori non accompagnati a Lampedusa è superiore a quello medio degli adulti (che, dalle statistiche, risulta essere di poco superiore ai cinque giorni); questo perché il loro trasferimento, anche in una fase emergenziale, deve essere effettuato con ogni tipo di garanzia, in strutture adeguate secondo quanto previsto dalla normativa vigente che tutela il superiore interesse del minore, con un percorso di integrazione fino al raggiungimento della maggiore età.

Proprio per garantire una gestione quanto più in linea con le procedure ordinarie dell’accoglienza dei minori, il Commissario delegato per l’emergenza umanitaria, con un decreto del 18 maggio ha nominato come Soggetto Attuatore per l’assistenza nei confronti dei minori stranieri non accompagnati il Direttore generale dell’Immigrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il dicastero presso il quale opera in ordinario il Comitato per i minori stranieri. E il Soggetto Attuatore, ogni volta che sul territorio si rendono disponibili luoghi adeguati per l’accoglienza, predispone le partenze da Lampedusa, cosa che avverrà nei prossimi giorni per circa 50 minori.

Infine, è bene sottolineare che le condizioni della ex base Loran sono già all’attenzione della Struttura commissariale. Infatti, grazie alla disponibilità del Provveditorato alle Opere Pubbliche della regione Siciliana, è stata pianificata una ristrutturazione del sito che però, come noto, è sottoposto a numerosi vincoli paesaggistici, fatto che rende i tempi di intervento difficilmente comprimibili.