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Omicidio Rea / Tracce di sangue nell’auto del marito

Foto Alberto Ceccon
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Ascoli Piceno
28 aprile 2011 ore 11:33

Tracce di sangue sarebbero state trovate dai carabinieri del Ris di Roma all’interno dell’auto del marito di Melania Carmela Rea, la 29enne trovata morta il 20 aprile nel bosco di Ripa di Civitella nel teramano dopo essere scomparsa due giorni prima dal parco di colle San Marco. La notizia sta rimbalzando sulle agenzie ma ancora non è stato stabilito a chi appartenga quel sangue. Ieri sera a “Chi l’ha Visto”, Salvatore Parolisi e i familiari di Melania hanno contestato chi sospettava che l’assassino della donna vada ricercato nell’ambito della sua famiglia. Lo stesso Parolisi ha ricordato che i suoi indumenti li ha consegnati spontaneamente lui ai carabinieri che stanno investigando e proprio su quei vestiti si sta lavorando. Inoltre ai sospetti che l’assassino potesse essere qualcuno del suo ambiente di lavoro, Parolisi ha risposto che ritiene quell’ambiente una sua seconda famiglia, e a parte qualche contrasto per la sua inflessibilità nell’addestrare le reclute, non riesce a credere che qualcuno possa odiarlo tanto da uccidergli la moglie. Intanto ieri, le attenzioni degli investigatori comandati dal colonnello Alessandro Patrizio coordinati dalla procura di Ascoli e quella di Teramo, hanno continuato ad ascoltare persone e in particolare un uomo che aveva mostrato interesse nei confronti di Melania. Sempre i carabinieri, però, starebbero seguendo una traccia che porta direttamente all’interno dell’ambiente di lavoro del caporalmaggiore del 235/o Rav di Ascoli. Il militare addestra militari donne.

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Un Commento a “Omicidio Rea / Tracce di sangue nell’auto del marito”

  1. elettra Scrive:

    Il marito alla trasmissione “Chi l’ha visto?” ha detto un sacco di incongruenze. I bagni più lontani distano appena cento metri, quindi non occorrono 20 minuti per raggiungerli. La moglie non torna dopo un ‘ora lasciandolo sola con la figlia e lui pensa ad uno scherzo…Esclude che l’omicidio sia da invididuare nell’ambito familiare, nè tanto meno nel suo ambiente di lavoro. meno che mai alle cosche mafiose, tanto più siamo ad Ascoli Picneo no a Teramo. Allora chi è stato il Gatto Mammone, oppure il fantasma Belfagor? I telespettatori mica sono dei cretini. Come era vestito quando è andato dal medico ad accompagnare sua moglie?

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