Hogan false, ancora una fabbrica scoperta dalla guardia di finanza

23 Ottobre 2009 Off Di redazione

Comntinua la lotta della guardia di Finanza di Caserta contro le imprese della “filiera del falso”. Le fiamme gialel hanno arrestato B. C., originario della provincia di Caserta, sorpreso mentre era intento nella materiale attività di contraffazione di calzature recanti il marchio Hogan, all’interno di un laboratorio artigianale sito nel comune di San Marcellino (Ce). In particolare, è stata applicata la circostante aggravante di cui all’art. 474 ter del codice penale prevista nei casi in cui i delitti di contraffazione di marchi e brevetti siano commessi in modo sistematico, ovvero attraverso l’allestimento di mezzi e attività organizzate. All’atto del controllo, infatti, le Fiamme Gialle accertavano all’interno del citato opificio 7 persone intende alla lavorazione di calzature riportanti il marchio di fabbrica della nota griffe HOGAN palesemente contraffatto.
Nell’immediatezza dei fatti, il signor B. C., rivendicava la piena proprietà e disponibilità della fabbrica, nonché dei materiali e delle attrezzature ivi custodite ed utilizzate per la fabbricazione delle scarpe.
La situazione logistica e la presenza degli operai intenti alla lavorazione delle calzature che si palesava agli occhi dei militari era l’inequivocabile espressione di un’accorta e ben strutturata organizzazione dedita alla contraffazione e, pertanto, svolta in modo sistematico.
L’attività di servizio condotta dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta conduceva al sequestro dell’opificio, esteso per circa 100 mq., nonché dell’intero campionario dei prodotti, finiti e semilavorati, rinvenuti e consistenti in nr. 1.632 scarpe completamente finite recanti il marchio HOGAN, nr. 48 scarpe in corso di lavorazione, n. 2 clichè in ottone recanti il marchio della griffe contraffatta per l’impressione in rilievo del segno distintivo e circa nr. 1.200 pezzi di materiale di consumo distinto tra fondi in gomma, tomaie e sottopiedi.
Sequestrati anche n. 14 macchinari utilizzati nelle varie fasi in cui si articolava l’intera filiera produttiva.
Successivi approfondimenti hanno consentito di appurare che i 7 lavoratori sorpresi nell’attività illegale non erano stati assunti regolarmente, con conseguente mancato rispetto, da parte del titolare della fabbrica, delle prescrizioni in materia contributiva, assistenziale e previdenziale.
Le particolari condizioni di precarietà e l’assenza dei minimali requisiti richiesti dalla vigente normativa di settore in tema di sicurezza dei luoghi di lavoro, rendevano necessaria l’attivazione dell’ASL territorialmente competente per l’accertamento delle connesse responsabilità.
Il responsabile dell’organizzazione logistica e lavorativa della fabbrica dei prodotti calzaturieri contraffatti è stato associato presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’A.G. procedente.