Bar, a Frosinone aperture e chiusure quasi in equilibrio: il saldo resta negativo

Bar, a Frosinone aperture e chiusure quasi in equilibrio: il saldo resta negativo

28 Settembre 2026 0 Di redazione

Frosinone – Anche in provincia di Frosinone il settore dei bar deve fare i conti con le difficoltà della desertificazione commerciale. Tra il 2019 e il 2025, secondo l’analisi di Confesercenti sull’andamento delle aperture e delle chiusure dei pubblici esercizi, il territorio frusinate ha registrato un numero di nuove attività e cessazioni sostanzialmente vicino. Il saldo, tuttavia, rimane negativo, a conferma della mancata crescita del settore.

Frosinone rientra nel gruppo delle province laziali – insieme a Viterbo, Rieti e Latina – dove aperture e chiusure si sono quasi compensate nel periodo analizzato. Un andamento diverso da quello registrato nelle grandi aree urbane, ma che non indica una crescita della rete dei pubblici esercizi.

A livello nazionale il quadro è più marcato: tra il 2019 e il 2025 hanno chiuso oltre 24mila bar, con un impoverimento del settore stimato da Confesercenti in oltre 7,2 miliardi di euro e una media di circa 11 chiusure al giorno.

Nei piccoli centri di provincia, secondo l’associazione, tra le cause principali ci sono lo spopolamento, la carenza di trasporti e la minore attrattività turistica. Nei capoluoghi e nelle grandi città incidono invece soprattutto la concorrenza e la difficoltà nella programmazione delle imprese.

«Sono dati che non possiamo ignorare, ogni serranda che si abbassa significa un’impresa che scompare, posti di lavoro che si perdono e un pezzo di vita dei nostri quartieri che viene meno», sottolinea Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio.

Il bar, aggiunge Pica, non è soltanto un luogo di consumo, ma anche «un presidio sociale, un punto di incontro e un servizio quotidiano per cittadini, lavoratori e turisti». Per Confesercenti, dunque, la desertificazione commerciale riguarda l’intera rete delle attività di prossimità e non soltanto i tradizionali negozi di vicinato.

Settembre è il mese scelto dall’associazione per la sensibilizzazione nazionale sul fenomeno, con l’obiettivo di coinvolgere anche i pubblici esercizi nella proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti.