Alla 5ª edizione del Premio Nazionale “Fede, Speranza e Carità” premiato il Ten.Col. Giuseppe Campoccio

Alla 5ª edizione del Premio Nazionale “Fede, Speranza e Carità” premiato il Ten.Col. Giuseppe Campoccio

30 Ottobre 2026 0 Di Felice Pensabene

   LATINA – Ancora un prestigioso riconoscimento per il Ten.Col Giuseppe Campoccio alla 5° edizione del Premio Nazionale “Speranza e Carità” che si è svolta il 26 ottobre scorso, presso la Curia di Latina, la quinta edizione del Premio Nazionale “Fede, Speranza e Carità” promosso e organizzato dal presidente Antonello Crocitti. Una giornata dedicata a dieci persone, dieci storie e dieci percorsi di vita diversi, uniti dalla capacità di affrontare le difficoltà con coraggio, forza e determinazione.

Un premio prestigioso per il Tenente Colonnello Ruolo d’Onore Giuseppe Campoccio, pluricampione paralimpico di atletica leggera nel settore lanci. Il suo riconoscimento ha un valore che va oltre il pur straordinario palmarès sportivo: nella sua figura si incontrano il servizio alle istituzioni, l’impegno nello sport e la capacità di trasmettere ai giovani un messaggio di concreta resilienza.

Il grado di Ufficiale nel Ruolo d’Onore richiama un legame profondo con le Forze Armate e con i valori che le animano: senso del dovere, disciplina, spirito di sacrificio. Campoccio ha saputo trasformare questi principi in una carriera sportiva di altissimo livello. Nelle discipline di peso, giavellotto e disco ha costruito un palmarès di 127 ori, 5 argenti e 3 bronzi, una continuità di risultati che racconta la determinazione di un atleta capace di fare della propria condizione un punto di forza e non un limite.

Il suo percorso mostra come l’esperienza istituzionale e quella sportiva possano rafforzarsi a vicenda: la prima fornisce metodo e senso di appartenenza, la seconda offre un linguaggio universale, capace di parlare a tutti, in particolare alle nuove generazioni. Una storia esemplare raccontare agli studenti in cui lo sport costituisce una testimonianza di coraggio e servizio.

L’aspetto distintivo del Premio, ideato e guidato dal presidente Crocitti, è la scelta di affidare le testimonianze dei premiati agli studenti delle scuole presenti in sala. In questo contesto la parola di Campoccio ha assunto un significato particolare: non il racconto di imprese sportive, ma una narrazione autentica di cosa significhi rialzarsi, fissare un obiettivo e perseguirlo con costanza. Un messaggio che, pronunciato da chi ha vissuto in prima persona la fatica e la conquista, che supera la retorica e arriva con immediatezza a un pubblico giovane.

È in questa capacità di comunicare valori attraverso l’esempio personale che si misura anche la dimensione sociale della sua figura: un atleta e un ufficiale che si fa testimone, contribuendo a diffondere una cultura dell’inclusione e del merito.

Accanto a Campoccio sono stati premiati altre figure istituzionali, sportive e del mondo dello spettacolo: Giada Canino, Luca Abete, Edoardo Raoli, Domiziana Mecenate, Fausto Vinci, Rosita Solano, Rosanna Scopelliti, Pietro Scarponi e Giovanni Vento. Un mosaico di esperienze diverse che ha confermato lo spirito del Premio: raccontare, attraverso storie vere, che coraggio e speranza possono assumere molte forme.

La giornata, vissuta con attenzione e partecipazione dai ragazzi, si è chiusa lasciando un messaggio chiaro: i valori della fede, della speranza e della carità prendono corpo nelle vite di chi, ogni giorno, sceglie di affrontare le difficoltà senza arrendersi. Dieci storie esemplari raccontate agli studenti dove lo sport è testimonianza di coraggio e servizio.