Categoria: Frosinone

6 Maggio 2010 0

Paliotta: “Basta con le guerre di Roma ai Volsci e ai Sanniti, serve un nuovo equilibrio regionale”

Di redazione
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“Questa non è una secessione da Roma né una battaglia contro Roma. Noi amiamo Roma ma è giusto che alle necessità della capitale rispondano tutti gli italiani e non solo gli abitanti della regione Lazio”. L’intervento è di Giuseppe Paliotta, assessore provinciale al riordino istituzionale, rapporti con la Regione e le province del Lazio, già assessore regionale per circa dieci anni, il quale racconta come in seno alle regione Lazio le province abbiano contato sempre poco. “Dei 73 consiglieri regionali 53 sono romani, i restanti 20 vengono dalle altre province. Questa è un’anomalia: nella regione Lombardia i consiglieri milanesi sono 12 su 70, eppure Milano è la seconda città d’Italia”. I numeri hanno la testa dura anche secondo l’assessore provinciale Giuseppe Paliotta che li usa per dare forza ai motivi che hanno fatto nascere “il Movimento delle Provincie del Lazio” presentato oggi ufficialmente presso Palazzo Gramsci, sede della provincia di Frosinone. “Diamo uno sguardo alla situazione delle infrastrutture – dice l’assessore. – Fatto cento il dato della media nazionale, Roma faceva segnare un 194 nel 1991, 200 nel 2001 e 214 nel 2007. Al contrario Frosinone che segnava 107 è sceso prima a 93 e poi ad 81. Lo stesso decremento che hanno subito indistintamente le altre provincie laziali”. Questi sono i dati dai quali deve partire ogni amministratore locale per porre mano ad un problema serio, quello di vivere in una regione dove c’è la capitale alla quale sono destinate l’80% delle risorse disponibili. Ben 22 milioni di euro per la manutenzione delle strade provinciali di Roma, eppure all’interno del Raccordo Anulare non esiste un centimetro quadrato di strada provinciale. Mentre a Frosinone che ne sarebbero spettati 9 milioni ne sono arrivati solo due. “La romanizzazione del territorio è iniziata con Roma che era in guerra con i Volsci e i Sanniti, e non ha mai avuto fine – dice Paliotta – È ora di cambiare strada” E la strada intrapresa è quella appunto del Movimento delle Provincie del Lazio che nei 27 articoli del suo statuto ricorda di ispirarsi “ai principi ed ai valori del regionalismo, dell’autonomia delle comunità locali, del rispetto dei territori e delle identità”.

6 Maggio 2010 0

Scolaresca francese visita il palazzo comunale di Frosinone, si tratta del progetto europeo dell’interculturalità.

Di redazione2

Il Sindaco di Frosinone Michele Marini ha ricevuto questa mattina, presso la Sala del Consiglio del Comune di Frosinone una delegazione di studenti e di insegnanti della scuola primaria “Saint Andrè” di Saint Maur De Fossés (Parigi).

Ad accompagnarli nella visita la coordinatrice del progetto Comenius, Antonella D’Emilia e il dirigente scolastico della scuola primaria Amedeo Maiuri, Mariano Monforte. La visita è inclusa nell’ambito del progetto europeo sull’Interculturalità.

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Nell’occasione il Sindaco Marini, nelle vesti di guida, e gli studenti hanno effettuato una corsa sull’ascensore inclinato entrato in funzione da poco più di un mese. Il percorso effettuato (piazza Vittorio Veneto – via Aldo Moro) ha destato molto entusiasmo e curiosità tra i ragazzi francesi che nell’occasione hanno scattato numerose fotografie.

Gli alunni di Saint Maur de Fossés sono ospiti presso le famiglie degli studenti della scuola Amedeo Maiuri con i quali stanno condividendo attività didattiche, sociali, culturali e musicali.

T.G

5 Maggio 2010 0

Confindustria sulla Marangoni: “La salute della gente prima di tutto ma no ad ostruzionismo inutile”

Di redazione

La preoccupazione del Presidente di Confindustria Frosinone espressa nel corso della conferenza stampa tenuta la scorsa settimana, era destinata a sottolineare come molti importanti progetti che le industrie del territorio stanno attuando, in particolare nel settore del recupero di efficienza energetica e nel trattamento degli scarti di lavorazione, non riescano ad uscire dall’incertezza, sia dei tempi, sia della loro effettiva realizzazione, a causa degli iter burocratici. Il caso della Marangoni, che è stato citato in quella occasione, peraltro, non è che l’ultimo di una serie di difficoltà che le aziende che operano in provincia di Frosinone hanno dovuto affrontare non appena si è trattato di fare investimenti per migliorare la competitività degli stabilimenti. “Nel caso in cui – dichiara Pigliacelli – venisse accertato che l’impianto di car-fluff della Marangoni non operasse nel rispetto delle regole, Confindustria Frosinone sarebbe la prima oppositrice del progetto, perché la tutela dei cittadini rappresenta un dogma per Confindustria. Quello che noi chiediamo è che prima di dare giudizi sommari ed affrettati, rischiando di danneggiare per sempre l’immagine di un’azienda, è che vengano fatti i dovuti accertamenti da parte delle autorità preposte, che ricordiamo non trattasi di società private, ma di soggetti pubblici, per cui al di sopra delle parti. Nel caso in cui però venisse stabilito che l’impianto effettivamente è in regola e che non ci sono rischi per la salute pubblica, non si dovranno ravvisare più motivi di ostruzionismo allo stesso”. Il Presidente di Confindustria Frosinone, Marcello Pigliacelli, inoltre, vuole sottolineare ancora una volta come Confindustria si ponga l’obiettivo di far crescere l’economia del territorio attraverso lo sviluppo delle imprese, obiettivo che può essere raggiunto solo se queste si trovano ad operare certamente nel rispetto delle regole ma anche in un contesto che non si mostri ostile nei loro confronti. Un contesto nel quale quindi le procedure ed i tempi di autorizzazione siano certi e rapidi, come avviene in altri Paesi avanzati dove operano i nostri concorrenti. “Questo è un tema che non ci stancheremo mai di evidenziare” ricorda Pigliacelli, che prosegue: “Ricordo quanta attenzione Confindustria Frosinone abbia posto al risanamento della Valle del Sacco con un protocollo firmato proprio dall’Amministrazione Provinciale e dalla Coldiretti e gli ingenti investimenti professionali ed economici che da quattro anni sta dedicando per la realizzazione dell’unico rapporto sull’ambiente e la sicurezza delle imprese del nostro territorio, il primo realizzato non solo nella nostra provincia o nella nostra regione, ma credo di poter sostenere anche in Italia. Iniziative e proposte concrete”. “Per noi la crescita sostenibile è un valore – continua il Presidente – così come la salute dei cittadini, molti dei quali, voglio ricordarlo, sono imprenditori, manager e maestranze dei nostri stabilimenti. Peraltro, sia Confindustria Frosinone che l’azienda ribadiscono la propria disponibilità ad un incontro in un tavolo tecnico per fornire, con dati alla mano, tutti i chiarimenti del caso. Resta però aperto il problema relativo al fatto che le nostre aziende sono strette da labirinti normativi e procedure complesse stabilite dal legislatore a garanzia della collettività. Si rimane quindi sorpresi – conclude Pigliacelli – quando poi si contestano e si mettono in dubbio le valutazioni di quegli Enti ai quali la legge ha delegato le specifiche competenze”.

5 Maggio 2010 0

Confartigianato Frosinone fa bella figura al Pastatrend

Di redazione

Come promesso, con grande successo, hanno promosso ancora di più le qualità del piatto più amato degli italiani: la pasta fresca artigianale. Di ritorno da PastaTrend, il grande salone della pasta che si e’ concluso qualche giorno fa a Bologna, Marco Paniccia, di Confartigianato Frosinone in missione in rappresentanza della provincia e dell’intera regione Lazio, tira un sospiro di sollievo. “E’ stato stancante ma decisamente soddisfacente e anche divertente!” ha commentato, dopo essere rientrato al lavoro nella sua ormai famosa attività “Mani in Pasta” a Frosinone. PastaTrend ha riunito per la prima volta in Italia 150 espositori legati alla filiera grano duro-pasta conquistando in quattro giorni l’attenzione di 22.261 visitatori. Insomma una vetrina d’eccezione per Confartigianato, unica associazione in rappresentanza della categoria degli artigiani visto l’accordo di partnership stretto con Pastatrend. Marco Paniccia, presente allo stand con i suoi ragazzi, è il Presidente regionale dei pastai artigiani Lazio, membro del direttivo nazionale Pastai artigiani, tra i soci fondatori dell’Accademia di Confartigianato “Alimentarti & Sapori Form”. L’obiettivo del cuoco ciociaro e dei suoi colleghi, era quello di entrare con prepotenza sul palco della fiera internazionale e mostrare le tecniche e le fasi di produzione della vera pasta fresca artigianale. “Ci siamo riusciti appieno – ha detto – e abbiamo catalizzato l’attenzione dei tanti presenti. La gente, infatti, è rimasta colpita dalla preparazione della pasta a mano e gli stessi organizzatori sono rimasti soddisfatti per la visibilità dello stand che, anche grazie ai ragazzi dell’alberghiero della provincia di Frosinone che ci hanno aiutato, era molto vivace e movimentato. Sono arrivati tanti complimenti e per noi è una grande soddisfazione”. Paniccia, nonostante la giovane età, ormai da anni è dedito alla valorizzazione del territorio e dei prodotti tipici. Lo dimostrano le diverse manifestazioni e apparizioni in programmi televisivi (tra cui Geo&Geo condotto da Sveva Sagramola), la partecipazione ai tavoli della Consulta della Provincia di Frosinone per lo sviluppo dell’agricoltura oltre all’impegno profuso per “Alimentarti & Sapori Form”, l’Accademia che da qualche anno sta diffondendo nella provincia di Frosinone i valori e le virtù della cucina e pasticceria artigianale. “Il contributo che ha dato e gli apprezzamenti che ha ricevuto – ha commentato al ritorno il presidente di Confartigianato Frosinone Augusto Cestra – non sono stati altro che una conferma per Confartigianato delle qualità e capacità di Marco Paniccia che, insieme a tutta la struttura di Alimentarti e Sapori Form capeggiata dall’eccellente Ernesto Gargani, si sta confermando risorsa eccellente sia per le strutture del nostro sistema che per tutta la provincia nonché propositivo all’interno di organismi che ne fa parte”.

4 Maggio 2010 2

Fiat, Palombella (Uilm) a Cassino: “Condividiamo il piano Marchionne e crediamo nel salvataggio di Pomigliano”

Di redazione

“C’è veramente da essere orgogliosi della produzione automobilistica italiana dopo aver visitato lo stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano ”. Lo ha detto Rocco Palombella, segretario generale UILM, nel corso dell’attivo dei delegati della Uilm di Frosinone, che si sta svolgendo a Cassino. “In questo territorio – ha sottolineato Palombella – esiste un sito che ha un eccellente capacità produttiva ed un consistente numero di modelli da avviare al mercato. Oggi, incontrando il “menagement” del sito della casa torinese in provincia di Frosinone e visitando l’intero stabilimento possiamo affermare la validità del prodotto nazionale e, soprattutto, l’importanza in prospettiva di un modello come la nuova “Giulietta” dell’Alfa Romeo. Qui si possono sfruttare al meglio le tecniche di lavorazione applicando quanto previsto dal piano industriale della Fiat, secondo cui la produzione passerà dalle attuali 130.000 a 400.000 unità prodotte nel 2014. Oltre alla “Giulietta” in questo stabilimento verranno prodotte la nuova Bravo Fiat e la Delta Lancia e, ancora per quest’anno, la Croma “. Il leader della Uilm ha anche fatto riferimento alla trattativa in corso oggi a Pomigliano d’Arco: ”lo stanziamento di 700 milioni di euro per lo stabilimento campano – ha detto – è soggetto ad un accordo sindacale che la UILM è intenzionata a determinare, perché condivide il piano industriale presentato da FIAT ad investitori e sindacati lo scorso 21 aprile a Torino”. Palombella ha anche espresso tutto il suo plauso all’organizzazione ciociara dei metalmeccanici UIL , dato che da circa 10 anni è il primo sindacato all’interno della fabbrica di Piedimonte San Germano e nelle società dell’indotto ad essa collegate. Infine, il sindacalista ha rivolto anche un pensiero allo stabilimento di Termini Imerese in Sicilia: “La casa torinese – ha concluso – ha deciso di investire 20 miliardi di euro per la produzione italiana, considerando il 65% di questa produzione destinata all’estero. Rispetto a tale mole di investimenti continuiamo a ritenere che ci possano ancora essere margini di trattativa per salvare la Mission produttiva del sito siculo”.

4 Maggio 2010 0

Truffa ai danni dello Stato, 20 milioni sequestrati al senatore Ciarrapico

Di redazione

Truffa ai danni dello Stato, questo il reato ipotizzato dalla procura di Roma a carico di cinque persone tra cui il senatore Giuseppe Ciarrapico e il figlio Tullio. La guardia di finanza, questa mattina, ha sequestrato mobili e immobili per un valore che supera i 20 milioni di euro tra aziende quote societarie e lussuose imbarcazioni. Le indagini sono partite alcuni anni fa e avrebbero solcato i finanziamenti per l’editoria arrivado, nel 2007, a sequestrare circa 5 milioni di euro erogati per i quotidiani del senatore del PdL. Si sarebbe poi iniziato a scavare sui finanziamenti precedenti e risalenti fino al 2002 per cui i sequestri scattati oggi tra Roma, Milano e Frosinone sarebbero a recupero del danno subito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria. Insomma, i giornali del senatore Ciarrapico ricevevano fondi senza averne il diritto, o almeno questo ipotizza la procura di Roma. “Un avviso di garanzia non invecchia mai e può far sempre comodo se si tratta di un senatore del Popolo della libertà”, ha dichiarato il senatore all’Adnkronos. “E’ la stessa indagine del 2005 promossa dalla dottoressa Marazza, pm nota per la sua contiguità con il pubblico ministero De Magistris concorrente politico di Di Pietro. Un’indagine ”dormiente a tutt’oggi e oggi guarda caso ritirata fuori per aumentare i rumors giudiziari a carico del Pdl. Chi più ne ha più ne metta”. Per quanto concerne le quote societarie oggetto di sequestro, dato che riguardano società che non operano solo nel campo dell’editoria, gli inquirenti, tramite il custode giudiziale hanno assicurato la continuità funzionale.

4 Maggio 2010 0

Mancano medici e infermieri, 60 mila interventi l’anno nel pronto soccorso di Frosinone, lievitano le richieste il personale è ridotto e lavora sotto stress

Di redazione2

Con 60 mila interventi all’anno, il pronto soccorso Umberto I° di Frosinone si avvicina ai numeri dei pronto soccorso romani con la differenza che il personale in provincia è dimezzato. Una situazione critica nella quale operare in sicurezza è difficile soprattutto a breve quando l’ospedale sarà trasferito in via Armando Fabi con la qualifica di dea di secondo livello. In quel caso occorreranno almeno 20 medici in più. “…La situazione è difficile da gestire in questo modo – secondo quanto ha riferito il Dott. Roberto Papitto, direttore dipartimento emergenza dell’Umberto primo di Frosinone – i numeri degli interventi ci avvicinano ai pronto soccorso romani ma con un quarto di personale a gestirli. Mancano infermieri e personale ausiliario. Almeno nel mio reparto ne occorrono 10 per turno. Cinque infermieri e 5 ausiliari. Questa la situazione per quanto riguarda l’Umberto I° a viale Mazzini, quando l’ospedale sarà trasferito nella nuova sede di via Armando Fabi le criticità aumenteranno. Gli spazi saranno più grandi e bisognerà competere con quello che un Dea di secondo livello richiede: medici specializzati. Si parla di almeno un pediatra, un cardiologo, un anestesista per turno. In tutto 20 medici in più..”. Attualmente la situazione del personale medico e infermieristico è seria, mancando i numeri manca l’assistenza adeguata nei reparti, non ci sono abbastanza infermieri per operare in corsia e nei pronto soccorso. Le professionalità vengono acquisite dall’esterno con grandi spese da parte della Asl. Gli anestesisti – secondo fonti sindacali – sono quelli che costano di più e maggiormente ricercati. Il personale infermieristico della provincia guadagna meno rispetto ai pari livello delle Asl capitoline, 300 euro in meno in busta paga ogni mese. La denuncia era stata già inoltrata dalla funzione pubblica Cgil di Frosinone.

Tamara Graziani

2 Maggio 2010 0

Coldiretti: “Rimoduliamo le risorse destinate al settore vino”

Di redazione

“Rimodulare le risorse dell’Organizzazione Comune di Mercato per il settore del vino affinchè vadano in quella direzione cara a Coldiretti che guarda a valorizzare il settore per accompagnare le imprese al mercato e renderle più competitive e redditizie”. Questo secondo il direttore provinciale della Coldiretti di Frosinone, Gianni Lisi, l’obiettivo da perseguire nella nostra regione e in Ciociaria per il settore del vino. “Le imprese che fanno parte di questo comparto in provincia di Frosinone e nel Lazio – ha aggiunto Lisi – rappresentano numeri importanti: 30mila ettari di terra distribuiti a viti nel Lazio, di cui 9.000 a produzione Doc e Docg; 60.000 le imprese. La strada che Coldiretti indica per il rilancio del settore del vino è emersa durante i lavori di un interessante incontro che si è tenuto recentemente presso il consiglio regionale del Lazio. La Comunità Europea ha emanato un regolamento che, seppur rivisto di recente, appare ancora dominato da una vecchia logica: quella dell’assistenzialismo. Questo all’organizzazione presieduta da Loris Benacquista non piace affatto. “Non consideriamo una vittoria il fatto di riconoscere 1.900 euro ad ettaro per distruggere il raccolto con la cosiddetta vendemmia verde – ha precisato Lisi- – questo aiuto va circostanziato e pensato solo per situazioni estreme. Come questa, il regolamento comprende altre misure che non aiutano uno sviluppo reale, competitivo. Le nostre aziende devono vivere con il reddito e l’OCM rappresenta l’esatto opposto di ciò che intendiamo per reddito. Non possiamo andare in quella direzione, verso un atteggiamento di povertà. Va fatta una scelta: chiediamo alle istituzioni politiche di sposare il nostro “decalogo” – i dieci punti sui quali Coldiretti ha chiesto l’impegno della Giunta Regionale per i prossimi 5 anni – ma soprattutto l’adesione al progetto della Filiera Agricola tutta Italiana. Sappiamo che l’Europa sarà sempre più allargata, con Paesi che hanno più da chiedere che da dare, noi dobbiamo andare in un’altra direzione che non è quella grande distribuzione che dice’ faccio io il prezzo. E’ questa la sfida che vogliamo vincere”.All’incontro a Roma ha preso parte il neo Assessore alle politiche agricole e alla valorizzazione dei prodotti territoriali Francesco Battistoni al quale, come primo impegno, è stato chiesto di attivarsi affinché non siano persi i finanziamenti legati al P.S.R. Presente in sala anche il consigliere regionale Francesco Scalia ex assessore regionale. Questa regione – ha concluso Lisi – si regge con l’economia delle piccole e medie imprese, per tale motivo vogliamo partire dal territorio e dai suoi valori, dalle sue identità: dalla cultura, dal turismo, dall’ambiente, valori sostenuti dall’enogastronomia, dunque dall’agricoltura”.

1 Maggio 2010 0

Frosinone: 1 Maggio, festa del lavoro che non c’è.

Di redazione2

600 aziende in cassaintegrazione, ritardi nell’erogazione degli stipendi, aziende prestigiose sull’orlo del fallimento. Altro che festa del primo Maggio per i lavoratori quello di quest’anno è un giorno di lutto. Muoiono le aziende, spariscono centinaia di posti di lavoro, la produzione scompare ed il futuro di questa provincia si preannuncia sempre più carico di nuvole. I dati sono allarmanti, i tribunali trasbordano di cause di lavoro, L’Inps di Frosinone arranca nell’erogazione della cassa integrazione perché attinge dai fondi regionali che sono pochi rispetto all’emergenza territoriale. Gli operai assediano le entrate per sollecitare i pagamenti succede a Frosinone e Cassino. Ci sono più di 3 mila persone di età compresa tra i 40 ed i 50 anni che rischiano di perdere il lavoro. Hanno raggiunto una professionalità di tutto rispetto ma diventa difficile ricollocarli. Non solo la Videocon, ma c’è anche la Biomedica Foscama di Ferentino. 180 persone, 100 informatori scientifici del farmaco ed 80 addetti tra specialisti nelle vendite, addetti alla produzione. Eppure il settore chimico è quello che innalzava il livello della provincia a livello produttivo con commesse all’estero. L’emergenza occupazione in provincia di Frosinone è una piaga sociale senza precedenti. Le ricadute economiche sul territorio sono evidenti. Si acquista il giusto necessario per mandare avanti la famiglia. IL denaro non circola e le attività commerciali ne risentono. Al sistema di fabbrica non c’è alternativa. La provincia d Frosinone non ha sbocchi immediati nel turismo o in altre attività che possano portare reddito. Il lavoro nero si afferma con prepotenza tra il consenso di uomini e donne che pur di racimolare qualcosa rischiano anche la propria vita e trascurano dettagli importanti come i contributi che un giorno diventeranno pensione. Usciti dalle scuole i ragazzi non trovano sbocchi professionali, i privilegiati scelgono facoltà universitarie i meno fortunati si rimboccano le maniche alla ricerca di un contratto. Le uniche risposte sono i call center con contratti a tempo determinato, lavori mal retribuiti e senza garanzie, 12 ore in piedi per trenta euro ad esempio. Non si tratta di gavetta ma di sfruttamento senza sbocco e garanzie professionali. Quelli che al 1 maggio 2010 il lavoro ce l’hanno, e potrebbero festeggiare, forse esitano dal momento che gli stipendi non sono rapportati al costo reale della vita e 1000 euro al mese non bastano. Per non parlare delle pensioni sono basse in sofferenza anche la categoria degli ex lavoratori. I motivi per scendere in piazza sono molti pochi quelli per festeggiare. Tamara Graziani

30 Aprile 2010 0

In canoa puliscono il laghetto, tra i rifiuti anche un carrello della spesa

Di redazione

Come avviene ormai da venti anni i volontari della Associazione Italia Nostra ed i canoisti hanno pulito in maniera ecologica il laghetto della villa comunale di Cassino. “Maniera ecologica – spiega il presidente Angelo Spallino – significa asportare solo le alghe eutrofiche ed i rifiuti impigliati in esse e nelle piante acquatiche oltre ai rifiuti presenti sul fondo. Sono state recuperate dai ragazzi della canoa almeno cento lattine di alluminio, dieci bottiglie di vetro, un recipiente da muratore, la base di un computer, tre secchielli di plastica, un barattolo gigante di nutella (vuoto): per questo gia’ si pensa di averne individuato la provenienza. Per buona misura , sotto il ponte di via gari, e’ stato recuperato un carrello di supermercato buttato da qualche imbecille”. Questo, secondo il presidente di Italia Nostra è l’indice di “come qualcuno sia mentalmente disturbato per fare cose del genere”. Il carrello, riempito con i rifiuti recuperati, è stato così definito “monumento alla umana imbecillità”. Dopo la pulizia non è stato più possibile trattenere i tanti bambini che, come ogni anno, aspettavano per fare il tradizionale giro in gommone e canoa; della supposta paura dei bimbi ne hanno approfittato anche alcuni genitori che hanno accompagnato i figli nel giro del laghetto. E della assoluta gratuità e spensieratezza della manifestazione ne ha approfittato più di qualche bambino per fare il bis ed il tris, accontentato con gioia dai ragazzi del kayak diretti dall’istruttore Sergio Amato. Molti sono stati i bambini entusiasti che hanno fatto fin da ieri la richiesta di essere iscritti al corso di canoa che inizierà fra pochi giorni. Così con ecologia e con divertimento sono nati negli anni i tanti Campioni di Canoa di Cassino.